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Archivio mensile:maggio 2012

Nuove scosse fra Calabria & Basilicata, sono otto negli ultimi due giorni.


Nuove scosse fra Calabria e Basilicata, sono otto negli ultimi due giorniDue nuove scosse di terremoto, ambedue di magnitudo 2.8, sono state registrate nella notte al confine tra Calabria e Basilicata, tra le province di Cosenza e Potenza. Secondo i rilievi dellIstituto nazionale di geofisica e vulcanologia Ingv, il primo sisma ha avuto ipocentro a 3,2 km di profondità ed epicentro in prossimità del comune cosentino di Morano Calabro e di quelli potentini di Rotonda e Viggianello.La seconda ha avuto lepicentro in prossimità dei comuni cosentini di Morano Calabro e San Basile e di quello potentino di Viggianello. Dalle verifiche effettuate dalla Sala situazione Italia del dipartimento della Protezione civile, non risultano danni a persone o cose. Si tratta dellottava scossa nella zona negli ultimi due giorni, la prima e più forte delle quali di magnitudo 4.3 alle 3:06 di ieri.

Nuove scosse fra Calabria e Basilicata, sono otto negli ultimi due giorni | LameziaClick.com.

 
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Pubblicato da su 29 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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Comunicato importante.


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Pubblicato da su 26 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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Poliziotto muore durante un inseguimento.


Visto che i tg non ne parlano, cerchiamo di diffondere la notizia su fb. Durante un inseguimento in Molise sulla strada Isernia-Venafro, a causa di in incidente stradale, è morto Giuseppe Iacovone, era alla guida di questa volante che per inseguire un auto che non si era fermata all’alt è andata a schiantarsi contro un tir. Speravo che i tg rendessero onore a quest’uomo, invece parlano di loro solo quando li chiamano pecorelle. R.I.P.

Antonio Palombaro

 
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Pubblicato da su 26 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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Famiglie: sconto del 30% su pannolini e biberon nelle farmacie comunali.


Dal 1° giugno nelle farmacie comunali potranno essere acquistati prodotti per la prima infanzia come pannolini, biberon e latte in polvere con uno sconto del 30% circa. È quanto prevede l’iniziativa promossa dal ministro della Cooperazione e Integrazione con delega per la Famiglia, Andrea Riccardi, dal presidente dell’Anci, Graziano Delrio e l’associazione delle farmacie comunali.“Il lavoro fatto con Delrio – ha spiegato Riccardi durante la conferenza stampa di presentazione – è un buon esempio di sinergia tra istituzioni. I Comuni sono a contatto con le difficoltà della gente e i prezzi dei prodotti per la prima infanzia, superiori del 30-40%, rispetto al resto d’Europa sono un carico pesante per le famiglie”.Nelle prossime settimane inizierà una fase sperimentale che durerà sei mesi dal 1 giugno al 31 dicembre e nel frattempo, ha aggiunto Riccardi “confido di ricevere buone notizie dall’Antitrust a cui mi sono rivolto per eliminare alcune distorsioni sui prezzi”.Le farmacie comunali sono circa 1600 e rappresentano “il volano – ha osservato il ministro – attraverso cui vogliamo e sosteniamo fortemente una riduzione dei prezzi”. Dalla collaborazione con l’Anci e il presidente Delrio, ha aggiunto Riccardi, è “nata l’idea di un percorso. Senza l’aiuto del contributo delle farmacie comunali non saremmo riusciti in questo progetto”.Riccardi ha sottolineato che “farmacie e Comuni” hanno fatto un “sacrificio” dovuto ad “un minor introito” sui prezzi dei prodotti sull’infanzia. “Mi auguro che il buon esempio delle farmacie comunali – ha concluso Riccardi – sia seguito dal resto delle farmacie”. Sull’iniziativa Federfarma ha già inviato a Riccardi e Delrio la propria adesione.

Le vostre segnalazioni

MONY scrive: 25 maggio 2012 alle 09:19

Speriamo che sia vero…e sopratutto CHE DURI ALMENO UN PAIO DI MESI…..MHA!!!VEDREMOOOOOO….

GRAZIA scrive: 25 maggio 2012 alle 14:02

Ma ci stanno a prendere in giro? Tutti sanno che i prodotti per la prima infanzia venduti oltre che in farmacia anche nei supermercati e ipermercati è risaputo in farmacia costano il 40% circa in più, cosa fanno? Faranno regalie alle farmacie? Se vogliono venire incontro alle giovani famiglie con bimbi piccoli, si adoperino affinchè i comuni o chi per loro questo risparmio lo diano direttamente alle famiglie che in questo modo acquistando i prodotti necessari per i piccoli in altri posti oltre la farmacia dove potranno spuntare ancora un prezzo più piccolo, spendano al meglio quanto indirizzato dal governo a questo servizio. Sicuramente le farmacie non regaleranno nulla a nessuno, i mancati introiti comunali dovranno essere colmati dai comuni. Stiamo aiutando sempre le caste basta!!!!!

MANUELA scrive: 25 maggio 2012 alle 14:23

Veramente? Speriamo. Chissà perchè questa sfiducia? Manuela

GRAZIA scrive: 26 maggio 2012 alle 07:32

Per Manuela non è sfiducia ma constatare che volendo far passare per aiuto alle famiglie vengono finanziate solo le farmacie, ma come lei i pannolini li compera in farmacia dove costano quasi il doppio? per non parlare di tutto quanto serve ai bimbi che costa rispetto ai supermercati molto ma molto di più.

Famiglie: sconto del 30% su pannolini e biberon nelle farmacie comunali | Adico.

 
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Pubblicato da su 26 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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Albero Gigante


Albero Gigante

 
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Pubblicato da su 24 maggio 2012 in Relax & Turismo

 

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Prova a venire a casa a chiedermi il VOTO.


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Pubblicato da su 24 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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Facebook: investitori danneggiati,parte Class Action.


Facebook e le banche che hanno curato il collocamento finiscono nel mirino degli investitori. Arrabbiati per il crollo in Borsa delle prime tre sedute e per le indiscrezioni sulla diffusione di informazioni sul social network solo a una ristretta cerchia di investitori da parte della banche, gli azionisti vanno all’attacco e presentano una serie di azioni legali, senza risparmiare nessuno, neanche l’amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg. Mentre le autorita’ assicurano che indagheranno su quanto accaduto, il caso dell’ipo piu’ attesa dell’anno raggiunge il Congresso, con la commissione bancaria del Senato che esamina informalmente la vicenda e la commissione finanziaria della Camera che raccoglie informazioni. I titoli Facebook, in controtendenza rispetto ai listini americani, intanto registrano la prima giornata di guadagni e salgono di oltre il 2%. Le accuse mosse a Facebook e alle banche, soprattutto Morgan Stanley, sono ad ampio raggio. L’azione legale avviata a New York dallo studio legale Lieff Cabraser Heimann & Bernstein accusa il prospetto informativo diffuso, stilato con ”negligenza” e nel quale non figuravano ”dati chiave sulle attivita’ e le prospettive”. Un’altra class action avviata in California dallo studio Glancy Binkow & Goldberg punta il dito contro alcuni manager di Facebook, Morgan Stanley, Goldman Sachs e JPMorgan per aver comunicato solo a una piccola cerchia di clienti e non al pubblico la revisione al ribasso delle stime da parte delle stese banche. Non si salva neanche il Nasdaq: un investitore, in un’azione legale, lo accusa di aver ”mal gestito” l’ipo. Facebook si difende dalla accuse, definendole ”senza merito. Ci difenderemo in modo forte”. Zuckerberg e’ sparito da quando venerdi’ scorso ha suonato la campanella del Nasdaq ma i dipendenti del social network lo attendono venerdi’ prossimo, nel consueto appuntamento settimanale, per rispondere alle loro domande. A Menlo Park, quartier generale di Facebook, i dipendenti sembrano ignorare il crollo dei titoli (15% in tre giorni) e continuano a pubblicare sui loro profili foto che celebrano l’ipo e congratulazioni. A difendersi dalla accuse, anche dalla citazione dello Stato del Massachusetts, e’ anche Morgan Stanley. Per ”Facebook sono state seguite le stesse procedure usate per tutte le altre ipo. Le procedure sono in linea con le norme”. Secondo il Wall Street Journal, Morgan Stanley e altre banche che hanno curato il collocamento di Facebook hanno realizzato un profitto di 100 milioni di dollari intervenendo per stabilizzare il prezzo del social network. Morgna Stanley – secondo il Wall Street Journal – avrebbe anche assicurato al chief financial officer di Facebook, David Ebersman, che c’era una domanda sostenuta per aumentare il collocamento del 25% solo tre giorni prima dell’ipo.

Fonte:ansa.it

Facebook: investitori danneggiati, parte class action | Adico.

 
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Pubblicato da su 24 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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Ciao IMMa,Buon Giorno anticipato di 6 ore (:0)


Ciao IMMa, Buon Giorno anticipato di 6 ore (:0)

 
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Pubblicato da su 24 maggio 2012 in Relax & Turismo

 

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CAGLIARI: APPARTAMENTI A CANONE MODERATO E PER DISABILI AL POSTO DI UNA STRUTTURA INUTILIZZATA


CAGLIARI, APPARTAMENTI A CANONE MODERATO E PER DISABILI AL POSTO DI UNA STRUTTURA INUTILIZZATA; COPERTURA ALLE SCUOLE E FORTI SCONTI PER I DISOCCUPATI SUI BUS PUBBLICI

Quaranta nuovi appartamenti in centro al posto di un edificio di proprietà comunale inutilizzato. La Giunta, su proposta dell’assessore ai Lavori Pubblici Luisa Anna Marras, ha approvato il progetto preliminare per la demolizione dell’ex struttura scolastica tra via Donizetti, via Boito e via Rossini e la costruzione di nuovi alloggi a canone moderato nell’ambito del programma di recupero del patrimonio edilizio dell’amministrazione. Il progetto prevede la demolizione dell’edificio scolastico esistente e la ricostruzione di una nuova struttura di volume e sagoma simile a quello attualmente esistente: quattro piani con quattro appartamenti per piano di varie metrature (bivani, trivani e quadrivani) e altri quattro più locali per uffici e servizi al piano terra. Saranno chiaramente rispettate le norme che prevedono la presenza di abitazioni destinate ai diversamente abili, con la possibilità di apportare in tempi rapidi le eventuali modifiche necessarie in tutti gli appartamenti. Oltre a una corte interna affacciata sull’autorimessa, l’intero edificio avrà tutte le caratteristiche per il risparmio energetico: in particolare saranno realizzati impianti che integrino lo sfruttamento solare (sia termico che elettrico) e l’utilizzo del gas di rete. Il 70 per cento degli appartamenti sarà destinato alla locazione, con diritto di riscatto per i locatari, mentre il restante 30 per cento sarà destinato allo scorrimento delle graduatorie comunali. L’importo complessivo del progetto è di oltre quattro milioni di euro: risorse che arrivano dalla Regione e in parte dalle casse comunali. Nel corso della stessa Giunta sono stati approvati i progetti definitivi per il risanamento delle coperture nelle scuole per l’infanzia di via Scirocco, via Corsica, via del Sestante, via Bandello, via Beato Angelico, via Parigi, via Val Venosta, via Castiglione, via Salvator Rosa e via dei Genieri.          

