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Siccità e speculazione – il business della fame.

17 Ago

Lo spettro della crisi alimentare torna ad aggirarsi nel mondo. Un mix di condizioni climatiche avverse e di speculazione sui mercati dei derivati sta facendo correre i prezzi delle materie prime alimentari verso nuovi record. Rischiando di riproporre una crisi paragonabile, se non peggiore, a quella del 2008, quando intere popolazioni vennero ridotte alla fame dal boom dei prezzi del cibo.

La sirena ha incominciato a suonare da qualche mese, al manifestarsi dei primi segnali di tensione sui mercati, ma è soprattutto con la siccità che sta colpendo il Midwest americano, il granaio del mondo, che la paura ha incominciato a prendere corpo. E in serio pericolo c’è in particolare quel miliardo di persone che nel mondo vive a stretto contatto con la fame, le popolazioni dei Paesi in via di sviluppo dove la spesa per il cibo copre il 70-80% del bilancio familiare.

I prezzi alimentari in generale, registrati dall’indice Fao, sono cresciuti, solo a luglio, del 6%, il maggiore incremento dal novembre 2009. Il mais è aumentato del 40% dal maggio scorso, il grano del 35%, la soia del 20%. Il riso del 10%. Non siamo ancora ai livelli record raggiunti nel febbraio 2011 dall’indice Fao, ma la velocità con la quale i listini stanno correndo indicano che manca veramente poco a coprire quel 10% che ancora manca al livello massimo. L’effetto che le variazioni dei prezzi del cibo hanno sui popoli è immediato e devastante. Con un 10% di aumento, 10 milioni di persone finiscono quasi automaticamente sotto la soglia di povertà.

Le ragioni di queste fiammate sono legate a diversi fattori, alcuni strutturali, altri contingenti, altri di mero interesse. Fao e Ocse nel loro ultimo rapporto indicano che per far fronte all’aumento della domanda di cibo la produzione agricola dovrebbe crescere del 60% nei prossimi 40 anni, mentre al contempo segnalano che nei prossimi dieci anni i prezzi potrebbero crescere dal 10 al 30%. Il problema è che quest’anno la produzione mondiale di cereali calerà di 23 milioni di tonnellate, quella del mais di 25 milioni. Il taglio è dovuto in particolare a condizioni climatiche avverse nel mondo. La siccità negli Stati Uniti è la peggiore da almeno 25 anni, e a questo si sono aggiunte le alluvioni in Russia e le piogge eccezionali in Brasile, che danneggiando gran parte dei raccolti hanno ridotto la produzione.

Il problema è che questi fattori vengono cavalcati dalla speculazione, la stessa all’origine della crisi del 2008. Esattamente come quattro anni fa, quando le Borse erano depresse dallo scoppio della bolla dei mutui subprime, i capitali speculativi dei grandi fondi di investimento stanno cercando buoni rendimenti e facili occasioni di guadagno. Le Borse delle materie prime, proprio per le condizioni di fragilità del settore agricolo, sono un obiettivo che ripaga. Gli strumenti con i quali si specula sono i contratti derivati: inventati per proteggere gli agricoltori dalle variazioni dei prezzi, dopo la deregulation del 2000 sono dilagati oltre misura. Nel 1996 solo il 12% dei contratti sul grano era di natura speculativa, oggi ben il 65% degli scambi di future avviene per opera di soggetti che non hanno nemmeno un sacco della materia prima. Con l’80% dei contratti che è scambiato fuori dalle Borse vigilate. Questo non è solo speculare sulla fame, è alimentarla.

Massimo Calvi

fonte: avvenire.it

Le vostre segnalazioni

  1. MONY scrive:
    15 agosto 2012 alle 16:25

    auguro a questi speculatori di cadere in un POZZO SENZA USCITE con la loro 24ore “piena di soldi”……e….
    di morire di fame…
    magari…in un barlume di coscienza all’ultimo sospiro capirebbero
    che…
    CHI LA Fà L’ASPETTI!

  2. CARMEN scrive:
    15 agosto 2012 alle 23:25                                                                                                                                                                Che tristezza … Ma non c’è qualcuno che ponga fine a questo sistema ?
    O dobbiamo arrivare a vedere il nostro pianeta distrutto dall’inquinamento e veder morire intere popolazioni, per far arricchire a dismisura 40 o 400 o 4000 “STRONZI” ??????
  3. CARMEN (BOLOGNA) scrive:
    15 agosto 2012 alle 23:51

    Ciò che rende incomprensibile questo insinuamento continuo e programmato, oltre che dallo sporco sistema ma anche dai media, convinti che le popolazioni siano una massa di esseri NON PENSANTI, incapaci di rendersi conto delle idiozie abominevoli che questa melma umana chiamati “speculatori” come se fossero degli umani super eletti veramente in grado di dominare il mondo. Prima di tutto smettiamo di rompere le palle con questo spread (termine inglese che significa tutt’altra cosa che le stupidaggini che vogliono farci bere) ad ogni modo sono solo delle scusanti da parte dei governi per giustificare le loro sporche collaborazioni con i ladri banchieri, ladri speculatori che con una massiccia dose di disonesta’, delinquenza usano il nostro danaro, come vandali, sciacalli. Che schifo di gentaglia abbiamo tra i piedi. Sono come pidocchi che si annidano nella nostra vita di esseri civili, elevati che col proprio operato hanno fatto del mondo una reggia, un paradiso. SE ESISTESSE ANCORA, COME SISTEMA DI SCAMBIO ECONOMICO IL BARATTO con sto cavolo che avremmo tra i piedi i “pidocchiosi speculatori.
    Se cominciassimo a NON VERSARE i nostri risparmi alle banche privilegiando investimenti rivolte ad iniziative dei giovani, coltivazioni della terra e restringendo la nostra economia ad un mercato locale, al massimo, nazionale eliminando completamente le banche, e con loro, tutte le bassezze, i danni, le rovine che ne sono derivati. Non abbiamo bisogno di queste porcherie umane che continuano a vomitare veleni ai danni di una società sana, civile proiettata verso un futuro COSTRUTTIVO e non DISTRUTTIVO come solo le bestie sanno operare.

  4. GIOVANNI MICHELOTTI scrive:
    16 agosto 2012 alle 00:49

    Un pò di tempo fa,Vi consigliai di vedere questo Film:
    “2022 i Sopravvissuti” del 1973,con il Grande Charlton Heston.
    Vedrete,come la Fantascienza,diventa realtà e rispecchi la Cara Natura Umana!Le Notizie di cui sopra,sono solo l’INIZIO!
    GM,Liguria.

  5. LEONARDO scrive:
    16 agosto 2012 alle 11:43                                                                                                                                                Purtroppo faranno cadere noi in un pozzo senza uscite, il 21 dicembre 2012 è proprio questo temo, voglio portare il mondo alla guerra, e purtroppo ci stiamo arrivando!!!
  6. MARY scrive:
    16 agosto 2012 alle 14:50                                                                                                                                            mahhhhhhh….. mi sembra che generalizzanto paghi sempre chi non dovrebbe….
  7. TECNOVIT scrive:
    16 agosto 2012 alle 20:30                                                                                                                                                      Fino a che ci toglieremo il cappello (per rispetto) davanti ad un uomo ricco , nulla potrà cambiare .
  8. ROBERTO (LATINA) scrive:
    16 agosto 2012 alle 20:48                                                                                                                                                                     Forse i nostri politici non lo sanno ma è proprio così che inizia la rivoluzione…viaSiccità e speculazione, il business della fame | Adico.
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Pubblicato da su 17 agosto 2012 in Notizie & Politica

 

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