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Archivio mensile:aprile 2012

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BIAGIO ANTONACCI – PAZZO DI LEI


 
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Pubblicato da su 22 aprile 2012 in Musica

 

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ANNA OXA – DONNA CON TE


 
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Pubblicato da su 21 aprile 2012 in Musica

 

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ANNA OXA – PAGLIACCIO AZZURRO


 
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Pubblicato da su 20 aprile 2012 in Musica

 

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Digressione

A tutti gli amici di FB : Posso chiedervi una cortesia su una cosa che mi sta molto a cuore? C’è qualcuno disposto a pubblicare questo messaggio e lasciarlo sulla sua bacheca per 1 ora? Questa è la settimana dell’educazione speciale, dell’autismo, dell’ADHD (deficit di attenzione), della dislessia … e il mese della sensibilizzazione. Per tutti i bambini che lottano ogni giorno per avere successo … e di coloro che li aiutano…..COPIA E INCOLLA……GRAZIE

A tutti gli ami…

 
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Pubblicato da su 20 aprile 2012 in Notizie & Politica

 

DUE SUICIDI AL GIORNO PER LA CRISI. E’ UN VERO E PROPRIO ALLARME SOCIALE


La crisi economica ha i suoi effetti non solo sui disoccupati, ma anche fra imprenditori e lavoratori autonomi. Sono stati 362 nel 2010 i suicidi dei disoccupati, superando i 357 casi del 2009, che già rappresentavano una forte impennata rispetto ai 270 accertati in media del triennio precedente (rispettivamente 275, 270 e 260 nel 2006, 2007 e 2008), confermando la correlazione tra rischio e integrazione nel tessuto sociale. E’ quanto emerge dal Secondo rapporto Eures Il suicidio in Italia al tempo della crisi. La situazione economica non ha effetti solo sui ‘senza lavoro’, ma anche anche fra imprenditori e autonomi, inducendo al suicidio molti artigiani, commercianti o comunque imprenditori ‘autonomi’. Secondo l’Eures nel 2010 in questa categoria ben 336 si sono tolte la vita, contro i 343 del 2009. Solo nei primi mesi del 2012 1, 23 imprenditori si sono tolti la vita.
Fattori di rischio. Lo studio definisce “molto alto il rischio suicidario” nella componente della forza lavoro direttamente esposta all’impatto della crisi. Nel 2010 si sono contate 192 vittime tra i lavoratori in proprio (artigiani e commercianti) e 144 tra gli imprenditori e i liberi professionisti (sono state 151 nel 2009), costituite in oltre il 90% dei casi da uomini, confermando come tutte le variabili legate a fattori materiali presentino “indici di mascolinità superiori a quello già elevato rilevato in termini generali”.
Le percentuali crescono nella fascia degli esodati.Secondo lo studio però i rischi di suicidio nei momenti di difficoltà economica sarebbero più alti tra disoccupati e imprenditori, meno invece tra i dipendenti. Considerando l’indice di rischio specifico (suicidi per 100 mila abitanti della medesima condizione) sono i disoccupati a presentare l’indice più alto (17,2), seguiti con scarti significativi dagli imprenditori e liberi professionisti (10) colpiti dalle fluttuazioni del mercato e dai ritardi nei pagamenti per i beni e servizi venduti (in primo luogo da parte della Pubblica Amministrazione) e dalla conseguente difficoltà di accesso al credito. Seguono i lavoratori in proprio (5,5) e chiudono la graduatoria del rischio i “più tutelati” lavoratori dipendenti (4,5). Soltanto di poco più alto, infine, l’indice di rischio suicidario degli inattivi (pensionati, casalinghe, studenti, eccetera).
Il rischio suicidio è inoltre sempre più in agguato nella fascia dei cosiddetti esodati, in genere di età compresa tra i 45 e i 64 anni, facendo segnare un incremento di casi del 12,6% nel 2010 rispetto al 2009 e del 16,8% rispetto al 2008.
La fiaccolata silenziosa. Per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla crisi delle piccole e medie imprese, domani alle 20, si terrà una fiaccolata silenziosa a Roma, al Pantheon. Imprese e lavoratori sfileranno insieme, con un pensiero a tutti coloro che, strangolati da debiti con banche e fornitori, hanno scelto di togliersi la vita. Si chiama ‘Silenziosamente’, ed è la manifestazione congiunta organizzata da 20 sigle tra sindacati, associazioni e confederazioni, tra cui Cgil, Cisl, Uil, Confcommercio, Federlazio e Unindustria.
I dati complessivi. Complessivamente, dopo l’aumento dei suicidi registrato nel 2009 (+5,6% rispetto al 2008), prosegue nel 2010 la crescita del fenomeno (+2,1%). I suicidi accertati in Italia salgono a 3.048 (sono stati 2.986 nel 2009 e 2.828 nel 2008). L’incremento, che investe trasversalmente la popolazione, coinvolge la componente maschile (+2,4%) in misura maggiore di quella femminile (+0,9%), consolidando la caratterizzazione al maschile del fenomeno: nel 2010 l’indice di rischio suicidario risulta tra gli uomini quattro volte superiore a quello delle donne (8,2 a fronte di 2,1). Secondo la fotografia dell’Eures sono aumentati nel 2010 i suicidi nelle regioni del Centro-Nord; ma a livello territoriale il primato se l’è aggiudicato la Lombardia (con 496 casi, +3% rispetto al 2009), seguita dal Veneto (320, pari al 10,5% del totale, con un aumento del 16,4% sul 2009) e l’Emilia Romagna (278, 9,1%).