***

Autobus a metà prezzo per chi non ha un lavoro: via libera stasera in consiglio comunale all’ordine del giorno presentato da Enrico Lobina della Federazione della Sinistra e Sergio Mascia di Sel. Il Comune si impegna a chiedere al Ctm e alla Regione abbonamenti super scontati per i disoccupati, per incentivare l’uso dei mezzi pubblici. L’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità, ora si tratta di capire se la Regione accoglierà la proposta dimezzando le tariffe ai senza lavoro cagliaritani.

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=463036273722853&set=a.154960811197069.30994.154141837945633&type=1&theater





 
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Pubblicato da su 24 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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Blog di Beppe Grillo – Corruzioni, prescrizioni e concussioni.


Corruzioni, prescrizioni e concussioni

“Questi ladri si sono messi tutti d’accordo. Hanno spacchettato la concussione in due reati distinti. Intanto la prescrizione diventa più breve, da 15 anni ad 8, poi si riduce la pena, da 4-12 anni a 3-8 anni. Risulterebbe quindi già prescritto (lo dice la Procura di Monza), il reato di concussione contestato a Filippo Penati per il caso delle aree Falk. Penati continuerebbe a rispondere di corruzione e finanziamento illecito ai partiti, ma non più di concussione. Notare che la concussione per induzione è l’unico reato per il quale è stata diminuita la pena e la prescrizione. Che non decorre da quando il reato è scoperto, ma da quando è stato commesso. L’Europa ci chiede di rivedere il sistema della prescrizione, ma B non vuole, perché perderebbe lo scudo della ex Cirielli. In questo modo il favore alla concussione fa saltare centinaia di processi. E voi del Pd state a inneggiare al Pd e vi accanite sugli insulti di Grillo? Perché questa legge non è un insulto a tutti gli Italiani? Com’è che il Pd questa bestemmia l’ha votata senza fiatare? E bravo Bersani! Non vero che sei ‘quasi morto’, anzi sei vivissimo per dare una mano ai ladri pubblici! E avanti così!”

Blog di Beppe Grillo – Corruzioni, prescrizioni e concussioni

 
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Pubblicato da su 23 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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Entro il 2016 a parità di ruolo stipendi uguali donna-uomo.


Uomini e donne dovranno avere, a parità di ruolo, lo stesso stipendio; e questo entro il 2016. È l’impegno assunto dal governo in commissione Lavoro del Senato, accogliendo un ordine del giorno dell’Idv (prima firma Giuliana Carlino), nell’ambito dell’esame del ddl lavoro. L’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità.

Il documento, approvato dalla commissione con il parere positivo del governo, ricorda i dati diffusi questa settimana in occasione della Giornata europea per la parità retributiva nell’Unione europea, secondo i quali le donne continuano a guadagnare in media il 16,4% in meno degli uomini.

“Il fenomeno – sottolinea l’ordine del giorno – rispecchia le difficoltà che incontrano le lavoratrici a conciliare lavoro e vita privata: molte donne si vedono infatti costrette a prendere congedi di maternità o a lavorare part-time”. Il problema è accentuato in Italia dalla bassa spesa sociale a favore della famiglie e la disabilità, che carica sulle donne il peso del lavoro di cura: “più di 2 miliardi di ore in un anno, in un ruolo fondamentale per l’economia e la società”.

Insomma “rispetto alle lavoratrici degli altri Paesi dell’Unione europea, per le italiane le condizioni di lavoro sono meno favorevoli sia per la qualità dell’attività, sia per il salario medio (inferiore del 20 per cento, in media, rispetto agli uomini), sia per la possibilità di coniugare i tempi di vita con quelli di lavoro”.

Il documento impegna quindi il governo “a definire e programmare, d’intesa e in stretta collaborazione con le parti sociali, entro un anno dalla data di approvazione del disegno di legge in esame, misure concrete volte a conseguire entro il 31 dicembre 2016 il definitivo superamento per ciascun settore lavorativo del divario retributivo tra uomini e donne”.

Entro il 2016 a parità di ruolo stipendi uguali donna-uomo | Adico.

 
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Pubblicato da su 23 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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ASSENTEISMO: IN 9 A GIUDIZIO NEL CATANZARESE, UN PROSCIOGLIMENTO


Lamezia Terme, 23 mag. – Si e’ conclusa con il rinvio a giudizio di nove persone ed il proscioglimento di un’unica indagata l’udienza preliminare per dieci presunti assenteisti accusati di truffa e falso ai danni della comunita’ montana “Fossa del lupo”, di Chiaravalle, nel catanzarese. Il giudice Abigail Mellace, oggi, ha mandato sotto processo – che avra’ inizio il 15 ottobre prossimo – Domenico Buttiglieri, 60 anni, di Palermiti; Elia Denarda, 60, di Cenadi; Eugenia Fera, 60, di Chiaravalle Centrale; Luciano Filod’oro, 62, di San Vito sullo Ionio; Domenico Fiumara, 54, di Argusto; Pietro Fruci, 54, di Olivadi; Renato Vito Pontieri, 60, di Olivadi; Salvatore Sergi, 63, di Girifalco; Giuseppe Tropea, 57, di Chiaravalle Centrale. Completamente scagionata, invece, Nicolina Orlando, 63 anni, di Chiaravalle Centrale, difesa dagli avvocati Pietro Pitari, Antonella Canino e Antonio Ludovico. Gli imputati, secondo quanto contestato dal sostituto procuratore Carlo Villani, titolare delle indagini svolte dai carabinieri e riguardanti un periodo compreso tra il 2009 ed il 2010, si erano ben organizzati in maniera tale che uno di loro si occupava di vidimare gli appositi badge che attestavano la presenza in ufficio dei colleghi, mentre gli altri potevano cosi’ liberamente andare in giro a sbrigare ciascuno le proprie faccende. Orlando e Fruci, poi, rispondono anche di omissione in atti d’ufficio per violazione dei compiti di vigilanza assegnatigli dal segretario generale della Comunita’ montana, in quanto non avrebbero segnalato il comportamento illecito dei colleghi che risultavano presenti pur non trovandosi sul posto di lavoro.

Notizie Lamezia Terme – Taglio Basso 2 Lamezia Oggi.

 
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Pubblicato da su 23 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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L’Anima e il Cuore Di Un Carabiniere.


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Pubblicato da su 23 maggio 2012 in Eventi

 

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Non è un Paese per donne e giovani e il Mezzogiorno è sempre più alla deriva.


Il Paese dove appena il 20,3% dei figli degli operai è arrivato all’università, contro il 61,9% dei figli delle classi agiate, della generazione nata negli anni ’80. Dove il 30% dei figli degli operai abbandona le scuole superiori contro appena il 6,7% dei figli di dirigenti, imprenditori, liberi professionisti. Perché in Italia la selezione comincia dai banchi di scuola, e non si tratta di una selezione naturale: l’ascensore sociale è bloccato da lungo tempo, dagli anni ’60, rileva il Rapporto Annuale Istat.

Ma è soprattutto ora, con la crisi, che le disuguaglianze si sono ampliate a livelli insopportabili per un Paese civile. Un Paese civile le colma attraverso la scuola e i servizi sociali. In Italia la scuola prende atto della disuguaglianza appena si conclude il ciclo obbligatorio, e i servizi sociali aumentano a dismisura le disparità tra Nord e Sud, uomini e donne, garantiti e atipici, giovani e anziani.

Classi sociali ghetto. Che l’ascensore sociale si fosse bloccato da oltre 50 anni non ce ne siamo accorti inizialmente per via dei cambiamenti nella struttura dell’occupazione che, a partire dal dopoguerra, ricorda l’Istat, hanno interessato in misura massiccia il settore agricolo, che si è via via ridimensionato a favore degli altri settori produttivi. E così “si sono spostati 9 figli di operai agricoli e poco meno di nove figli dei coltivatori diretti e piccoli proprietari terrieri su 10″, e “la quota degli operai agricoli sul totale degli occupati si è ridotta considerevolmente, passando dal 7,7 per cento all’1,6 per cento”.

Però, al netto di questo movimento, “la classe sociale di origine influisce in misura rilevante sul risultato finale, determinando rilevanti disuguaglianze nelle opportunità offerte agli individui: al netto degli effetti strutturali, tutte le classi (in particolare quelle poste agli estremi della scala sociale) tendono a trattenere al loro interno buona parte dei propri figli e i cambiamenti di classe sono tanto meno frequenti quanto più grande è la distanza che le separa”.

Il contributo del fisco alla disuguaglianza. Il fisco, rileva l’Istat, dovrebbe avere un effetto redistributivo. E in effetti le detrazioni Irpef pari a 1.230 euro in media per i contribuenti a basso reddito si riducono a 720 euro per chi ha un reddito tra i 28.000 e i 55.000 euro per poi annullarsi, e anche le detrazioni per i familiari a carico vanno a vantaggio dei redditi più bassi. Però “gli abbattimenti e le deduzioni dell’imponibile, invece, favoriscono particolarmente le famiglie ad alto reddito e riducono la progressitività”. Infatti sono massime (circa 5.700 euro) per i contribuenti che dichiarano più di 75.000 euro e minime (880 euro) per chi dichiara meno di 15.000 euro. Per gli incapienti (coloro che non arrivano al reddito minimo tassabile) non è previsto alcun beneficio. Inoltre le detrazioni favoriscono le famiglie con due o più percettori di reddito, contro quelle in cui a lavorare è solo uno.

