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Archivio mensile:luglio 2013

La Guardia Costiera soccorre imbarcazione con motore in avaria a circa 80 Km da Capo Suvero.


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E’ giunta alle 08.50 circa di questa mattina alla sala operativa del 5° M.R.S.C. della Direzione Marittima di Reggio Calabria la richiesta di “May day” da parte di un’imbarcazione a vela di 12 metri con motore in avaria a circa 80 km dal porto di Vibo Valentia Marina.
La stessa, con due persone a bordo, in navigazione d’altura verso il golfo di Policastri, verificata l’impossibilità di procedere a vela per l’assenza di vento, ha lanciato la richiesta di soccorso captata da Napoli radio e girata immediatamente alla Sala Operativa della Guardia Costiera di Reggio Calabria, che disponeva l’impiego della Motovedetta CP 808 della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina, per il raggiungimento dell’unità.
Immediata l’uscita della Motovedetta CP 808, pronta a muovere h 24 senza soluzione di continuità dal porto di Vibo Valentia, che giungeva dopo circa 55’ nei pressi dell’imbarcazione a vela.
Il Comandante dell’unità Guardia Costiera, verificate le condizioni meteo e le dimensioni dell’unità, valutava di dare l’assistenza necessaria imbarcazione che, ad una velocità di circa 7 nodi, giungeva nel porto di Vibo Valentia Marina, dopo circa 5 ore.
Si è conclusa bene una delle numerosissime attività di assistenza e soccorso che i militari della Guardia Costiera operano quotidianamente lungo gli ottomila km di coste italiane, attività, quella estiva, che rientra nell’operazione “MARE SICURO 2013” che ogni anno viene disposta dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto.

La citata attività è stata interamente coordinata dal Reparto Operativo della Direzione Marittima di Reggio Calabria, che gestisce le attività di soccorso a largo degli 847 km delle coste calabresi.
Si ricorda di contattare sempre il Numero Blu –  1530 per tutte le emergenze in mare, così da garantire un pronto intervento da parte delle unità navali Guardia Costiera operanti in mare.
All’atto del soccorso erano presenti le telecamere di ST TELEVISION e il tutto verrà messo in onda sull’emittente.

 
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Pubblicato da su 31 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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In pensione a 50 anni con più di 3.000 euro al mese: la “casta” colpisce ancora.


Alessandra Guerra, ex presidente della regione Friuli, dal primo agosto percepirà un assegno mensile di 4388 euro lordi per 15 anni di impegno attivo nelle istituzioni: nel 1993 entrò in consiglio regionale, ne uscì a maggio 2008

La Stampa31 Luglio 2013

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Chi si occupa delle polemiche sulla “casta” dei politici ha materiale infinito a cui attingere.

Alessandra Guerra, ex presidente della regione Friuli, ex leghista quando la Lega era alleatissima di Berlusconi, poi passata al Pd è l’ultima baby pensionata finita in prima pagina. Il motivo? E’ andata in pensione in Friuli a cinquant’anni con 3700 euro netti al mese. La Stampa ripercorre la vicenda.

Dal primo agosto percepirà un assegno mensile di 4388 euro lordi per 15 anni di impegno attivo nelle istituzioni: nel 1993 entrò in consiglio regionale, ne uscì a maggio 2008.

Lei non ci sta a passare per privilegiata e spiega: “Sa come stanno davvero le cose? Io ho solo chiesto quello che mi spetta di diritto, l’anticipo di una pensione di 3700 euro netti, e sa che c’è? Mi spettano perché ho lavorato, ho studiato, sono laureata in scienze della conservazione, vengo da una famiglia benestante di imprenditori in cui avrei guadagnato molto di più… La verità è che pago il fatto di essere una donna libera, mi hanno abbandonata tutti, mi hanno mollata, ero bella, potevo tutto… ho fatto una serie di c… credendo alla politica, e la politica mi ha rovinato. Stavo per fare un concorso per il quale solo in due avevamo i requisiti, e l’hanno annullato”».