Fonte: repubblica.it

 
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Pubblicato da su 19 aprile 2012 in Notizie & Politica

 

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Dl fiscale, no all’esenzione per anziani e disabili


Le agevolazioni fiscali per anziani e disabili ricoverati in ospizi e ospedali e per le proprietà immobiliari degli italiani all’estero saranno a carico dei comuni. Le amministrazioni locali potranno disporre l’agevolazione sulla prima casa, nel caso questa non sia abitata per motivi sanitari, facendosi carico del mancato gettito statale, quindi coprendo il 100% dell’esenzione.

LE MODIFICHE – Nel frattempo l’iter parlamentare per la conversione del decreto legge sulla delega fiscale procede a passi spediti, anche grazie alla fiducia annunciata dal governo. Il voto è previsto per giovedì alla Camera, prima di un terzo passaggio al Senato. C’è una certa fretta perché il dl scade il 2 maggio e si avvicinano le feste del 25 aprile e del primo maggio. Alla Camera stavano per entrare anche le nuove regole sul finanziamento pubblico dei partiti, dichiarate poi inammissibili per estraneità di materia. Nessun sbarramento in questo senso invece per l’emendamento del governo sull’asta frequenze tv, che lascia il segno nei rapporti tra il governo e il Pdl.

Fonte. corriere.it

 
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Pubblicato da su 19 aprile 2012 in Notizie & Politica

 

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ALFANO, BERSANI E CASINI: “ABOLIRE I RIMBORSI ELETTORALI SAREBBE UN ERRORE DRAMMATICO”


I leader dei partiti di maggioranza: “così verrebbero puniti anche coloro che in questi anni hanno rispettato scrupolosamente le regole”. E propongono di passare piuttosto dalla riforma dell’articolo 49 della Costituzione. Di Pietro: “E’ una presa in giro”. Ma le voci di protesta arrivano anche da Serracchiani (Pd) e Stracquadanio (Pdl)

“Cancellare del tutto i finanziamenti pubblici ai partiti – già drasticamente tagliati dalle manovre 2010-2011 – sarebbe un errore drammatico, che punirebbe tutti allo stesso modo e metterebbe la politica nelle mani delle lobbies”. Lo scrivono Angelino Alfano, Pierluigi Bersani e Pierferdinando Casini nella relazione alla loro proposta di legge sulla trasparenza dei partiti. Una conclusione che fa arrabbiare non solo il “solito” Di Pietro, ma anche parti del Terzo Polo e qualcuno all’interno del Pd e del Pdl. Secondo il leader dell’Italia dei valori è “una presa in giro”, mentre il vicepresidente di Futuro e Libertà Italo Bocchino è il più veloce a commentare, su Twitter: “Se cancellare i finanziamenti ai partiti sarebbe un errore drammatico, non ridurli almeno del 50% sarebbe un atto immorale”.

Secondo Alfano, Bersani e Casini, però, tagliando i finanziamenti, verrebbero puniti anche coloro che in questi anni “hanno rispettato scrupolosamente le regole e metterebbe i partiti in mano a centri di potere e di interesse particolare”, anche se alla fine i partiti alla fine spendono un quinto dei rimborsi che incassano. Secondo il leader dell’Udc “è un errore pensare che la politica viva senza bisogno di un contributo forte” e eventualmente una delle strade da seguire è “la defiscalizzazione della contribuzione volontaria”.

Nella relazione alla proposta di legge presentata da Pdl, Pd e Terzo Polo si legge che “il finanziamento pubblico dei partiti presuppone regole certe che garantiscano la trasparenza e il controllo sui bilanci. Questa è la strada e bisogna intervenire rapidamente”. E’ stato confermato, insomma, quanto già era emerso nei giorni scorsi: nessun taglio ai fondi. Piuttosto, scrivono “Abc”, “il punto è un altro: trasformare il finanziamento pubblico nella leva per riformare i partiti. Come ha ricordato Napolitano – sottolineano i partiti della maggioranza – è necessario sancire per legge regole di democraticità e trasparenza nella vita dei partiti e meccanismi corretti e misurati di finanziamento della loro attività”. “La strada maestra – affermano – è quella della discussione e dell’approvazione di una legge organica che trasformi i partiti in associazioni riconosciute, dotate di personalità giuridica, con precisi requisiti statutari”. E cioè quella legge attuativa dell’articolo 49 della Costituzione, per la quale ci sono bozze di riforma che arriveranno in discussione a maggio.