Le donne, sempre più escluse. Nei Paesi scandinavi le coppie in cui la donna non percepisce un reddito da lavoro sono meno del 4%, in Francia il 10,9%, in Spagna il 22,8%, nella Ue27 il 19,8%. In Italia il 33,7% delle donne tra i 25 e i 54 anni non percepisce alcun reddito, dato che ci fa precipitare in fondo alla classifica europea per il contributo della donna ai redditi della donna. Come vivono queste donne a carico dei mariti? L’Istat ce ne riporta un ritratto di sapore medievale, che vale la pena di riportare per intero.

L’angelo del focolare. “Nelle coppie in cui la donna non lavora (30% del totale) è più alta la frequenza dei casi in cui lei non ha accesso al conto corrente (47,1% contro il 28,6% degli uomini); non è libera di spendere per sé stessa (28,3%), non condivide le decisioni importanti con il partner (circa il 20%); non è titolare dell’abitazione di proprietà”. Inoltre le moglie separate o divorziate sono più esposte al rischio di povertà a fronte dei mariti nella stessa situazione: 24% contro 15,3%.

Gli atipici, i paria del mondo del lavoro. I dati Istat sulle disuguaglianze a sfavore dei lavoratori atipici dovrebbero far riflettere chi esalta i pregi della flessibilità. Il peso degli occupati atipici (cioè dipendenti a tempo determinato, collaboratori o prestatori d’opera occasionali) sul totale degli occupati è in aumento, tanto che è entrato nel mondo del lavoro da atipico il 31,1% dei nati negli anni ’70, ma il 44,6% dei nati dagli anni ’80 in poi. Non sempre quest’ingresso dà l’accesso a un’occupazione stabile. Anche qui, la classe sociale di provenienza gioca pesantemente il suo ruolo: “Il passaggio a lavori standard è più facile per gli appartenenti alla classe sociale più alta, mentre chi ha iniziato come operaio in un lavoro atipico, dopo dieci anni, nel 29,7% dei casi è ancora precario e nell’11,6% ha perso il lavoro”.

Mezzogiorno: la débâcle dei servizi sociali. Nel Mezzogiorno va peggio per tutti: per gli operai, per i giovani, per le donne. Ma quello che colpisce è il viaggio che l’Istat ha compiuto nei servizi sociali. I servizi sociali, proprio come la scuola, dovrebbero attuare il secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione: mettere i cittadini svantaggiati nelle medesime condizioni di partenza di quelli privilegiati.

E invece là dove l’economia è depressa, e dove è più importante il ruolo dei servizi sociali pubblici, si spende meno e male. Qualche dato: nel 2010 il Servizio sanitario nazionale ha speso 1833 euro pro capite, che vanno dai 2.191 della provincia di Bolzano ai 1.690 della Sicilia. Le strutture residenziali per anziani offrono in media 37 posti letto ogni 1000 anziani residenti nel Nord, e appena 10 al Sud. I livelli più alti di soddisfazione per i servizi ospedalieri si riscontrano in Piemonte, Valle d’Aosta, Trento, Veneto, Emilia Romagna e Toscana, i più bassi in Campania e Sicilia.

La spesa sociale nel 2009 in seguito alla crisi è diminuita dell’1,5% nel Mezzogiorno, ma è aumetnata del 6% nel Nord-Est, del 4,2% nel Nord-Ovest e del 5% al Centro. Per i servizi sociali i comuni calabresi spendono 26 euro a persona, quelli della Provincia Autonoma di Trento 295 euro. Per i disabili i comuni del Sud spendono otto volte meno di quelli del Nord. I nidi pubblici sono presenti nel 78% dei Comuni del Nord-Est ma nel 21% di quelli del Sud.

di Rosaria Amato

Non è un Paese per donne e giovani e il Mezzogiorno è sempre più alla deriva | Adico.

 
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Pubblicato da su 23 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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IL SENATO BLOCCA I FINANZIERI.


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Pubblicato da su 22 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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Camera:bocciati emendamenti per lo stop del finanziamento ai partiti.


Sono stati tutti bocciati a Montecitorio gli emendamenti alla riforma dei partiti che puntavano ad abrogare il finanziamento dei partiti stessi. L’assemblea della Camera ha respinto quelli presentati da Pdl e dalla Lega. Contro l’abrogazione dei rimborsi si sono espressi il Pd, l’Udc, gran parte del Pdl. A favore la Lega, l’Idv, i Radicali, Noisud. I deputati di Fli si sono astenuti. Il governo si era rimesso all’Aula.

”Passando dalle parole ai voti in Parlamento, è ormai chiaro a tutti chi bluffa e chi fa sul serio: la Lega Nord è l’unico movimento che vuole abolire totalmente il finanziamento pubblico ai partiti. La demagogia della maggioranza Pd, Pdl e Terzo Polo è stata smascherata”. Lo si legge in un comunicato del Gruppo della Lega Nord alla Camera, a commento della bocciatura da parte della maggioranza dell’emendamento leghista che intendeva abolire il finanziamento pubblico dei partiti.

”Con il voto di oggi i partiti si condannano alla sconfitta. La Camera dei Deputati ha bocciato gli emendamenti che avevo presentato insieme ad altri colleghi per abrogare completamente il finanziamento pubblico dei partiti. In un momento come questo era importante dare un segnale forte. Peccato”: parola di Isabella Bertolini, Vicepresidente dei Deputati del PdL. “Di questo passo – ha aggiunto – prepariamoci a fare le valigie e a lasciare campo libero a Beppe Grillo. Ritengo che sia possibile fare politica con un finanziamento non pubblico dove i cittadini siano i veri giudici del comportamento dei partiti”.

Camera, bocciati emendamenti per lo stop del finanziamento ai partiti – Il Fatto Quotidiano.

 
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Pubblicato da su 22 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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Guerre di cifre sull’Imu. «Costerà 200 euro a famiglia»


Tre miliardi in più ai Comuni dall’Imu, nel 2012, rispetto a quanto incassato nel 2011 dall’Ici. È il sottosegretario all’Economia Vieri Ceriani a fare i calcoli numeri alla mano: nel 2012 dei 21 miliardi di gettito previsto dall’Imu 9 miliardi andranno allo Stato e 12 ai Comuni, mentre nel 2011 questi ultimi dall’Ici ne avevano incassati 9. Dalla nuova imposta sulla casa, dunque, il ‘guadagnò è di circa 3 mld mentre “la carenza di risorse” lamentata dai Comuni deriva dai trasferimenti dello Stato che hanno subito “in effetti un taglio forte”. Per quanto attiene l’ammanco equivalente a 2,5 mld che emerge da uno studio dell’Ifel, l’istituto di ricerca dell’Anci, Ceriani ne contesta la validità.L’attendibilità della cifra emersa dallo studio “è assolutamente dubbia e indimostrabile”, spiega il sottosegretario rilevando che, come affermato dallo stesso Ifel, “il campione non è casuale” ma basato sui Comuni che hanno deciso di rispondere al questionario e che il 70% del campione “ha fatto riferimento a stime del Mef non ancora ufficiali”. La realtà è che “anche i Comuni non hanno certezze”.“L’impatto dell’Imu sulle famiglie italiane è di circa 200 euro. È la media nazionale”. Il sottosegretario all’economia, Vieri Ceriani conferma le proiezioni di spesa delle famiglie per il pagamento dell’Imu, replicando così alle diverse critiche rivolte al governo. “La banca dati del catasto – spiega Ceriani nel corso di un incontro con la stampa – ci dà quell’importo. Il 30% non paga per le deduzioni e per i carichi familiari, per la restante la spesa media è 200 euro a famiglia”.L’ANCI: RISCHIO DI TENSIONE SOCIALE“Rischiamo un grande stato di tensione sociale dopo il pagamento della prima rata dell’Imu”. È l’allarme lanciato dal presidente dell’Anci, Graziano Delrio, nel corso della conferenza stampa al termine dell’ufficio di presidenza.Fonte: avvenire.it

Guerre di cifre sull’Imu. «Costerà 200 euro a famiglia» | Adico.

 
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Pubblicato da su 22 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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Jamaican Treasures


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Pubblicato da su 22 maggio 2012 in Relax & Turismo

 

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Inrij-Canta


Inrij-Canta

L’ingresso-Canta: auto dalla sedia a rotelle.
(Fonte:http://www.msvnamsterdam.nl/2008/Vervoer/vervoer_brommobielen.shtml )

Non dispone di una licenza, o per altri motivi non possono guidare, poi un Canta (veicolo = disabilitato) o una microcar un’opzione.

Un microcar non è la stessa come veicolo disabile. Un po ‘Canta “auto disabili” non è più larga 1,10 m ed è progettato per assistere le persone con disabilità fisiche. Tale strumento chiamato Social Support Act (WMO), una macchina esterna coperta.
Nelle regole del traffico e Segni è un “veicolo disabile” chiamato. Una microcar è la legge nessun veicolo disabili. Applicazioni o comprare? È possibile modificare una macchina esterna coperta ‘applicazioni al CIZ. In Amsterdam, tuttavia, essi sono difficilmente forniti. Essa può contribuire a obiezioni e appeal. Una delle condizioni di fornitura è che lei soffre molto il freddo, o alternata temperature. Per le persone con SM a volte Canta forniti come hanno bambini piccoli, che dovrebbero portare a scuola. Microvetture non sono forniti dal WMO. I lavoratori possono richiedere attraverso il loro datore di lavoro o direttamente dal UWV. Microvetture sono a volte fornite dalla UWV.

Impossibile Canta microcar o cura per ottenere? Vi è una forte domanda sul mercato, sia nuovi che di seconda mano. Rendetevi conto però, che le auto coperti e microcar a comprare circa costoso come una macchina! veicolo microcar o disabili, qual è la differenza?

Prima di decidere quale veicolo più adatto per voi, è utile sapere che nelle regole del traffico e Segni fatto una grande differenza tra le piccole auto e veicoli per disabili. Quindi prima le differenze e le somiglianze in una riga.

Come riconoscerli?