La Guerra non le manda a dire:

“E’ il sistema il mandante di questa campagna contro di me. Della Lega ho scritto già tutto, loro mi odiano ormai, ma non possono più nulla… Ho visto i leghisti entrare nei consigli di amministrazione e solo per me non c’era niente, ho raccontato anche prima degli scandali che i potenti di partiti mettevano le mani nelle camicette delle stagiste… che vergogna, che umiliazione… Ci ho scritto un libro… ma non sono i leghisti a farmela pagare, è un sistema, che è marcio e vuole far passare me per privilegiata, quando invece sono una vittima di questa politica”.

 
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Pubblicato da su 31 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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PROTESTA DEI MALATI DI SLA DAVANTI MONTECITORIO:”COMBATTERE PER SOPRAVVIVERE”


E’ bene che tutti sappiano che a Montecitorio c’e’ una postazione fissa della RAI che avuto ordine dal governo di NON trasmettere nulla al riguardo della protesta dei malati che da una settimana protestano in presidio li giorno e notte.
I GIORNALI E LE TELEVISIONI tacciono perché se Sandro muore hanno paura di una rivoluzione. Diffondete queste notizie ovunque potete, almeno fate questo.

 
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Pubblicato da su 30 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Furto tomba Rino Gaetano: «Gesto ignobile»


Il sindaco di Crotone, Peppino Vallone, stigmatizza l’accaduto e ribadisce l’affetto della città nei confronti del cantautore prematuramente scomparso.

Furto tomba Rino Gaetano: «Gesto ignobile»

CROTONE: Violare la tomba di Rino Gaetano al cimitero del Verano a Roma è stato un gesto ignobile compiuto da miserabili». Lo afferma in una nota il sindaco di Crotone, Peppino Vallone. «Non riesco, e non voglio, trovare parole diverse – aggiunge – per classificare questa spregevole azione che colpisce profondamente tutta la comunità cittadina che conserva nel cuore il ricordo di Rino Gaetano». «Mascalzoni» li definisce il Sindaco di Crotone che «non potranno mai strappare via l’affetto che tutta la città di Crotone nutre nei confronti di questo suo figlio né delle migliaia di persone che, incessantemente da oltre trentanni, da tutta Italia si recano sulla tomba di Rino per portargli un fiore, un pensiero, un sorriso».

viaFurto tomba Rino Gaetano: «Gesto ignobile» – Corriere della Calabria.

 
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Pubblicato da su 30 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Strage di emigrati sulla strada assassina.


Uno spaventoso incidente stradale ieri mattina ha ucciso un bambino e una donna e ha ferito molto seriamente 17 persone. Erano emigrati calabresi che venivano dalla Svizzera, dove lavorano. Volevano passare qualche giorno di vacanza coi parenti. Il pullman sul quale viaggiavano è stato investito in pieno da un camion. Dove? Tra Villapiana e Trebisacce, sulla famigerata statale 106, la strada della morte, che da circa mezzo secolo aspetta di essere allargata e messa in sicurezza, e nel frattempo fabbrica morti. Dal 2003 ad oggi sulla 106 il numero degli italiani uccisi è di dieci volte superiore a quelli uccisi in Afghanistan nello stesso periodo.

Le due vittime sono Leonardo G. di 12 anni e la signora Clelia Andali di 57 anni. L’autista del camion si chiama Valiantisin Skramblavich, ha 33 anni e aveva bevuto alcool.

viaStrage di emigrati sulla strada assassina.

 
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Pubblicato da su 29 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Tragicomico ma vero.


 
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Pubblicato da su 24 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Nuova potenziale arma che uccide tutti i tipi di cancro – la sperimentazione umana ha inizio nel 2014.


