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Archivio mensile:aprile 2013

Poesia della professoressa Luciana Parlati sullo scempio di Piazza d’Armi.


piazza-darmi_400

‘A piazza d’Armi nostra l’hanu straguisata…e chini ci passa si ndi pò addunari, e cumu a mmia ‘sta dumanda si pò fhari:“valia la pena tanti sordi spricari,‘stu sciuallu ‘i fhiarru ‘ngumbranti armari?”Sdona ccu quantu c’è tuttu d’intuarnu.L’arvuli stessi s’hanu fhorti ‘ncazzatu,e puru l’aggialli hanu amminazzatuca ad atri posti si ndi vonu jiiri,ca ‘stu scempiu ‘un lu vonu vidiri.‘A villa nostra è snaturata,cumu è cunzata mo, ‘tutta ‘ngimintata.Propriu nu bell’affari chistu è statu!godi sulu chini ‘i sordi s’ha ‘ntascatu.

Professoressa Luciana Parlati

 
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Pubblicato da su 28 aprile 2013 in Notizie & Politica

 

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La politica del fare: Rinuncia stipendi M5S e apertura conto da destinare al microcredito.


26 Aprile 2013
Dalla pagina FB di Luigi Di Maio veniamo a conoscenza della richiesta dei cittadini portavoce Di Maio, Fraccaro e Mannino, Nuti e Fico riguardo l’apertura di un conto corrente comune dove far confluire il denaro che avanzerá dal taglio degli stipendi dei parlamentari a Cinque Stelle (e di chi, degli altri gruppi, vorrá partecipare) per destinarlo al finanziamento del microcredito per le piccole e piccolissime imprese.
 
Riportiamo il testo della richiesta al Presidente della Camera, Laura Boldrini:
 
QUESTA E’ PARTITA OGGI. I NOSTRI STIPENDI. Apriamo un conto e vediamo chi altro dei partiti lo fa.
 Roma, 26 Aprile 2013
All’attenzione di
Presidente della Camera dei Deputati
dep. Laura Boldini
 
e p.c. Segretario Generale Camera dei Deputati
dott. Ugo Zampetti
 
Vice Segretari Camera dei Deputati
dott. Guido Letta
dott. Aurelio Spaziale
 
Ai componenti del Collegio dei Questori
 
 
Illustrissima Presidente,
 
nell’ottica intrapresa dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle di voler rinunciare ad una parte spettante degli emolumenti, incluse le indennità di funzione dei membri dell’Ufficio di Presidenza (Vice Presidente, Segretari, Questori)
 
SI RICHIEDE
 
al fine di poter depositare tali somme eccedenti su un fondo controllato da ente terzo, in maniera trasparente, con fini da determinare di comune accordo,
 
DI APRIRE
 
nel Bilancio della Camera, un nuovo capitolo di entrata con denominazione apposita, in cui far confluire, su base volontaria, la quota che ogni Deputato, appartenente a qualsiasi Gruppo, riterrà più opportuna destinare.
In attesa di un Suo gentile riscontro, La salutiamo cordialmente.

I membri dell’Ufficio di Presidenza.

Luigi Di Maio
(Vice Presidente Camera dei Deputati )

Riccardo Fraccaro
(Segretario di Presidenza )

Claudia Mannino
(Segretario di Presidenza )

— con Riccardo Nuti,Roberto FicoClaudia Mannino e Riccardo Fraccaro

La politica del fare: Rinuncia stipendi M5S e apertura conto da destinare al microcredito. Avanti M5S! « Tutto il Fango Minuto per Minuto.

 
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Pubblicato da su 26 aprile 2013 in Notizie & Politica

 

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Prega per anni davanti a una tomba…vuota.


