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Archivio mensile:ottobre 2012

SISMA SUL POLLINO | Era sceso in strada per pensare ai nipoti.


SCALEA Per anni aveva lavorato come operaio dell’Enel e da quando era in pensione si dedicava esclusivamente ai suoi nipoti. È in questo modo che a Scalea (nell’Alto tirreno cosentino) tutti ricordano Francesco Longo, il pensionato di 84 anni morto nel corso della notte per un infarto provocato dallo stress per effetto della scossa di terremoto nel Pollino. Da diverso tempo l’uomo aveva problemi cardiaci ed era costantemente in cura dai medici. Longo viveva in una abitazione adiacente a quella della figlia.

Dopo aver avvertito la scossa di terremoto è sceso in garage dove ha preso la sua automobile per poi sistemarla in una zona tranquilla nell’eventualità potesse servire per far trascorrere la notte ai nipoti. Subito dopo è rientrato a casa per cercare di prendere delle coperte ma improvvisamente ha avvertito un forte malore. I familiari lo hanno soccorso e hanno chiamato i sanitari del 118 ma il pensionato è morto poco dopo. Il medico che ha effettuato la visita dopo il decesso è stato chiaro nel sostenere che l’uomo non ha retto alla tensione provocata dal terremoto.

A Scalea Longo era particolarmente conosciuto perché per anni ha lavorato per l’Enel. Tutti lo ricordano come una persona mite e sempre ben disposta ad aiutare tutti. Da quando aveva smesso di lavorare la sua vita era interamente dedicata ai suoi nipoti. «Era sempre con i nipoti – raccontano a Scalea – aveva una sorta di venerazione per i figli dei suoi figli. Francesco era una persona mite». La notizia della morte di Francesco Longo ha fatto rapidamente il giro del comune. In molti si sono recati alla camera ardente per rendergli un ultimo saluto e per esprimere ai suoi familiari tutta l’amarezza per quanto accaduto.

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Pubblicato da su 26 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

CRISI: in 5 anni chiuse 112 mila botteghe artigiane.


contribuenti.it

In cinque anni hanno abbassato la saracinesca quasi 112mila botteghe artigianali, con una perdita di 248mila posti di lavoro. A fare i conti della crisi è il Centro Studi e Ricerche Sociologiche “Antonella Di Benedetto” di Krls Network of Business Ethics per Contribuenti.it Magazine dell’Associazione Contribuenti Italiani.
Per quanto riguarda il settore artigianato, nel periodo 2007- 2011 le iscrizioni sono state 374.920, mentre le cancellazioni sono state 487.310: 112.390 botteghe artigianali in meno, con una perdita di oltre 248mila posti di lavoro.
Al primo posto tra regioni dove si è registrato il maggiore decremento troviamo il Friuli Venezia-Giulia, seguito dalla Campania, Valle d’Aosta, Molise, Sicilia, Abruzzo, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Veneto, Lazio, Puglia, Calabria, Liguria, Umbria, Trentino-Alto Adige, Sardegna, Basilicata, Piemonte e Marche.
Per Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, occorre operare per una rapida inversione di tendenza agendo soprattutto sulla leva fiscale, sull’accesso al credito, sugli ammortizzatori sociali e soprattutto sui piani commerciali che debbono valorizzare e premiare l’artigianato, lustro del made in Italy nel mondo.

Di fronte alla chiusura di 112mila botteghe artigianali” – commenta Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – “è impensabile che il governo non intervenga con una moratoria fiscale per gli artigiani, inserendo anche il comparto artigianale tra quelli in crisi, prevedendo finanziamenti agevolati per tutto il settore delle arti e delle professioni”.

 
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Pubblicato da su 26 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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Terremoto in Calabria-violenta scossa sul Pollino. Evacuato un ospedale.


Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 5 ha colpito il Pollino nella notte scorsa, intorno alle 1,05, con una profondità di 6,3 chilometri ed è stata avvertita addirittura in tutto il sud. I comuni più vicini all’epicentro sono quelli di Mormanno, Laino Borgo e Laino Castello in provincia di Cosenza, e Rotonda in provincia di Potenza.

EVACUATO L’OSPEDALE DI MORMANNO

Tanta la paura tra i residenti in special modo a Mormanno (Cosenza), dove è stato evacuato l’ospedale che ospitava alcune decine di pazienti. Molte case danneggiate da lesioni e crepe, risulta inagibile anche la chiesa madre del paese. Non si segnalano fortunatamente morti o feriti gravi, sebbene la paura sia altissima e la gente abbia trascorso la notte per strada.

