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Archivio mensile:ottobre 2012

SISMA SUL POLLINO | Era sceso in strada per pensare ai nipoti.


SCALEA Per anni aveva lavorato come operaio dell’Enel e da quando era in pensione si dedicava esclusivamente ai suoi nipoti. È in questo modo che a Scalea (nell’Alto tirreno cosentino) tutti ricordano Francesco Longo, il pensionato di 84 anni morto nel corso della notte per un infarto provocato dallo stress per effetto della scossa di terremoto nel Pollino. Da diverso tempo l’uomo aveva problemi cardiaci ed era costantemente in cura dai medici. Longo viveva in una abitazione adiacente a quella della figlia.

Dopo aver avvertito la scossa di terremoto è sceso in garage dove ha preso la sua automobile per poi sistemarla in una zona tranquilla nell’eventualità potesse servire per far trascorrere la notte ai nipoti. Subito dopo è rientrato a casa per cercare di prendere delle coperte ma improvvisamente ha avvertito un forte malore. I familiari lo hanno soccorso e hanno chiamato i sanitari del 118 ma il pensionato è morto poco dopo. Il medico che ha effettuato la visita dopo il decesso è stato chiaro nel sostenere che l’uomo non ha retto alla tensione provocata dal terremoto.

A Scalea Longo era particolarmente conosciuto perché per anni ha lavorato per l’Enel. Tutti lo ricordano come una persona mite e sempre ben disposta ad aiutare tutti. Da quando aveva smesso di lavorare la sua vita era interamente dedicata ai suoi nipoti. «Era sempre con i nipoti – raccontano a Scalea – aveva una sorta di venerazione per i figli dei suoi figli. Francesco era una persona mite». La notizia della morte di Francesco Longo ha fatto rapidamente il giro del comune. In molti si sono recati alla camera ardente per rendergli un ultimo saluto e per esprimere ai suoi familiari tutta l’amarezza per quanto accaduto.

 
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Pubblicato da su 26 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

CRISI: in 5 anni chiuse 112 mila botteghe artigiane.


contribuenti.it

In cinque anni hanno abbassato la saracinesca quasi 112mila botteghe artigianali, con una perdita di 248mila posti di lavoro. A fare i conti della crisi è il Centro Studi e Ricerche Sociologiche “Antonella Di Benedetto” di Krls Network of Business Ethics per Contribuenti.it Magazine dell’Associazione Contribuenti Italiani.
Per quanto riguarda il settore artigianato, nel periodo 2007- 2011 le iscrizioni sono state 374.920, mentre le cancellazioni sono state 487.310: 112.390 botteghe artigianali in meno, con una perdita di oltre 248mila posti di lavoro.
Al primo posto tra regioni dove si è registrato il maggiore decremento troviamo il Friuli Venezia-Giulia, seguito dalla Campania, Valle d’Aosta, Molise, Sicilia, Abruzzo, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Veneto, Lazio, Puglia, Calabria, Liguria, Umbria, Trentino-Alto Adige, Sardegna, Basilicata, Piemonte e Marche.
Per Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, occorre operare per una rapida inversione di tendenza agendo soprattutto sulla leva fiscale, sull’accesso al credito, sugli ammortizzatori sociali e soprattutto sui piani commerciali che debbono valorizzare e premiare l’artigianato, lustro del made in Italy nel mondo.

Di fronte alla chiusura di 112mila botteghe artigianali” – commenta Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – “è impensabile che il governo non intervenga con una moratoria fiscale per gli artigiani, inserendo anche il comparto artigianale tra quelli in crisi, prevedendo finanziamenti agevolati per tutto il settore delle arti e delle professioni”.

 
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Pubblicato da su 26 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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Terremoto in Calabria-violenta scossa sul Pollino. Evacuato un ospedale.


Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 5 ha colpito il Pollino nella notte scorsa, intorno alle 1,05, con una profondità di 6,3 chilometri ed è stata avvertita addirittura in tutto il sud. I comuni più vicini all’epicentro sono quelli di Mormanno, Laino Borgo e Laino Castello in provincia di Cosenza, e Rotonda in provincia di Potenza.

EVACUATO L’OSPEDALE DI MORMANNO

Tanta la paura tra i residenti in special modo a Mormanno (Cosenza), dove è stato evacuato l’ospedale che ospitava alcune decine di pazienti. Molte case danneggiate da lesioni e crepe, risulta inagibile anche la chiesa madre del paese. Non si segnalano fortunatamente morti o feriti gravi, sebbene la paura sia altissima e la gente abbia trascorso la notte per strada.

Nei centri più colpiti sono intervenuti forze dell’ordine, Protezione civile, vigili del fuoco e volontari. Per quanto riguarda i degenti che si trovavano nell’ospedale evacuato, i più gravi sono stati trasferiti nei nosocomi del comprensorio; pochi quelli dimessi, mentre la maggior parte ha trovato sistemazione nelle tende allestite dai soccorritori.

Dopo il terremoto di magnitudo 5 sono state registrate altre 22 scosse di assestamento che nella notte hanno fatto tremare la terra: pochi minuti dopo la prima ce ne sono state due di magnitudo 2.7 e 3.3 e si sono susseguite per una media di cinque l’ora fino all’ultima, di magnitudo 2.2 alle 4:56 del mattino

IL PREFETTO: NESSUN FERITO, TANTA PAURA

“Nessun ferito né crolli, ma lesioni ai fabbricati e tanta paura”. E’ questo il primo bilancio del terremoto di stanotte sul massiccio del Pollino, fatto dal prefetto di Cosenza Raffaele Cannizzaro ai microfoni di SkyTg24. Il prefetto ha ricordato “lo stress notevole” cui è sottoposta da due anni la popolazione della zona: centinaia di scosse che hanno costretto da mesi molte famiglie a dormire in tenda o in auto, soprattutto nella zona di Mormanno. Molte le persone che hanno trascorso la notte nelle zone di raccolta, assistite dai volontari.

“Per precauzione è stato evacuato un ospedale, due case per anziani dove si sono verificate lesioni alle tramezzature. Resta da verificare cosa è accaduto negli edifici più antichi. Sopralluoghi sono in corso e continueranno per tutta la giornata”.

Cannizzaro ha confermato che “i servizi funzionano” come “le linee elettriche nonostante un breve black out e gli impianti idrici”. Qualche masso si è distaccato lungo i costoni delle strade provinciali, ma nessun danno è stato finora registrato alla rete autostradale.

84ENNE MUORE DI INFARTO PER LA PAURA

Lo spavento causato dal forte terremoto di stanotte sarebbe la causa della morte, per infarto, di un uomo, Franco Longo, di 84 anni di Scalea.

ALTOMONTE. SCUOLE CHIUSE, DANNEGGIATO IL CAMPANILE DI SANTA MARIA

Ad Altomonte sono crollate due vecchie abitazioni che erano state già evacuate nei mesi scorsi. Danneggiati anche il centro sanitario e il campanile della storica chiesa di Santa Maria della Consolazione. Il sindaco ha disposto la chiusura delle scuole, almeno per oggi.

CONTINUA LO SCIAMO SISMICO. A MORMANNO TENDE PER I PAZIENTI

Continua lo sciame sismico sul Pollino, con scosse d’intensità minore rispetto a quelle avvertite nella notte. A Mormanno (Cosenza) si attende l’arrivo di una colonna mobile della protezione civile che dovrebbe portare delle tende per i pazienti dell’ospedale evacuato durante la notte. La struttura sembrerebbe però presentare solo qualche crepa in alcuni locali. Atteso sul luogo anche il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli. In paese le scuole resteranno chiuse oggi e domani, come in altri Comuni limitrofi e nei paesi del Potentino.

A3 SICURA, CREPE E MASSI SULLA STRADA CHE COLLEGA MORMANNO

L’autostrada non ha subito danni per le scosse di terremoto sul Pollino, ma la strada interna che collega il paese di Mormanno alla A3 è stata danneggiata: ci sono diverse crepe sull’asfalto e in alcuni punti sono caduti dei massi.

L’Anas ha reso noto che il traffico è al momento regolare sulla rete stradale di competenza in Calabria e Basilicata. Le squadre di emergenza, immediatamente attivate a seguito dell’evento sismico di questa notte nel Pollino, stanno effettuando sopralluoghi e verifiche continue in corrispondenza di gallerie, ponti e viadotti presenti sulla rete stradale in gestione diretta nelle due regioni e, in particolare, sull’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria.
“Al momento – si legge in una nota – non risultano danni al patrimonio stradale e autostradale, ma le verifiche e la sorveglianza proseguiranno anche nelle prossime ore. La circolazione stradale non ha subito interruzioni”.

GLI “SFOLLATI”: SIAMO SFINITI

La gente di Mormanno, che ormai soffre di una vera “sindrome da terremoto” visto che le scosse si susseguono tutti i giorni da un paio d’anni, non ci sta a rientrare in casa.

“Siamo sfiniti”, dicono per strada, “ormai siamo condizionati da questa scosse continue. Ci dicono di stare tranquilli, ma come si può stare tranquilli se ti si muove la terra sotto i piedi tutti i giorni? E come vai a dormire tranquillo? E che diciamo ai nostri figli?” dice un cittadino di Mormanno.