Nuova potenziale arma che uccide tutti i tipi di cancro – la sperimentazione umana ha inizio nel 2014

Il progresso arriva appena due mesi dopo lo studio approfondito dal dottor Irv Weissman, che ha sviluppato un anticorpo che rompe i meccanismi di difesa di un cancro nel corpo.
Una proteina chiamata CD47 dice al corpo di non “mangiare” il cancro, ma l’anticorpo sviluppato dal dottor Weissman blocchi CD47 e libera le cellule immunitarie chiamate macrofagi – che possono poi fagocitare le cellule mortali.

Ricercatori di Stanford sono sulla buona strada per iniziare la sperimentazione umana di una potenziale potente nuova arma contro il cancro, e gli aspiranti partecipanti sono migliaia e migliaia pronti a provare la nuova terapia.

Il progresso arriva appena due mesi dopo la studio innovativo dal dottor Irv Weissman, che ha sviluppato un anticorpo che rompe i meccanismi di difesa del cancro nel corpo infetto. Una proteina chiamata CD47 dice al corpo di non “mangiare” il cancro, ma l’anticorpo sviluppato dal dottor Weissman blocchi CD47 e libera le cellule immunitarie chiamate macrofagi – che possono poi fagocitare le cellule mortali.

La nuova ricerca mostra i macrofagi che in modo miracoloso agiscono in modo intelligente come raccoglitori di cellule cancerogene ripulendo il corpo, ma sottolineando che le cellule cancerose vengano attaccate da “T killer” cellule cancro da combattimento. Le cellule T Killer allora devono “imparare” a dare la caccia e attaccare il cancro e i ricercatori sostengono di aver sperimentato con successo questo tipo di terapia.

“E ‘stato del tutto inaspettato che CD8 + T (T killer), le cellule sarebbero mobilitate quando i macrofagi hanno inghiottito le cellule tumorali in presenza di anticorpi anti-CD47-bloccanti,” ha detto il MD / PhD student Diane Tseng, che lavora con il Dott. Weissman.

 Le implicazioni cliniche del processo potrebbero essere profonde nella guerra al cancro.

Quando i macrofagi presentano “T killer” cellule di cancro di un paziente, le cellule T diventano in sintonia con i marcatori molecolari unici sul cancro. Questo li trasforma in un vaccino contro il cancro personalizzato. “Poiché le cellule T sono sensibilizzati ad attaccare particolare il cancro di un paziente, la somministrazione di CD47-anticorpi bloccanti in un certo senso potrebbe agire come una vaccinazione contro qualsiari tipo di cancro”, ha detto Tseng.

 Il team di ricercatori della Stanford avvieranno una fase di sperimentazione in una piccola fase di 10-100 persone e tale sperimentazione clinica umana della terapia del cancro partirà nel 2014.

Redazione Segnidalcielo

Fonte:http://voceuniversale.myblog.it/archive/2013/07/15/snowden-e-le-scie-chimiche-una-soffiata-che-puzza-5511617.html

 
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Pubblicato da su 22 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Tutti a zappare.


 
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Pubblicato da su 22 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Così hanno aggirato il referendum sull’acqua pubblica.


Hanno votato in 26 milioni. Persone che solo due anni fa hanno chiesto che la gestione dell’acqua in Italia rimanga pubblica. Ma, dopo 24 mesi dal referendum, nulla è cambiato. Anzi – come spesso accade in Italia – la volontà popolare è stata calpestata più volte, prima dal governo Berlusconi, poi da Mario Monti. È bastato cambiare una voce in bolletta per aggirare il referendum.

Cambiare nome per non cambiare nulla. Il secondo quesito referendario imponeva la cancellazione in bolletta della voce “Rimunerazione del capitale” (pari al 7% dell’investimento fatto). La sua eliminazione avrebbe consentito una riduzione dei costi in bolletta dell’acqua. Grazie al “Salva Italia”, è bastato rinominare la voce in “Rimborso degli oneri finanziari” perché il secondo quesito referendario perdesse di efficacia.