La proposta di “Abc”. Quanto propone il testo firmato da Alfano, Bersani e Casini è ciò che già era emerso la scorsa settimana quando si era tentato di inserire la norma come emendamento all’interno del decreto fiscale (ipotesi poi bocciata). Quindi introduzione di una Commissione per la trasparenza e il controllo dei bilanci dei partiti e sanzioni in caso di irregolarità sono le novità principali.

La proposta di legge è composta da un solo articolo di nove commi, dove non si parla dell’entità dei rimborsi elettorali, né si fa cenno allo slittamento annunciato da Bersani (da luglio a settembre) della rata di finanziamenti di quest’anno. Nella relazione introduttiva si legge che “la proposta di legge, se approvata, cambierà immediatamente le regole su alcuni aspetti cruciali della gestione finanziaria dei partiti”. In particolare i sistemi di controllo, le sanzioni e la trasparenza. Quanto ai controlli, “sono rese obbligatorie per legge la verifica e la certificazione dei bilanci dei partiti da parte di società di revisione esterne e indipendenti. I controlli esterni dei bilanci, superando il sistema di verifiche meramente formali effettuate dai revisori nominati da Camera e Senato, sono attribuiti alla Commissione per la trasparenza e il controllo dei bilanci dei partiti politici. La Commissione, che ha sede presso la Camera dei deputati, “è composta dai presidenti della Corte dei Conti (che la coordina), del Consiglio di Stato e della Corte di Cassazione, ciascuno dei quali si avvale fino a un massimo di due magistrati appartenenti ai rispettivi ordini giurisdizionali”.

Il capitolo sanzioni prevede che “chi agisce scorrettamente deve subire non una sospensione, come accade oggi, ma una vera e propria decurtazione dei rimborsi elettorali, pari a tre volte la misura dell’irregolarità riscontrata”. Infine, la trasparenza: “Si abbassa da 50 mila a 5 mila euro la soglia oltre la quale i contributi ai partiti vanno dichiarati pubblicamente e i conti dei partiti vanno pubblicati obbligatoriamente in internet, permettendo ai cittadini di verificare dove i partiti si procurano le risorse e come le impiegano”.

Di Pietro: “E’ una presa in giro”. Furioso il presidente dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro: “In un momento così drammatico per il nostro Paese, dove il governo ha colpito le fasce sociali più deboli, la politica deve dare il buon esempio cominciando a tagliare gli sprechi e le vagonate di soldi pubblici incassati”. “La politica non può far finta di niente e ignorare le condizioni del paese – aggiunge – il provvedimento all’acqua di rose proposto da Alfano, Bersani e Casini è una presa in giro per i cittadini e per la dignità delle istituzioni. L’Italia dei Valori si batterà in Parlamento per restituire agli italiani il maltolto. Se si continua così i cittadini arriveranno con i forconi davanti a Montecitorio”.

Generazione Futuro: “Spot per Grillo”. La chiosa è di Gianmario Mariniello, coordinatore di Generazione Futuro: “Il comunicato di ‘Abc’ che rivendica il finanziamento pubblico ai partiti e dove addirittura ci si lamenta dei tagli contenuti nelle finanziarie 2010-2011 – dichiara – è il miglior spot (gratis) per Beppe Grillo. Fli, che da due anni vive senza un solo euro di finanziamento pubblico prenda le distanze da toni e contenuti di un comunicato che rappresenta un errore politico, morale e valoriale grave”.

Tratto dal: il fattoquotidiano.it

 
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Pubblicato da su 18 aprile 2012 in Notizie & Politica

 

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VERA AMICIZIA


VERA AMICIZIA (leggetela è bellissima)
“Il mio amico non è tornato dal campo di battaglia,signore.
Le chiedo il permesso per andare a cercarlo”
disse un soldato al suo tenente…

“Permesso negato!”, replicò l’ufficiale,
“non voglio che lei rischi la sua vita
per un uomo che probabilmente è già morto”.

Il soldato, senza prestare attenzione al divieto,
se ne andò e un’ora dopo…
ritornò ferito mortalmente, trasportando il cadavere dell’amico…

L’ufficiale era furioso: “Le avevo detto che ormai era morto!
Mi dica se valeva la pena andare fin là per recuperare un cadavere!?!”

Il soldato, moribondo, rispose: “Certo, Signore!
Quando l’ho trovato era ancora vivo e ha potuto dirmi:

“Ero sicuro che saresti venuto…Ti voglio Bene!!!”