Prega per anni davantia una tomba...vuota

Con la pietosa opera di estumulazione si è dato praticamente avvio alla ristrutturazione delle ali vecchie del camposanto. Particolarmente interessati ai lavori di consolidamento e di messa in sicurezza sono i muraglioni dei “quadri uno e due” e, quindi, i “quadri tre e quattro” dell’altro lato. Oltre all’opera di estumulazione si sta cercando di mettere anche ordine alla localizzazione delle salme. Si tratta di una struttura molto vecchia, quando non vigeva alcuna regolamentazione comunale e, quindi, si sono verificati casi di vendita (vera e propria vendita e non in “uso” come avviene oggi) degli spazi ai privati da parte del vecchio “regime” del ventennio per realizzare, con il ricavato, uno spiazzo dove gli aderenti alle sezioni comunali di quel partito potevano mantenersi in efficienza fisica. Ma è successo, anche e dopo, che quei privati, molto spesso, a loro volta, vendessero gli spazi che consideravano di loro perpetua proprietà. Così, oggi, in diversi loculi, aprendoli per l’estumulazione ufficiale risultino sistemate diverse salme, anche senza alcun vincolo ereditario o, in ogni caso, di parentela. Conseguenza quindi di un lungo periodo di anarchia, lasciato al governo del “buon senso” dei proprietari acquirenti. “Venditori” che, in pratica, subaffittavano o meglio “subvendevano”. Ma a fianco di tali anomalie, ma sempre conseguenza di quel clima “libertario”, si è potuto accertare e assistere a qualche situazione che, se non fosse per il luogo, si potrebbe definire… comica. Si è accertato infatti che qualche loculo, anche se “segnato”, e quindi vincolato con tanto di nome e cognome sulla lapide, è risultato essere stato sempre vuoto. Ne sa qualcosa la signora A.M. che, per anni, a sua insaputa naturalmente, ha continuato a spendere soldi per comprare fiori e depositarli sulla lapide di quella tomba che doveva contenere le spoglie di un suo parente. Tante e tante volte ha sostato in preghiera, deposto e acceso i lumini, annaffiato i fiori che settimanalmente si premurava di portare su quella lapide dove avrebbe dovuto riposare un suo lontano ma sempre caro estinto. Insomma per lunghi anni ha reso omaggio al suo defunto in maniera esemplare, qualche volta asciugandosi anche una lacrima di commozione . Beh! Adesso si è scoperto che quelle “premure” quei fiori, quei lumini erano stati deposti su una tomba…vuota! Sì, proprio così! Aperto il loculo si è trovato uno spazio vuoto, con qualche ragnatela ma senza alcun segno per una sia pur remota sepoltura. Molto probabilmente non vigendo alcun regolamento o controllo l’estinto era stato sepolto altrove anche se il loculo originario assegnato era quello dove la congiunta depositava i fiori e i lumini. I lavori di questi giorni servono quindi anche a mettere ordine e una… sicura sepoltura a ognuno eliminando dubbi e risanando situazioni come quella purtroppo verificatasi alla signora A.M. che si è subito ripresa dallo choc pensando che, sì sono andati a vuoto fiori e lumini ma che le preghiere, almeno quelle, sono certamente andate a buon fine. Insomma tante sorprese che, pian piano, vengono fuori nel corso dei lavori che si stanno avviando all’interno del luogo sacro e che, e sono certamente in tanti ormai a pensarlo, sembrano ancora non essere per nulla terminate. E chissà a quanti, da oggi, verranno dei “ragionevoli” dubbi quando si troveranno davanti alle tombe.

viaPrega per anni davanti a una tomba…vuota – GazzettaDelSud.

 
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Pubblicato da su 26 aprile 2013 in Notizie & Politica

 

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Cinghiali a rischio, mangiarli può fare male: allarme lanciato dall’Arccasim, molte bestie con rogna, salmonelle e parassitosi.


Mancano i controlli sanitari sui cinghiali abbattuti. L’allarme viene lanciato con un esposto inviato all’Asp, ai carabinieri dei Nas ed ai veterinari dell’Uvac da Francesco Materasso presidente dell’associazione “Arccasim” che si occupa di caccia, cinofilia, ambiente, sport, ittica e micologia.In sostanza chi ammazza il cinghiale e trionfante organizza una cena con spaghetti al ragù e brasato, corre rischi per la salute perchè gli animali prima d’essere macellati non vengono controllati dagli esperti.«Gli ambiti territoriali di caccia Cz 1 e Cz2 della provincia catanzarese non ottemperano all’obbligo dei controlli sulla sanità dei cinghiali abbattuti sia per la decorsa stagione venatoria sia per tutte quelle precedenti», sostiene Materasso, «contravvenendo a quanto previsto dalla legge 157/92 e di quella regionale, ma anche tutte le normative sulla tutela del consumatore e sulla sicurezza alimentare».Secondo l’Arccasim «in non pochi capi abbattuti, se fossero stati monitorati e controllati, si sarebbero trovati cinghiali con rogna, salmonella, brucellosi, echinococcosi, e trichinosi. Tutte patologie pericolose per la fauna selvatica, per il comune maiale e anche per l’uomo . Ecco perché il presidente Materasso dice che «non c’è altro tempo da perdere».E spiega che lendoparassita della trichinosi, ad esempio, si deposita nei muscoli dei cinghiali e può essere mortale per l’uomo specie se non vengono adottate particolari precauzioni nella cottura della carne. Anche lechinococcosi, un altro parassita, può trovarsi nel cinghiale e le statistiche dimostrano che è la parassitosi più frequente nei pastori e nei cacciatori.Ma c’è di più. Secondo Materasso «nel regolamento per la gestione faunistico-venatoria del cinghiale della Regione Calabria non è previsto alcun controllo sanitario dei capi abbattuti soprattutto da chi ne è preposto vigilando o indicando i luoghi dove deve avvenire la macellazione, in modo da avere informazioni prima consumo».