  • Un veicolo disabile non può essere più ampia di 1,10 m, rendendo queste vetture se visti da dietro in genere superiore a quello che larghi. Un veicolo ha disattivato senza targa.
  • Microvetture sono più larghe di 1,10 m Essi sembrano essere diventati più come una comune automobile di piccole dimensioni.
    Per la sua microcar (ciclomotore) targhe obbligatoria. Inoltre, la parte posteriore di una piastra 45 km-attaccata.

Microcar

Microcar con piastra e 45 km segno

Regolamenti e norme

  • Il conducente di un veicolo disabile deve essere di 16 anni o più.Un veicolo disabile deve avere un’assicurazione di responsabilità civile e una corsa targa assicurativa. Il conducente non ha licenza o patente del motorino. Una cintura di sicurezza non è obbligatoria.
    Nel traffico, si applicano le regole valide per le carrozze stesse pedoni, ciclisti, ciclomotori o auto (a seconda della loro posizione sulla strada). Nota: In questo momento (2007) sono veicoli per invalidi sono utilizzati anche da persone senza limitazioni fisiche.Lì non sono progettati per. Quindi ci sarà presto una nuova legislazione, che è probabilmente vietato.Il conducente di un microcar deve essere di 16 anni o più. Lui o lei non ha licenza, ma deve essere in possesso di una licenza ciclomotore (fino al 1 ottobre 2009 possono essere anche la patente del motorino). Conducenti e passeggeri di una microcar sono tenuti a indossare una cintura. Una microcar devono avere un’assicurazione di responsabilità civile.
  • Per ulteriori microcar sono esattamente le stesse regole del traffico auto. Dove si possono guidare?
  • Un veicolo disabile può sostanzialmente guidare ovunque, tranne che su strade che non è consentito il traffico lento. Nelle regole del traffico e Segni (articolo 7) recita: “. conducente di un marciapiedi disattivato l’uso di veicoli, sentieri, piste ciclabili, ciclo / percorso ciclomotore o della carreggiata”
  • condizione è che il conducente del veicolo è conforme alle persone disabili (il velocità) del traffico.
  • Microvetture devono rispettare le regole per le auto. Essi possono utilizzare solo la strada. Esso regolare la loro velocità il più possibile (fino a 45 km all’ora). Auto (veloce) mezzi di trasporto lento sono vietate, così anche per le microcar.
 
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Tumori, farmaci nuovi solo in quattro regioni.


Solo in 4 regioni, Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia-Giulia e Marche, e nella Provincia autonoma di Bolzano vengono recepite immediatamente le indicazioni registrative dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) sui nuovi farmaci anti-tumorali. In tutte le altre, dotate di un proprio prontuario, i farmaci nuovi non vengono resi disponibili ai malati fino a quando non vengono esaminati e approvati anche da Commissioni tecnico-scientifiche regionali. La denuncia è della Favo (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), che ne parla nel IV Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici presentato oggi al Senato. «Con l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e alla Società Italiana di Ematologia (Sie) abbiamo inviato una lettera al Ministro della Salute Renato Balduzzi per evidenziare questa situazione – spiega Francesco De Lorenzo, presidente Favo – Dall’autorizzazione internazionale di un farmaco alla delibera che ne permette l’immissione in commercio in Italia trascorrono in media dai 12 ai 15 mesi. E ulteriori ritardi sono determinati dai tempi di latenza per la messa a disposizione a livello regionale dopo le approvazioni degli enti regolatori internazionali e nazionali».
Lentezze che creano disparità tra pazienti italiani e europei e tra malati di Regioni diverse. «Se la Commissione regionale ha dato parere favorevole, il farmaco antitumorale è introdotto nel prontuario anche dopo 50 mesi, per alcuni farmaci in alcune regioni – aggiunge Stefano Cascinu, presidente Aiom – L’accordo della Conferenza Stato-Regioni del 2010 non ha contribuito a sanare le disuguaglianze tra i malati italiani». Per questo si chiede a Balduzzi di stabilire nel nuovo patto per la salute che per «specifiche fattispecie (come i tumori) il parere dell’Aifa sia non derogabile e immediatamente valido in tutte le Regioni, ed individuare criteri condivisi per definire il grado di innovatività di un nuovo farmaco in oncologia».

fonte: Il SecoloXIX

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Bomba a scuola: morta 16enne. Manifestazioni in tutta Italia.


Un ordigno composto da tre bombole del gas è esploso questa mattina davanti all’istituto professionale Morvillo Falcone di Brindisi, attorno alle 8, all’ingresso degli studenti, uccidendo una ragazza di 16 anni, Melissa Bassi, mentre una seconda è in condizioni gravissime, e ci sono altri 9 feriti, 5 dei quali sono stati dimessi mentre due sono in prognosi riservata. Lo hanno riferito autorità e fonti sanitarie, mentre la composizione dell’ordigno e le modalità di esecuzione dell’attentato spingono esperti e investigatori a esprimere qualche perplessità sulla eventuale matrice mafiosa, pur non esclusa, e a non propendere in modo deciso al momento per nessuna delle ipotesi, che vanno dalla criminalità organizzata, all’eversione, a motivazioni personali legate a quella scuola. “Potrebbe non essere una organizzazione mafiosa”, ha detto il pm titolare delle indagini, Cataldo Motta, al termine del vertice in Prefettura, che ha espresso dubbi anche su eversione (“non ci sono rivendicazioni”) e terrorismo internazionale (“è un’ipotesi non accreditabile sulla base di elementi oggettivi”). L’ordigno, secondo quanto riferito dalle autorità, è stato azionato da un timer e sistemato su un muretto dietro un cassonetto della spazzatura davanti all’entrata della scuola intitolata a Francesca Morvillo Falcone, moglie del giudice antimafia Giovanni Falcone, uccisi con la loro scorta 20 anni fa dalla mafia. Proprio oggi a Brindisi faceva tappa la Carovana della legalità dell’associazione antimafia Libera.

MANIFESTAZIONI PER LA LEGALITÀ IN TUTTA ITALIA

Per esprimere solidarietà alle vittime e per protestare contro l’attentato, si sono moltiplicate in tutta Italia presidi e manifestazioni che si svolgono nelle principali città. Stamane alcuni media avevano riportato la morte di una seconda 16enne, circostanza smentita dall’assessore alla Protezione Civile Regionale Fabiano Amati: “È stata stabilizzata, è gravissima, ma non è morta”. Dopo essere stata sottoposta ad intervento chirurgico, ora la giovane sta per essere trasferita nel reparto di rianimazione dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Anche altre due ragazze, ricoverate in prognosi riservata, sono state operate: una, che ora si trova in condizioni “gravi ma stabili”, per “ustioni, perdita di sostanza, fratture” e l’altra per profonde ferite alle gambe, come spiega il bollettino medico del direttore sanitario della Asl di Brindisi Graziella Di Bella. Dei cinque feriti dimessi, riferiscono fonti sanitarie, due passanti avevano presentato problemi di otalgia mentre altri due erano stati colti da crisi d’ansia.

MOLTE IPOTESI APERTE. MINISTRO INTERNO: FATTO ANOMALO

Non c’è stata alcuna rivendicazione finora, e una delle principali piste investigative è proprio quella della criminalità organizzata, anche se il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, intervenuta al telefono a Skytg24 ha detto che sarebbe “superficiale in questo momento dire che il fatto va attribuito sicuramente alla criminalità organizzata”. Il ministro, che arriverà a Brindisi nel tardo pomeriggio per un vertice con magistrati e investigatori, riferirà in Senato martedì, e ha definito l’attentato “un fatto complesso e anomalo”. Il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, ha invece espresso dubbi sulla possibilità che dietro l’attentato ci sia la criminalità organizzata: “Gli strumenti utilizzati, la metodologia utilizzata non rispondono ai canoni della criminalità organizzata, men che meno a quelli della Sacra Corona Unita. Non si può escludere nulla, nemmeno che si tratti di un folle”, ha detto Consales. Fonti investigative, citate dalle tv, aggiungono tuttavia che una delle ipotesi secondarie che si verificano c’è anche quella di un gesto messo in atto per motivi personali. Il capo della polizia, Antonio Manganelli, ha però definito a SkyTg24 “poco verosimile” la pista passionale, pur non potendo “escludere nulla”. “Mi è sembrata un’azione troppo strutturata per poter essere ricondotta ad un motivo emotivo”, ha detto Manganelli. Oggi in Prefettura a Brindisi si è svolto un vertice fra gli investigatori, che includono Criminalpol, Sco e Ros, al termine del quale il pm Motta, dopo aver espresso i suoi dubbi su matrice mafiosa e terroristica, ha detto: “Fino a quando non abbiamo degli elementi che consentano una lettura tranquilla, mi asterrei da valutazioni che possano creare ulteriore allarme”. Nella città pugliese è giunto anche il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, a coordinare le indagini.

MONTI: COSTERNAZIONE E SDEGNO. DISPOSTE BANDIERE A MEZZ’ASTA

Immediate le reazioni del governo all’attentato. Il presidente del Consiglio Mario Monti, negli Usa per il vertice del G8, in una nota ha espresso “profondo dolore, costernazione e sdegno”, ha comunicato di essere in stretto contatto telefonico con le autorità e ha disposto “l’esposizione delle bandiere a mezz’asta per oggi e per i prossimi tre giorni”. Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso il suo “profondo dolore” per la morte di Melissa e ha sollecitato “il più rapido ed efficace svolgimento delle indagini volte a individuare la matrice e i responsabili di questo sanguinoso attacco alla convivenza civile” Il ministro della Giustizia Paola Severino ha espresso “dolore e raccapriccio. Tutto fa riflettere, anche il fatto che la scuola avesse vinto un concorso sulla legalità, mi ha colpita”. Mentre il ministro della Scuola Francesco Profumo, che si è recato a Brindisi, ha dichiarato che “ci hanno colpito nella cosa che ci sta più a cuore: la scuola, i nostri giovani, un luogo di democrazia. Il governo sta lavorando per avere al più presto elementi per valutare quali siano le origini Dell attentato”. Il governatore della Puglia Nichi Vendola ha parlato di “oltraggio e sacrilegio” per l’attentato alla scuola, aggiungendo che si “è varcata un’altra soglia, e bisogna reagire con durezza e determinazione”, concludendo che resta confermata per le 18 di oggi l’iniziativa pro legalità dell’associazione Libera a Brindisi. Ferma condanna anche dall’associazione magistrati che in una nota definisce l’esplosione davanti alla scuola un gesto “palesemente diretto a scardinare la civile convivenza e i valori fondanti di cui vive la nostra democrazia”.