I comuni traccheggiano. Anche per gli altri quesiti – tutti approvati con uno schiacciante Sì – non si è avuto un grande riscontro. Il primo è rimasto in parte inattuato. Prevedeva la trasformazione delle aziende che gestiscono la distribuzione dell’acqua da private a pubbliche. Ma ciò spetta agli enti territoriali come i comuni provvedere all’attuazione del referendum. Così, ad eccezione di alcuni casi virtuosi (equamente distribuiti tra nord e sud), molti comuni traccheggiano. Di conseguenza, una pioggia di ricorsi sta intasando i vari Tar mentre qualcuno sta già mettendo in atto azioni di “obbedienza” civile.

“Obbedienza civile”. Le associazioni di settore chiedono ai cittadini di autogestirsi le bollette, ad iniziare dalla riduzione per la quota riservata in bolletta alla remunerazione del capitale investito. In pratica, si tratta di “obbedire” alle leggi modificate dal referendum. Sono circa 15 mila le utenze in tutta Italia che applicano questa auto-riduzione. Sono volate diffide ma finora, assicurano i comitati, nessuna azienda ha provato a bloccare l’approvvigionamento idrico domestico “perché sanno che perderebbero qualsiasi ricorso”.

Fonte: dirittodicritica.com

 
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Pubblicato da su 22 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Ecco come funziona il REDDITO DI CITTADINANZA in Svizzera. “Da noi nessuno rimane indietro”


Sono un italiano che vive in Svizzera, da noi il REDDITO DI CITTADINANZA funziona come segue:

Perdo il lavoro, mi iscrivo in disoccupazione. Fare le ricerche di lavoro dimostrandole allo Stato con dei timbri. Mediamente 8 al mese.

Se svolgo correttamente le mie ricerche avrò diritto al 80% di ciò che prendevo prima di perdere il lavoro, per 12 mesi. Se un mese faccio meno ricerche di quanto stabilito dallo Stato, per esempio 6 invece di 8 riceverò una penalità che decide lo stato.

Per 4 mesi ti lasciano tranquillo, ti fai le tue ricerche, poi al 5 mese ti fanno fare dei corsi obbligatori di 16 ore, su come imparare a cercare lavoro o a redigere un Curriculum.

Più che altro per tenerti attivo nella società e non lasciare che ti isoli. Dopo qualche mese a casa può succedere che fai la ruggine e perdi le tua capacità. Questi corsi son svolti da psicologi, che valutano anche il tuo stato interiore. Se hai risentito della perdita del lavoro ecc… E se questo ti provoca dei blocchi a trovarne un altro.

In quelle sedute puoi piangere deprimerti ecc… Ti ascoltano. Se valutano che sei depresso ecc… Ti indirizzano all’ufficio invalidità… E ti seguiranno con dei corsi di reinserimento, aiuti psicologici ecc… Senza toglierti la dignità, ma con professionalità altissima.

DAL 6 MESE TI FANNO FARE LAVORI SOCIALI… TIPO CARITAS ECC… basati sulla tua salute. Se hai problemi di schiena non ti fanno smontare mobili…

SE ENTRO 123 MESI NON AVRÒ  TROVATO UN LAVORO, SUBENTRA L’ASSISTENZA SOCIALE, PER TUTTA LA VITA, FINCHÉ’ AVRÒ UN LAVORO

Dopo un colloquio, l’assistenza sociale stabilirà quanto mi serve per vivere, mi passera ogni mese i soldi per le cose vitali: affitto, cassa malati, cure sanitarie dentistiche vestiti ecc

PAGHERÀ TUTTO TRANNE I LUSSI O LE FERIE.

E quando un giorno lavorerò restituirò i soldi. Nel limite delle mie possibilità.
Se farò un lavoro dove prendo 4000 franchi al mese ne ridò 100 al mese. se 10000 ne ridò 500 al mese.

Da noi nessuno rimane indietro.

Marco Casarza

Fonte:http://www.italiaincrisi.it/2013/04/08/ecco-come-funziona-il-reddito-di-cittadinanza-in-svizzera-da-noi-nessuno-nessuno-rimane-indietro/

 
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Pubblicato da su 21 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Gela, imprenditore fallisce per non aver pagato 37 mila euro allo Stato che gli deve 1 milione.