ENAC, TRAFFICO AEREO REGOLARE

Nessun ritardo o variazioni alla programmazione del traffico aereo. E’ quanto rende noto l’Enac in merito all’evento sismico che ha interessato alcune aree della Calabria e della Basilicata. “Alla luce di una prima ricognizione effettuata dall’Ente – informa Enac – presso le direzioni territoriali coinvolte, non si registrano attualmente ritardi o variazioni alla programmazione del traffico aereo. L’operatività dei voli dunque, al momento, è regolare”. L’Enac continua a monitorare la situazione nelle aree interessate.

GABRIELLI A MORMANNO: LA MACCHINA HA FUNZIONATO BENE

Il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, è a Mormanno, nel cosentino, per un sopralluogo dopo la scossa di terremoto della scorsa notte. Gabrielli sta presiedendo una riunione dell’unità di crisi istituita dalla prefettura. Prima il capo della Protezione Civile ha sorvolato la zona in elicottero.

“La macchina ha funzionato bene” ha affermato Gabrielli dove c’è stato l’epicentro del sisma. “Stanotte ho visto anche il sito del Comune, mi ha fatto piacere. Devo dire che le cose che ci siamo detti hanno trovato un attecchimento. Bravo sindaco”, ha detto Gabrielli, in riferimento al piano di sicurezza predisposto e salutando Guglielmo Armentano, sindaco di Mormanno. Gabrielli sta visitando le strutture lesionate.

TURCO (PREFETTURA): NON SI REGISTRANO DANNI STRUTTURALI AGLI EDIFICI

La riunione con Gabrielli, capo della protezione civile, è iniziata da poco in prossimità dell’epicentro e contestualmente nella prefettura di Cosenza. Al momento non si registrano danni strutturali agli edifici: lo conferma al Tgcom Vito Turco, vice capo di gabinetto della Prefettura cosentina, aggiungendo che “al momento è da notare come 18 comuni dei 25 afferenti la zona dello sciame, in un’area di 20 kmq, hanno già emanato la chiusura precauzionale delle scuole, per consentire una valutazione tecnica della bontà delle strutture”.

Turco conferma inoltre che sarà attivato un pool di esperti per effettuare delle verifiche preventive sulle stabilità degli immobili e che i soli danni finora registrati riguardano il “distacco di cornicioni e tramezzature di immobili, specialmente in edifici del centro storico, che non dovrebbero pregiudicare la tenuta”.

 
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Pubblicato da su 26 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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Calabria: Ammanco da 1,3 milioni di euro in Provincia Vibo – fermata dipendente e marito.


Vibo Valentia, 24 ottobre – In un periodo in cui si sta per decidere per la soppressione delle province di Vibo e Crotone ecco emergere un episodio di cronaca che coinvolge una dipendente pubblica della sopprimenda Provincia di Vibo Valentia. Una ex dipendente della Provincia di Vibo, infatti, assieme, al marito sono stati sottoposti a fermo dalla guardia di finanza su disposizione della Procura della Repubblica per l’ammanco di 1,3 milioni di euro dai conti dell’Ente scoperto nelle scorse settimane. La donna, Maria Rita Currò ed il marito, Baldassarre Bruzzano, erano già indagati in stato di libertà e sono accusati di peculato. Nell’inchiesta sono indagati anche due nipoti della donna, che nel frattempo sui è dimessa dall’incarico. Le indagini, condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, sono iniziate il 13 settembre scorso, dopo la scoperta di un ammanco sui fondi dell’Amministrazione provinciale di Vibo che è stato subito denunciato alla magistratura. Maria Rita Currò, secondo l’accusa, nel periodo compreso tra agosto 2009 e novembre 2011 ha emesso numerosi mandati di pagamento per false prestazioni di servizio a nome dei congiunti, inducendo in errore l’Amministrazione che, in più riprese, ha liquidato somme per un valore totale di circa 1,3 milioni di euro. I fermi sono stati disposti dal procuratore di Vibo Mario Spagnuolo per il fondato sospetto che fosse in atto un’attività diretta ad occultare i proventi dell’attività illecita oltre che per il pericolo di fuga. I finanzieri hanno anche eseguito alcune perquisizioni con sequestro di documenti alla Provincia. Alle indagini ha collaborato anche il Nucleo speciale di polizia valutaria del Gruppo di Reggio Calabria.

 
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Pubblicato da su 24 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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NOVE SU DIECI DEGLI SFRATTATI NON HANNO I SOLDI PER PAGARE


Nel 2011 in Italia sono stati ordinati 63mila sfratti di cui ben 56mila per morosità. Un dato impressionante se si pensa che oltre 28 mila di questi sono stati eseguiti dalle forze dell’ordine. Una “bomba sociale”, come l’hanno definita i sindacati, che rischia di esplodere in un Paese già percorso da molte tensioni. E quelle relative alla casa possono diventare molto pericolose.

Il maggior numero di richieste di sfratto si verifica in Lombardia (12.922), il 20,2% del dato nazionale (dati del Ministero degli Interni). Seguono Lazio (7.625), Emilia Romagna (6.532) e Piemonte (6.208). Lazio a parte, ai primi posti tutte Regioni del Nord, quindi. E il dato preoccupa sempre di più perché dal 2010 al 2011 l’intervento delle forze dell’ordine è cresciuto dell’11%. Se pensiamo che il 90% degli sfratti avvengono per “morosità incolpevole”, determinati cioè dal reddito insufficiente, significa che a fronteggiarsi nelle strade saranno sempre di più persone disperate contro polizia e carabinieri che eseguono ordini dati da istituzioni che non sanno come affrontare il problema.

Le proposte da parte dei sindacati di settore, uniti nella stessa richiesta, sono precise: “Serve una sospensione degli sfratti dopo il 31 dicembre -, continua Piran -. Poi è necessario ampliare l’offerta di edilizia residenziale pubblica. La strada è l’immediata disponibilità per gli IACP (edilizia popolare) di 70 milioni di euro giacenti al Ministero delle Infrastrutture”. Questi fondi sono messi a disposizione per emergenze abitative, in particolare volti al recupero di alloggi inagibili per i quali bastano interventi dal costo inferiore ai 30mila euro ciascuno. “Utilizzando questi fondi si potrebbero recuperare 3000 alloggi in tutta Italia da assegnare agli sfrattati. A questi immobili si aggiungerebbe la possibilità di poter usufruire delle detrazioni per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico. Questo per il pubblico. Sul versante degli affitti privati è necessario introdurre una fiscalità di vantaggio per i contratti concordati agendo sulla cedolare, abbassando l’aliquota dal 19 al 10% e sull’Imu con percentuali ridotte sulle locazioni”. Anche l’evasione è particolarmente florida negli affitti: “I canoni devono essere pagati con mezzi tracciabili e l’inquilino deve avere delle detrazioni su una quota del canone come per i mutui”.

Milano ha una delle situazioni peggiori per quanto riguarda gli sfratti e nel giro di pochi anni i dati sono peggiorati di molto: 10.372 sfratti emanati su 16.783 sentenze definitive. Il 30% delle esecuzioni presentate all’Ufficiale Giudiziario in tutta Italia arrivano dalla Lombardia e sono 4.731 quelle eseguite con la presenza dell’Ufficiale Giudiziario stesso. Ogni giorno, sono 25-30 le richieste di intervento delle forze dell’ordine, 4-5 le esecuzioni. “Nel 1983, nel capoluogo lombardo la percentuale dei morosi era il 10%”, spiega Stefano Chiappelli, segretario del Sunia, Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari. “Una delle motivazioni di questo aumento di morosità è sicuramente il caro affitti che ha segnato l’emigrazione di numerose famiglie verso città limitrofe, Novara su tutte. A Milano persino nelle periferie non si paga meno di mille euro al mese. Le fasce più deboli della popolazione, soprattutto giovani e studenti, trovano una sistemazione nella periferia della periferia”.

Poi ci sono i tagli al Fondo sostegno affitti lombardo (che quest’anno cambia nome in Fondo sostegno disagio acuto). Per il 2012, la quota disponibile è di 12 milioni di euro. Nel 2011 il fondo contava su 40,8 milioni e addirittura per il 2013 non è previsto nessun contributo. Solo due domande di sostegno economico su dieci verranno soddisfatte. Tagli da parte dello Stato, ma anche dalla Regione e dai singoli Comuni. Il risultato: delle 65 mila domande di sostegno che mediamente si raccolgono ogni anno, ne saranno accolte solo 14 mila.

“Il problema non sono le case che mancano ma i prezzi inaccessibili per la cittadinanza”, spiega Leo Spinelli del Sicet. Infatti sono 70mila gli alloggi sfitti a Milano e 4.500 gli occupanti abusivi sparsi in tutta la città.

“È inutile fantasticare su ceti medi che non esistono”, continua Spinelli. “Se si guardano i redditi delle 23mila famiglie che hanno fatto domanda per una casa popolare, ci si rende conto che per loro è impossibile pagare anche un affitto di 500 euro al mese. Sono circa 16mila, infatti, le persone con un reddito Isee inferiore ai 7.500 euro. Questi non pagheranno mai, hanno bisogno di tutele”. Otto famiglie su dieci fanno fatica ad arrivare a fine mese ma il costo della vita aumenta e con questo anche l’affitto. Secondo l’Istat, dal 2002 ad oggi i salari medi annui sono diminuiti di 1500 euro pro capite, al contrario dei prezzi di mercato. “Vogliamo che siano estese le tutele di chi ha difficoltà a pagare un mutuo anche a chi fatica con l’affitto”, riprende Chiappelli. “A questo si aggiunge la riforma nazionale della legge 431, ritornando all’affitto legato al reddito. La Regione invece dovrebbe aumentare la quota per il sostegno agli affitti, usando ad esempio i 6 milioni di euro destinati all’abbattimento degli interessi sui mutui”.