Gazzetta del Sud

 
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Pubblicato da su 26 aprile 2013 in Notizie & Politica

 

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Nuovo servizio Adico: gratuito patrocinio per i meno abbienti: «Un aiuto per tutelare i propri diritti anche in tempo di crisi»


(23 aprile 2013) Nuovo servizio di Adico Associazione Difesa Consumatori per andare incontro alle esigenze dei cittadini, sempre più provati in questa fase di dura crisi economica. L’ufficio legale di via Volturno infatti è da oggi in grado di erogare il gratuito patrocinio a spese dello Stato, quindi la difesa gratuita in sede giudiziale ai soggetti economicamente deboli: il servizio è riservato per motivi logistici ai residenti nel comune di Venezia e nel resto della provincia, che non abbiano un reddito minimo o che ne percepiscano uno pari o inferiore a 10.628,16 euro annui come nucleo famigliare.

Grazie al gratuito patrocinio, i consumatori in possesso dei requisiti potranno farsi assistere e rappresentare in giudizio da uno dei legali che collabora con Adico senza dover pagare nulla (né spese legate all’onorario dell’avvocato né altre spese processuali): a farsene carico sarà, infatti, direttamente lo Stato.

«Al giorno d’oggi, con la crisi che morde sempre più duramente e non accenna ancora a placarsi, le famiglie italiane stanno rinunciando a sempre più beni essenziali: cibi, cure mediche, elettrodomestici. In questo contesto, è sempre più elevato anche il rischio che si rinunci a far valere i propri diritti, sia promuovendo cause che difendendosi da accuse o azioni illegittime davanti al giudice – spiega il presidente di Adico Associazione Difesa Consumatori, Carlo Garofolini – quindi abbiamo deciso di mettere a disposizione questo ulteriore servizio per tutti i temi di cui l’Associazione abitualmente si occupa, sia nella materia civile che quella penale: solo per citarne alcuni questioni condominiali, risarcimento danni, contenziosi in materia di vacanze rovinate, contestazioni di bollette, recupero crediti, opposizione a decreti ingiuntivi, debiti con banche, finanziarie, pubbliche amministrazioni, truffe, problemi con contratti di lavoro».

Per maggiori informazioni sulle tematiche oggetto di gratuito patrocinio in Adico, assistenza e consulenza si può sempre scrivere a info@associazionedifesaconsumatori.it o chiamare lo 041.5349637 lasciando eventualmente un messaggio in segreteria per essere ricontattati. Lo sportello di via Volturno è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30. Gli uffici resteranno chiusi giovedì 25 aprile.

viaNuovo servizio Adico: gratuito patrocinio per i meno abbienti: «Un aiuto per tutelare i propri diritti anche in tempo di crisi» – Associazione Difesa Consumatori.

 
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Pubblicato da su 23 aprile 2013 in Notizie & Politica

 

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Vini tarocchi e adulterati: un giro da 10 milioni.


Milioni di litri di vino di bassissima qualità, per un giro d’affari pari almeno a dieci milioni di euro. Nella truffa scoperta dai Nas di Milano, su delega della Procura di Vigevano, è coinvolta anche una ditta di trasporti di Pisogne e tra i 13 finiti in manette è finito anche un bresciano.

I dettagli dell’operazione saranno forniti domani a Vigevano, dagli investigatori, durante una conferenza stampa, ma alcune prime informazioni sull’operazione sono già trapelate. L’accusa per i tredici è quella di associazione per delinquere finalizzata alla frode, adulterazione di vino Doc e Igt, alla ricettazione di prodotti enologici e all’evasione fiscale, sia in Italia sia in Gran Bretagna.§

La truffa sarebbe partita dalle province di Pavia, Bergamo e Novara coinvolgendo una ditta di Gravellona Lomellina (Pavia), una di Bagnatica (Bg) e anche una di Londra. Le bottiglie di vino adulterato o addirittura «fasulle» venivano commercializzate proprio sul mercato inglese e sarebbero state, in otto mesi, almeno tre milioni e mezzo. Oltre alle tre società che fornivano il vino, nei guai sono finite anche due ditte di trasporto : una di Alba in provincia di Cuneo e una di Pisogne nella nostra provincia.

viaVini tarocchi e adulterati: un giro da 10 milioni – Associazione Difesa Consumatori.

 
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Pubblicato da su 23 aprile 2013 in Notizie & Politica

 

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La black list delle lasagne al cavallo.