La storia di Emilio Missuto, un imprenditore edile di Gela, che ha dichiarato il fallimento della sua azienda per non aver pagato 37 mila euro di tasse a quello stesso Stato che gli deve un milione di euro per fatture mai liquidate, è una delle tante storie che in questo Paese si ripetono quasi giornalmente e che danno la sensazione di vivere su una barca alla deriva.

L’impresa edile di Emilio Missuto ha realizzato dei lavori pubblici che ha regolarmente fatturato all’Amministrazione Pubblica per ricevere il pagamento di quanto dovuto, ma lo Stato non ha mai liquidato queste fatture riducendo così sul lastrico l’imprenditore. A nulla è servito neppure lo sciopero della fame portato avanti dall’imprenditore, per oltre 90 giorni, e sospeso solo ieri a causa delle cattive condizioni di salute dello stesso.

È tanta la rabbia che prova Emilio Missuto, 39 anni, verso lo Stato che lo ha costretto a chiudere la sua azienda mandando a casa 50 dipendenti, sicuramente sul lastrico anche loro, adesso. Il Tribunale di Gelaha dichiarato il fallimento della sua azienda perché non è stato capace di pagare contributi e tasse per 37 mila euro quando lo Stato gli deve un milione di euro per lavori pubblici eseguiti e fatturati ma mai pagati.

Questa è una di quelle storie che dovrebbero far riflettere la nostra classe politica, quella classe politica che negli ultimi anni ha abbassato il livello dell’agire politico, scendendo ad un livello infimo. Una classe politica sempre più protesa verso la realizzazione di interessi privati personali o di lobby nazionali ed internazionali. Una classe politica che sta generando nel Paese un profondo malessere sociale fatto di contrasti e di tantaconfusione.

Il quadro è purtroppo agghiacciante: c’è un debito pubblico di oltre 2 mila miliardi di euro che continua a crescere, una disoccupazione giovanile allarmante, anch’essa in continua crescita, una pubblica amministrazione incapace di fornire servizi adeguati, una giustizia lentissima che ha però dei costi altissimi, e poi ci sono i fornitori, come Emilio Missuto, abbandonati dalla pubblica amministrazione che non paga le fatture e poi consegna gli stessi a Equitalia per l’estrema unzione.

 
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Pubblicato da su 21 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Essi non possono indossare l’uniforme più, ma sono ancora Soldati.


 
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Pubblicato da su 21 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Un soldato del 7 ° Marines degli Stati Uniti porta un cucciolo salvato in tasca a SO di Da Nang- Vietnam 1968.


 
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Pubblicato da su 21 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Maroni: «No al pediatra per i bimbi irregolari» Lombardia, mozione respinta. Senza medico i figli di clandestini.


Roberto Maroni.

Ci sono bambini e bambini. Quelli figli di immigrati irregolari, per esempio, non hanno diritto al pediatra. La pensano così il Consiglio regionale e il governatore lombardo Roberto Maroni.
A spiegare il suo appoggio al no alla mozione presentata al Pirellone, che prevedeva di poter assegnare il medico specialista di base anche ai bambini stranieri con genitori senza documenti in regola, è stato lo stesso presidente della Regione.
«APPLICHIAMO LA LEGGE». Alle critiche di diverse associazioni di pediatri per la bocciatura del documento, Maroni ha risposto: «Rispetto le idee di tutti ma ci sono delle leggi che noi applichiamo. C’è stato un pronunciamento del Consiglio regionale, che è la sede della democrazia, non pretendo che le nostre decisioni accontentino tutti, però io devo dare esecuzione alle deliberazioni del Consiglio regionale che peraltro condivido».

Fonte: http://www.lettera43.it/politica/maroni-no-al-pediatra-per-i-bimbi-irregolari_43675102841.htm

 
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Pubblicato da su 21 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Attivato un servizio sociale rivolto agli anziani offerto e gestito gratuitamente da Forza Nuova.