 
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Pubblicato da su 9 aprile 2012 in Poesie

 

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CI VORREBBE NA ZITELLA


 
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Pubblicato da su 6 aprile 2012 in Musica

 

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PEN.DRIVE CARD-Arma dei Carabinieri


PEN DRIVE CARD

 
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Pubblicato da su 6 aprile 2012 in Relax & Turismo

 

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AUGURI MARCO!! (:0)


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Pubblicato da su 6 aprile 2012 in Eventi

 

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NINA – LIVECOVER2011


 
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Pubblicato da su 6 aprile 2012 in Musica

 

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ART. 18 TORNA IL REINTEGRO


Il governo di Mario Monti ha allentato la sua iniziale proposta di modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori prevedendo la possibilità del reintegro anche nel caso di licenziamenti per motivi economici, qualora il giudice ne decreterà l’insussistenza.
L’annuncio è arrivato ieri dal ministro del Welfare, Elsa Fornero, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio, Mario Monti.
“Per il licenziamento per cause economiche il nostro ddl prevede che nel caso di manifesta infondatezza, anzi insussistenza, il giudice possa decidere il reintegro”, ha spiegato il ministro Fornero. Nella proposta iniziale annunciata il mese scorso era previsto che nel caso di illegittimità del licenziamento per motivi economici il giudice potesse solo decidere un indennizzo.
Restano invariate le norme previste per i licenziamenti discriminatori, per i quali già oggi è previsto il reintegro, e per quelli disciplinari per i quali sarà il giudice a decidere tra reintegro e indennizzo.
La Fornero ha chiarito che l’indennizzo, sia per i licenziamenti economici che per quelli disciplinari, sarà compreso tra i 12 e i 24 mesi, in base alla tipologia di azienda e all’anzianità del lavoratore.
Anche se ancora non è disponibile il testo del disegno di legge, attualmente al vaglio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si può dire che l’incontro di ieri con i leader della maggioranza abbia dato i suoi frutti. Che l’incontro sia stato positivo non era per nulla scontato dopo le tensioni registrate durante il viaggio di Monti in Estremo Oriente: in particolare polemiche aveva generato le battute del professore della Bocconi sul fatto che “se il Paese attraverso le sue forze sociali e politiche non si sente pronto per quello che noi riteniamo un buon lavoro non chiederemmo di continuare per arrivare a una certa data”.
In particolare può tirare un sospiro di sollievo il Pd che chiedeva una modifica delle norme sui licenziamenti sul modello tedesco, pressato dalla Cgil che ha già proclamato uno sciopero generale per maggio.
Il sindacato di Susanna Camusso, alla richiesta di un commento a caldo sulla modifica annunciata oggi, si è limitato a dire che commenterà solo dopo aver letto nero su bianco che anche per i licenziamenti economici si apre la strada del reintegro.
Altra novità della giornata è l’impostazione alle norme sui licenziamenti. La riforma conterrà infatti “un rito speciale per le controversie” finalizzato a ridurre il più possibile il ricorso al tribunale cercando di conciliare prima le parti,attribuendo un importante ruolo di mediazione al sindacato. Inoltre, rispetto alla impostazione iniziale, spetterà al giudice decidere e non al lavoratore l’onere della prova.
“Parte importante della riforma è puntare a una economia sana dove la maggior parte dei licenziamenti non va a finire dai giudici. Una parte inevitabilmente finisce in controversie ma pensiamo che nella normale relazione lavoro si arrivi a una conciliazione presso le direzioni territoriali del lavoro nelle quali si cerca di vedere se c’è ragionevolezza nel licenziamento e le parti si accordano, il sindacato avrà un ruolo. Il giudice interviene sul resto ma ci auguriamo che sia poco”, ha precisato la Fornero.
Il ministro ha anche annunciato che è in via di definizione un disegno di legge delega per la riforma del pubblico impiego che dovrebbe essere inserita nel disegno di legge sul mercato del lavoro in via di presentazione al Parlamento: “Il ministro [della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi] ha promesso di portare in Parlamento una proposta di delega che definisca gli ambiti e le modalità di armonizzazione dopo un periodo di dialogo con il sindacato”, ha detto la Fornero.

AUMENTA FLESSIBILITÀ, TESTO DA NAPOLITANO

“Abbiamo ascoltato le preoccupazioni e le speranze di tutti i soggetti e abbiamo poi fatto la sintesi”, ha detto Monti nella conferenza stampa.
“È stata accresciuta la flessibilità in uscita tuttavia con una serie di garanzie che rispettano da una parte la necessità che i giudici del lavoro non entrino troppo in valutazioni che appartengono alla responsabilità dell’imprenditore e d’altra parte siano lì a tutelare più di oggi i lavoratori che siano oggetto di licenziamenti ingiustificati di carattere discriminatorio. Si è anche cercato di lottare contro le forme di precarietà per quanto riguarda la flessibilità in entrata”. “Oltre che per l’efficienza e l’equità la riforma del lavoro è un’importante misura per la crescita” ha detto il premier.
Il provvedimento è adesso all’esame del presidente della Repubblica che “lo deve firmare, se gli piace”, ha precisato la Fornero, e sarà depositato oggi in Parlamento.
Monti ha detto di auspicare che l’iter parlamentare sia “approfondito ma anche spedito”. Con l’appoggio avuto ieri sera al testo da parte di Pierluigi Bersani, Angelino Alfano e Pierferdinando Casini, Monti ha auspicato infatti un iter parlamentare “sereno e rapido”, rispondendo alla domanda se fosse intenzione del governo “blindare” il ddl in Parlamento.