L’affitto di abitazioni probabilmente modificherà il mercato immobiliare. La domanda di locazioni in affitto, come dimostrano i dati resi pubblici dal Sicet, cresce sempre di più: le transazioni relative all’acquisto della casa sono diminuite del 25% in pochi anni e i prestiti bancari del 50%, cioè si sono dimezzati. Nello stesso tempo la richiesta di alloggi in affitto è aumentata del 20%. Un trend che lo Stato non può più ignorare.

Fonte: repubblica.it

 
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Pubblicato da su 24 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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“Benzina pulita creata dall’aria”. C’è riuscita un’azienda inglese.


CATTURARE anidride carbonica dall’aria che respiriamo quotidianamente e trasformarla in carburante, eliminando al tempo stesso uno dei principali gas serra nell’atmosfera  prodotto dalla combustione dei combustibili fossili. Troppo bello per essere vero? Il colpaccio, che potrebbe risolvere la crisi energetica e aiutare a ridurre il riscaldamento globale, è riuscito ad una piccola azienda britannica. In una piccola raffineria pilota, la Air Fuel Synthesis 1 di Stockton-on-Tees da agosto ha effettivamente prodotto cinque litri di benzina usando anidride carbonica e vapor d’acqua, dimostrandone la fattibilità. E nei prossimi due anni è convinta di potersi espandere su scala commerciale, arrivando a produrne una tonnellata al giorno.

L’Independent, in un servizio esclusivo, cui il giornale e il sito dedicano l’apertura, parla di “pietra miliare” sulla via della corsa all’energia pulita, “sacro graal della green economy”. La svolta è stata annunciata dal ceo dell’azienda Peter Harrison durante una conferenza a Londra. “Abbiamo preso anidride carbonica dall’aria e idrogeno dall’acqua e li abbiamo trasformati in carburante”, ha raccontato Harrison davanti all’Institution of mechanical engineers di Londra. Benzina che può essere immagazzinata, trasportata e usata anche nei motori attualmente in uso, pur non contenendo gli additivi che si trovano nei carburanti tradizionali. La nuova benzina “pulita” può essere usata, quindi, senza bisogno di nuove, costose infrastrutture.

Siamo ancora alle fasi iniziali, ma è tutto vero, assicura al quotidiano britannico Tim Fox, che guida il dipartimento dell’energia e dell’Institution of mechanical engineers londinese. I principi sono noti, spiega, ma la svolta consiste nell’averli messi insieme, “dimostrando che si può fare e funziona”.

Le potenzialità, secondo l’azienda, sono enormi e potrebbero cambiare per sempre il panorama economico ed ambientale del Paese. In fase iniziale viene usata l’elettricità della rete nazionale, ma in futuro si potranno sfruttare altre fonti rinnovabili di energia, a partire dal vento e dalle maree. Futuro remoto? Non proprio. L’aspettativa è quella di produrre carburante, usando energie rinnovabili, su larga scala già dalla fine del 2014.

Per ora il sistema per estrarre l’anidride carbonica dall’aria per creare carburante è ancora troppo costoso: si parla di 400 sterline per catturare una tonnellata di CO2. Ma una volta che i costi si saranno abbattuti, come è sempre successo nel tempo per le nuove tecnologie, il miracolo potrebbe essere a portata di mano.

Fonte: repubblica.it

 

 
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Pubblicato da su 21 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

Tassone a “Radio 24” definisce “modesta” la pensione da parlamentare: “Pochi 6.800 euro di vitalizio”


mario-tassone

Dopo Walter Veltroni e Massimo D’Alema potrebbe essere il prossimo, Mario Tassone, a non essere candidato alle elezioni di primavera. Ieri sera ha rassegnato le dimissioni da vice capogruppo dell’Udc alla Camera dei deputati dopo una dichiarazione infelice fatta in mattinata a “Radio 24” del Sole 24 Ore. Il giornalista in studio gli ha chiesto del vitalizio e lui ha risposto: «Mi hanno detto 6.800 euro, una cifra molto modesta». In tempi di antipolitica, anticasta e grillini, tagli, cassa integrazione, per Tassone 6.800 euro al mese sono troppo pochi se la cifra la si paragona ai suoi colleghi che sono stati anche consiglieri regionali e cumulano il doppio vitalizio. Ovviamente sull’esponente calabrese sono arrivati una raffica di “vaff’ dalla rete e, per una volta, dopo 36 anni di onorata carriera si è conquistato anche le prime pagine di tutti i quotidiani nazionali. «Se lei pensa quanto prendono gli amministratori dell’Enel, delle ferrovie – è stato il ragionamento di Tassone. Dopo quarant’anni prendo cosa? 6.800 euro, peraltro lordi con altre situazioni che porteranno a decurtazioni. Vorrei avere l’indennità di un direttore di un giornale. Lei lo sa – ha aggiunto Tassone rivolgendosi al conduttore – che i direttori, soprattutto della Rai, prendono 15, 20mila euro anche quando non sono più direttori?».

Il siparietto tra il conduttore e Tassone è durato alcuni minuti, il conduttore Alessandro Milan gli ha fatto notare se non fosse esagerato considerare molto modesto un vitalizio da
6.800 euro e il parlamentare ha risposto: «Lei deve farsi un quadro di riferimento più serio. Le auguro moltissimo che la mantengano a Radio 24, però ritengo che gli scoop che lei fa sono di bassa lega» e ha lasciato la trasmissione.
Mario Tassone, nato a Castrovillari l’8 agosto del 1943 e catanzarese di adozione, è entrato in Parlamento nel 1976 per rimanerci ininterrottamente fino a oggi. E’ passato indenne dalla Prima Repubblica (sottosegretario nei Governi Crax e Fanfani) dopo i fatti di Tangentopoli ha seguito gli ex Dc alleati del centrodestra e nel secondo Governo Berlusconi è stato anche viceministro alle Infrastrutture. Senza questo incidente probabilmente ce lo saremmo trovati anche nelle Terza Repubblica, anche se non è detto che non si candidi, altro che rottamazione. «Decide il mio partito», ha ripetuto più volte ieri in trasmissione e nel partito lui conta perché l’Udc è nata dalla fusione del Ccd di Casini e il Cdu di Buttiglione-Tassone e alla fine il suo parere conta più di tanti altri. 
Ma oggi il parlamentare può andare orgoglioso di essere sul podio dei “dinosauri” del Parlamento, in buona compagnia dietro al suo amico Beppe Pisanu che sta al vertice degli highlander del Parlamento e non ha interesse a lasciare la poltrona visto che sta promuovendo un movimento di delusi del Pdl, e Giorgio La Malfa, figlio d’arte che è al secondo posto.
Tassone vanta una lunga militanza nella Dc, per 9 legislature sempre al suo posto al punto che qualcuno ironizza «si è mimetizzato con gli arredi di Montecitorio».

 (fonte il Quotidiano della Calabria – A.mo)

 
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Pubblicato da su 19 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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Viaggi e denaro per aumentare vendite ormoni della crescita per bambini: 67 medici indagati.


Roma, 17 ottobre 2012 – Dalle prime ore della mattinata circa 300 carabinieri del Nas e dei Comandi Provinciali di 15 Regioni stanno eseguendo 77 perquisizioni a carico di 67 medici indagati.

L’indagine, condotta dal Nas di Bologna e coordinata dalle Procure della Repubblica di Rimini e Busto Arsizio (Va), ha portato alla scoperta di una collaudata e vasta organizzazione d’informatori scientifici di una nota azienda farmaceutica che, per incrementare le vendite di alcune tipologie di farmaci, dava o prometteva somme di denaro, viaggi all’estero  oggetti di valore e altro a medici di strutture ospedaliere pubbliche e private per oltre mezzo milione di euro.

REGALI PER PRESCRIVERE FARMACI PER CRESCITA A BAMBINI – Regali in cambio di prescrizione di farmaci, nello specifico ormoni per la crescita destinati ai bimbi. Questo l’intreccio criminale tre una nota azienda farmaceutica e 67 medici specialisti – soprattutto endocrinologi e nefrologi di strutture pubbliche e private – sparsi in tutta Italia, che sono finiti nella rete nei Nas. Circa 300 carabinieri del Nucleo operativo a tutela della salute e dei Comandi provinciali di 15 regioni stanno eseguendo in queste ore 77 perquisizioni a carico dei 67 medici indagati.

I camici bianchi sono accusati di aver ricevuto, attraverso una vasta organizzazione di informatori scientifici (12 persone) di una nota azienda farmaceutica – a quanto apprende l’Adnkronos Salute una società del Nord Italia – somme di denaro, viaggi all’estero e oggetti di valore. L’indagine, condotta dal Nas di Bologna, è partita circa 2 anni fa ed è coordinata dalle Procure di Rimini e Busto Arsizio (Varese). Gli specialisti avrebbero intascato l’equivalente di circa 500 mila euro per migliaia di prescrizioni contestate. I reati ipotizzati sono quelli di truffa al Ssn, comparaggio, associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e falso.