Forza Nuova ha attivato su tutto il territorio della città di Lamezia Terme un servizio di assistenza per anziani totalmente gratuito e gestito dai nostri militanti, i quali alla chiamata di qualunque anziano che ne avesse bisogno questi verrà accompagnato in totale sicurezza a fare la spesa, alla Posta o qualunque altro ufficio o luogo richiesto.       Il nostro movimento ha deciso di realizzare questo servizio gratuito in tutta Italia, in Calabria è già partito a Crotone, per cercare di rendere più sicura la vita di queste persone anziane, che potrebbero essere i nostri nonni o genitori, visti i continui pericoli a cui essi sono maggiormente  esposti per via della dilagante disperazione sociale che spesso sfocia in atti delinquenziali di microcriminalità come scippi e altre situazioni di allarmato pericolo. Il responsabile del servizio d’ordine sarà Bruno Spatara, dirigente cittadino e dipendente del Ministero della Difesa, il quale provvederà ad organizzare e pianificare il tutto. Fuori le agenzie delle Poste e in alcuni punti della città sono presenti le nostre locandine, con un numero di telefono sempre attivo 24h, per sponsorizzare questo nostro gratuito servizio rivolto esclusivamente ad anziani italiani.Lo slogan scelto per accompagnare l’iniziativa è:”Nonni D’Italia lo Stato vi ha abbandonato, noi no”,per sottolineare appunto che troppo spesso vi sono molti anziani che non avendo nessuno si ritrovano spesso soli ed indifesi e molte volte dimenticati dalle stesse istituzioni. Noi ci offriamo in maniera volontaria e gratuita per cercare di alleviare queste loro difficoltà cominciando dalle cose più semplici, come appunto accompagnarli al Supermercato o alle Poste, in  compagnia ed assoluta sicurezza. Vincenzo Ferrise – Responsabile alle comunicazioni Fn Lamezia Terme.

 

 
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Pubblicato da su 21 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Finanziamento, bocciate mozioni M5S e Sel. “No a blocco rimborsi elettorali di luglio”


La Camera ha bocciato la mozione del Movimento 5 stelle per sospendere la rata di luglio dei rimborsi elettorali ai partiti. A favore del testo hanno votato i soli deputati grillini, contrari tutti gli altri. Respinta anche la mozione di Sel, che chiedeva l’istituzione di una commissione di studio per analizzare il tema. La maggioranza si è presentata, invece, compatta, depositando un testo unitario sul finanziamento volontario, che è stato approvato.

SOLDI FINTI PER PROTESTA – Dopo il risultato i deputati del Movimento 5 Stelle hanno lasciato per protesta l’Aula, senza attendere il voto sulle altre mozioni. Nel passare davanti ai banchi del governo, hanno depositano su di essi delle finte banconote da 500 euro. La protesta si è poi trasformata in un sit-in all’esterno di Montecitorio.
“Questi partiti, ladri a norma di legge, si stanno mettendo oggi fuori dalla Storia. Dureranno ancora poco, poi spariranno “- ha detto in piazza Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza RAI. Laconico il commento di Beppe Grillo: “I partiti si tengono i soldi: 91.354.339 Euro”.

MAGGIORANZA COMPATTA – Pd, Pdl e Scelta civica si sono adeguati, di fatto, alla linea indicata dal governo nel disegno di legge sui fondi dei partiti, con il passaggio dai rimborsi elettori al finanziamento indiretto dai cittadini, su base volontaria e con agevolazioni fiscali.
Proposta che però non ha raccolto l’adesione del M5S, dopo una sospensione dei lavori. “C’è stata una discussione e ovviamente, anzi purtroppo, non abbiamo trovato un punto d’accordo e quindi andiamo avanti con la nostra mozione”, ha detto Emanuele Cozzolino.