Fonte:avvenire.it

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Dopo bomba pizzeria cede attività. Una sconfitta dello Stato.


di Virna Ciriaco

Lamezia Terme, 18 maggio – E’ accaduto di nuovo, a distanza di sei mesi da un altro episodio analogo. Anche in questo caso, nell’indifferenza generale di chi passa da quel luogo in macchina o a piedi. In molti, infatti, avranno notato quel cartello: “Cede qui attività”. E l’attività che chiude, cede, passa la mano è la pizzeria “La Furfantella”, oggetto di un vile atto intimidatorio nel pomeriggio dello scorso 4 maggio. Così come la chiusura della pasticceria Giordano mesi fa, a seguito di una bomba che ne aveva devastato i locali e anni di sacrifici, anche questa può considerarsi una sconfitta. Sì, una sconfitta di chi crede nella legalità e nel fare impresa senza dover temere che il proprio investimento, i propri sacrifici possano essere in qualche modo ostacolati da chi pensa di poter fare soldi facili a spese degli altri. Di chi crede ancora, in tempi di crisi economica come quella che stiamo vivendo, di poter riscuotere il “canone assicurativo”, o meglio, “il pizzo”, come fatto fino a qualche tempo fa. La crisi c’è per tutti, soldi non ce ne sono più. Purtroppo, certa gente pensa ancora di poter fare soldi in questo modo: piazzando bombe e bombette varie ad ogni ora del giorno e della notte. Non capendo che forse, in un momento del genere, sarebbe ora di trovarsi un lavoro come tutti gli altri, invece di continuare a chiedere a chi deve tirare avanti tra mille difficoltà. Ma fatto sta che quel cartello dice più del senso letterale. “Cede qui attività” è un atto d’ accusa, un rimprovero, un monito che si leva in un assordante silenzio e nell’apatia generale. Fa capire come, a parte seminari e tavole rotonde, lo Stato non c’è. Non c’è per piccoli e grandi imprenditori. Giovani e meno giovani che ancora credono di poter dare e offrire qualcosa a questa città e a questa regione, dimenticate da Dio e dalle Istituzioni. Già, lo Stato. Il giorno in cui, come se nulla fosse, c’era chi piazzava il messaggio esplosivo a quest’ attività (nel primo pomeriggio e servendosi del cortile di una chiesa), poco più in là si discuteva della chiusura di Tribunale e Procura da parte del Governo. Come è possibile che, in nome della crisi, lo Stato faccia due calcoli da ragioniere e decida di chiudere presidi di legalità nel Sud Italia? Stiamo parlando dello stesso Stato che decide che in un territorio ci debbano essere un tot di magistrati ma, quando questi vanno via o sono trasferiti, lo stesso non ne invia più decidendo di chiudere proprio perché non ci sono i numeri che lo stesso ha previsto? Una beffa? Un controsenso o cosa? Qui siamo in guerra. La gente comune e chi fa impresa ha bisogno di essere seriamente tutelata. Quel cartello sta a simboleggiare che non solo la Procura e il Tribunale servono come il pane a Lamezia, ma che la stessa Dda dovrebbe avere sede a Lamezia Terme. E credetemi, queste considerazioni poco hanno a che fare con il populismo o la provocazione.

A Lamezia, come non mai, si avverte il bisogno di incrementare il numero di magistrati e forze dell’ordine così come l’invio di quantità industriali di carta per notificare provvedimenti giudiziari e benzina per macchine possibilmente semi-nuove (e non da rottamare) per polizia, carabinieri e guardia di finanza. Invece no, si chiude. “Servono soldi, arrangiatevi”, questo il messaggio che sembra arrivare da Roma. Chiudono le attività e chiude l’ultimo presidio di legalità in una terra martoriata: la terza città della Calabria per numero di abitanti e la seconda per estensione territoriale dopo Reggio Calabria. Certo, quando accadono questi episodi è facile cedere il passo al pessimismo, ma è altrettanto lecito domandarsi, prendendo spunto da quel cartello, se lo Stato vuole veramente e sino in fondo combattere la criminalità organizzata. Se la risposta è sì, allora s’inizi a mettere da parte la calcolatrice risparmiando su tante altre voci, considerate invece intoccabili da chi ci governa. Se realmente lo Stato vuole combattere la ‘ndrangheta, non può risparmiare sui presidi di legalità al Sud. Una sorta di condicio sine qua non, per dirla alla latina. Si avverte, invece, l’urgenza d’ incrementare e fortificare certi baluardi di legalità. Proprio perché nessun’altra attività debba dire: “passo la mano”, “basta”, “non mi sento abbastanza tutelato”.  Perché quando questo accade, quando un’attività, anche solo una, affigge quel tipo di cartello è una sconfitta non solo del singolo, ma dell’intera comunità. Una sconfitta dello Stato. Si può ancora rimediare. Basta volerlo e dimostrarlo con fatti concreti, non solo con belle parole.

Lamezia: Dopo bomba, pizzeria cede attività. Una sconfitta dello Stato – il Lametino.it.

 
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Comitato organizza protesta contro chiusura Tribunale il 21 maggio alle 20:30


Lamezia Terme, 17 maggio – “Giù le mani dal Tribunale, Giù le mani da Lamezia”. E’ questo lo slogan coniato dal gruppo promotore a tutela del tribunale di Lamezia e nato su Facebook, il popolare social network.  Il comitato, in una nota diffusa in queste ore, organizzerà per il prossimo 21 maggio alle ore 20:30 un sit in in piazza della Repubblica per dire no alla chiusura del Palazzo di Giustizia. Gli organizzatori spiegano come al Comitato abbiano aderito diverse associazioni culturali e di volontariato, altri gruppi della rete, associazioni di categoria, enti comunali. “Il Comitato – specificano –  è apartitico e non è un’associazione di avvocati, ma è voluto e composto da cittadini Lametini che si oppongono alla soppressione del Tribunale e che sono stanchi di accettare passivamente imposizioni irrazionali, volute dall’alto, che stanno bloccando lo sviluppo del territorio lametino”. Gli aderenti al Gruppo spiegano poi i 5 motivi della loro battaglia, ovvero “perché questa scelta scellerata va contro i principi di sicurezza e legalità; perché va contro i criteri di funzionalità ed efficienza; perché la chiusura del Tribunale è un impoverimento culturale e sociale; perché è un colpo fatale all’economia e all’occupazione per tutto il territorio. Ma soprattutto perché questo atto – dicono – insensato ed illogico, è l’ennesimo schiaffo a Lamezia, è l’ultimo scippo ad una città la cui storia viene continuamente offesa e le cui potenzialità vengono sistematicamente soffocate. E’ impensabile che la terza città della Calabria venga privata del Tribunale, della Procura della Repubblica, degli uffici a questi collegati e dipendenti. Non si può rimanere a guardare. Lamezia sta sopportando troppo da quaranta anni. Ora basta”. “Invitiamo, pertanto, tutti i cittadini di Lamezia e del Comprensorio – concludono – ad intervenire alla manifestazione di lunedì prossimo ed alla quale parteciperanno tutti i sindaci dei comuni del Comprensorio Lametino, presenti con la fascia tricolore. Per aderire: gruppo di Facebook, mail: salviamoiltribunale@libero.it“.

Lamezia: Comitato organizza protesta contro chiusura Tribunale il 21 maggio alle 20:30 – il Lametino.it.

 
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Assolto datore di lavoro accusato di non aver pagato i contributi a dipendenti.


Lamezia Terme, 17 maggio – Era stato accusato di non aver versato le le ritenute previdenziali Inps. Ora D.R. è stato assolto dal giudice Silvestri perchè “il fatto non sussiste”. In pratica negli anni 2005 e 2006, a causa di difficoltà economiche evidenti, provate nel corso dell’istruttoria dibattimentale e sostenute dal suo avvocato Marco Constantino, D.R. si trovava nell’impossibilità di versare le ritenute previdenziali ed assistenziali in favore dei propri dipendenti. Successivamente, nel 2008, in sede di ispezione disposta da parte dell’Inps, emergeva il mancato versamento, da parte dell’imputato, di ritenute previdenziali ed assistenziali per un importo pari a 2.447 euro. La difesa, nel corso dell’istruttoria dibattimentale, ha dimostrato come anche le retribuzioni non erano mai state corrisposte da parte dall’imprenditore, circostanza quest’ultima non confutata dalla pubblica accusa per mancanza di prove. Per la difesa, quindi, mancando le retribuzioni, non potevano nemmeno essere accantonate le ritenute previdenziali ed assistenziali non configurando nessun danno all’erario. e di conseguenza non poteva essevi alcun danno nei confronti dell’erario. Proprio per queste motivazioni, e mancando prove evidenti che attestassero il contrario, il datore di lavoro è stato assolto perché “il fatto non sussiste”.

Lamezia: Assolto datore di lavoro accusato di non aver pagato i contributi a dipendenti – il Lametino.it.