L’indagine ha portato alla scoperta dell’esistenza di una “collaudata organizzazione” che per incrementare le vendite di alcune tipologie di farmaci destinati ai bambini per curare i disturbi della crescita, dava o comunque prometteva somme di denaro, viaggi di piacere all’estero  oggetti di valore ed altro, a medici di strutture ospedaliere pubbliche e private, giustificandole con falsa documentazione, che indicava come il denaro fosse frutto di attività di consulenza, un contributo a congressi e seminari, o a viaggi per partecipare a meeting e seminari.

Gli informatori scientifici sollecitavano i medici indagati ad aumentare le prescrizioni con l’inserimento in terapia di nuovi piccoli pazienti a cui venivano somministrati due tipi di farmaci innovativi a base di ormoni. Il prossimo step per i Nas, spiega il tenente colonnello Giovanni Capasso, è quello di verificare se queste prescrizioni hanno in qualche modo recato danno alla salute dei bambini.

 
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Pubblicato da su 17 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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Non dimentichiamo Adele Bruno.


Buona sera, scrivo semplicemente per ringraziare gli operatori di ST TELEVISION, unica emittente locale che ha seguito lo svolgersi del procedimento per l’assassinio di ADELE BRUNO…Io sono una sua amica, ieri non ho fatto questa riflessione perché ero stravolta nel vedere con quale attenzione e precauzione è stato trattato l’ASSASSINO di ADELE. Mentre noi eravamo guardati a vista come criminali, la rabbia e il dolore nel vedere andare via l’assassino dopo che il giudice gli ha concesso la riduzione della pena e rinviato a giudizio, ho capito che Adele era stata abbandonata di nuovo sotto quell’albero d’ulivo dove ha trovato la morte; ma stamattina guardando i giornali locali mi sono chiesta ma le altre emittenti locali e quelle regionali e nazionali dov’erano? Dov’erano i rappresentanti delle istituzioni che l’hanno scorso erano al funerale di Adele? Non dico che dovevano venire come rappresentanti istituzionali, ma come semplici cittadini come siamo noi che eravamo li fuori per sapere la decisione su un orrendo omicidio avvenuto nella nostra città. Allora mi domando: l’imputato deve essere tutelato! E i familiari? E gli amici della vittima abbandonati al loro dolore senza nessun sostegno? I rappresentanti di determinanti enti delle istituzioni non hanno espresso nessun parere tramite comunicato alla stampa. Nessuno mostra solidarietà alla famiglia della vittima. Io come altri che amiamo Adele non abbiamo potuto aiutarla quella terribile notte in cui è stata uccisa avrà chiesto aiuto, avrà urlato, noi non lo possiamo sapere. Ora possiamo essere la sua voce per chiedere che sia fatta VERAMENTE GIUSTIZIA!!!! affinché nessun’altra donna vittima di violenza sia abbandonata e sulla cui storia si spenga l’attenzione mediatica..

Grazie per il vostro lavoro e per il vostro impegno.

 

 
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Pubblicato da su 17 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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Digressione

Soveria Mannelli, 13 ottobre – Un cercatore di funghi, Vincenzo Pulicicchio, 60 anni, è stato ucciso per errore da un cacciatore a Soveria Mannelli. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Soveria coordinati dal comandante Domenico De Biasio che hanno ricostruito la dinamica dell’accaduto. Un gruppo di cacciatori questa mattina si è dislocato su vari punti tra i boschi al confine dei comuni di Decollatura e Soveria Mannelli. Obiettivo della caccia è il cinghiale che ha bisogno di un gruppo di fuoco composto da dodici uomini più un capo squadra, tutti disposti in cerchio ed in punti stabiliti. Sfortunatamente, dietro ad un cespuglio ed a tiro di uno dei cacciatori, si è trovato il cercatore di funghi che era chino nel gesto di raccoglierne qualcuno quando è stato colpito da un solo colpo di fucile tra il collo e la spalla. Purtroppo per il cercatore di funghi non c’è stato nulla da fare ed è morto sul colpo. Il fatto è avvenuto intorno alle ore 11. di questa mattina. Il cacciatore, G. C., è stato denunciato per omicidio colposo dai carabinieri del comandate De Biasio ed il fascicolo sull’accaduto è stato inviato alla Procura della Repubblica di LameziaTerme.

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Calabria: Cercatore di funghi ucciso per errore da cacciatore.

 
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Pubblicato da su 13 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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Asp Catanzaro: unica in Calabria ad avere dotato tutte le ambulanze del 118 del nuovo dispositivo salvavita di infusione intraossea


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Si è svolto il corso per 300 medici e infermieri provenienti anche da fuori Regione
L’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro è la prima e unica Azienda in Calabria che ha dotato tutti i mezzi di soccorso del 118 del Dispositivo di infusione intraossea, seguendo così i dettami delle più moderne linee guida internazionali sul trattamento del politrauma, delle emergenze pediatriche, dell’arresto cardiaco e delle sindromi di peri-arresto. Questo grazie al Direttore Generale dell’Asp Dott. Gerardo Mancuso e al Dott. Guglielmo Curatola, dirigente dell’unità operativa Emergenza Sanitaria Territoriale dell’Azienda catanzarese, che hanno deciso di dotare tutte le ambulanze del 118 di questo importante dispositivo “salvavita”. Al fine di istruire e aggiornare tutti gli operatori sanitari sulle nuove linee guida relative all’accesso vascolare intraosseo e alla metodologia d’intervento di pronto soccorso, l’unità operativa diretta dal Dottore Curatola ha promosso un incontro che si è svolto al Centro Agroalimentare di Lamezia Terme e al quale hanno partecipato oltre 300 operatori sanitari provenienti anche da fuori Regione.
L’evento, rivolto a medici e infermieri di Area critica, è stato dedicato all’approfondimento della particolare metodica di intervento di pronto soccorso, utilizzata per la somministrazione di liquidi quando non è possibile ottenere in tempi brevi un accesso vascolare tradizionale.

Una pratica innovativa negli interventi urgenti e fortemente legata alla tecnologia salvavita, di cui ha parlato in modo dettagliato il direttore Curatola insieme ai relatori Dott.ssa Daniela Tropiano, responsabile Formazione Interna unità operativa Est dell’Asp di Catanzaro, che ha illustrato “Raccomandazioni e Linee Guida”; il dottore Maurizio Raimondi, Direttore del 118 di Pavia, che  ha relazionato su “Indicazioni e impiego clinico dell’infusione intraossea”; il Dott. Tullio Pozone, Direttore dell’unità operativa di Anestesia e Rianimazione del presidio ospedaliero “San Salvatore” de L’Aquila, che ha invece parlato de “L’intraossea nella notte del terremoto de L’Aquila”.
I lavori sono stati aperti dal Direttore Generale dell’Asp Mancuso che ha sottolineato il nuovo e armonioso cammino intrapreso dall’Asp verso nuove e innovative tappe. “La nostra Azienda – ha detto il dg – crescerà nei prossimi 2-3 anni grazie all’applicazione di nuove tecnologie e idee innovative che si stanno mettendo in campo. Nonostante molte cose vadano a rilento, il 2013 sarà un anno decisivo. Si sta aprendo una stagione ricca di tanti impegni che da parte dei dipendenti e in tutto questo la formazione gioca un ruolo essenziale”.
All’incontro ha preso parte anche il Presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico che ha sottolineato come “finalmente la politica si estranea dal settore sanitario e meritocrazia e capacità professionale vanno avanti a testa alta in un momento particolarmente difficile”. 
In questi anni di commissariamento – ha spiegato Talarico – stiamo facendo sacrifici enormi, ma anche i risparmi sono stati il frutto di una classe dirigente che sta lavorando coesa e che ha come unico obiettivo quello di rendere efficiente un settore che per troppi anni è stato trascurato sia dal punto di vista economico che dell’offerta sanitaria in se stessa. I sacrifici sono stati tanti, non si possono fare nuove assunzioni né sostituzione di personale, ma sono certo che da qui a qualche mese, dopo il consuntivo dell’anno 2012, si potrà parlare d’altro”. 
Il corso ha avuto anche una parte pratica, realizzata in collaborazione con la LMA Italia, che ha permesso ai partecipanti di esercitarsi praticamente con il dispositivo di infusione intraossea. A tutti i partecipanti è stato rilasciato un attestato di frequenza.

 
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Pubblicato da su 13 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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COMMESSE IN MARCIA IN 5 CITTÀ. “NO AL LAVORO DI DOMENICA”


Manifestano al grido di “OccupySunday”, ispirandosi allo slogan degli indignati globali, e hanno ottenuto anche la benedizione della Chiesa. Sono le commesse (e i commessi) che dicono no alla domenica di lavoro e si oppongono alla deregulation sulle aperture dei negozi nei giorni di festa. Scenderanno in piazza oggi, in diverse città d’Italia da Benevento a Treviso, insieme a mariti, mogli, figli e amici: “Con le persone che siamo costretti a trascurare lavorando di domenica”.

