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Ue sull’Imu: “Più progressiva perché sia equa. Da tasse proprietà un aumento della povertà”.

13 Gen

L’Imu, per essere più equa e avere un effetto redistributivo dovrebbe essere modificata in senso più progressivo. È l’analisi del Rapporto Ue 2012 su Occupazione e sviluppi sociali, secondo cui la vecchia Ici non aveva impatto sulle disuguaglianze e aumentava leggermente la povertà.

“Le tasse sulla proprietà non hanno impatto sulla disuguaglianza sociale in Estonia e Italia e si ritiene che aumentino leggermente la povertà in italia”, si legge nel rapporto. In un riquadro dedicato espressamente al caso italiano, gli economisti di Bruxelles indicano che alcuni aspetti della recente riforma del 2012 “potrebbero essere ulteriormente migliorati per rafforzare la sua progressività”.

Il commissario agli Affari sociali, Laszlo Andor, non è entrato nel merito della questione Imu perché si tratta di un argomento “di campagna elettorale in Italia”. Gli era stato chiesto se l’Imu, secondo la Commissione europea, dovesse per caso essere abolita. Si è limitato a dire che per l’Italia “è molto importante” procedere con il consolidamento del bilancio assicurando che i gruppi sociali svantaggiati, “come giovani e donne, abbiano accesso al mercato del lavoro”.

Nel rapporto, con riferimento al caso italiano, la commissione europea indica alcuni aspetti che potrebbero essere migliorati della tassazione sulla proprietà: l’aggiornamento dei valori catastali, le deduzioni non legate alla capacità dei contribuenti a fronteggiare la tassa sul reddito, la definizione della residenza primaria e secondaria. La diminuzione della disuguaglianza di reddito attesa da un cambiamento dai valori catastali ai valori di mercato delle case è spiegata da un progressivo aumento dei valori degli affitti.

Tremonti prepara ricorso. Il giudizio espresso dalla Ue, che ritiene l’Imu carente sotto il profilo della progressività, offre a Giulio Tremonti il motivo per chiedere il rimborso della tassa in quanto incostituzionale. Ora che anche gli uffici della Commissione hanno dato una copertura arbitrale a questa tesi diventerà ancora più semplice, per l’ex ministro dell’Economia presentare ricorso alla Consulta. L’eventuale bocciatura aprirebbe un buco di circa 25 miliardi (a tanto ammonta il gettito stimato dell’Imu). Senza contare il peso della contestazione in una campagna elettorale che proprio sul futuro di questa tassa gioca gran parte del sua destino.

Ance: “Confermato nostro allarme”. ”Finalmente emerge con forza l’iniquità dell’impostazione attuale dell’Imu, che colpisce le famiglie indiscriminatamente e ha contribuito alla caduta del settore immobiliare”. Questo il commento del presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, in merito al Rapporto Ue. “È necessario e urgente – ha aggiunto – introdurre più equità e tenere conto della reale capacità contributiva dei cittadini considerando che la casa costituisce, tradizionalmente e per cultura, il bene primario delle famiglie italiane”.

La replica di Monti – Sulla presa di posizione dell’Ue è arrivata anche la replica di Mario Monti. Parlando al TgCom24, il premier ha detto: “La frase fondamentale dice che la tassa sugli immobili è stata introdotta su richiesta dell’Unione Europea, poi apprezza alcuni aspetti della forma di Imu adottata, e poi parla di progressività. Ecco messa nella giusta prospettiva questa ‘clamorosa’ notizia…”. Monti ha ripetuto che destinare da subito ai Comuni il grosso dei proventi dell’Imu non era possibile.

La precisazione dell’Ue – In serata, forse sorpresa dal clamore suscitato dal rapporto sulla campagna elettorale italiana, la Commissione ha voluto fare delle precisazioni, negando in partenza che si sia trattato di una bocciatura dell’Imu: “E’ importante sottolineare – dice Jonathan Todd, portavoce di Laszlo Andor – che l’analisi del rapporto odierno sull’impatto sulla povertà della tassa sulla proprietà italiana 1) riguarda la situazione del 2006, e non la nuova tassa (sulle proprietà immobiliari, ndr); 2) indica che l’impatto (dell’ici, allora in vigore e senza esenzione per le prime case, ndr) è stato molto lieve e molto minore della tassa sulla proprietà del regno unito”. Quanto alla nuova tassa italiana sulla proprietà del 2012, ossia l’Imu, il rapporto, aggiunge Todd, “non analizza il suo impatto redistributivo e non suggerisce che la riforma abbia avuto alcun effetto negativo sulla povertà o sulla distribuzione dei redditi”.

Il rapporto della commissione, in sostanza, “indica semplicemente che la riforma fiscale avrebbe avuto un impatto più progressivo sulla distribuzione dei redditi se avesse spostato la base imponibile dai valori catastali ai valori di mercato” degli immobili, spiega ancora Jonathan Todd. Il quale, inoltre, ricorda che “il governo italiano aveva proposto questa revisione ma la proposta non era stata accettata dal parlamento italiano”.

Fonte: repubblica.it

 

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Pubblicato da su 13 gennaio 2013 in Notizie & Politica

 

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