 
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ACQUEDOTTO SEQUESTRATO: GLI INDAGATI


ACQUEDOTTO SEQUESTRATO: GLI INDAGATI 
Vibo Valentia, 17 mag. – Sono 26 le persone indagate nell’ambito dell’ indagine “Acqua sporca” che ha portato i carabinieri del Nas e il Corpo forestale dello Stato a sequestrate l’acquedotto “Alaco” per la non potabilita’ dell’acqua per uso pubblico. L’avviso di garanzia e’ stato notificato a Sergio Abramo (presidente Sorical); Geppino Camo (presidente pro tempore del Cda della Sorical); Maurizio Del Re (amministratore delegato Sorical); Sergio de Marco (direttore generale tecnico Sorical); Giulio Ricciuto (responsabile del compartimento area centro e degli impianti di potabilizzazione); Ernaldo Antonio Biondi (responsabile Sorical per la zona di Vibo); Vincenzo Pisani (addetto della Sorical al servizio interno analisi di laboratorio e processi di trattamento delle acque); Massimiliano Fortuna; Pietro Lagadari; Domenico Lagadari; Maria Stefania Caracciolo (commissario prefettizio pro tempore del Comune di Serra San Bruno); Fabio Pisani (responsabile pro tempore dell’ufficio tecnico del Comune di Serra San Bruno); Roberto Camilleni (responsabile pro tempore del settore manutentivo del Comune di Serra San Bruno); Francesco Catricala’ (dirigente dell’unita’ operativa igiene, alimenti e nutrizione del distretto dell’Asp di Soverato); Francesco Massara (direttore pro-tempore del dipartimento di prevenzione dell’Asp di Vibo Valentia); Cesare Pasqua (direttore pro tempore del dipartimento di prevenzione dell’Asp di Vibo Valentia); Fortunato Carnovale (dirigente dell’unita’ operativa igiene della nutrizione dell’Asp di Vibo Valentia); Mariano Romeo (direttore. Pro tempore del dipartimento dell’Arpacal di Vibo Valentia); Beniamino Mazza (direttore del dipartimento Arpacal di Vibo Valentia); Giacomino Brancati (dirigente pro tempore del settore area-Lea del dipartimento tutela salute e politiche sanitarie della Regione); Luigi Rubens Curia (dirigente settore area- Lea dipartimento tutela salute della Regione); Silvana Angela Emilia De Filippis (dirigente pro tempore del dipartimento tutela salute della Regione); Rosanna Maida (dirigente del servizio Attivita’ territoriale e prevenzione e promozione della salute del settore Area-Lea); Francesco Sammarco (ex sindaco del comune di Vibo Valentia); Nicola Maria D’Agostino (sindaco di Vibo Valentia; Domenico Criniti (ex sindaco del Comune di Santa Caterina).

 
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RUBA OFFERTE FEDELI IN CHIESA, DONNA ARRESTATA NEL CATANZARESE


Catanzaro, 16 mag. – E’ entrata in chiesa, poi, fingendo di raccogliersi in preghiera, ha tentato di svuotare la cassetta delle offerte dei fedeli, ma i Carabinieri l’hanno sorpresa sul fatto ed arrestata. In manette e’ finita una donna di 42 anni, Maria Tedesco, casalinga di Petrizzi (Cz), gia’ nota alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio. La donna infatti, dopo essersi introdotta all’interno della Chiesa di San Vito Martire, stava tentando di forzare una cassetta delle offerte con un cacciavite che, alla vista dei militari, ha cercato di occultare all’interno della manica della giacca, simulando di essere in preghiera. Il contestuale sopralluogo all’interno della chiesa ha permesso ai militari di appurare che anche un’altra cassetta era stata forzata e svuotata del suo contenuto. La donna e’ stata condotta in caserma dove e’ stata perquisita da un vigilessa della polizia locale giunta in ausilio. Addosso alla donna sono stati rinvenuti degli spiccioli provento del furto. Da qui l’ arresto con l’accusa di furto pluriaggravato. Su disposizione del magistrato di turno, Tedesco e’ stata sottoposta agli arresti domiciliari in attesa del giudizio di convalida. I militari gia’ da tempo avevano concentrato le loro attenzioni nei confronti della donna a seguito di altre attivita’ investigative volte ad individuare gli autori di alcuni furti di offerte dei fedeli avvenuti all’interno delle chiese del comprensorio, attivita’ che avevano permesso di raccogliere indizi a suo carico.

 
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Pubblicato da su 17 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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DIMEZZAMENTO RIMBORSI AI PARTITI: LA CAMERA E’ VUOTA


Chissà cosa avranno pensato gli studenti invitati ad assistere ai lavori dell’altro ieri alla Camera dei deputati, quando e’ iniziato il dibattito sul dimezzamento dei rimborsi ai partiti. Presenti in aula solo 20 deputati su 630. Compresi i relatori della legge, che porta la firma bipartisan di Bressa (Pd) e Calderisi (Pdl).
Ad assistere c’erano un numero superiore di alunni rispetto agli onorevoli, perche’ alla sessione parlamentare erano state invitate tre scolaresche provenienti da tre zone italiane diverse. “Tutti grillini di domani”, commenta sornione Mattia Feltri su La Stampa.
“E’ strano che nella mattina del 15 maggio siano arrivati alla Camera i Vigili del fuoco a causa di un forte odore di bruciato. Strano, perché l’aula è così deserta in questi giorni che sembrava impossibile che qualcuno avesse fumato”, scrive invece un blogger.
La cicca di una sigaretta gettata in un cestino pieno di carta e’ con ogni probabilita’ la causa del forte odore di bruciato che e’ stato percepito intorno alle 9:30 al piano aula di Montecitorio.
I vigili del fuoco, chiamati per le verifiche del caso, hanno rintracciato l’origine dell’incidente nei locali dell’ufficio postale. In particolare, nella sala delle raccomandate.
L’ipotesi, come spiegano a Montecitorio, e’ che ci sia stata una violazione della normativa anti-fumo nei locali pubblici. Fortunatamente non si e’ sviluppato un incendio ma l’odore di bruciato ha fatto scattare allarme e conseguenti verifiche. La situazione e’ ora tornata alla normalita’.
Non sara’ complicato trovare il “colpevole” tra i pochi presenti alla seduta presieduta da Maurizio Lupi. Un altro passaggio dell’articolo di Feltri che vale la pena riportare: “La percentuale degli onorevoli sul pezzo andava dall’1,5 al 2,3 degli eletti, che avanti di questo passo sarà anche la percentuale dei loro partiti alle prossime elezioni”.

Le vostre segnalazioni
  1. GIAN PIETRO scrive:
    16 maggio 2012 alle 07:28ciao a tutti……..non so voi ma a me è capitato di fare una visita al parlamento europeo in un giorno lavorativo in quanto era di mercoledi, perchè se ben ricordo i parlamentari europei “lavorano” da martedì a mezzogiorno fino al giovedì a mezzogiorno. Ecco la stessa triste immagine che hanno avuto i ragazzi delle scuole in visita , lo avuta io, perchè quel mercoledi mattina al parlamento europeo i parlamentari presenti in aula saranno stati una ventina. Viene da dire….”AIUTO !!!!! mamma mia salvaci tu…………..
  2. CHICCO scrive:
    16 maggio 2012 alle 07:35Bisogna commentare??
    Questi sono i politici italiani..SVOGLIATI MENEFREGHISTI ARROGANTI E PRESUNTUOSI.
  3. ANNA scrive:
    16 maggio 2012 alle 08:01che schifo ragazzi non si dimezzeranno mai i soldi a meno che la gente non li tolga di mezzo fisicamente ed è quello che fra un pò succedera rivoluzione
  4. RAFFAELE (NAPOLI) scrive:
    16 maggio 2012 alle 08:54Credo che, per il bene comune, serva un coraggioso e profondo cambiamento di tutta la vecchia classe politica rappresentata attualmente in Parlamento che, non tenendo conto dell’esito referendario sul finanziamento pubblico ai partiti, continua a prendere per i fondelli noi italiani, con pretesti vari, pur di non eliminare i lauti introiti di denaro pubblico che, dalle nostre tasche, vanno ad arricchire le sedi delle loro associazioni private di partito; se non anche alcuni di loro direttamente (come è emerso di recente. Tutto questo mentre il paese attraversa unn periodo di recessione economica ed è costretto ad assistere alla chiusura delle aziende, all’aumento della pressione fiscale, del costo della vita e purtroppo anche della disperazione sociale e dei suicidi. Quando l’altruismo prenderà il sopravvento sull’egoismo? Od anche più semplicemente, quando si giungerà a capire che, il pensare solamente o prevalentemente ai propri interessi alla fine comporta sempre un danno per tutti quanti?
  5. TIZIANO (PD) scrive:
    16 maggio 2012 alle 09:09E IL SIG. MONTI E NAPOLITANO COSA STANNO A FARE ?
    NON SI VERGOGNANO NEPPURE LORO DI QUESTI ATTEGGIAMENTI?
    E PENSARE CHE I NS. PARENTI SONO MORTI PER LA DIFESA DI QUESTA GENTE…
    CHE TRISTEZZA RAGAZZI…
  6. PATRIZIA (VENEZIA) scrive:
    16 maggio 2012 alle 09:19Avranno pensato che fare il parlamentare dev’essere ancor meglio che non la velina o il calciatore…..
  7. ALBERTO scrive:
    16 maggio 2012 alle 10:33decisamente…..bravi , ma fra tutte queste cose mi hanno riferito ( ma non so se vera) che le banche in quanto fondazioni non pagano l’ICI o imu come la volete chiamare , se vero assieme a tutte le altre cosucce …siamo proprio al collasso , vedremo chi va a voltare alle prossime .
  8. PINOS (VE) scrive:
    16 maggio 2012 alle 10:52Dimezzamento? AZZERAMENTO!!!!!
  9. LEONARDO SCAGNI scrive:
    16 maggio 2012 alle 10:55VERGOGNA!
    SIETE LO SFREGIO PIU’ GRANDE CHE LA DEMOCRAZIA POSSA SUBIRE!!!!!P.S.
    REAGIRE A QUESTO E’ DIMOSTRARE ED ESSERE CONSAPEVOLI DI ESSERE VIVI!
  10. GIAN PIETRO scrive:
    16 maggio 2012 alle 11:01si hai ragione ALBERTO ………le banche non pagano IMU perchè considerate “socialmente utili” e quindi siccome il lavoro delle banche non è da considerarsi lavoro di lucro, non pagano IMU, …….robe da matti………robe da matti…….comunque non sono solo le banche che non pagano IMU, i sindacati, che a livello di immobili sono una voce importante in Italia, mi risulta che non paghino IMU……….e dopo la chiesa non paga IMU, o solo per una minima parte, quando la chiesa detiene il 35% degli immobili in Italia……..e poi ce ne sono tanti altri fortunati……..morale che pagano sono sempre gli stessi.. “noi coglioni”
  11. ROBERTO (NAPOLI) scrive:
    16 maggio 2012 alle 11:56Gli italiani hanno capito di che pasta è fatta la politica e cosa sono i politici italiani: arroganti, menefreghisti, egoisti, spreconi, distratti, puttanieri. Bella figura davanti a degli studenti che un giorno NON, ripeto NON li voteranno!
  12. CHIARA (ROMA) scrive:
    16 maggio 2012 alle 12:31Ma questi soggetti dovrebbero rappresentare la volontá popolare???
    Che amarezza!!!
  13. EROS (VE) scrive:
    16 maggio 2012 alle 12:37che schifo
 