A quasi un anno dall’approvazione  il decreto che consente ai negozi di restare aperti 24 ore su 24, sette giorni su sette, è ancora al centro delle polemiche. Insieme alle liberalizzazioni sarebbero dovuti arrivare nuovi posti di lavoro, ma la manodopera in negozi e ipermercati non è aumentata. “Così siamo costrette a lavorare sempre più spesso anche nei festivi – spiega Lucia Grasso dipendente di un centro commerciale a Modena – . A volte ci capita di non avere un giorno di riposo per due settimane di fila, trovando poi in busta paga appena 15 euro in più”. Dopo la deregulation, infatti, la domenica è diventata un giorno di lavoro come un altro e, in molti casi, le maggiorazioni in busta paga si sono ridotte drasticamente.

La protesta delle commesse è nata su Facebook qualche mese fa, con il gruppo “Domenica no grazie” che rapidamente ha conquistato visibilità. Focolai di opposizione alle liberalizzazioni si sono così diffusi dovunque, non solo dove oggi si protesta (Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Campania) ma anche in Piemonte, Lombardia, Sicilia, Abruzzo e Puglia: “I lavoratori del commercio di tutta Italia sono solidali con noi”, spiega da Treviso Tiziana D’Andrea, mamma e dipendente di una boutique sempre aperta. Proprio a Treviso la marcia si snoda lungo le vie del centro ma nelle altre città (Modena, Padova, Benevento e Firenze) saranno occupati i parcheggi davanti ai grandi centri commerciali. Al fianco dei lavoratori anche molti piccoli esercenti, stritolati dalla concorrenza degli ipermercati. “Ma il valore di questa protesta non è solo economico – spiega don Don Gianni Fazzini, sacerdote della diocesi di Venezia – La domenica deve restare un giorno dedicato ai rapporti umani, da non trascorrere nei centri commerciali, luoghi che io paragono all’inferno”. “Comprendo le tradizioni, ma il lavoro festivo non può essere un tabù – replica Pietro Malapsina, presidente del Consiglio nazionale dei centri commerciali – Mi permetto di ricordare che nel medioevo, di domenica, le piazze davanti alle chiese erano il luogo principale dedicato al commercio”.

La speranza delle commesse ora è rivolta alla Consulta, che il prossimo novembre dovrà decidere se accogliere il ricorso presentato da Veneto, Piemonte, Lombardia e Lazio contro la deregulation delle aperture. Per le Regioni, infatti, la liberalizzazione limita il diritto degli enti locali di regolare il settore del commercio e andrebbe bocciata per incostituzionalità.

di GREGORIO ROMEO
fonte:repubblica.it

 
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Pubblicato da su 8 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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REGIONE: CATTANEO CONTRO I TAGLI. “PRENDO SOLO 8.000 EURO AL MESE”


“Ho letto il decreto sul taglio alle Regioni: drastica riduzione dell’indennità entro il 30 novembre e nessuna pensione. Uno come me cosa deve fare?”. Inizia così lo sfogo che l’assessore alle Infrastrutture e mobilità della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, pidiellino e formigoniano di ferro, affida a Twitter, lamentando la ‘sforbiciata’ ai costi della politica decisa dal governo Monti. “Non rubo – aggiunge – e quindi non ho tesori all’estero. Vivo di ciò che fra un mese mi verrà dimezzato e tra mutuo, rette, eccetera non so come fare”.

Poi, a stretto giro, l’assessore ‘in bolletta’ affida un’altra riflessione alla Rete: “Se fossi rimasto un dirigente guadagnerei già ora di più, figuriamoci dopo i tagli. Che faccio? Siamo sicuri che così la politica migliorerà?”. Cattaneo mette in guardia i cittadini: “Ogni dittatore – scrive – diventa tale a furor di popolo. E’ solo dopo che il popolo si accorge del mostro che ha generato! Attenzione! Chi ci va di mezzo è proprio chi lavora e fa politica sul serio”.

Ma la sua preoccupazione scatena il popolo di Twitter che, a colpi di cinguettii, gli fa notare che la stragrande maggioranza degli italiani è messa peggio di lui. A Davide D’Antoni, giornalista di Telelombardia che propone ironicamente una colletta, risponde: “Bravo! Vedo che ha colto perfettamente. Queste banalità porteranno il Paese a star meglio? Allora cancelliamo la democrazia”.

“Ora guadagno circa 8mila euro per 12 mensilità. Non è poco, è distante dai 14mila di cui si favoleggia. Dopo, circa la metà”, aggiunge rispondendo a chi gli chiede quanto guadagni in Regione. Ma Cattaneo, come si legge dal suo sito, oltre ad essere assessore è anche consigliere della Sea e membro del Consiglio di sorveglianza di Infrastrutture Lombarde Spa.

Fonte:repubblica.it

 
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Pubblicato da su 8 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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Spreca 52 euro, agenzia pubblica sanzionata dalla Corte dei Conti tedesca!


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Ci sono paesi – un nome a caso: l’Italia – dove un Fiorito qualunque arriva a guadagnare 52mila euro al mese tra stipendio come consigliere regionali e altri rimborsi. In Piemonte succede addirittura che un consigliere in gita a Sestriere si faccia pagare dalla Regione 1.000 euro al giorno per 5 giorni! Ma gli sprechi e le ruberie della casta politica e dei manager pubblici sono così tanti che un’enciclopedia non basterebbe. L’importante è essersi capiti.Ora, prendiamo un altro paese a caso: la Germania. Ecco la notizia riportata dall’agenzia di stampa Asca.

La Corte dei Conti tedesca ha ammonito l’Agenzia federale del Lavoro (BA) per uno spreco di 51,98 euro, spesi per comprare un mazzo di fiori con cui ringraziare una signora che pochi giorni prima aveva offerto la propria abitazione per ospitare un convegno”.

La casta tedesca gode di privilegi così risibili che i politici, più che essere invidiati, sono di fatto quasi compatiti dai loro elettori. Lo stesso vale per gli alti funzionari dello Stato, che se non filano dritto trovano sempre puntuali i cerberi della Corte dei Conti a metterli pubblicamente alla berlina. Gli ultimi a fare una clamorosa figuraccia sono stati i responsabili dell’Agenzia federale del Lavoro (BA), bacchettati per aver osato sperperare 52 euro del pubblico denaro.

 
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Pubblicato da su 7 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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Lamezia: Manifestazione studenti, Istituto Geometri sospende alunni.


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Lamezia Terme, 7 ottobre – “Alcuni presidi, da quando rivestono la qualifica di dirigenti o di manager, son stati presi da manie di onnipotenza e ritengono di poter decidere sugli istituti che dirigono, scavalcando norme e diritti costituzionalmente garantiti. Il Preside dell’Istituto Tecnico per Geometri di Lamezia Terme, rientra evidentemente in questa casistica. Il 5 ottobre in tutta Italia, si sono svolte manifestazioni studentesche per dire no alla  riforma della scuola e dell’Università targata Profumo e per rivendicare il diritto alla lotta contro le politiche di Austerity (lacrime e sangue) del governo Monti e della Banca Centrale Europea, che stanno asfissiando il loro presente e negando il loro futuro. Anche a Lamezia gli studenti democratici hanno sentito il dovere di esercitare questo diritto, costituzionalmente garantito, per  manifestare il proprio dissenso e per far sentire la propria voce su argomenti scottanti che li vedono protagonisti. In alcune parti d’Italia, le forze dell’ordine hanno caricato le manifestazioni picchiando selvaggiamente gli studenti indifesi provando, così, a reprimere il dissenso contro lo sfascio della scuola pubblica che questo governo, come i precedenti, sta attuando sistematicamente.

Ma in nessuna parte d’Italia questo diritto a manifestare è stato negato dalla scuola stessa e nessun preside ovviamente si è mai sognato di negare la pratica di questo diritto; nessun preside d’Italia, tranne purtroppo il preside dell’istituto tecnico per geometri di Lamezia, il quale ritenendo di non dover rispettare neanche le norme costituzionali, ha deciso di sospendere gli alunni che il 5 ottobre hanno fatto sciopero! Eppure il Preside, o dirigente, o manager, dovrebbe ben conoscere gli artt.17, 21 e 34 della costituzione che richiamano i primi il diritto a manifestare ed il terzo ad avere una scuola pubblica statale che funzioni. Per questi motivi, la USB Calabria diffida il preside dell’istituto in questione, dal voler procedere alle sospensioni annunciate per gli studenti che hanno manifestato e dichiara di non escludere che tale atteggiamento, nel quale si ravvisa anche una possibile ipotesi di reato, in quanto i ragazzi minorenni erano stati autorizzati dai genitori, mentre maggiorenni hanno legittimamente deciso da soli, possa essere perseguito anche in altre sedi. Sul rispetto della democrazia e dei diritti non si transige e non possono essere tollerati atteggiamenti autoritari”.

 
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Pubblicato da su 7 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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L’Onu nomina Prodi inviato per il Sahel.


L’ex premier sarà l’inviato speciale nella regione africana colpita dalla guerra civile in Mali e dalla siccità.

