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Tabacco “Pueblo” pieno di pesticidi.

06 Ago

Senza additivi ma con una presenza eccessiva di pesticidi. Quindici per l’esattezza. Tanti sono quelli che il settimanale il Salvagente ha rilevato in una scatola di Pueblo – un tabacco trinciato per sigarette tra i più venduti in Italia – analizzato nelle settimane scorse.
La lista di sostanze indesiderate rilevata, al di là delle concentrazioni, lascia stupiti specie perché il Pueblo, prodotto dalla tedesca Pöschl Tabak, è un trinciato presentato come molto naturale e scelto da tanti consumatori proprio perché è “Senza additivi”, come recitano le etichette, ottenuto solo da “100% foglie di tabacchi Virginia”.

“Un buon tabacco”

Il Pueblo è un “buon tabacco” a sentire i suoi tanti estimatori che sono disposti a spendere 5,40 euro per un astuccio da 30 grammi, un po’ più della media di mercato, per arrotolare sigarette con “una miscela tradizionale realizzata con tabacchi americani Virginia, coltivati anche nelle riserve naturali, in condizioni ottimali, dagli indiani pellerossa d’America”, come assicura l’azienda nelle confezioni. Insomma in un prodotto del genere tutto ti aspetti meno che la presenza contemporanea di 9 insetticidi, 3 fungicidi, 2 nematocidi e un diserbante. Senza considerare poi che, fatta eccezione per il Cymoxanil, la legislazione italiana vieta l’impiego nella coltivazione del tabacco delle altre sostanze rilevate.

L’azienda: “Tutte sostanze legali”

“Tutte le tracce rilevate nelle vostre analisi derivano da sostanze legali e accreditate le cui concentrazioni sono ben al di sotto dei limiti previsti dalla legge”, assicura al Salvagente Steffen König, responsabile del controllo di qualità della Pöschl Tabak.

Meno pesticidi in un altro campione

Tuttavia, al di là delle concentrazioni, resta da capire come in un prodotto così naturale, siano finiti 15 pesticidi contemporaneamente. Anche in considerazione del fatto che, avendo testato successivamente un secondo campione dello stesso Pueblo ma di un lotto diverso, il Salvagente non ha riscontrato lo stesso tenore di residui.
E allora cosa è successo al primo campione? La sua miscela, il blend di tabacchi selezionati, da dove proveniva? E l’azienda, dopo la segnalazione che il settimanale le ha inviato, quali controlli ha attivato?

“La puzza alcolica”

A questo punto vale davvero la pena riavvolgere il nastro e raccontare la storia dall’inizio. Nel maggio scorso un lettore del settimanale dei consumatori porta in redazione un “barattolo” di Pueblo da 100 grammi perché, appena lo ha aperto, ha avvertito una forte puzza alcolica.

Il Salvagente contatta il distributore italiano del prodotto, la Itagency, per capire cosa può essere successo, indicando il numero di lotto, 75704, del campione sospetto. Il 23 maggio arriva una prima risposta interlocutoria: il distributore spiega che come per tutti i prodotti naturali c’è bisogno di una “conservazione appropriata”, ma che comunque grazie al numero di lotto riportato “potremo girare la segnalazione al produttore in Germania affinché faccia gli opportuni controlli”.

Le analisi

Dalla redazione del Salvagente attendono per alcune settimane ma il responso degli “opportuni controlli” non arriva. E allora decidono di mandare in analisi il prodotto presso il dipartimento di Chimica farmaceutica e Tossicologia della facoltà di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli.

Risultati strabilianti

Le quindici sostanze rilevate e la loro concentrazione sono illustrate nella tabella che anticipiamo. Ora nessuno è in grado di capire se c’è un legame tra la presenza dei pesticidi e la “puzza alcolica” riscontrata nel campione. Ma a questo punto è la presenza massiccia di fitofarmaci a insospettire. Il professor Alberto Ritieni, docente di Chimica degli alimenti, ha condotto le analisi sul campione di Pueblo: “I livelli quantitativi e la grande varietà delle sostanze attive che abbiamo riscontrato nel campione di tabacco hanno suscitato un notevole interesse scientifico. Mi preme aggiungere, che se questa stessa situazione fosse stata osservata in un qualsiasi alimento, vegetale o non, avrebbe destato oltre all’interesse scientifico anche una forte preoccupazione dal punto di vista tossicologico e della sicurezza dell’alimento, facendoci attivare una serie di conseguenti azioni di controllo e di verifiche analitiche della filiera”.

Seconda prova ok

Lo stesso laboratorio ha poi ripetuto le analisi su un secondo campione di Pueblo, di un lotto diverso e senza “puzze anomale”, che è risultato “pulito”.
Cosa è successo al primo campione? E, ancora una volta al di là dei pesticidi consentiti o meno, tanto affollamento di fitofarmaci non dovrebbe insospettire un’azienda che della naturalità del prodotto fa, giustamente, vanto?
Il Salvagente ha girato il risultato delle analisi al produttore, la Pöschl Tabak, a cui ha anche rivolto alcune domande. “Il campione in questione è stato prodotto il 4 marzo 2011 e secondo i nostri rapporti interni – risponde Steffen König – ha lasciato i nostri stabilimenti nelle condizioni regolari e in linea con i nostri standard”.

L’azienda: “Tutto ok”

Quanto al risultato delle analisi dalla Pöschl Tabak si tende a rassicurare: “I risultati di tutte le analisi condotte negli ultimi anni hanno mostrato che tutte le foglie di tabacco riportavano zero tracce di pesticidi o ben al di sotto dei limiti legali. Questo in accordo con i risultati riscontrati dal Salvagente sul primo campione. In aggiunta il secondo campione non mostrava alcuna traccia. Per questo non si può parlare di alcuna forma di contaminazione”.

Ma i conti non tornano

“Il tabacco utilizzato per tutti i nostri blend – prosegue il dottor König – proviene da tutte le parti del mondo e le migliori provenienze includono i tabacchi coltivati dagli Indiani d’America. In generale le foglie di tabacco vengono trattate con sostanze agrochimiche consentite e sempre nei limiti previsti dalla legge”.
L’azienda dunque nega che ci sia stato alcun problema, ma al Salvagente i conti non tornano. A cominciare dal fatto che in Italia quelle sostanze riscontrate non sono ammesse nella coltivazione del tabacco.

Tratto da: il salvagente.it
di ENRICO CINOTTI

 

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Pubblicato da su 6 agosto 2012 in Notizie & Politica

 

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