Nei centri più colpiti sono intervenuti forze dell’ordine, Protezione civile, vigili del fuoco e volontari. Per quanto riguarda i degenti che si trovavano nell’ospedale evacuato, i più gravi sono stati trasferiti nei nosocomi del comprensorio; pochi quelli dimessi, mentre la maggior parte ha trovato sistemazione nelle tende allestite dai soccorritori.

Dopo il terremoto di magnitudo 5 sono state registrate altre 22 scosse di assestamento che nella notte hanno fatto tremare la terra: pochi minuti dopo la prima ce ne sono state due di magnitudo 2.7 e 3.3 e si sono susseguite per una media di cinque l’ora fino all’ultima, di magnitudo 2.2 alle 4:56 del mattino

IL PREFETTO: NESSUN FERITO, TANTA PAURA

“Nessun ferito né crolli, ma lesioni ai fabbricati e tanta paura”. E’ questo il primo bilancio del terremoto di stanotte sul massiccio del Pollino, fatto dal prefetto di Cosenza Raffaele Cannizzaro ai microfoni di SkyTg24. Il prefetto ha ricordato “lo stress notevole” cui è sottoposta da due anni la popolazione della zona: centinaia di scosse che hanno costretto da mesi molte famiglie a dormire in tenda o in auto, soprattutto nella zona di Mormanno. Molte le persone che hanno trascorso la notte nelle zone di raccolta, assistite dai volontari.

“Per precauzione è stato evacuato un ospedale, due case per anziani dove si sono verificate lesioni alle tramezzature. Resta da verificare cosa è accaduto negli edifici più antichi. Sopralluoghi sono in corso e continueranno per tutta la giornata”.

Cannizzaro ha confermato che “i servizi funzionano” come “le linee elettriche nonostante un breve black out e gli impianti idrici”. Qualche masso si è distaccato lungo i costoni delle strade provinciali, ma nessun danno è stato finora registrato alla rete autostradale.

84ENNE MUORE DI INFARTO PER LA PAURA

Lo spavento causato dal forte terremoto di stanotte sarebbe la causa della morte, per infarto, di un uomo, Franco Longo, di 84 anni di Scalea.

ALTOMONTE. SCUOLE CHIUSE, DANNEGGIATO IL CAMPANILE DI SANTA MARIA

Ad Altomonte sono crollate due vecchie abitazioni che erano state già evacuate nei mesi scorsi. Danneggiati anche il centro sanitario e il campanile della storica chiesa di Santa Maria della Consolazione. Il sindaco ha disposto la chiusura delle scuole, almeno per oggi.

CONTINUA LO SCIAMO SISMICO. A MORMANNO TENDE PER I PAZIENTI

Continua lo sciame sismico sul Pollino, con scosse d’intensità minore rispetto a quelle avvertite nella notte. A Mormanno (Cosenza) si attende l’arrivo di una colonna mobile della protezione civile che dovrebbe portare delle tende per i pazienti dell’ospedale evacuato durante la notte. La struttura sembrerebbe però presentare solo qualche crepa in alcuni locali. Atteso sul luogo anche il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli. In paese le scuole resteranno chiuse oggi e domani, come in altri Comuni limitrofi e nei paesi del Potentino.

A3 SICURA, CREPE E MASSI SULLA STRADA CHE COLLEGA MORMANNO

L’autostrada non ha subito danni per le scosse di terremoto sul Pollino, ma la strada interna che collega il paese di Mormanno alla A3 è stata danneggiata: ci sono diverse crepe sull’asfalto e in alcuni punti sono caduti dei massi.

L’Anas ha reso noto che il traffico è al momento regolare sulla rete stradale di competenza in Calabria e Basilicata. Le squadre di emergenza, immediatamente attivate a seguito dell’evento sismico di questa notte nel Pollino, stanno effettuando sopralluoghi e verifiche continue in corrispondenza di gallerie, ponti e viadotti presenti sulla rete stradale in gestione diretta nelle due regioni e, in particolare, sull’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria.
“Al momento – si legge in una nota – non risultano danni al patrimonio stradale e autostradale, ma le verifiche e la sorveglianza proseguiranno anche nelle prossime ore. La circolazione stradale non ha subito interruzioni”.