PER NUOVI AMMORTIZZATORI, 1,8 MILIARDI

Per i nuovi ammortizzatori sociali saranno stanziati 1,8 miliardi. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero spiegando che le risorse per gli ammortizzatori sociali in deroga saranno rese “strutturali”.
l Consiglio dei Ministri di domani non esaminerà la delega fiscale che, in una precedente riunione, era stata rinviata per un approfondimento normativo sul testo. Secondo quanto si apprende, l’esame del nuovo testo potrebbe essere fatto nelle prossime settimane, anche perchè al momento la priorità del governo è sull’iter parlamentare della riforma del lavoro.

Fonte: avvenire.it

 
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Pubblicato da su 6 aprile 2012 in Notizie & Politica

 

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” LA VITA “


” LA VITA ” di Giovanni Vallone
Quando inceppi in una di quelle giornate
in cui tutto va storto,
quando sei assalito
da mille preoccupazioni,
quando non riesci a trovare soluzione alcuna
ad un grave problema che t’assilla,
quando le cose ti vanno di male in peggio,
quando ti senti distrutto
da una dannata malattia
che non ti dà tregua,
quando sei così giù
che ti sembra di sprofondare
in un vuoto senza fine,
quando la solitudine ti piomba nell’anima
e non riesci a mandarla via,
quando ti senti crollare il mondo addosso
e non puoi far niente per evitarlo,
c’è una cosa che ti farà star meglio:
il pensiero che sei vivo …………….
e la vita è bella nonostante tutto.

 
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Pubblicato da su 5 aprile 2012 in Poesie

 

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” CARO FOGLIO ”


” CARO FOGLIO ” – di Giovanni Vallone

Tu per me sei più di un fratello,
perchè tu accetti tutto di me,
della mia vita:
le mie paure e le mie speranze,
i miei dolori e le mie gioie,
che poi sono solo alcuni versi affidati a te.
Tu non puoi rispondermi,
però nei momenti tristi mi chiami per una nuova composizione,
perchè anche se sei solo una foglio bianco,
con te posso parlare e,
tante volte,
anche piangere,
in silenzio.

 
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Pubblicato da su 5 aprile 2012 in Poesie

 

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LAMEZIA DI NOTTE


LAMEZIA DI NOTTE

 
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Pubblicato da su 5 aprile 2012 in Relax & Turismo

 

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LA POVERTÀ


LA POVERTÀ

La povertà(degli altri) fa comodo a tutti.

 
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Pubblicato da su 4 aprile 2012 in Notizie & Politica

 

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Buon appetito a tutti..!! (:0)


BUON APPETITO A TUTTI!!! (:0)

 
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Pubblicato da su 4 aprile 2012 in Relax & Turismo

 

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CASTA MALEDETTA


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Pubblicato da su 4 aprile 2012 in Notizie & Politica

 

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PARASSITI


PARASSITI

 
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Pubblicato da su 4 aprile 2012 in Notizie & Politica

 

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NUMBER ONE..!!!! (:0)


 
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Pubblicato da su 3 aprile 2012 in Musica

 

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AEROPORTO DI LAMEZIA TERME


AEROPORTO DI LAMEZIA TERME

 
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Pubblicato da su 3 aprile 2012 in Relax & Turismo

 

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A DUE PASSI DAL MARE


A DUE PASSI DAL MARE

 
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Pubblicato da su 3 aprile 2012 in Relax & Turismo

 

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UNA NOCE NEL SACCO NON FA RUMORE


Ho sentito dire più volte <una noce in un sacco non fa rumore>strana etimologia utile solo a gente codarda & senza->s..palle- che si nasconde dietro il dito per non accusare se stessa di fare parte della categoria degli invertebrati o dei millepiedi (alias verme) che striscia consapevole di essere schiacciato da piedi di chi ha mostrato di averli gli argomenti per portare avanti la protesta contro un sistema che non può & non deve essere la linea guida di questo paese devastato dall’imbroglio & dallo sfruttamento. Sarà pure vero che una noce non fa rumore …. ma vero è… che i vermi sono più silenziosi di una noce. [anonimo] 😉

 
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Pubblicato da su 2 aprile 2012 in Notizie & Politica

 

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MARE DI CASA MIA


Mare di casa mia

 
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Pubblicato da su 2 aprile 2012 in Relax & Turismo

 