Nessun giallo sui dati italiani relativi alla carne equina trasmessi a Bruxelles dal Ministero della Salute. L’Italia ha effettuato 361 controlli a campione dove sono stati riscontrate 14 positività alla carne equina (3,87 per cento). Questo era il programma originario. In seguito a questi controlli nelle stesse aziende o in aziende collegate, dove sono state riscontrate le positività, il Ministero della Salute italiano ha predisposto ulteriori controlli effettuando anche il prelievo di altri 93 campioni. In questo ulteriore campionamento sono state rinvenute 19 positività (pari al 20,43 per cento). La percentuale si alza sensibilmente poiché si tratta di aziende dove erano già state riscontrate positività o erano aziende collegate in quanto fornitrici di materia prima. La decisione circa ulteriori controlli nelle aziende risultate positive era stata presa, quindi, per la verifica della rintracciabilità del prodotto e delle relative materie prime. Si tratta quindi di due campionamenti non omogenei dal punto di vista statistico, i cui risultati non possono essere sommati. Il numero di campioni da prelevare assegnato all’Italia dalla Raccomandazione europea era di 200. Di seguito i nomi delle ditte rispetto alle quali sono state riscontrare positività: una ditta può avere avuto il riscontro di più di una positività.

MARCA E DENOMINAZIONE PRODOTTO

1 PRIMIA – Lasagne alla bolognese surgelate

2 MIGROSS – Lasagne emiliane EUROCHEF

3 LA MARCHESINA – Pasta fresca ripiena-piemontesino al vitello

4 D.I.A – Macinato di bovino

5 CAMER – Arrosto cotto, brasato speciale

6 STEF ITALIA – Ravioli piemontesi al brasato FINI, ravioli piemontesi al brasato BON CHOIX

7 NUOVA TORTUOVO – Tortellini di carne freschi, tortellini al prosciutto, ravioli mignon, tortellini alla carne LA SPIGA DEI BUONI SAPORI

8 DELIZIE – Tortellini di carne sfoglia sottile

9 DI MEGLIO – Preparato di carne bovino adulto congelato

10 LA CUCINA DI BOLOGNA – Tagliatelle alla bolognese, lasagna alla bolognese, gobetti alla bolognese, maccheroncini alla bolognese

11 PASTA JULIA – Cannelloni ripieni alla carne – delizie di pasta

12 BONTA’ AL FORNO – Cannelloni freschi

13 CASTELLI SAS PRODOTTO DA DALI’ – Tortellini a la viandè

14 GELA SRL – Olive all’ascolana

15 STAR – Ragù star carne classico, ragù star fatti così bolognese, gran ragù star con verdure

16 SOCOPA VIANDES CHERRE’ – Polpette PrimBeef surgelati

http://www.associazionedifesaconsumatori.it/news/la-black-list-delle-lasagne-al-cavallo/

 
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Pubblicato da su 23 aprile 2013 in Notizie & Politica

 

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Carrello della spesa in calo, tranne che a Napoli. Roma città meno cara.


Buone notizie per i consumatori che si apprestano questo fine settimana a fare la spesa. Rispetto, infatti, agli aumenti registrati a ridosso delle festività pasquali, la XII Tabella della Convenienza di Adiconsum e Klikkapromo.it, il motore di ricerca delle offerte nei supermercati, ha rilevato in tutte le città-campione, tranne che a Napoli, un calo del costo del carrello della spesa.

Più precisamente:

Città Costo in euro
Roma 20,76
Torino 22,71
Firenze 23,23
Milano 24,12
Bologna 24,41
Napoli 26,86

Positive anche le notizie provenienti sul fronte del risparmio medio. Come si evince dalla Tabella prezzi pieni – prezzi scontati di Adiconsum e Klikkapromo.it si amplia la forbice tra prezzi dei prodotti acquistati in offerta rispetto a quelli acquistati a prezzo pieno con un risparmio medio che oscilla tra il 64 e il 43%. La città dove si risparmia di più è Roma, quella dove si risparmia di meno è Napoli.

Città Percentuale di risparmio
Roma 64%
Torino e Milano 58%
Firenze 57%
Bologna 53%
Napoli 43%

N.B.: le offerte si riferiscono al fine settimana che va da giovedì 4 a domenica 7 aprile.

viaSPESA: CONSULTA LA XII TABELLA DELLA CONVENIENZA.