GLI “SFOLLATI”: SIAMO SFINITI

La gente di Mormanno, che ormai soffre di una vera “sindrome da terremoto” visto che le scosse si susseguono tutti i giorni da un paio d’anni, non ci sta a rientrare in casa.

“Siamo sfiniti”, dicono per strada, “ormai siamo condizionati da questa scosse continue. Ci dicono di stare tranquilli, ma come si può stare tranquilli se ti si muove la terra sotto i piedi tutti i giorni? E come vai a dormire tranquillo? E che diciamo ai nostri figli?” dice un cittadino di Mormanno.

ENAC, TRAFFICO AEREO REGOLARE

Nessun ritardo o variazioni alla programmazione del traffico aereo. E’ quanto rende noto l’Enac in merito all’evento sismico che ha interessato alcune aree della Calabria e della Basilicata. “Alla luce di una prima ricognizione effettuata dall’Ente – informa Enac – presso le direzioni territoriali coinvolte, non si registrano attualmente ritardi o variazioni alla programmazione del traffico aereo. L’operatività dei voli dunque, al momento, è regolare”. L’Enac continua a monitorare la situazione nelle aree interessate.

GABRIELLI A MORMANNO: LA MACCHINA HA FUNZIONATO BENE

Il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, è a Mormanno, nel cosentino, per un sopralluogo dopo la scossa di terremoto della scorsa notte. Gabrielli sta presiedendo una riunione dell’unità di crisi istituita dalla prefettura. Prima il capo della Protezione Civile ha sorvolato la zona in elicottero.

“La macchina ha funzionato bene” ha affermato Gabrielli dove c’è stato l’epicentro del sisma. “Stanotte ho visto anche il sito del Comune, mi ha fatto piacere. Devo dire che le cose che ci siamo detti hanno trovato un attecchimento. Bravo sindaco”, ha detto Gabrielli, in riferimento al piano di sicurezza predisposto e salutando Guglielmo Armentano, sindaco di Mormanno. Gabrielli sta visitando le strutture lesionate.

TURCO (PREFETTURA): NON SI REGISTRANO DANNI STRUTTURALI AGLI EDIFICI

La riunione con Gabrielli, capo della protezione civile, è iniziata da poco in prossimità dell’epicentro e contestualmente nella prefettura di Cosenza. Al momento non si registrano danni strutturali agli edifici: lo conferma al Tgcom Vito Turco, vice capo di gabinetto della Prefettura cosentina, aggiungendo che “al momento è da notare come 18 comuni dei 25 afferenti la zona dello sciame, in un’area di 20 kmq, hanno già emanato la chiusura precauzionale delle scuole, per consentire una valutazione tecnica della bontà delle strutture”.

Turco conferma inoltre che sarà attivato un pool di esperti per effettuare delle verifiche preventive sulle stabilità degli immobili e che i soli danni finora registrati riguardano il “distacco di cornicioni e tramezzature di immobili, specialmente in edifici del centro storico, che non dovrebbero pregiudicare la tenuta”.

 
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Pubblicato da su 26 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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Calabria: Ammanco da 1,3 milioni di euro in Provincia Vibo – fermata dipendente e marito.


Vibo Valentia, 24 ottobre – In un periodo in cui si sta per decidere per la soppressione delle province di Vibo e Crotone ecco emergere un episodio di cronaca che coinvolge una dipendente pubblica della sopprimenda Provincia di Vibo Valentia. Una ex dipendente della Provincia di Vibo, infatti, assieme, al marito sono stati sottoposti a fermo dalla guardia di finanza su disposizione della Procura della Repubblica per l’ammanco di 1,3 milioni di euro dai conti dell’Ente scoperto nelle scorse settimane. La donna, Maria Rita Currò ed il marito, Baldassarre Bruzzano, erano già indagati in stato di libertà e sono accusati di peculato. Nell’inchiesta sono indagati anche due nipoti della donna, che nel frattempo sui è dimessa dall’incarico. Le indagini, condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, sono iniziate il 13 settembre scorso, dopo la scoperta di un ammanco sui fondi dell’Amministrazione provinciale di Vibo che è stato subito denunciato alla magistratura. Maria Rita Currò, secondo l’accusa, nel periodo compreso tra agosto 2009 e novembre 2011 ha emesso numerosi mandati di pagamento per false prestazioni di servizio a nome dei congiunti, inducendo in errore l’Amministrazione che, in più riprese, ha liquidato somme per un valore totale di circa 1,3 milioni di euro. I fermi sono stati disposti dal procuratore di Vibo Mario Spagnuolo per il fondato sospetto che fosse in atto un’attività diretta ad occultare i proventi dell’attività illecita oltre che per il pericolo di fuga. I finanzieri hanno anche eseguito alcune perquisizioni con sequestro di documenti alla Provincia. Alle indagini ha collaborato anche il Nucleo speciale di polizia valutaria del Gruppo di Reggio Calabria.