‘L’approvazione della mozione segna una vera e propria svolta fra l’iniziativa del governo e quella parlamentare”, ha detto il vicepresidente del gruppo Pd della Camera Andrea Martella. Esultano i renziani: “Dopo una battaglia che portiamo avanti da tempo, con la mozione che abbiamo approvato oggi si segna un punto di non ritorno”, commenta Simona Bonafè.
Il testo contiene anche un impegno sui tempi, in modo che dal 26 luglio il provvedimento sia discusso in Aula e approvato. Secondo fonti parlamentari, la mozione avrebbe raccolto un ampio sostegno e anche i renziani avrebbero dato il loro via libera.
Dal Pd arriva anche un emendamento al ddl del governo, presentato i che prevede di “estendere ai dipendenti dei partiti la cassa integrazione straordinaria e i contratti di solidarietà, con una copertura di 18 milioni di euro per gli anni 2014 e 2015″.

 
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Pubblicato da su 19 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Lamezia, Boldrini: Aggiornare legge cittadinanza a tempi.


boldrini-parco-impastato.jpgLamezia Terme – La presidente della Camera Laura Boldrini è giunta questa mattina a Lamezia presso il parco “Impastato” per presenziare alla cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria per i figli dei cittadini immigrati nati in città. “Il Capo dello Stato ha ricordato più volte ai partiti che i figli di immigrati nati in Italia sono parte del nostro tessuto sociale e che la legge sulla cittadinanza deve aggiornarsi ai tempi. Mi auguro che l’invito del presidente, che è anche il mio, possa essere ascoltato dai partiti uscendo da logiche di contrapposizione”. Queste le parole della presidente Boldrini sulla tematica dello Ius Soli. “In tempi di globalizzazione – ha poi aggiunto – non si può ignorare la realtà e cioè che nel Paese ci sono persone che vengono da altri luoghi ma che fanno parte della nostra società. In Italia ci sono oltre quattro milioni di immigrati. Tanti figli di questi immigrati sono nati qui e sono cresciuti con i nostri figli. Bisogna prendere atto del fatto, quindi, che sono italiani”.

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Pubblicato da su 13 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Calabria: Si assentavano da posto di lavoro, 57 denunce.


Cosenza – La Guardia di finanza di Scalea ha denunciato 57 dipendenti pubblici per assenteismo. Dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Paola, è emerso anche che in alcuni casi un dipendente timbrava il cartellino di ingresso al lavoro anche per dieci colleghi alla volta.

I dettagli dell’operazione “Striscia”

Sono 57 le persone denunciate per truffa nell’operazione denominata “Striscia” condotta dalla guardia di finanza di Scalea. I dipendenti denunciati lavoravano presso la C.a.p.t, il centro di assistenza primaria territoriale di Praia a Mare. In particolare, utilizzavano il metodo dello “strisciare” i cartellini di ingresso al lavoro anche per dieci colleghi alla volta. Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica Bruno Giordano, hanno consentito di scoprire, attraverso le telecamere nascoste, gli elenchi delle strisciature giornaliere ed è stato possibile inoltre individuare i responsabili delle violazioni, infatti, gli ingressi della sede che sono stati monitorati per un mese hanno permesso di visualizzare 136 anomalie.

Alcuni dei 57 dipendenti denunciati, anche se si recavano regolarmente a lavoro, strisciavano il badge di altri colleghi assenti o ritardatari; altri dipendenti, invece, si accordavano per scambiarsi il favore: uno di essi al momento dell’ingresso strisciava anche per uno o più colleghi, ed a sua volta veniva “smarcato” all’uscita ricevendo il favore di prima. In questo modo il dipendente che arrivava in orario permetteva ai colleghi di arrivare in ritardo, ed egli in cambio poteva lasciare prima il posto di lavoro. Infine, una terza parte dei dipendenti denunciati, si faceva strisciare da altri il badge sia in entrata che in uscita.