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BENZINA E LUCE: DIECI STRATEGIE ANTI RINCARI


La bolletta della luce che in un anno è rincarata cinque volte più dell’inflazione (+16,4%). Il pieno di benzina aumentato sei volte (+18,6%) rispetto al carovita. E quello di gasolio addirittura più di sette volte (+22,5%) nel confronto con il marzo 2011. E le prospettive sono tutt’altro che incoraggianti: l’Authority per l’Energia ha già messo le mani avanti, preannunciando che da maggio sulla bolletta elettrica potrebbe essere scaricato l’«aggiornamento per gli incentivi diretti alle fonti rinnovabili», che in soldoni significa un ulteriore +4%. Ai prezzi attuali, siamo già nell’ordine di un aggravio di spesa di circa 27 euro l’anno per la famiglia tipo.
E anche fare il pieno all’auto, con la verde ormai abbondantemente sopra 1,90 euro al litro (mentre il gasolio è intorno a 1,80 euro), costa oggi 18 euro in più rispetto a un anno fa. Con lo spauracchio che, con l’avvicinarsi delle festività pasquali, la benzina possa anche raggiungere la fatidica soglia psicologica dei 2 euro al litro. Secondo l’associazione dei benzinai Figisc-Confcommercio, ci sono ci sono infatti tuttel le premesse per un nuovo rincaro di 1 centesimo al litro per la benzina. Ecco allora qualche suggerimento per adottare consumi più consapevoli: dieci consigli orientati al risparmio.

Le compagnie petrolifere
Confrontare i listini esposti
Con il prezzo della benzina che proprio questo mese ha superato il record degli ultimi 50 anni (compreso il precedente massimo storico del 1977: 1,84 euro al litro a valori attualizzati, segnato dopo il secondo shock petrolifero), fare il confronto dei listini esposti dalle diverse stazioni di servizio diventa il primo passo obbligato per scegliere il punto di rifornimento più conveniente. È vero che in Italia il mercato petrolifero, per dirla con i tecnici, è concentrato nelle mani di poche compagnie (sette), «presenta scarsa concorrenza ed è caratterizzato da un oligopolio asimmetrico», ma è altrettanto vero che nelle zone limitrofe ai punti vendita aperti all’interno degli ipermercati (dove si possono risparmiare anche 10 centesimi al litro), anche gli altri benzinai che operano sotto l’insegna delle grandi compagnie si sono visti costretti ad adeguarsi, tenendo la mano leggera sui listini.

Le nuove abitudini
Utilizzo di impianti self service
L’uso del self service è una buona abitudine che gli automobilisti italiani dovrebbero adottare con sempre maggiore frequenza, quantomeno in nome del risparmio. Dieci centesimi in meno al litro, come valore medio rilevato per questo sistema di distribuzione su scala nazionale, potrebbero anche sembrare poca cosa, soprattutto per chi vuole «farsi servire» anziché «servirsi da solo», ma per un veicolo di media cilindrata su 60 litri di pieno significa quasi 6 euro di risparmio. Certo, per avvicinarci alla media europea, dove circa il 90% delle vendite di carburante viene effettuato con le pompe automatiche (in Italia gli ultimi dati indicano una percentuale ribaltata: 90% al «servito» e 10% ai self service), occorre anche un adeguamento della rete distributiva: in Germania il 99% degli impianti è automatizzato, il 96% in Francia, mentre il Italia siamo al 33%.

Gli sconti
Alla ricerca delle «no logo»
Risparmiare fino a 15 centesimi al litro senza varcare il confine (svizzero o sloveno, per chi abita nelle province vicine) è possibile. Basta andare alla ricerca delle cosiddette stazioni «no logo» o «pompe bianche». In pratica quei distributori che operano senza l’insegna di una grande compagnia, e che stanno numericamente crescendo a vista d’occhio. L’ultima rilevazione indicava 2.217 punti vendita di questo tipo (l’elenco completo, suddiviso regione per regione, si può consultare sul sito internet http://www.pompebianche.it). In Lombardia e Veneto c’è la maggiore presenza, rispettivamente con 46 e 42 impianti. Ma sono le Marche, con 41 impianti, uno ogni 38mila abitanti, la regione più servita.

La pressione dei pneumatici
Automobile in piena efficienza
Un risparmio sui consumi di carburante si può anche conseguire tenendo sempre sotto controllo la perfetta efficienza della propria automobile. È questo un aspetto spesso trascurato, ma che conviene tenere sempre presente, soprattutto considerando che, secondo le rilevazioni fatte dall’Aci, l’età media delle auto in circolazione è ancora elevata (con punte tra gli 8 e i 10 anni nell’Italia del Sud). Oltre a fare periodici controlli al motore e al sistema di alimentazione, per verificare il livello di efficienza dei diversi componenti, un suggerimento elementare (ma da molti ancora sottovalutato) che arriva dai tecnici riguarda il controllo della pressione dei pneumatici, che deve essere sempre ai valori indicati dal produttore.

