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“Imprese agricole” intervista il presidente Carlo Carofolini

21 Ott

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21 ottobre 2009 07:18
"Imprese agricole" intervista il presidente Carlo Carofolini
1) dal loro punto di vista "privilegiato", i consumatori cosa possono suggerire agli operatori agricoli per risollevare le sorti di un comparto che, dati alla mano, appare in piena crisi?
La strada del rilancio passa dal rafforzamento della competitività dei nostri prodotti attraverso il potenziamento del legame tra agricoltura e industria agroalimentare, la riorganizzazione delle filiere agroalimentari, la valorizzazione di un lavoro di qualità come condizione necessaria per un’agricoltura di qualità, la riduzione dei costi di produzione e di sistema (terreno, credito, oneri contributivi, energia, assicurazioni, acqua, amministrazione), l’impulso alla ricerca e al trasferimento dell’innovazione alle imprese.
2) caro prezzi: i consumatori ritengono che la colpa vada addebitata ai produttori o che le responsabilità vadano ricercate in altre direzioni, individuando altri attori della filiera?
Le responsabilità vanno cercate nei tanti anelli intermedi, nei tanti passaggi che causano aumenti di prezzi del 100, 200, in qualche caso addirittura 1000 per cento.
Si pensi al latte, il cui prezzo dalla stalla alla tavola aumenta del 241%, oppure al settore dei salumi e della carne, con gli allevamenti che stanno chiudendo perché i ricavi non riescono a coprire i costi di produzione saliti a livelli insostenibili, mentre i prezzi al consumo sono alle stelle. Si pensi che, in media, per l’insieme dei prodotti alimentari i prezzi aumentano di cinque volte dal campo alla tavola e che per ogni euro speso dai consumatori ben 60 centesimi vanno alla distribuzione commerciale, 23 all’industria e solo 17 centesimi agli agricoltori
3) trasparenza, tutela salute e qualità: vostre osservazioni su tali temi per migliorare il rapporto settore agricolo – consumatori finali
Oggi è necessario garantire un miglioramento della qualità, valorizzare le peculiarità dei prodotti e il rapporto fra prodotti e territorio, assicurare una adeguata informazione al consumatore e tutelare le tradizioni alimentari e la presenza nei mercati, con particolare riferimento alle produzioni tipiche, biologiche e di qualità
4) vi sono in itinere specifici progetti che tendono ad avvicinare maggiormente i consumatori al settore agricolo?
Importanti iniziative in questo senso sono state realizzare, quali ad esempio:
“Spesa in Fattoria” che intende promuovere la tipicità del territorio e stabilire un contatto tra produttori e consumatori.
“FarmersMarket”  La cosiddetta “filiera corta”; il mercato contadino che ha lo scopo di vendere frutta e verdura di stagione con il minor numero di passaggi della merce prima di arrivare alla vendita al dettaglio.
“Fattorie didattiche”: Per i bambini che vivono in città si rinnova quindi l’occasione di soddisfare alcune curiosità quali: come si munge una mucca per ottenere il latte che poi serve a fare il formaggio; come si produce la farina che serve per fare il pane e i biscotti; da dove arriva e come si fa a prendere il miele; la polenta; ecc…
5) come migliorare il rapporto tra agricoltura e giovani consumatori?
In Piemonte per esempio l’anno scorso hanno realizzato un’iniziativa per la promuovere la cultura rurale alle giovani generazioni, un’ iniziativa che ha l’obiettivo di diffondere la cultura rurale tra i ragazzidelle scuole tramite attività didattiche e formative che ha coinvolto enti quali la Regione, l’Ufficio Scolastico Regionale e le rappresentanze regionali di Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Federazione Cooperative Agricole e Agroalimentari, e Legacoop.
E’ fondamentale coinvolgere i giovani nelle tematiche legate all’alimentazione; far conoscere ai bambini attraverso racconti, laboratori ed esperienze sensoriali, l’agricoltura, l’ alimentazione, l’ educazione ambientale e la salute già a scuola, attraverso alunni e corpo insegnante.
 6) altre eventuali vs. considerazioni sul tema agricoltura – consumatori
La nostra agricoltura ha il primato delle Dop, le produzioni agricole italiane sono conosciute, apprezzate ed anche copiate sui mercati internazionali. Il settore agroalimentare rappresenta una percentuale importante nella formazione della ricchezza nazionale prodotta. Nonostante questa cornice però i conti non tornano e non tornano soprattutto, se non esclusivamente, nelle tasche degli agricoltori, di chi, in ultima analisi, è il protagonista principale di questa produzione. Questa semplice ed universalmente riconosciuta considerazione, ci fa comprendere che l’origine del prodotto, l’etichettatura, la tracciabilità, ecc. sono misure necessarie, utili e condivise, ma non sufficienti.
La qualità ha bisogno di essere protetta, valorizzata e, soprattutto accompagnata sui mercati interni ed internazionali.
 
 
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Pubblicato da su 21 ottobre 2009 in Notizie & Politica

 

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