 
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Pubblicato da su 6 aprile 2013 in Notizie & Politica

 

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«Lo stipendio? Dura dieci giorni»


Altro che crisi della quarta settimana: nelle famiglie con più figli, la busta paga si prosciuga, in media, entro i primi venti giorni. È quanto emerge da un sondaggio dell’Associazione nazionale famiglie numerose, pubblicato sul sito ufficiale dell’associazione http://www.famiglienumerose.org e a cui hanno risposto, ad oggi, 1592 famiglie con quattro o più figli.Alla domanda: «La busta paga che riceviamo ogni mese si vuota dopo quanti giorni?» il 18,29% delle famiglie ha risposto «entro i primi dieci giorni», il 39,35% «tra gli 11 ed i 20 giorni», il 13,32% “tra i 21 ed i 29 giorni» e il 29,04% «dopo trenta giorni e anche oltre».Se prestiamo fede ai risultati di questo sondaggio, dunque, in 58 famiglie numerose su 100 lo stipendio dei genitori «è sufficiente a sopravvivere poco più di metà mese». Quanti giorni per l’esattezza? Non più di 18, secondo molte testimonianze che hanno accompagnato l’elaborazione dell’indagine.«I risultati del sondaggio – spiega Giuseppe Butturini, padre di dieci figli, docente di storia della Chiesa all’ateneo di Padova, da pochi giorni alla guida dell’associazione – non ci sorprendono più di tanto. Già nel 2011 l’Istat rilevava come il rischio di povertà o esclusione sociale aumentasse con il crescere del numero dei componenti di una famiglia. Quindici mesi fa il rischio povertà coinvolgeva 21 coppie su cento se senza figli, e quasi 42 coppie su cento se con tre o più figli. Non abbiamo dati ufficiali riferiti al 2012 – conclude – ma la percezione è che la forbice si sia ulteriormente allargata».E dopo i 18 giorni dalla busta paga? Il 23.36% delle famiglie numerose – secondo Anfn – ricorre ai risparmi che però si stanno assottigliando sempre di più, il 25.55% riesce ad arrivare a fine mese «solo grazie ad aiuti economici dei nonni, dei figli più grandi ormai autonomi, di parenti ed amici». Il resto si arrangia come può, con più rinunce e più lavoro. L’Associazione nazionale famiglie numerose è un osservatorio privilegiato delle povertà. «Sono sempre più numerose le famiglie disperate che si rivolgono alla nostra associazione, perché hanno perso un lavoro o perché, pur avendone uno, fanno fatica a garantire un piatto in tavola, pagare le utenze domestiche o onorare un mutuo della casa» ricorda Rosaria Masìa, responsabile del progetto di solidarietà Aiutiamoci.«Busta paga? Non so più nemmeno che cosa sia – racconta una mamma di quattro figli –. Mio marito ha perso il lavoro più di un anno fa e io ho dovuto chiudere a luglio 2012 la mia edicola perché avevo più spese che guadagno. Da allora un’infinità di richieste di pagamento da parte di Equitalia… Io e mio marito, senza un centesimo in tasca, dobbiamo mantenere i nostri quattro figli e a un mutuo che stiamo bloccando per il secondo anno».Anfn fa quel che può, distribuendo alle famiglie in difficoltà circa 1/5 del bilancio che entra in associazione dalle quote dei soci, da contributi volontari generosi quelli di due fondazioni private. Centinaia i pacchi spesa distribuiti alle famiglie numerose in difficoltà, grazie anche al Banco Alimentare. «La richiesta di aiuto – precisa Rosaria Masìa – è filtrata dalle famiglie delegate del territorio, che si recano nelle case, prestando ascolto, portando speranza e conforto».Osserva Alessandro Soprana, direttore dell’osservatorio politico dell’associazione: «Mentre i politici litigano già prima dell’insediamento del nuovo parlamento, la gente che li ha eletti soffre la fame. Facciano in fretta a formare un governo, per affrontare la crisi economica, riconoscendo alle famiglie i sacrifici sostenuti fino a oggi».Andrea Bernardini

 

 
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Pubblicato da su 6 aprile 2013 in Notizie & Politica

 

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Caro Rc auto, in Italia le polizze costano il doppio rispetto alla media Ue.


I premi Rc Auto in Italia sono in media più elevati e crescono più velocemente rispetto a quelli dei principali paesi europei. Lo rileva l’Antitrust che ha condotto un’indagine conoscitiva sul settore evidenziando una serie di rimedi possibili per tagliare i costi delle polizze. «Il premio medio – scrive l’Authority – è più del doppio di quelli di Francia e Portogallo, supera quello tedesco dell’80% circa e quello olandese di quasi il 70%. La crescita dei prezzi per l’assicurazione sul periodo 2006-2010 è stata quasi il doppio di quella della zona Euro e quasi il triplo di quella registrata in Francia. Parallelamente l’Italia si caratterizza per la frequenza sinistri e il costo medio dei sinistri più elevati tra i principali paesi europei: «In particolare, la frequenza sinistri è quasi il doppio di quella in Francia e in Olanda e supera di circa il 30% quella in Germania; il costo medio dei sinistri in Italia supera quello della Francia di circa il 13%, quello della Germania di oltre il 20% ed è più del doppio di quello del Portogallo. Tuttavia il numero delle frodi accertate ai danni delle compagnie in Italia appare quattro volte inferiore a quello accertato dalle compagnie nel Regno Unito e la metà di quello accertato in Francia», aggiunge l’Antitrust.

