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Talidomide: le scuse dopo 50 anni di silenzio.

03 Set

Dopo decenni di silenzio, la compagnia farmaceutica tedesca che produceva il Talidomide, un sedativo per le donne incinte in vendita alla fine degli anni ’50 che ha provocato malformazioni in 10mila bambini in tutto il mondo, ha presentato le sue scuse alle vittime.MONUMENTO – «Vi preghiamo di perdonarci per i 50 anni in cui non vi abbiamo mai parlato a un livello umano, ed invece siamo rimasti in silenzio», ha detto Harald Stock, Ceo dalla Gruenenthal, durante la cerimonia di inaugurazione di un monumento per le vittime del farmaco a Stolberg Germania dove ha sede l’azienda. Le scuse Stock le ha chieste anche per il silenzio mantenuto dall’azienda in tutti questi anni. «Chiediamo che si consideri il nostro lungo silenzio – ha detto – un segnale dello shock che quello che vi accadde provocò in noi»RISARCIMENTI – Negli anni settanta la compagnia ha pagato risarcimenti finanziari ai bambini nati tra il 1957 e l’inizio degli anni ’60 – il farmaco fu ritirato nel 1961 – con gravissime malformazioni dopo che le loro madri avevano assunto il farmaco. Ma i vertici della casa farmaceutica non erano mai andati oltre la vaga espressione di un dispiacere per la «tragedia». Stock ha definito deplorevole il fatto che la Gruenenthal non abbia in tutti questi anni chiesto scusa alle vittime. Un ravvedimento tardivo? Secondo le fondazioni che si occupano delle vittime le scuse sono puramente strumentali e sono state presentate soprattutto perché alcuni pazienti australiani si sono rivolti in tribunale per ottenere un indennizzo. Una di questi, Lynette Rowe, raccontal’Indipendent, nata 50 anni fa senza braccia e senza gambe perché la madre assunse talidomide in gravidanza, ha ottenuto un risarcimento multimilionario ed è alla guida delle class action per i cittadini australiani e neozelandesi nati fra il 1958 e il 1970 con difetti congeniti legati all’assunzione del sedativo.RISPOSTA – Le scuse sono «insufficienti» e «piene di inganni», la risposta delle associazioni britanniche, australiane e svedesi a sostegno delle vittime di Talidomide. Martin Johnson, direttore dell’associazione delle vittime del Talidomide in Gran Bretagna, ha dichiarato alla Bbc che nonostante la positiva ammissione di responsabilità la Gruenenthal perpetua il mito secondo cui i danni provocati dal farmaco fossero in realtà imprevedibili. «Per noi svedesi le scuse servono a ben poco» ha dichiarato Bjorn Hakansson, presidente della svedese Societá Talidomide che ha spiegato: «Oggi 99 vittime svedesi del farmaco sono ancora vive e non hanno mai ricevuto niente dalla Gruenenthal».DRAMMA – Il farmaco venne venduto tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60 alle donne incinte per calmare il malessere e la nausea mattutina causate dalla gravidanza. Fu un dramma di portata mondiale: Talidomide fu commercializzato in quasi 50 Paesi prima di essere ritirato dal mercato nel 1961.FARMACOVIGILANZA – Scuse accettate dall’associazione che riunisce le vittime del Talidomide in Italia. Non senza polemica. «Le scuse sono sempre importanti anche se a 50 anni di distanza – afferma Vincenzo Tomasso, presidente dell’Associazione Thalidomidici Italiani – ma siamo rammaricati del fatto che nè noi nè le altre associazioni internazionali di vittime siamo stati invitati alla cerimonia di inaugurazione del memoriale durante la quale sono state pronunciate le scuse. Inoltre le vittime italiane, così come quelle di molti altri Paesi, non hanno ricevuto un centesimo dalla Grunenthal. Sarebbe bello se alle parole corrispondesse anche qualche fatto concreto». In Italia, spiega Tomasso, le vittime ancora in vita del farmaco sono circa 300: «In tutto saranno state circa 6-700 – sottolinea – ma molti sono morti proprio a causa del Talidomide. Solo negli ultimi anni siamo riusciti a vederci riconosciuto un indennizzo da parte dello Stato, visto che anche le aziende italiane a cui è stato venduto il brevetto sono fallite o scomparse». La vicenda della Talidomide ha avuto almeno un risvolto positivo: «È stato grazie all’azione di noi vittime – spiega Tomasso – che è stata inventata la farmacovigilanza e sono stati istituiti test rigorosi sui farmaci prima della messa in commercio».

Fonte:corriere.it

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Pubblicato da su 3 settembre 2012 in Notizie & Politica

 

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