 
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Pubblicato da su 24 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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NOVE SU DIECI DEGLI SFRATTATI NON HANNO I SOLDI PER PAGARE


Nel 2011 in Italia sono stati ordinati 63mila sfratti di cui ben 56mila per morosità. Un dato impressionante se si pensa che oltre 28 mila di questi sono stati eseguiti dalle forze dell’ordine. Una “bomba sociale”, come l’hanno definita i sindacati, che rischia di esplodere in un Paese già percorso da molte tensioni. E quelle relative alla casa possono diventare molto pericolose.

Il maggior numero di richieste di sfratto si verifica in Lombardia (12.922), il 20,2% del dato nazionale (dati del Ministero degli Interni). Seguono Lazio (7.625), Emilia Romagna (6.532) e Piemonte (6.208). Lazio a parte, ai primi posti tutte Regioni del Nord, quindi. E il dato preoccupa sempre di più perché dal 2010 al 2011 l’intervento delle forze dell’ordine è cresciuto dell’11%. Se pensiamo che il 90% degli sfratti avvengono per “morosità incolpevole”, determinati cioè dal reddito insufficiente, significa che a fronteggiarsi nelle strade saranno sempre di più persone disperate contro polizia e carabinieri che eseguono ordini dati da istituzioni che non sanno come affrontare il problema.

Le proposte da parte dei sindacati di settore, uniti nella stessa richiesta, sono precise: “Serve una sospensione degli sfratti dopo il 31 dicembre -, continua Piran -. Poi è necessario ampliare l’offerta di edilizia residenziale pubblica. La strada è l’immediata disponibilità per gli IACP (edilizia popolare) di 70 milioni di euro giacenti al Ministero delle Infrastrutture”. Questi fondi sono messi a disposizione per emergenze abitative, in particolare volti al recupero di alloggi inagibili per i quali bastano interventi dal costo inferiore ai 30mila euro ciascuno. “Utilizzando questi fondi si potrebbero recuperare 3000 alloggi in tutta Italia da assegnare agli sfrattati. A questi immobili si aggiungerebbe la possibilità di poter usufruire delle detrazioni per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico. Questo per il pubblico. Sul versante degli affitti privati è necessario introdurre una fiscalità di vantaggio per i contratti concordati agendo sulla cedolare, abbassando l’aliquota dal 19 al 10% e sull’Imu con percentuali ridotte sulle locazioni”. Anche l’evasione è particolarmente florida negli affitti: “I canoni devono essere pagati con mezzi tracciabili e l’inquilino deve avere delle detrazioni su una quota del canone come per i mutui”.

Milano ha una delle situazioni peggiori per quanto riguarda gli sfratti e nel giro di pochi anni i dati sono peggiorati di molto: 10.372 sfratti emanati su 16.783 sentenze definitive. Il 30% delle esecuzioni presentate all’Ufficiale Giudiziario in tutta Italia arrivano dalla Lombardia e sono 4.731 quelle eseguite con la presenza dell’Ufficiale Giudiziario stesso. Ogni giorno, sono 25-30 le richieste di intervento delle forze dell’ordine, 4-5 le esecuzioni. “Nel 1983, nel capoluogo lombardo la percentuale dei morosi era il 10%”, spiega Stefano Chiappelli, segretario del Sunia, Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari. “Una delle motivazioni di questo aumento di morosità è sicuramente il caro affitti che ha segnato l’emigrazione di numerose famiglie verso città limitrofe, Novara su tutte. A Milano persino nelle periferie non si paga meno di mille euro al mese. Le fasce più deboli della popolazione, soprattutto giovani e studenti, trovano una sistemazione nella periferia della periferia”.

