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Il tram continua a mietere vittime

23 Ott

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22 ottobre 2009 10:55
Il tram continua a mietere vittime
Ennesima vittima del tram. In confronto a Padova saranno anche pochi, ma il numero di ciclisti e motociclisti che finiscono con la faccia sull’asfalto perché si infilano all’interno delle rotaie del tram, aumenta di giorno in giorno. Questa volta è toccato a Gabriella Ramon, 41 anni, residente in via Rielta. Il punto incriminato di via San Donà dove è caduta la donna, è sempre il medesimo. Lo stesso dove è volato a terra Benito Cecchinato, all’altezza della Coop. Ieri mattina la donna si è recata nella sede dell’Adico di via Volturno, per parlare con l’avvocato Patrizia Tagliapietra, che seguirà la sua pratica e chiederà il risarcimento danni al Comune. Giovedì scorso Gabriella Ramon stava percorrendo via San Donà in direzione Mestre. <<Alla confluenza con via Monte Pelmo – racconta – ci sono lavori in corso, così ci si deve per forza allargare per poi rientrare. Una volta che mi sono portata in centro strada, la ruota anteriore si è incastrata all’interno della feritoia e sono volata a terra, finendo la corsa contro la fermata del tram che si trova subito dopo, rialzata e dunque molto pericolosa>>. Una brutta caduta. La donna è stata soccorsa immediatamente da chi si trovava nei paraggi. I sanitari del Suem l’hanno medicata e portata al Pronto soccorso. Il suo volto è ancora segnato dalle ferite riportate. Ha botte per tutto il corpo, ematomi esterni e interni, persino in bocca: i medici le hanno dato dei punti tra il naso e il labbro, ma è soprattutto una parte del viso e dello zigomo che la preoccupano. Sull’occhio ha ancora dei versamenti di sangue. <<In un primo tempo si temeva che mi fosse rientrato lo zigomo, pericolo poi scampato>>. Per guarire ci vorrà del tempo. <<Chi devo ringraziare p er le cicatrici che mi rimarranno?>> domanda. La donna ha deciso di aderire al comitato lanciato da Claudio Cecchinato, il figlio dell’anziano caduto nello stesso punto il 23 settembre, ancora convalescente dopo la rottura del setto nasale. <<Lo facciamo per noi – spiega il marito Lanfranco Crosara – ma anche per i nostri figli, che hanno 14 e 19 anni e non vorremmo che accadesse loro qualche cosa di grave. Il tram è stato costruito per non inquinare, ma se impediscono ai cittadini di utilizzare la bici, che senso c’è in tutto ciò?>>.  Cecchinato ribadisce quanto annunciato: <<A breve – spiega – ci faremo conoscere da tutti, scendendo in piazza. Unendoci possiamo avere più voce in capitolo per ricercare le responsabilità>>. <<Così come preannunciato – commenta il presidente dell’Adico Carlo Garofolini – le richieste di risarcimento aumentan o e fino a che la strada non sarà messa in sicurezza, ci saranno sempre persone che cadono. Invitiamo chi è rimasto vittima della rotaia a rivolgersi a noi per ricevere assistenza>>.  Info: 041.5349637 info@associazionedifesaconsumatori.it
 
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Pubblicato da su 23 ottobre 2009 in Notizie & Politica

 

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