Sono lieto di informarvi della mia intenzione di nominare l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi come mio inviato speciale per il Sahel”, ha scritto Ban in una lettera al Consiglio di sicurezza, ottenuta in esclusiva dalla Reuters“Prodi ha una lunga e notevole carriera di governo e di diplomazia internazionale come creatore di consenso, avendo lavorato come primo ministro in Italia e presidente della Commissione europea per diversi anni”, ha scritto Ban Ki-moon al presidente del Consiglio, il guatemalteco Gert Rosenthal. Quest’ultimo ha informato della cosa i colleghi dell’organismo, aggiungendo che approverà la nomina di Prodi se non verranno presentate obiezioni entro martedì prossimo.

Il Mali è precipitato nel caos a marzo, quando un golpe militare ha rovesciato il presidente, creando un vuoto di potere che ha permesso ai ribelli tuareg di conquistare due terzi del paese. Estremisti islamici legati ad Al Qaida hanno poi preso il controllo di diversi territori al nord. La guerra civile in Mali è scoppiata in un momento in cui il Sahel (una delle regioni più povere al mondo) è sull’orlo di una catastrofe umanitaria, dovuta alla siccità e alla conseguente carestia. L’alleanza fra gli stati dell’Africa occidentale (Ecowas) ha elaborato un piano per aiutare le truppe del Mali a riconquistare il nord. Il leader ad interim del paese, Dioncounda Traore, ha chiesto all’inizio di questo mese al Consiglio di sicurezza dell’Onu di autorizzare il piano.

 
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Pubblicato da su 6 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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Lombardia: lo sfogo dell’assessore Cattaneo indigna la rete: «Come vivrò con solo 8 mila euro al mese?»


 

È indignata polemica in rete per lo “sfogo” dell’assessore lombardo Raffaele Cattaneo, che su Twitter ha commentato i tagli del Governo con giudizi che i followers del social network contestano duramente. Con una “drastica riduzione dell’indennità entro il 30 novembre e nessuna pensione – ha iniziato a scrivere – uno come me cosa deve fare?”. 
Cattaneo poi ha spiegato di guadagnare attualmente circa 8mila euro al mese e ha lanciato l’hashtag “politicopazzomavero” per argomentare le sue riserve.
Subito dopo aver lanciato in Rete la sua personale lettura degli effetti che i tagli del Governo alle Regioni avranno, Cattaneo si è messo a elencare in un altro tweet: «Dunque: non rubo e quindi non ho tesori all’estero». E poi: «Fossi rimasto un dirigente guadagnerei già ora di più».
Le reazioni indignate non si sono fatte attendere: «Spero che un hacker si sia impossessato del suo twitter – ha scritto per esempio Davide D’Antoni all’assessore – o altrimenti davvero manca di rispetto a milioni di italiani davvero in crisi».
«Quel “ciò che fra un mese verrà dimezzato è cmq cinque volte di più di uno stipendio medio italiano», ha valutato Alessio Lasta, per chiudere con un «faccia il favore…». Qualcuno, come Carlo Rioldi , ha dato i voti a Cattaneo quasi a cercare di cambiare tono alla discussione: «10 per il coraggio, 0 per la capacità comunicativa». Ma la discussione, ancora in tarda serata, continua a essere animata.

 
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Pubblicato da su 6 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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«Gli enti pubblici non ci pagano». Class action dei costruttori siciliani.


Una class action contro le pubbliche amministrazione per i ritardati pagamenti. E’ quanto deciso dall’assemblea straordinaria dell’Ance, l’associazione dei costruttori, di Sicilia. «Prima non dormivamo a causa dell’oppressione della mafia -scrivono in una nota -. Avevamo riconquistato il sonno grazie ai risultati della svolta di legalità che abbiamo sostenuto. Adesso non dormiamo più perché le pubbliche amministrazioni non ci pagano da anni e nel frattempo Riscossione Sicilia ci perseguita con le cartelle esattoriali». Tra i costruttori siciliani è forte il malessere. Da qui la decisione di promuovere la class action per ottenere le somme dovute tramite decreti ingiuntivi, sia per chiedere il risarcimento dei danni provocati da queste prolungate morosità alle imprese già fallite, a quelle che sono in procinto di farlo, a quelle che stanno pagando enormi interessi bancari sulle anticipazioni, a quelle che non possono più partecipare a gare non avendo potuto pagare i contributi previdenziali. Una class action contro le pubbliche amministrazione per i ritardati pagamenti. È

MANIFESTAZIONE – L’Ance ha poi programmato una manifestazione a Roma, assieme all’Ance nazionale, ai sindacati e al sistema degli enti locali, per chiedere al governo Monti una corsia preferenziale per le imprese siciliane, considerato che il nuovo governo regionale sarà operativo non prima di alcuni mesi. E se ciò non bastasse, una serrata: le imprese sospenderanno tutti i cantieri di opere appaltate da Pubbliche amministrazioni morose.

LABORATORIO – Per il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, «la Sicilia è giunta in anticipo ad una condizione disperata che man mano toccherà le altre regioni e sta facendo da laboratorio per mettere a punto contromisure che poi adotteremo altrove. L’Ance nazionale – ha concluso – sosterrà in pieno le azioni di lotta dell’Ance Sicilia e farà pressioni sul governo centrale per evitare il default del settore».

Fonte: corriere.it

 
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Pubblicato da su 6 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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Lamezia: Bomba esplode nella notte.


bomba-6-ottobre-2012Lamezia Terme, 6 ottobre – Una bomba è esplosa questa notte alle 2:06 all’angolo tra via Trento e piazza Porcelli. L’ordigno era posizionato sul marciapiede tra un’auto Tiguan 2.0 Tdi e la vetrina di una edicola. La polizia intervenuta sul posto ha effettuato i rilievi del caso con la  Scientifica ed ha avuto modo di parlare con il proprietario dell’auto, S.D., un manager veneto che  si trova a Lamezia solo da qualche mese in quanto lavora per un’azienda di impianti fotovoltaici. L’uomo ha detto agli agenti di aver preso a noleggio l’auto danneggiata. Tutte le piste rimangono aperte e sono attualmente al vaglio delle forze dell’ordine.

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Pubblicato da su 6 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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Un anno dopo l’omicidio di Adele Bruno il fidanzato Daniele davanti al giudice.


L’assassino ha confessato e per ottenere uno sconto di pena forse chiederà il rito abbreviato.

Lunedì 15 l’udienza sul rinvio a giudizio, poi se sarà mandato a processo dovrà decidere se col rito abbreviato al Tribunale lametino o in Corte d’assise a Catanzaro. Per Daniele Gatto il percorso giudiziario sta andando avanti. La sera del 30 ottobre di un anno fa uccise barbaramente la fidanzata Adele Bruno accanendosi sul cadavere. L’assassino ha confessato e adesso è accusato di omicidio volontario con diverse aggravanti.

Ancora non si conosce la linea difensiva dei suoi avvocati Francesco Gambardella e Giulia Benincasa del foro lametino, ma trattandosi di un reo confesso probabilmente si sceglierà il rito abbreviato che permette lo sconto di un terzo della pena prevista. L’accusa rappresentata da Luigi Maffia, sostituto procuratore che da quella tragica notte si occupò del caso, si batterà per fare ottenere il massimo della pena al brutale assassino.

Notte di Halloween. Adele Bruno ha 27 anni ed esce col fidanzato di 29 anni, sposato e separato, con un figlio di 5. Non è un buon periodo per il loro rapporto, c’è qualche interruzione. Poi il 30 ottobre, è domenica, puntano verso il centro commerciale “Due Mari”. Lui regala un telefonino a lei perchè il giorno dopo è il suo 27esimo compleanno. Al ritorno, intorno alle 20, a bordo dell’auto di Gatto si appartano in un uliveto, accanto a una casa diroccata.

Qui comincia il film horror. Non si sa esattamente quanto accaduto, si conosce solo la versione di lui. La ragazza non può più parlare. Escono dall’auto, forse lui fa una richiesta di sesso e la ragazza tenta di fermarlo. Di sicuro Daniele Gatto si trasforma in una bestia, s’accanisce contro la fidanzata e la soffoca.

La ragazza muore sotto i colpi di Daniele Gatto. È ancora vestita, non è stata violentata. Poi lui scappa via, torna a casa sua per lavarsi gli schizzi di sangue e cambiarsi gli abiti sporchi. Pensa di farla franca. E come nei migliori film insanguinati si riveste e va dai suoceri fingendo d’essere preoccupato: non so dove sia andata, Adele è sparita.

Col padre della ragazza va persino al commissariato di polizia per denunciare la scomparsa. Ma gli investigatori non se la bevono. Il dirigente Antonio Borelli con la sua esperienza intuisce che le cose sono andate in un modo diverso, ma non avendo nulla in mano lascia andare Daniele Gatto.

Si fa notte, e nel giovane si gonfiano i rimorsi. Tanto che si rimette in macchina e va a Marcellinara dove suo zio Osvaldo è parroco fresco di nomina. Il sacerdote cerca di calmarlo e di consigliarlo come può fare un uomo di fede prima che di legge: consegnati alla polizia. Il nipote tra mille esitazioni raggiunge il commissariato e, dopo un pò di esitazioni, dice la frase fatidica: l’ho uccisa io, ma non volevo farlo. Con una coda da giallo: Io l’amavo.

Gazzetta del Sud  – 05.10.12 – V.l.)