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Pubblicato da su 16 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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I BLOG NON SONO STAMPA CLANDESTINA. SENTENZA STORICA DELLA CASSAZIONE


Una vicenda che inizia nel 2004. Ruta viene querelato per diffamazione dal procuratore della Repubblica di Ragusa Agostino Fera per aver pubblicato sul suo blog “Accade in Sicilia” alcuni documenti relativi all’assassinio del giornalista Giovanni Spampinato, ucciso a Ragusa nel 1972 a soli 22 anni. Alla fine del processo, nel 2008, il Tribunale di Modica condanna il giornalista sia per il reato di diffamazione che per quello di stampa clandestina. Il blog, secondo il giudice, è una testata come lo sono i quotidiani e senza la registrazione è “clandestino” e deve essere chiuso. Nel 2011 arriva anche la conferma della Corte d’Appello di Catania. Intorno al caso, unico nel suo genere in Europa, si apre un dibattito mondiale animatissimo. Esperti, attivisti e blogger, preoccupati per il destino di migliaia di blog e altre forme di espressione su internet, si mobilitano in supporto al giornalista e sessanta storici italiani firmano un lettera di solidarietà. Ieri la sentenza che finalmente permette ai blogger di tirare un sospriro di sollievo. Ma la rete non parla di guerra vinta. “Il quadro normativo – scrive l’avvocato Guido Scorza sul suo blog – interpretato ed applicato dai Giudici di Modica e da quelli di Catania è, ancora, quello, ambiguo e confuso, sulla cui base questi ultimi sono pervenuti alle conclusioni ora travolte dalle decisione della Cassazione”. Esistono altri casi che non sono andati a buon fine come quello di Ruti e per cui il popolo del web chiede al Parlamento di cambiare la normativa per una maggiore tutela della libertà di espressione online.

di Paola Rosa Adragna

 
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Pubblicato da su 15 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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CRISI, PASSERA LANCIA L’ALLARME: “METÀ DEL PAESE A RISCHIO TENUTA SOCIALE”


“La tenuta del Paese e’ a rischio”. Dopo i mesi del rigore il governo riconosce i segnali di un disagio sociale crescente, parla di “angoscia” per la mancanza di lavoro e ammette la “durezza” di alcune misure decise dall’esecutivo, a cominciare dalla riforma delle pensioni.
“La principale fonte di responsabilità che io sento e’ quel disagio sociale diffuso che e’ legato alla mancanza di lavoro – dice Corrado Passera – e che e’ molto piu’ ampio di quello che le statistiche dicono. Se mettiamo insieme disoccupati, inoccupati, sottoccupati e sospesi arriviamo a 5-6- forse 7 milioni di persone – ricorda il ministro per lo Sviluppo economico – e se moltiplichiamo per i loro familiari arriviamo alla metà della nostra società.  Non sono soltanto a rischio i consumi e gli investimenti, ma anche tenuta economica e sociale del Paese”.
Anche il ministro del Lavoro, impegnata in queste ore nel duro confronto con i sindacati sul fronte esodati, riconosce che “la riforma delle pensioni è  stata molto dura e ha creato dei problemi a molte persone e molte famiglie, problemi dei quali il governo è consapevole. Nessuna riforma del sistema previdenziale può funzionare – ha continuato – senza un buon andamento dell’economia e una riforma del mercato del lavoro”. E lo stesso viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli sottolinea che serve “una riduzione del peso fiscale perche’ il peso fiscale alto non puo’ essere un motore per la crescita”.
Le preoccupazioni del governo non fanno che accrescere le inquietudini dei partiti che sostengono lamaggioranza: dopo l’irritazione del Pdl contro le frasi di Mario Monti sulle ‘responsabilita’ dei governi passati causa delle ‘tragedie umane’ di questi giorni, oggi e’ Pier Luigi Bersani ad alzare la voce con il minsitro del Welfare: “Ho sentito la Fornero che dice ‘prendo scelte impopolari’, qui non si tratta di popolarita’ o impopolarita’, qui e’ questione di gente che rimane due anni senza pensione, senza salario, senza ammortizzatori. Non esiste, non e’ possibile”.
Prova a rassicurare Pier Ferdinando Casini che lancia un appello forze che sostengono il governo: “Non e’ il momento di abbassare la guardia, ma di alzare al guardia e di capire cosa c’e’ dietro l’angolo – dice il leader dell’Udc – perche’ il combinato disposto tra i risultati delle elezioni in Grecia e in Francia rischia di portare l’Italia non a Parigi ma ad Atene”.

Fonte. affaritaliani.it

 
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Pubblicato da su 13 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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ARRIVA SALARIO BASE PER I CO CO PRO E L’INDENNIZZO SE SI PERDE IL LAVORO


Un salario minimo per i co co pro e un indennizzo in caso di perdita del lavoro. Nel ddl lavoro sono in arrivo in Senato novità per i lavoratori a progetto, dagli emendamenti dei relatori, Tiziano Treu (Pd) e Maurizio Castro (Pdl): viene previsto una sorta di ‘salario base’ come hanno spiegato gli stessi relatori e verrà rafforzata in via sperimentale per tre anni l’indennità una tantum. “Se l’economia si riprende, comincia a crescere e i redditi dei lavoratori crescono un po’, allora forse si può passare, dopo questi tre anni di sperimentazione, a un ammortizzatore sociale che somiglia di più a quello che l’Europa ci chiede”, ha commentato il ministro del Lavoro, Elsa Fornero.

Sono 16 gli emendamenti del relatori e spaziano dalla flessibilità in entrata all’articolo 18, passando per gli ammortizzatori sociali. Dal governo arriva un pacchetto di 27 proposte. Su alcuni punti intervengono sia i relatori che l’esecutivo (è il caso dei ritocchi ai licenziamenti).

Lavoro a progetto. Il compenso dei lavoratori a progetto, si legge nell’emendamento, “deve essere adeguato alla quantità e qualità del lavoro eseguito e non può comunque essere inferiore, in proporzioni di durata del contratto, all’importo annuale determinato periodicamente con decreto del ministero del lavoro”.

Una tantum. Per i parasubordinati si rafforza l’attuale una tantum: si puntava a una mini-Aspi ma al momento non è possibile. Si parte con una fase sperimentale di 3 anni. Ad esempio se si lavora 6 mesi come co co pro si prenderanno circa 6.000 euro. Poi ci sarà una verifica e la mini-Aspi. Il totale delle risorse per i co co pro, Con i nuovi interventi dei relatori, dovrebbero superare i 100 milioni di euro complessivi.

Primo contratto a termine. La durata del primo contratto a termine, che può essere stipulato senza che siano specificati i requisiti per i quali viene richiesto (la causale), sale da sei mesi a un anno.

Partita Iva. Inoltre, le partite Iva che hanno un reddito annuo lordo di almeno 18mila euro sono considerate vere, come prevede sempre un emendamento dei relatori al ddl lavoro presentato in commissione al Senato. Sopra questo reddito non saranno valide presunzioni per far scattare l’assunzione.

Utili. I lavoratori potrebbero presto poi partecipare agli utili e al capitale delle imprese, e essere anche componenti dei Consigli di sorveglianza, come avviene oggi in Germania.

Licenziamenti disciplinari. Un emendamento dei relatori cancella dal ddl lavoro il riferimento al pubblico impiego ma non interviene sulle cosiddette “tipizzazioni” in modo da evitare di toccare in modo esplicito i poteri dei giudici. Il governo avrebbe invece presentato un emendamento che fa sì che i giudici possano stabilire il reintegro del lavoratore licenziato per motivi disciplinari illegittimi sono nelle tipizzazioni previste dai contratti.

Nessuno stop per malattia. Il licenziamento intimato all’esito del procedimento disciplinare “produce effetto dal giorno della comunicazione con cui il procedimento medesimo è stato avviato, salvo l’eventuale diritto del lavoratore al preavviso o alla relativa indennità sostitutiva”. Uniche eccezioni sono quelle della maternità e dell’infortunio sul lavoro.

Voucher. Norma anti truffa per i lavoratori occasionali pagati con voucher. I ‘buoni’ utilizzati per pagare i dipendenti dovranno ora essere numerati progressivamente e avere indicato data ed orario. Un decreto – inoltre, stabilirà le modalità per il “riscontro temporale dell’utilizzo della prestazione retribuita con il buono”. I voucher per i lavori occasionali serviranno anche nlle imprese commerciali, negli studi professionali e per l’agricoltura, ma no se il lavoratore è iscritto agli elenchi anagrafici.

Sms per lavoro a chiamata. Per attivare il lavoro a chiamata basterà un sms, o un fax o la posta elettronica certificata, alla Direzione teritoriale del lavoro competente per il territorio. Ridotte del 60 % le sanzioni per chi omette l’obbligo.

Indennità per artigiani. Gli artigiani che hanno fondi bilaterali nel caso in cui le risorse non siano sufficienti a garantire le tutele potranno usufruire il sistema di indennità generale.

I lavori. La commissione lavoro inizierà a votare gli emendamenti da martedì della prossima settimana con ‘obiettivo di concludere con giovedi’. In questo senso va anche “l’impegno politico dei partiti della maggioranza – riferiscono i relatori – a sfoltire drammaticamente gli emendamenti”. Il termine per la presentazione dei subemendamenti è fissato per domani alle 18. “Presumiamo che la commissione bilancio darà i suoi pareri sulle coperture entro martedì pomeriggio e quindi da martedì in notturna” si dovrebbe cominciare a votare in commissione “per concludere all’alba di giovedì”, ha spiegato Castro.

Reazioni. L’emendamento presentato al Senato per contrastare le false partite Iva “trovo sia del tutto accoglibile”, ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Per i parasubordinati, Fornero ha sottolineato “l’obiettivo di incrementare e ristrutturare” l’una tantum, che era “molto bassa” e restrittiva: “Abbiamo modificato i requisiti in modo da renderla più accessibile e abbiamo alzato l’importo”, in modo che sia “più dignitoso di quello precedente”, ha spiegato evidenziando che la sperimentazione vale per tre anni “in attesa che si possa definire una forma di Aspi anche per il lavoro autonomo”.