 

 
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Pubblicato da su 5 aprile 2013 in Notizie & Politica

 

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Assicurazioni auto: più chiarezza e convenienza con il nuovo contratto base.


Il Ministero dello Sviluppo Economico ha definito il decreto riguardante l’introduzione del “contratto base” di RC auto, consegnato formalmente al Consiglio di Stato. L’atto prevede un’assicurazione standard che tutte le compagnie saranno tenute a offrire ai consumatori per un più facile orientamento tra le numerose offerte presenti sul mercato.

Il premio del contratto base sarà definito da ogni compagnia assicurativa sulla base delle caratteristiche del cliente (es: età, residenza, classe di merito, etc.) e del veicolo assicurato. Il costo di ogni singola garanzia e servizio aggiuntivo rispetto al contratto dovrà essere indicato a parte. In questo modo, il consumatore potrà valutare le diverse offerte con maggiore consapevolezza. La misura, per entrare a regime, richiede 45 giorni per ottenere il parere del Consiglio di Stato e di 30 giorni per la registrazione in Corte dei Conti (per la messa a disposizione del contratto anche online serviranno altri 60 giorni).

Le principali caratteristiche della nuova formula contrattuale. Massimale minimo previsto dalla legge (ora 5 milioni di euro per ogni sinistro, con un limite specifico di 1 milione di euro per i danni a persone e cose). Nessuna franchigia, la copertura è completa e si basa sul meccanismo di tariffazione “Bonus Malus”. Guida libera, la copertura è sempre valida a prescindere da chi sia il guidatore del veicolo. Rivalse da parte delle compagnie nei confronti degli assicurati scattano soltanto nei casi più gravi o di maggior allarme sociale (ad es. guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti).Abolizione delle clausole di tacito rinnovo per determinare maggiore mobilità dei consumatori e più concorrenza tra le compagnie, favorendo una maggiore trasparenza delle offerte e creando le condizioni per un’efficace riduzione dei premi.

Altre misure nel settore assicurativo attuate dal Ministero dello Sviluppo Economico per maggiore trasparenza e concorrenza. La riforma del sistema antifrode, assegnato alla nuova autorità di vigilanza assicurativa (Ivass). Gli agenti e i broker assicurativi potranno liberamente collaborare tra di loro, facilitando il consumatore nell’individuazione della polizza più conveniente. Ogni assicurato potrà accedere a un’apposita area riservata online per il cliente, sul sito della propria compagnia, per informarsi sui principali aspetti delle proprie polizze ramo danni. Potenziato il sistema di preventivazione pubblica online gestito da Mise e Ivass, affiancandolo a un programma di educazione assicurativa rivolto al consumatore.

Elementi base dell’iniziativa. Maggiore concorrenza tra gli operatori e tra le reti di distributori. Maggiore trasparenza nelle relazioni con la clientela. Maggiore efficacia di azione dell’autorità di vigilanza con l’istituzione dell’IVASS (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni). Maggiore consapevolezzadelle scelte del consumatore attraverso piani di educazione assicurativa. Maggiore integrazione con le politiche di attuazione dell’Agenda Digitale Agenda.

(fonte: AutoSuperMoney)

Per favorire la portabilità dei mutui/contratti di finanziamento collegati alla stipulazione di una polizza assicurativa, è stata prevista, in caso di estinzione anticipata o del trasferimento del mutuo/contratto di finanziamento, alternativamente la restituzione al contraente della frazione di premio, già pagata, relativa al periodo residuo o la continuazione della copertura assicurativa a favore del nuovo beneficiario. E’ previsto anche un allungamento prescrizione polizze vita dormienti da 2 a 10 anni del termine di prescrizione per le polizze vita dormienti per dare maggiore tutela agli interessati al fine dell’esercizio dei diritti collegati alle polizze.

viaAssicurazioni auto: più chiarezza e convenienza con il nuovo contratto base – Associazione Difesa Consumatori.

 
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Pubblicato da su 5 aprile 2013 in Notizie & Politica

 

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“Risparmio In Punto”: ecco i prodotti più economici nei supermercati del Veneto questa settimana.