 
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Pubblicato da su 5 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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Studenti in piazza per il diritto allo studio.


Con l’inizio dell’autunno, le piazze non solo italiane ma di tutto il mondo iniziano nuovamente a riempirsi di studenti che manifestano per i loro diritti. L’evento maggiore si terrà il 12 ottobre, ma nell’attesa sono state organizzate moltissime iniziative che andranno ad anticipare quella più importante.

Oggi a ROMA circa 400 studenti sono partiti da Piazza di Porta San Paolo in direzione del centro. La manifestazione, non autorizzata, è stata scortata dalla polizia che ha avuto l’ultima parola sul percorso. Dopo attimi di tensione a Trastevere gli studenti hanno concordato con le forze dell’ordine di poter raggiungere il Ministero dell’istruzione e poi tornare indietro verso Piramide, da dove il corteo era partito. Alcuni manifestanti hanno tentato di sfondare il blocco all’altezza di Porta Portese: sono stati caricati ed identificati dalle forze dell’ordine.

A BOLOGNA azione del corteo al consolato greco per solidarietà agli studenti colpiti dalla repressione. Uova, petardi e vernice contro la sede Unicredit di piazza Aldrovandi, stracciata la bandiera della BNL. Il percorso del corteo è all’insegna dell’improvvisazione.

A MILANO il corteo ha percorso le strade del centro passando anche da Piazza della Scala. Scritte e volantini contro la Siae, gli studenti hanno chiesto Libri gratis. Scritte e volantini contro le sedi del Monte dei Paschi e Banca Intesa. Slogan e petardi contro il mondo della finanza.

A BRESCIA il corteo da Piazza della Loggia ha superato il blocco della celere e imboccato via San Faustino.

A TORINO manganellate sugli studenti, almeno una ventina i contusi di cui uno portato via in ambulanza. Una quindicina i manifestanti fermati.

Ieri si sono svolti una serie di flash mob e assemblee: il portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi Daniele Lanni ha così descritto l’iniziativa:”Questa giornata sarà importante per continuare un percorso di mobilitazione partito il primo giorno di scuola e che continuera’ verso il 12 ottobre, data nazionale di mobilitazione studentesca. Un percorso in cui gli studenti italiani torneranno a portare in piazza una nuova idea di scuola, una scuola fondata sulla partecipazione, l’innovazione degli spazi e della didattica, il diritto allo studio, una scuola costruita attorno agli studenti, con gli studenti. Il 12 ottobre saremo in piazza per chiedere una scuola completamente nuova che non puo’ che porre le basi sulla partecipazione e la democrazia”.

Le foto si riferiscono alla manifestazione tenuta dagli studenti di Lamezia Terme

 
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Pubblicato da su 5 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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Lamezia: Medico ingerisce acido, è grave


E’ arrivato in pronto soccorso da codice rosso in condizioni disperate W.G., medico di 49 anni che lavora proprio presso l’ospedale cittadino nel reparto di chirurgia d’urgenza dopo aver ingerito una sostanza nociva. Bocche cucite e tanto sgomento tra gli operatori sanitari che lavorano presso il nosocomio “Giovanni Paolo II”. Il medico è arrivato questa mattina tra le 9:00 e 9.30, le sue condizioni sono apparse subito gravissime avendo ingerito una sostanza gelatinosa del tipo che si usa per sbloccare i lavandini intasati. E’ stato subito predisposto un mezzo aereo che l’ha trasportato, assistito da un collega, presso il Policlinico Maggiore di Milano dove è arrivato alle 14 di oggi pomeriggio. Sembra che la sostanza ingerita abbia già leso alcuni organi e che le condizioni per salvargli la vita appaiono disperate. Tra i colleghi e gli operatori rimane lo sgomento per un collega che si è sempre distinto per essere persona affabile e professionale.

 

 
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Pubblicato da su 5 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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Lamezia: Studenti in piazza contro tagli Governo


Lamezia Terme, 5 ottobre – Anche gli studenti Lametini scendono in piazza contro i tagli decisi dal Governo Monti. Così come tanti altri studenti scesi in piazza in tutta Italia. La manifestazione studentesca è organizzata a livello nazionale dagli studenti del Fronte della Gioventù Comunista che parlano di “un autunno caldo di lotte per una scuola pubblica, gratuita e accessibile a tutti indipendentemente dal reddito” e contro “il governo Monti e l’Unione Europea”.  Numerosi i cori e gli slogan contro il governo tecnico. Secondo gli studenti aderenti al Fgc, infatti, governo e UE “impongono all’Italia una scuola di classe in cui va avanti chi se lo può permettere” privando i giovani della speranza di un futuro.

 
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Pubblicato da su 5 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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LE “LAMPADE” USTIONANO: SCATTA IL SEQUESTRO IN ITALIA


Le "lampade" ustionano scatta il sequestro in Italia

Uno stock di lampade ustionanti, costruite dalla “Smart Technologies” di Genova. Una partita di apparecchi abbronzanti, per l’esattezza il modello Alien 6 articolo 700/6 che il ministero della Salute ha deciso di ritirare dal commercio in tutta Italia, perché avrebbero procurato seri danni a diverse donne. Da parte sua, il titolare dell’azienda ha assicurato che, “nel più breve tempo possibile” ritirerà tutti i faretti difettosi.

Oggi, dopo la notizia pubblicata sull’edizione diRepubblica di Genova, altre quattro donne si sono presentate ai Nas, denunciando gli effetti devastanti provocati dagli stessi faretti difettosi, privi di blocco del filtro dei raggi ultravioletti. Le giovani hanno dichiarato di essersi sottoposte alle sedute abbronzanti tutte nello stesso solarium che utilizza le medesime lampade.

Il ministero della Salute fa sapere che la ditta produttrice si è impegnata “ad effettuare al più presto la ricognizione e la valutazione di tutte le apparecchiature non fornite di tale sistema di sicurezza”.

La vicenda, prima di essere vagliata dal Ministero della Salute che ha assunto la decisione di ritirare le lampade su tutto il territorio nazionale ed ha inoltrato la notifica del “sequestro” alla ditta di Genova, nella sua sede di via al Santuario della Guardia, negli scorsi giorni è finita sulla scrivania del sostituto procuratore Stefano Puppo.

La procura della Repubblica, infatti, ha aperto un fascicolo riguardante le ustioni riportate da una donna genovese nel centro estetico di Albaro. Stando a quanto ha denunciato tramite il suo avvocato, Giuseppina Zambonin, in pochi minuti di esposizione ha riportato bruciature di secondo grado sul viso, simili a quelle provocati da una fiammata. “Ustioni che possono lasciare sulla pelle macchie irreversibili”, dice Angelo Galli, chirurgo plastico al San Martino-Ist.

La ventottenne, parrucchiera di professione, il 20 aprile scorso è finita al pronto soccorso con 14 giorni di prognosi, una settimana dopo si è fatta curare da uno specialista di Chirurgia Plastica. Successivamente, ha chiesto risarcimento al centro estetico “Le Streghe di Albaro”, dove è rimasta sfigurata. Tre mesi dopo, probabilmente a richiesta respinta, ha presentato l’esposto alla procura della Repubblica, producendo le fotografie delle ustioni.

Il pm ha incaricato i Nas degli accertamenti. Ai carabinieri del Ministero della Salute i responsabili del solarium avrebbero dichiarato che alcuni giorni prima alle apparecchiature erano state sostituite le lampadine. Si era pensato a uno sbaglio dei due tecnici incaricati dalla ditta che affitta gli apparecchi: un errore nel montare i filtri che in condizioni normali assorbono i raggi ultravioletti di tipo “B”, aggressivi. Ulteriori verifiche, però, avrebbero permesso di stabilire che gli schermi sarebbero privi di supporto: basta un brusco movimento per farli spostare e renderli inefficaci all’assorbimento degli U. V. La medesima seduta rovinosa nel solarium di via Amendola è stata evitata da un’impiegata dello stesso centro estetico. La donna ha raccontato ai carabinieri che anche lei, subito dopo aver trattato la parrucchiera, voleva sottoporsi a una lampada, ma accortasi del malfunzionamento, ha ovviamente cambiato idea.

Ustioni profonde, vistose bolle sul viso, invece per la donna di Voghera, in un solarium della cittadina del Basso Piemonte che utilizza le stesse lampade prodotte a Genova. Tant’è che i carabinieri hanno messo insieme le due vicende ed hanno fatto partire la segnalazione all’indirizzo del ministero. Che ora ne ha disposto il sequestro.