No alle «sgommate»
Al volante una guida «soft»
Lo stile di guida determina consumi di carburante più o meno elevati, tanto per l’utilitaria da città e tanto più per la sportiva dalle grandi prestazioni. Con l’attuale prezzo della benzina, ecco tornare utili le stesse indicazioni di allora per un comportamento «risparmioso» al volante. Premesso che le indicazioni sui consumi date dalle case automobilistiche per un determinato modello sono raramente riscontrabili nella realtà e nell’uso quotidiano dell’auto, tutti gli esperti sono concordi nel consigliare una guida «morbida», senza brusche accelerazioni e «sgommate» alle partenze ai semafori. Addirittura c’è chi si lancia in consigli suggestivi (ma sempre utili), come la «guida con l’uovo»: immaginando cioè di avere tra la suola della scarpa destra e il pedale dell’acceleratore un uovo, e poi accelerare e decelerare evitando però di romperne il guscio.

Le liberalizzazioni
Il «Trova offerte» su Internet
Anche sull’energia elettrica, come per i carburanti, il peso delle imposte incide per circa il 40% sul prezzo finale della bolletta. Quindi ogni discorso su possibili risparmi (comprese le offerte che vengono pubblicizzate dai diversi operatori del settore) riguarda il rimanente 60% della spesa complessiva. È partendo da questa considerazione — da tenere sempre presente —che ogni utente può andare alla ricerca di un nuovo fornitore, grazie alla liberalizzazione del mercato elettrico che in Italia si è completata nel luglio del 2007 e che ha spalancato le porte alla concorrenza. Ma come scegliere l’operatore più conveniente per le nostre necessità? Per agevolare i consumatori nel confronto e nella valutazione delle diverse offerte di fornitura, l’Autorità per l’energia (www.autorita.energia.it) ha messo a punto il «Trova offerte» un sistema di ricerca via Internet.

Attenzione agli orari
Consumi dopo le 7 di sera
Al di là del prezzo che è possibile trovare tra i diversi fornitori di energia elettrica, dal giugno 2010 le famiglie italiane possono anche scegliere l’applicazione della «tariffa bioraria»: cioè con prezzi differenziati a seconda dei diversi momenti della giornata e dei giorni della settimana in cui si utilizza l’elettricità. Con questa tariffa il vantaggio è assicurato a quanti riescono a organizzarsi concentrando più di due terzi (oltre il 66%) dei propri consumi di elettricità negli orari più convenienti: dalle 19 di sera alle 8 del mattino dei giorni feriali, e in tutte le ore dei sabati e dei giorni festivi. Per inciso, quello dei prezzi differenziati per fasce orarie è un meccanismo applicato da tempo nel settore industriale.

L’iniziativa del governo
«Bonus elettrico» per le famiglie
Pochi lo conoscono (e lo utilizzano), ma il risparmio (per quanti ne hanno diritto) è consistente. Si tratta del «Bonus elettrico», uno strumento introdotto dal governo e reso operativo dall’Authority per l’energia con la collaborazione dei Comuni per garantire alle famiglie numerose e a quelle in condizioni di disagio economico una bolletta elettrica più leggera: circa il 20% in meno della spesa annua presunta (al netto delle imposte) per un famiglia tipo. Il valore è differenziato a seconda del numero dei componenti della famiglia (da 63 euro a un massimo di 155 euro per i soggetti in gravi condizioni di salute). Per altre informazioni basta consultare il sito http://www.autorita.energia.it.

Caccia agli sprechi
Lo «standby» delle apparecchiature
La scelta di lampade ad alta efficienza energetica consente di ridurre dell’80% il consumo di energia rispetto alle lampadine tradizionali a incandescenza. Ma questo è solo il primo passo per alleggerire la bolletta elettrica. La maggior parte degli apparecchi elettrici consuma corrente anche quando è in modalità d’attesa (il cosiddetto standby), che può raggiungere anche il 10% del consumo elettrico complessivo di una famiglia-tipo. Un esempio concreto: è stato calcolato che in Svizzera, in questo modo, si sprecano più di 2 miliardi di chilowattora all’anno (cifra pari ai consumi elettrici dell’intero Canton Ticino). Attenzione anche a scaldabagni e frigoriferi, che pesano rispettivamente per il 20% e il 18% sui consumi totali. E poi ci sono i «piccoli» apparecchi elettrici, i cui consumi, in ambito familiare, sono i più elevati in assoluto: 660 chilowattora all’anno per una famiglia di quattro persone.

L’esempio inglese
Il contatore in cucina
La consapevolezza dei propri consumi elettrici è lo strumento principale per ottenere risparmi importanti sulla bolletta. A questo proposito l’esempio inglese è uno dei più significativi: da quando il governo di Sua Maestà ha installato i contatori elettrici nelle cucine delle case popolari, il solo fatto di poter constatare in tempo reale l’andamento del consumo di elettricità ha portato a un risparmio di circa il 15% di energia. Nel nostro Paese i contatori continuano a essere relegati in cantina o in locali difficilmente accessibili. Un aiuto in questa direzione, per sapere quantomeno il livello di efficienza (o di spreco) degli elettrodomestici che usiamo in casa, arriva sempre dall’Autorità per l’energia, che mette a disposizione il «Pesa consumi» e che si può trovare sul sito Internet dell’ente: http://www.autorita.energia.it.