La Cgil ha bocciato gli emendamenti Pd-Pdl al ddl di riforma del mercato del lavoro. “Non si vede il segno di un cambiamento. Non c’era nel testo originario e non c’è nelle modifiche presentate dalla maggioranza una scelta netta che indichi la volontà di ridurre la precarietà”, ha detto dal palco della manifestazione dei giovani della Cgil il leader della confederazione, Susanna Camusso. La “mediazione” raggiunta in commissione Lavoro perciò, “aggiunge confusione a confusione in un contesto in cui certezze ce ne sono sempre state poche”, ha detto Camusso.

“Portiamo a termine la riforma del lavoro” anche se “si poteva fare meglio” ma può “aiutarci”, ha detto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. “Non è la riforma che avremmo voluto per far fare passi avanti al Paese ma è una riforma che può aiutarci”.

“Il buon lavoro fatto dai relatori treu e castro, dal governo e il risultato raggiunto ci dicono che ci sono tutte le condizioni per arrivare in tempi rapidi l’approvazione del ddl di riforma del mercato del lavoro”, ha commentato la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro. “Il Pd – continua finocchiaro- si ritiene complessivamente soddisfatto”.

fonte: repubblica.it

 
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Pubblicato da su 13 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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DA NORD A SUD ESPLODE LA VIOLENZA CONTRO EQUITALIA. L’ENTE SI DIFENDE: “INACCETTABILE”


Milano, Vicenza, Viterbo, Roma e Napoli. Quindi nord, centro e sud Italia: le proteste contro Equitalia si estendono a macchia di leopardo in tutto il territorio nazionale. Con modalità e tempistiche che evidenziano un’escalation di violenza che solo la settimana scorsa ha portato al sequestro di 12 persone nella sede dell’agenzia a Romano di Lombardia. Quella di oggi, però, è una giornata ancor più tesa su questo fronte. A Melegnano, nel Milanese, due dipendenti dell’ente sono stati feriti durante un’aggressione; a Napoli la sede cittadina è stata assediata da manifestanti e ci sono stati scontri con le forze dell’ordine, venerdì prossimo è già in programma un’altra iniziativa; nel vicentino sono comparse scritte minatorie sui muri dell’edificio cittadini dell’agenzia; a Viterbo è intervenuta la polizia per arrestare un uomo che minacciava di uccidere alcuni impiegati di Equitalia. Un bollettino da guerra. Nella capitale, invece, è stato inviato un pacco bomba alla direzione generale dell’agenzia di riscossione. A Schio sui muri della sede cittadina sono apparse scritte minatorie come “Infami” o “Io uccido”. Giovedì 17 maggio, alle ore 9, il premier Mario Monti parteciperà a un incontro con la dirigenza dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia. Che si difende con un lungo comunicato: “E’ inaccettabile continuare a scaricare irresponsabilmente su Equitalia la colpa di gesti estremi e situazioni drammatiche, che hanno invece origini diverse e lontane e che stanno esplodendo solo oggi a causa della crisi economica. Eventi tragici da non spettacolarizzare, per i quali Equitalia esprime profonda vicinanza alle famiglie coinvolte. La troppa superficialità con cui negli ultimi tempi si è associato a Equitalia il termine suicidio sta avendo come effetto di alimentare tensioni sociali, oggetto di facili strumentalizzazioni, che sfociano in vere e proprie guerriglie, come quella odierna organizzata contro gli sportelli di Napoli, in minacce, come l’ennesimo pacco bomba intercettato nella sede della capogruppo a Roma, e in aggressioni fisiche a dipendenti impegnati nel proprio lavoro, come accaduto stamane a Melegnano. Nel sottolineare la propria preoccupazione per questi episodi – conclude il testo del comunicato – Equitalia esprime massima solidarietà a tutto il personale e auspica che tutti, istituzioni, media, società civile e mondo imprenditoriale, si impegnino per ripristinare quel clima di dialogo e collaborazione indispensabile per placare tali tensioni”.

ROMA – Un pacco bomba è stato inviato alla direzione generale di Equitalia in via Grezzar a Roma. Secondo quanto si apprende il pacco conteneva poca polvere pirica ed era senza innesco. Sul posto sono intervenuti la Guardia di finanza e gli artificieri della polizia. Indaga la Digos.

MILANO – Un imprenditore edile, Giuseppe Neletti, 50enne originario di Gela, presente nello studio, ha malmenato due ispettori arrivati per una verifica fiscale. L’aggressore avrebbe un debito di 250mila euro con l’agenzia entrate. Alcuni testimoni presenti fuori dallo studio del commercialista hanno raccontato che il litigio è proseguito fuori dallo studio. L’imprenditore ha urlato: “Mi avete dissanguato, mi avete rovinato”.

NAPOLI – Circa 200 manifestanti, riuniti sotto la sigla Realtà (espressione dell’ala antagonista cittadina), sono scese in piazza per manifestare davanti alla sede di Equitalia, in corso Meridionale ed è stata subito tensione. Il presidio è stato organizzato dopo i sette suicidi registrati in Campania a causa della crisi. Le serrande degli uffici dell’agenzia sono state abbassate, la polizia ha protetto l’edificio e dopo diversi lanci di pietre e alcuni incendi di cassonetti sono partite le cariche di alleggerimento della celere, accompagnate dall’uso di lacrimogeni. Alcuni manifestanti hanno provato a sfondare i cordoni delle forze dell’ordine per irrompere negli uffici di riscossione, ma sono stati respinti. Si sono sentite anche due esplosioni, forse petardi o bombe carta. Un agente è rimasto ferito ad una caviglia a seguito del lancio di una pietra e c’è stato un contuso anche fra i manifestanti: si tratta di un un giovane colpito alla testa da una manganellata. Nella zona adiacente alla sede di Equitalia, inoltre, presenti diversi blocchi stradali. Verso le 11 la polizia ha riaperto al traffic rimuovendo i contenitori della nettezza urbana messi di traverso in strada dai manifestanti, controllati dall’alto da un elicottero della polizia che ne sta monitorando gli spostamenti. Secondo i manifestanti, gli incidenti sarebbero scoppiati per il rifiuto dei responsabili di Equitalia di chiudere oggi gli uffici in segno di lutto per gli ultimi suicidi avvenuti nel napoletano in seguito alla consegna di cartelle della società di riscossione. Contro la facciata dell’edificio è stata lanciata vernice rossa. Le forze dell’ordine hanno identificato e denunciato sette persone. Sono accusati di resistenza, lesioni e oltraggio a pubblico ufficiale. Ma le indagini proseguono per cercare di identificare altri partecipanti agli scontri.

Fonte: il fatto quotidiano.it

 
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Pubblicato da su 13 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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ADDIO TICKET, VIA ALLA FRANCHIGIA, TUTTI PAGHERANNO IN BASE AL REDDITO


IL SISTEMA di compartecipazione o “copayment”, in vigore da più di trent’anni (fu introdotto con la Finanziaria del 1982), potrebbe andare in pensione: scompariranno i ticket che oggi paghiamo su farmaci, visite specialistiche, analisi strumentali e di laboratorio, ricoveri al Pronto soccorso. Il tutto attualmente per un costo per i cittadini di circa quattro miliardi all’anno che potrebbe salire a sei quando, nel 2014, entreranno in vigore le norme delle manovre estive dello scorso anno che prevedono un rincaro dei ticket per quasi due miliardi.

Scomparsi i ticket come si pagherà? Ciascuno di noi avrà una franchigia, calcolata in percentuale del reddito, fino al concorrere della quale dovrà pagare interamente ogni prestazione sanitaria, farmaco, analisi o intervento chirurgico. Ad esempio, un pensionato con 10 mila euro di reddito lordo, avrà una franchigia pari al 3 per mille dunque 30 euro: questa cifra sarà il costo massimo che dovrà sborsare per accedere a qualsiasi prestazione sanitaria, pochi medicinali o un maxi intervento chirurgico.

Oltre questo plafond, sarà tutto gratuito. Naturalmente chi ha un reddito lordo di 100 mila euro, come un professionista, avrà una franchigia più alta, circa di 300 euro: ciò significa che fino al raggiungimento di questa cifra, ad esempio, acquistando farmaci e sottoponendosi ad una visita specialistica, dovrà pagare tutto di tasca sua. Sopra i 300 anche per lui sarà tutto gratis.

La franchigia varrà per l’arco degli ultimi dodici mesi: in questo periodo si esaurirà il ciclo di raggiungimento del plafond a pagamento e dell’accesso gratuito a tutte le prestazioni. Dopo i dodici mesi si ricomincerà a pagare fino al proprio personale plafond e, una volta superato il livello, si accederà gratuitamente.

Chi terrà questa contabilità? Una tessera sanitaria intelligente, dotata di chip come un bancomat, che sostituirà di qui ad un anno le attuali tessere. Naturalmente parlare di contabilità ha un senso solo quando sono in ballo piccole prestazioni e pochi farmaci, quando c’è di mezzo un intervento chirurgico quello che conta è che si pagherà fino al raggiungimento del proprio plafond e il resto sarà a carico del Servizio sanitario.

Chi sarà soggetto al sistema della franchigia? Praticamente tutti: scompariranno le esenzioni in base al reddito (ora 36 mila euro circa), l’età (bambini fino a sei anni e anziani oltre i 65), cronici e invalidi. Tutti avranno una franchigia in base al reddito familiare complessivo. Con due varianti: il reddito sarà valutato non solo in base all’Irpef, ma in base all’Isee (che tiene conto della consistenza patrimoniale) e moderato da una sorta di “quoziente familiare” che terrà conto del numero dei figli.

Il piano dovrà comunque passare al vaglio delle Regioni in vista del tavolo sul Patto per la salute. Per ora le reazioni sono negative: “Ipotesi da scartare, colpirebbe tutti indistintamente, sarebbe la riedizione della tassa sulla salute degli Anni Novanta”, ha dichiarato Luca Coletto, coordinatore degli assessori regionali alla Sanità. Il ministero della Salute assicura comunque che gli incassi del nuovo sistema a franchigia saranno pari a quelli con i vecchi ticket.

Fonte: repubblica.it

 
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Pubblicato da su 13 maggio 2012 in Notizie & Politica

 

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