L’accertamento del difetto di costruzione cambia di molto le responsabilità penali del centro estetico di Albaro e dei tecnici che hanno sostituito le lampade. L’assenza del sistema di bloccaggio dei filtri, invece, chiamerebbe in causa la ditta costruttrice di Bolzaneto, che dal 1981 fabbrica e distribuisce i solarium in Italia e all’Estero.

di GIUSEPPE FILETTO

fonte: repubblica.it

 
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Pubblicato da su 5 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

Lamezia: Cartolina spedita dal fronte arriva dopo 68 anni


Lamezia Terme, 4 ottobre – Una cartolina spedita 68 anni fa è giunta a destinazione, nelle mani del nipote omonino, Antonio Falvo, solo nei giorni scorsi. Si tratta della “cartolina postale delle forze armate” pubblicata sulla versione online del quotidiano Repubblica. Il soldato aveva scritto alla madre per comunicarle che stava bene. La cartolina era stata spedita il 26 marzo del 1944 durante l’occupazione nazista ma era stata censurata e smarrita. Il soldato Antonio, analfabeta, aveva imparato a scrivere durante la guerra mentre prestava servizio nella 9 Compagnia Sanità – Distaccamento di Bitetto. La cartolina, con alcuni errori comprensibili per un analfabeta autodidatta, recita: “Carissima madre, vi posso assicurare che qua si sta molto bene da mangiare a anche da dormire che si dorme con le brande e le lenzuole solo che io credo che qua si sta pochi giorni perché  non cè ospedale e noi non facciamo niente tutti i giorni solo che si mangia voi stati tutti allegri che io sto bene fatemi sapere come sta la sorella Teresa molto cordiale saluti a tutti e a voi Padre e Madre e sotto mi firmo il vostro figlio Antonio”.  Purtroppo i genitori del soldato Antonio non poterono mai avere questa cartolina mentre è stata consegnata al nipote omonimo solo qualche giorno fa. La storia integrale del soldato Antonio Falvo è raccontata nel numero del mesile cittadino Storicittà.

 
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Pubblicato da su 5 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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Cosenza: Cgil condannata dal giudice del lavoro Pagava un dipendente solo 250 al mese in nero


l sindacato: «Veniva per condividere gli ideali dell’organizzazione». Ma la sentenza ha accolto l’istanza del legale di un lavoratore che prima per nove mesi e poi per un anno aveva svolto le funzioni di centralinista, archivista e autista. E la pena è di circa 30 mila euro

COSENZA – La Cgil condannata dal giudice del lavoro suona un po’ come un ossimoro. Ma è quello che è successo martedì, al termine di un contenzioso durato quasi cinque anni: il sindacato – ha stabilito il giudice del lavoro del tribunale di Cosenza Alessandro Vaccarella – dovrà liquidare circa 30 mila euro ad un ex dipendente che per circa due anni ha lavorato per la Cgil di Cosenza, di mattina e di pomeriggio, percependo una retribuzione mensile di appena 250 euro e senza un regolare contratto.

Il lavoratore, Paolo Ferraro, aveva svolto – dall’agosto del 2003 al maggio del 2004 e dal giugno del 2006 al giugno del 2007 – funzioni di centralinista, archivista e autista. Il giudice, accogliendo le tesi proposte dall’avvocato Aldo Filicetti, ha stabilito il diritto del lavoratore ad uno stipendio adeguato al contratto nazionale, a tredicesima e quattordicesima, al trattamento di fine rapporto e all’indennità per permessi non goduti.

La Cgil, in giudizio, si è difesa negando l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato con Ferraro. Nel periodo tra il 2003 e il 2004 il sindacato ha riferito che il ragazzo aveva svolto il servizio civile volontario presso la Camera del Lavoro di Cosenza, mentre nel 2005 sarebbe stato socio di una cooperativa che aveva stipulato con la Cgil un contratto di appalto per le pulizie della sede. Insomma Ferraro, secondo quanto sostenuto dalla Cgil, una volta finito il servizio civile avrebbe frequentato in via saltuaria la sede, senza essere costretto ad osservare un orario di lavoro, «ma unicamente in ragione della condivisione degli ideali dell’organizzazione e di militanza sindacale».

Le testimonianze, prodotte nel corso del processo, hanno però smontato le tesi della Cgil. Sindacalisti, volontari, perfino il gestore di un ristorante nelle vicinanze di piazza della Vittoria hanno confermato di aver visto il ragazzo lavorare al centralino, fare le fotocopie, occuparsi delle pulizie, accompagnare con la propria auto i dirigenti del sindacato. È stato visto in ufficio sia di mattina che di pomeriggio. E c’è anche chi ha riferito di aver assistito al pagamento in contanti di Paolo Ferraro, in più occasioni, con una retribuzione di 200/300 euro.

Testimonianze che il giudice ha ritenuto «attendibili» e in grado di confermare «sia la continuità delle prestazioni lavorative in favore del sindacato e dunque lo stabile inserimento nella struttura, sia l’onerosità delle stesse». Al contrario le tesi difensive della Cgil sono rimaste «indimostrate». Anzi, in alcuni casi sono state anche confutate. Un testimone, ad esempio, ha confermato che il ragazzo è stato volontario del servizio civile, ma prima del 2003. E per quanto riguarda invece il contratto d’appalto per le pulizie con la cooperativa di cui Ferraro sarebbe stato socio, il giudice riferisce che la circostanza è «indimostrata» perché il sindacato non ha depositato nulla che la provasse.

«Sono soddisfatto del risultato – commenta l’avvocato Filicetti – La sentenza, che è frutto di anni di battaglia legale, mi fa ben sperare in un migliore futuro per i giovani che devono rivendicare il diritto al lavoro sancito dalla Costituzione. E devono farlo anche nei confronti di chi quel diritto dovrebbe garantirlo».

 
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Pubblicato da su 4 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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Orologi Carabinieri [Crono Memphis Belle]


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Pubblicato da su 2 ottobre 2012 in Relax & Turismo

 

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Il processo dura 8 anni per un furto aggravato di un pollo, prescritto dopo 18 udienze


tribunale-crotoneUn giovane di Cirò Marina fu arrestato. Aveva fame e voleva fare il brodo per la madre malata.

CROTONE – Gallina che canta ha fatto l’uovo, recita un vecchio detto popolare. Ma quella rubata otto anni fa da G. S., un trentottenne di Cirò Marina, dev’essere stata proprio una gallina dalle uova d’oro a giudicare dai tempi necessari per arrivare alla conclusione del processo, ieri mattina, dopo ben 18 udienze, con una dichiarazione di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione.
Lo ha deciso il giudice del Tribunale di Crotone Barbara Cerminara, il terzo magistrato al cui vaglio, di rinvio in rinvio, è finito il caso di giustizia lumaca o, forse, meglio, di mala giustizia. Protagonista dell’incredibile vicenda un giovane che, nel gennaio 2004, scavalcò un recinto – un’aggravante – per rubare una gallina e infilarla in una busta. Il giovane che s’avviava verso casa sua s’imbattè, subito dopo, in una pattuglia dei carabinieri che gli chiese cosa ci fosse in quella busta. E l’imputato ammise di aver rubato una gallina. Notte in camera di sicurezza e, il giorno dopo, convalida dell’arresto davanti al Tribunale di Crotone e scarcerazione in attesa del giudizio. Da allora il giudice è cambiato tre volte, si sono tenute una decina di udienze, sono stati sentiti e risentiti testimoni non avendo, il difensore dell’imputato, l’avvocato Graziella Maietta, prestato consenso all’acquisizione dei verbali. Fino ad arrivare all’udienza di ieri, la diciottesima.

 
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Pubblicato da su 2 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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Legge anticorruzione: il sindaco di Lamezia Terme sottoscrive l’appello di Repubblica


Il sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza ha aderito all’iniziativa lanciata da Repubblica.it per un’approvazione rapida della legge anti corruzione.

Speranza ha firmato l’appello insieme a migliaia di italiani ed amministratori, sindaci, per chiedere al Parlamento di approvare subito la legge per un cambiamento reale del Paese.

“Questa è una battaglia importante per la legalità – ha detto il sindaco di Lamezia Terme.  Quello che sta succedendo oggi, la commistione tra affari, politica ed economia e l’indignazione e la protesta che c’è nei cittadini, rende indispensabile intervenire urgentemente con questa legge altrimenti non ci sarà più alcuna possibilità per le istituzioni di essere credibili”.

 
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Pubblicato da su 1 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

AFFITTASI CAMERE “NO CALABRESI”


no-meridionali

Annuncio shock a Bologna. 

Per studenti che cercano un posto letto a Bologna c’è chi affitta esclusivamente a «matricole, solo se sveglie e autosufficienti». Per il resto «no punkabbestia, no calabresi». L’annuncio shock, sottolineano gli inserzionisti, non arriva «da leghisti. Anzi». Ma da “poveri cristi” che hanno «avuto troppe brutte esperienze». L’aneddoto sta facendo il giro del web e fra le pagine di Facebook si è già scatenata la rabbia di quanti condannano un rigurgito razzista che pare uscito dagli stereotipati anni ‘6o, quando in pieno boom economico al Nord si locava ad ogni operaio fuorché a quello meridionale. In realtà, chi ha avuto l’infelice idea di pubblicare il messaggio su “Bakeka.it”, adesso parla di «uno scherzo di pessimo gusto» che gli è «sfuggito di mano». Ha 24 anni, è marchigiano, laureato in Lettere e sta completando gli studi in Economia. E spiega: «Non sono razzista e non ho nulla contro i calabresi. Sì, in casa abbiamo avuto un coinquilino che c’ha creato grossi problemi e lui, soltanto lui, era il nostro vero obiettivo». «Chiedo scusa – dice – a quanti si sono sentiti offesi». Tuttavia, «è vero che stavamo cercando una persona con la quale condividere la casa. Abbiamo voluto, diciamo così, “colorire” la nostra ricerca».

 
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Pubblicato da su 1 ottobre 2012 in Notizie & Politica

 

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