Gabriele Dossena
fonte:corriere.it

 
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Pubblicato da su 2 aprile 2012 in Notizie & Politica

 

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SOS DEI CAF SULL’IMU: SENZA REGOLE È CAOS


Con la primavera si avvicina la scadenza della dichiarazione dei redditi, e a parte il solito mal di pancia, quest’anno i Centri di assistenza fiscale (più noti come Caf) lanciano un accorato allarme, con lettera aperta al ministero dell’economia, segnalando la “crescente preoccupazione e il grande disagio” sul nuovo balzello dell’Imu.

Gli operatori in sostanza lamentano la scarsità di indicazioni precise e chiedono per l’acconto di applicare le aliquote di base o di prorogare il termine.
I numeri sono notevoli: sono 17 milioni gli italiani che ogni anno si rivolgono ai Caf per fare il 730 e normalmente gli operatori “unitamente all’elaborazione della dichiarazione dei redditi, il modello di versamento dell’Ici, ove dovuta; così evitando ai contribuenti – spiega la Consulta dei Caf – la necessità di doversi recare nuovamente presso le nostre sedi per il ritiro del modello nel periodo di massima attività lavorativa di tutti gli intermediari’’.
Ora nella assenza di indicazioni non solo i contribuenti dovranno duplicare file e pratiche, una per il 730 e una per l’Imu, ma lo faranno nel ‘picco’ di attività.
Il caos è già cominciato, visto che già un milione di italiani avrebbe compilato il proprio 730 al Caf mentre solo il 6% dei Comuni ha deliberato la nuova aliquota per l’Imu e avranno tempo fino al 30 settembre, se passerà l’emendamento presentato in Senato che proroga questo termine dall’originario 30 giugno, “mentre il termine di pagamento della prima rata è fissato al 16 di giugno”, ricordano i Caf.
I Caf chiedono allora di disporre “in via legislativa che la prima rata dell’Imu dovuta per l’anno di imposta 2012 possa essere calcolata applicando le aliquote e le detrazioni di base”, oppure di valutare “l’opportunità, qualora le procedure per attuare i correttivi proposti lo richiedessero, di prevedere un congruo differimento del termine di pagamento della prima rata dell’imposta dovuta per l’anno 2012″.

 
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Pubblicato da su 2 aprile 2012 in Notizie & Politica

 

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BUON POMERIGGIO A TUTTI..!!! (:0)


 
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Pubblicato da su 2 aprile 2012 in Musica

 

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IMPRESE, NEL 2011 RECORD DI FALLIMENTI


Nel 2011 11.615 aziende hanno chiuso i battenti per fallimento, un dato mai toccato in questi ultimi 4 anni di crisi. Lo afferma la Cgia di Mestre, precisando che “questo dramma non è stato vissuto solo dai datori di lavoro, ma anche dai dipendenti: secondo una prima stima, in almeno 50.000 hanno perso il posto di lavoro”.

Un record che ci segnala quanto siano in difficoltà le imprese italiane, soprattutto quelle di piccole dimensioni che, come ricorda la Cgia di Mestre, continuano a rimanere il motore occupazionale ed economico del Paese. “La stretta creditizia, i ritardi nei pagamenti e il forte calo della domanda interna – segnala il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi – sono le principali cause che hanno costretto molti piccoli a portare i libri in Tribunale. Purtroppo, questo dramma non è stato vissuto solo da questi datori di lavoro, ma anche dai loro dipendenti che, secondo una nostra prima stima, in almeno 50.000 hanno perso il posto di lavoro”. Ma, ricorda la Cgia, il fallimento di un imprenditore non è solo economico, spesso viene vissuto da queste persone come un fallimento personale che, in casi estremi, ha portato decine e decine di piccoli imprenditori a togliersi la vita.
“La sequenza di suicidi e di tentativi di suicidio avvenuta tra i piccoli imprenditori in questi ultimi mesi – prosegue Bortolussi – sembra non sia destinata a fermarsi. Solo in questa settimana, due artigiani, a Bologna e a Novara, hanno tentato di farla finita per ragioni economiche. Bisogna intervenire subito e dare una risposta emergenziale a questa situazione che rischia di esplodere. Per questo invitiamo il Governo ad istituire un fondo di solidarietà che corra in aiuto a chi si trova a corto di liquidità”. Il segretario commenta poi i dati sui redditi resi noti ieri dal dipartimento delle Finanze del Tesoro. “Attenti – dice – a dare queste chiavi interpretative fuorvianti e non corrispondenti alla realtà. Le comparazioni vanno fatte tra soggetti omogenei, ad esempio tra artigiani e i loro dipendenti. Ebbene, se confrontiamo il reddito di un dipendente metalmeccanico con quello del suo titolare artigiano, quest’ultimo dichiara oltre il 40% in più, con buona pace di chi vuole etichettare gli imprenditori come un popolo di evasori”.

 
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Pubblicato da su 1 aprile 2012 in Notizie & Politica

 

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