(4 aprile 2013). Tonno, braciole di suino, piatti pronti e pesce:  sono alcuni dei prodotti di cui fare “scorta” questa settimana nei supermercati del Veneto e segnalati in “Risparmio In Punto”, la rubrica realizzata da Adico Associazione Difesa Consumatori in collaborazione con Risparmio Super, portale comparatore di prezzi leader italiano. Ogni giovedì mattina i consumatori iscritti alla newsletter di Adico riceveranno nella loro casella di posta elettronica la newsletter contenente l’elenco dei prodotti più convenienti selezionati dagli esperti, con prezzo e punto vendita.

Scarica l’elenco delle offerte della settimana del 4 aprile 2013

via“Risparmio In Punto”: ecco i prodotti più economici nei supermercati del Veneto questa settimana – Associazione Difesa Consumatori.

 
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Pubblicato da su 5 aprile 2013 in Notizie & Politica

 

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Le badanti tornano a casa. Con la crisi cala la richiesta.


Le rotte migratorie si possono percorrere anche al contrario: l’Italia non è più una meta ambita ma un Paese da lasciarsi alle spalle, spesso senza rimpianti. Una tendenza difficile da tradurre in cifre ma comunque significativa. Il numero delle cancellazioni anagrafiche per l’estero dei cittadini stranieri è verosimilmente sottostimato – spiega L’Istat – e non riesce a rilevare il fenomeno nella sua reale dimensione.

Nonostante ci sia l’obbligo per chi lascia il Paese per un periodo superiore ai dodici mesi di comunicare all’anagrafe il cambio di residenza, pochi si prendono la briga di adempiere alla prescrizione, non comportando la cancellazione alcun vantaggio. Tra il 2002 e il 2011 si riscontrano 175mila uscite dal Paese relative a cittadini stranieri ma ammonta a 281mila unità il numero di cittadini stranieri cancellati dalle anagrafi per irreperibilità. A questi vanno sommati quelli che nelle anagrafi non sono mai rientrati, non avendo ottenuto un permesso di soggiorno regolare.

Impossibile estrapolare dal dato complessivo quello specifico, sapere quante badanti hanno percorso in maniera definitiva la via verso casa. Ma l’esodo al contrario è già cominciato. Colpa della crisi che ha colpito le datrici di lavoro delle badanti, in moltissimi casi costrette a rinunciare all’aiuto domestico per dedicarsi esse stesse alla cura delle persone anziane o disabili presenti in famiglia. «Non solo molte donne si sono ritrovate senza un impiego e quindi si sono assunte l’onere di accudire i familiari bisognosi di assistenza – spiega Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes – ma molte sono diventate dirette concorrenti delle badanti straniere nella ricerca di un’occupazione». Cresce il numero delle italiane che si offrono per lavori a ore legati alla cura della casa e delle persone, diffusamente si registra l’aumento di iscritte italiane ai corsi di formazione per assistenti familiari e il crescere delle richieste di iscrizione agli sportelli che incrociano la domanda con l’offerta di assistenza.

La crisi del mercato regolare, però, potrebbe segnalare anche un ritorno del lavoro nero: diminuendo la capacità di spesa, aumenta la tentazione di risparmiare sul versamento dei contributi. Anche in questo caso avere cifre precise è quasi impossibile «ma secondo le nostre stime – spiega Giselda Rusmini, ricercatrice dell’Istituto per la Ricerca Sociale, che insieme al collega Sergio Pasquinelli ha analizzato a fondo il problema – è una tendenza in crescita evidente». Dalle indagini condotte dai due ricercatori in Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna il 26% delle badanti straniere non ha né il permesso di soggiorno né un contratto regolare, mentre il 36% è in regola con i permessi ma non ha un contratto. «Ci sono numerosi riscontri che arrivano dagli sportelli che incrociano domanda e offerta e dai centri sociali – spiega Rusmini – di un netto calo delle richieste di assistenti familiari in regola».

A spingere le donne straniere sulla via di casa non sono solo il bisogno e la crisi economica: «Qualche volta, al contrario, e un miglioramento della condizione nel Paese di provenienza. Alcune – spiega ancora Gian Carlo Perego – tornano per fare le nonne e accudire i nipotini. Parecchie tra le moldave e le ucraine arrivano in Italia già quarantenni o cinquantenni, si lasciano alle spalle figli cresciuti, magari già con una famiglia propria. E racimolati un po’ di soldi tornano potendosi permettere un tenore di vita migliore»

Secondo le stime della Fondazione Migrantes, negli ultimi tre anni mancano all’appello almeno centomila badanti: «C’è anche un aspetto positivo, se vogliamo. Perché – prosegue il direttore della Fondazione Migrantes – per molte straniere il lavoro di assistenza è un ripiego. Tante sono laureate e a volte riescono a far riconoscere il loro titolo di studio riuscendo poi a ottenere un lavoro più qualificato».

 

 
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Pubblicato da su 5 aprile 2013 in Notizie & Politica

 

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Aceto balsamico, speck e mortadella, se l’igp parla straniero.