Poi ci sono i tagli al Fondo sostegno affitti lombardo (che quest’anno cambia nome in Fondo sostegno disagio acuto). Per il 2012, la quota disponibile è di 12 milioni di euro. Nel 2011 il fondo contava su 40,8 milioni e addirittura per il 2013 non è previsto nessun contributo. Solo due domande di sostegno economico su dieci verranno soddisfatte. Tagli da parte dello Stato, ma anche dalla Regione e dai singoli Comuni. Il risultato: delle 65 mila domande di sostegno che mediamente si raccolgono ogni anno, ne saranno accolte solo 14 mila.

“Il problema non sono le case che mancano ma i prezzi inaccessibili per la cittadinanza”, spiega Leo Spinelli del Sicet. Infatti sono 70mila gli alloggi sfitti a Milano e 4.500 gli occupanti abusivi sparsi in tutta la città.

“È inutile fantasticare su ceti medi che non esistono”, continua Spinelli. “Se si guardano i redditi delle 23mila famiglie che hanno fatto domanda per una casa popolare, ci si rende conto che per loro è impossibile pagare anche un affitto di 500 euro al mese. Sono circa 16mila, infatti, le persone con un reddito Isee inferiore ai 7.500 euro. Questi non pagheranno mai, hanno bisogno di tutele”. Otto famiglie su dieci fanno fatica ad arrivare a fine mese ma il costo della vita aumenta e con questo anche l’affitto. Secondo l’Istat, dal 2002 ad oggi i salari medi annui sono diminuiti di 1500 euro pro capite, al contrario dei prezzi di mercato. “Vogliamo che siano estese le tutele di chi ha difficoltà a pagare un mutuo anche a chi fatica con l’affitto”, riprende Chiappelli. “A questo si aggiunge la riforma nazionale della legge 431, ritornando all’affitto legato al reddito. La Regione invece dovrebbe aumentare la quota per il sostegno agli affitti, usando ad esempio i 6 milioni di euro destinati all’abbattimento degli interessi sui mutui”.

L’affitto di abitazioni probabilmente modificherà il mercato immobiliare. La domanda di locazioni in affitto, come dimostrano i dati resi pubblici dal Sicet, cresce sempre di più: le transazioni relative all’acquisto della casa sono diminuite del 25% in pochi anni e i prestiti bancari del 50%, cioè si sono dimezzati. Nello stesso tempo la richiesta di alloggi in affitto è aumentata del 20%. Un trend che lo Stato non può più ignorare.

Fonte: repubblica.it

 
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Pubblicato da su 24 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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“Benzina pulita creata dall’aria”. C’è riuscita un’azienda inglese.


CATTURARE anidride carbonica dall’aria che respiriamo quotidianamente e trasformarla in carburante, eliminando al tempo stesso uno dei principali gas serra nell’atmosfera  prodotto dalla combustione dei combustibili fossili. Troppo bello per essere vero? Il colpaccio, che potrebbe risolvere la crisi energetica e aiutare a ridurre il riscaldamento globale, è riuscito ad una piccola azienda britannica. In una piccola raffineria pilota, la Air Fuel Synthesis 1 di Stockton-on-Tees da agosto ha effettivamente prodotto cinque litri di benzina usando anidride carbonica e vapor d’acqua, dimostrandone la fattibilità. E nei prossimi due anni è convinta di potersi espandere su scala commerciale, arrivando a produrne una tonnellata al giorno.

L’Independent, in un servizio esclusivo, cui il giornale e il sito dedicano l’apertura, parla di “pietra miliare” sulla via della corsa all’energia pulita, “sacro graal della green economy”. La svolta è stata annunciata dal ceo dell’azienda Peter Harrison durante una conferenza a Londra. “Abbiamo preso anidride carbonica dall’aria e idrogeno dall’acqua e li abbiamo trasformati in carburante”, ha raccontato Harrison davanti all’Institution of mechanical engineers di Londra. Benzina che può essere immagazzinata, trasportata e usata anche nei motori attualmente in uso, pur non contenendo gli additivi che si trovano nei carburanti tradizionali. La nuova benzina “pulita” può essere usata, quindi, senza bisogno di nuove, costose infrastrutture.

Siamo ancora alle fasi iniziali, ma è tutto vero, assicura al quotidiano britannico Tim Fox, che guida il dipartimento dell’energia e dell’Institution of mechanical engineers londinese. I principi sono noti, spiega, ma la svolta consiste nell’averli messi insieme, “dimostrando che si può fare e funziona”.

Le potenzialità, secondo l’azienda, sono enormi e potrebbero cambiare per sempre il panorama economico ed ambientale del Paese. In fase iniziale viene usata l’elettricità della rete nazionale, ma in futuro si potranno sfruttare altre fonti rinnovabili di energia, a partire dal vento e dalle maree. Futuro remoto? Non proprio. L’aspettativa è quella di produrre carburante, usando energie rinnovabili, su larga scala già dalla fine del 2014.

Per ora il sistema per estrarre l’anidride carbonica dall’aria per creare carburante è ancora troppo costoso: si parla di 400 sterline per catturare una tonnellata di CO2. Ma una volta che i costi si saranno abbattuti, come è sempre successo nel tempo per le nuove tecnologie, il miracolo potrebbe essere a portata di mano.

Fonte: repubblica.it

 

 
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Pubblicato da su 21 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

Tassone a “Radio 24” definisce “modesta” la pensione da parlamentare: “Pochi 6.800 euro di vitalizio”


mario-tassone

Dopo Walter Veltroni e Massimo D’Alema potrebbe essere il prossimo, Mario Tassone, a non essere candidato alle elezioni di primavera. Ieri sera ha rassegnato le dimissioni da vice capogruppo dell’Udc alla Camera dei deputati dopo una dichiarazione infelice fatta in mattinata a “Radio 24” del Sole 24 Ore. Il giornalista in studio gli ha chiesto del vitalizio e lui ha risposto: «Mi hanno detto 6.800 euro, una cifra molto modesta». In tempi di antipolitica, anticasta e grillini, tagli, cassa integrazione, per Tassone 6.800 euro al mese sono troppo pochi se la cifra la si paragona ai suoi colleghi che sono stati anche consiglieri regionali e cumulano il doppio vitalizio. Ovviamente sull’esponente calabrese sono arrivati una raffica di “vaff’ dalla rete e, per una volta, dopo 36 anni di onorata carriera si è conquistato anche le prime pagine di tutti i quotidiani nazionali. «Se lei pensa quanto prendono gli amministratori dell’Enel, delle ferrovie – è stato il ragionamento di Tassone. Dopo quarant’anni prendo cosa? 6.800 euro, peraltro lordi con altre situazioni che porteranno a decurtazioni. Vorrei avere l’indennità di un direttore di un giornale. Lei lo sa – ha aggiunto Tassone rivolgendosi al conduttore – che i direttori, soprattutto della Rai, prendono 15, 20mila euro anche quando non sono più direttori?».

Il siparietto tra il conduttore e Tassone è durato alcuni minuti, il conduttore Alessandro Milan gli ha fatto notare se non fosse esagerato considerare molto modesto un vitalizio da
6.800 euro e il parlamentare ha risposto: «Lei deve farsi un quadro di riferimento più serio. Le auguro moltissimo che la mantengano a Radio 24, però ritengo che gli scoop che lei fa sono di bassa lega» e ha lasciato la trasmissione.
Mario Tassone, nato a Castrovillari l’8 agosto del 1943 e catanzarese di adozione, è entrato in Parlamento nel 1976 per rimanerci ininterrottamente fino a oggi. E’ passato indenne dalla Prima Repubblica (sottosegretario nei Governi Crax e Fanfani) dopo i fatti di Tangentopoli ha seguito gli ex Dc alleati del centrodestra e nel secondo Governo Berlusconi è stato anche viceministro alle Infrastrutture. Senza questo incidente probabilmente ce lo saremmo trovati anche nelle Terza Repubblica, anche se non è detto che non si candidi, altro che rottamazione. «Decide il mio partito», ha ripetuto più volte ieri in trasmissione e nel partito lui conta perché l’Udc è nata dalla fusione del Ccd di Casini e il Cdu di Buttiglione-Tassone e alla fine il suo parere conta più di tanti altri. 
Ma oggi il parlamentare può andare orgoglioso di essere sul podio dei “dinosauri” del Parlamento, in buona compagnia dietro al suo amico Beppe Pisanu che sta al vertice degli highlander del Parlamento e non ha interesse a lasciare la poltrona visto che sta promuovendo un movimento di delusi del Pdl, e Giorgio La Malfa, figlio d’arte che è al secondo posto.
Tassone vanta una lunga militanza nella Dc, per 9 legislature sempre al suo posto al punto che qualcuno ironizza «si è mimetizzato con gli arredi di Montecitorio».

 (fonte il Quotidiano della Calabria – A.mo)

 
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Pubblicato da su 19 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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