Mucche pazze, maiali con la diossina, influenza aviaria, mozzarelle di bufala fatte con latte congelato e proveniente dall’estero, pomodorini coltivati in vere e proprio discariche abusive.Negli anni gli italiani hanno visto scandali di tutti i tipi al telegiornale, e in alcuni casi interrogandosi su cosa portavano sulle proprie tavole.La prima reazione, dettata anche dai consigli degli esperti e delle associazioni di categoria italiane, è stata sempre la stess: comprare solo prodotti certificati.Stranieri e a caro prezzoSpendere di più ma portarsi a casa un formaggio Dop, un salume Igp, e un vino docg, è una risposta comprensibile all’ansia di finire col mangiare qualcosa di poco sano e rischioso per la propria salute.Il comune pensiero è che un prodotto a denominazione protetta dia maggiori garanzie, quantomeno sull’origine geografica dello stessoMa semplicemente non è vero, come spiega l’inchiesta che il settimanale il Salvagente pubblica nel numero in edicola da giovedì 4 aprile, e in vendita in versione sfogliabile e pdf numero 14/2013 nel nostro negozio on line.Lo speck danese…Se state consumando dello speck Igp Altoatesino e alla televisione passa la notizia di uno scandalo riguardante carni suine austriache, non pensiate che vi riguardi. E invece siete in errore: lo speck a indicazione geografica protetta, infatti, viene prodotto con carne proveniente da aziende “prevalentemente germaniche, austriache, italiane, olandesi e danesi”, secondo quanto assicurato dallo stesso consorzio.Com’è possibile? La risposta è semplice. Al contrario di quanto comunemente si potrebbe pensare, un prodotto può essere etichettato come Igp anche se solo una parte del suo processo produttivo viene realizzato nella zona geografica tradizionale. Nel caso dello speck, ad esempio, basta procedere all’affumicamento della carne in Alto Adige, per poterlo fregiare dell’etichetta a “indicazione geografica tipica”.Questione di costiUn altro caso eclatante, riguarda la bresaola Igp della Valtellina, prodotta quasi esclusivamente con carne di zebù, un bovino sudamericano, proveniente da Brasile e Uruguay. Quando nel 2008 si tentò di imporre che le carni usate per la bresaola fossero quantomeno provenienti dal territorio italiano, lo stesso consorzio alzò gli scudi, e il presidente dell’Uniceb, l’unione degli importatori di carne, Renzo Fossato, si rivolse all’allora ministro dell’agricoltura, Paolo De Castro, sostenendo che “senza la carne brasiliana noi non produrremo più la bresaola”, per una questione di costi.Lontano da casaLe etichette a denominazione di origine protetta, sono invece più stringenti, e indicano sempre un’area limite in cui l’intera produzione deve essere svolta. In alcuni casi si tratta di semplice buonsenso. Ad esempio, nel caso della mozzarella di Bufala campana Dop, sarebbe assurdo vietare il marchio alle mozzarelle prodotte nello stesso territorio storico di allevamento del casertano, che però stanno pochi chilometri al di là del confine, trovandosi nel Lazio.Ma in tanti altri casi, l’estensione è poco spiegabile, se non per motivi prettamente commerciali: la stessa mozzarella di bufala campana, tanto per rimanere nel caso citato, può essere prodotta a Foggia, dal lato opposto dell’Appennino, non proprio vicino alle zone originarie. Così come il prosciutto di Parma Dop, può essere interamente confezionato a Roma, al contrario del pecorino romano, fatto nel 90% dei casi in Sardegna o in provincia di Grosseto.Non si vuole mettere in discussione la qualità dei prodotto indicati come tipici di una zona, ma provenienti da tutt’altra parte. Potrebbero essere squisiti tanto quelli tradizionali.Addio trasparenzaIl punto è che per una questione di trasparenza, il consumatore dovrebbe essere consapevole dell’origine reale di un prodotto, spiegano dal settimanale dei consumatori, in caso durante uno dei tanti scandali alimentari, decida che per precauzione non voglia acquistare un prodotto proveniente dalla zona al centro degli accertamenti.

Lorenzo MisuracaFonte : SALVAGENTE.IT

 
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Pubblicato da su 5 aprile 2013 in Notizie & Politica

 

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Digressione

http://www.beppegrillo.it/immagini/PROPOSTA%20RIDUZIONE.pdf

Oggetto: proposta migliorativa da parte della componente del Movimento 5 Stelle nell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati, circa le “misure per la riduzione degli oneri connesi alla titolarità di cariche interne e indirizzi per il contenimento degli oneri connessi al trattamento economico dei Deputati”.

 
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Pubblicato da su 3 aprile 2013 in Notizie & Politica

 
 
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