Una truffa ai danni dell’ente sanitario ben strutturata, che ha coinvolto quasi i due terzi dei dipendenti del distretto ospedaliero e che si ripeteva giorno dopo giorno quasi fosse una normale operazione di servizio. I 57 soggetti segnalati all’autorità giudiziaria sono responsabili del reato di truffa aggravata, per aver attestato falsamente la propria presenza in servizio facendo strisciare ad altri il badge personale.

viaCalabria: Si assentavano da posto di lavoro, 57 denunce – il Lametino.it.

 
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Pubblicato da su 11 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Tassi usurari di mutui e prestiti, Adico offre la perizia convenzionata sui contratti.


8 luglio 2013 Adico Associazione Difesa Consumatori offre un servizio di perizia a tutti i cittadini titolari di mutui, prestiti e finanziamenti che vogliano sapere se il contratto è gravato da tassi usurai.Il servizio è stato approntato per soddisfare le esigenze dei tantissimi consumatori che, dopo la messa in onda del servizio televisivo de “Le Iene” il mese scorso, si stanno rivolgendo ad Adico perché desiderano capire se il loro contratto rientra nella casistica presentata: se il tasso di mora previsto supera il cosiddetto tasso soglia fissato dalla Banca d’Italia con cadenza trimestrale, la clausola contrattuale infatti è da considerarsi nulla dall’origine, ai sensi dell’articolo 1815, comma 2, del Codice di procedura civile.Di conseguenza, il consumatore può chiedere la restituzione di tutti gli interessi pagati e, nel caso di un rapporto non ancora concluso, l’abbono di quelli previsti per le rate future fino a estinzione del prestito. In altre parole, se la banca, o la finanziaria, hanno “fatto i furbi” e hanno applicato tassi che superano quelli che la Banca d’Italia definisce usurari, il consumatore ha diritto a restituire il solo capitale ricevuto, anche se ha sempre pagato regolarmente le rate e quindi il tasso di mora non è mai stato applicato.La possibilità è valida non solo per chi ha ancora un contratto in atto, ma anche per chi l’ha già estinto, con la possibilità di retrocedere fino ai 10 anni precedenti.Il servizio che Adico mette a disposizione è rivolto a chi è titolare di qualsiasi contratto di finanziamento mutuo ipotecario, mutuo a tasso fisso o variabile, leasing, prestiti personali e altre forme di credito al consumo.«La giurisprudenza in materia non si è ancora espressa con chiarezza ed esistono due orientamenti, uno secondo il quale dev’essere superiore al tasso soglia il tasso di mora da solo, mentre un secondo, più favorevole al consumatore, secondo il quale a essere usurario dev’essere la somma di tasso ordinario e tasso di mora – spiegano gli esperti di Adico – essendo in gioco l’interpretazione di un calcolo matematico la questione resta controversa, ma vale comunque la pena avere tutte le informazioni sul proprio mutuo per poi decidere se e come agire».Adico ha stipulato una convenzione con un commercialista esperto in materia che fornirà ai soci, previa consegna di tutta la documentazione richiesta, una relazione contenente l’indicazione dell’usurarietà o meno dei tassi presenti nel contratto analizzato, e un’indicazione di massima della cifra che in caso di usurarietà dei tassi è possibile chiedere indietro.A quel punto, gli esperti di Adico potranno procedere con un primo tentativo di risoluzione stragiudiziale della vicenda, chiedendo al titolare del contratto un incontro chiarificatorio per arrivare a una soluzione transattiva. Se ciò non fosse possibile, non resterebbe che seguire la strada della causa.La segreteria è a disposizione per maggiori informazioni dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30 via Volturno 33 a Mestre; telefono 041.5349637; mail info@associazionedifesaconsumatori.it.

viaTassi usurari di mutui e prestiti, Adico offre la perizia convenzionata sui contratti – Associazione Difesa Consumatori.

 
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Pubblicato da su 9 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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CERCHI LAVORO? L’AZIENDA “POSTE ITALIANE” CERCA TE!


CERCHI LAVORO? L’AZIENDA “POSTE ITALIANE” CERCA TE!

Al via i nuovi concorsi 2013 di Poste Italiane.

Novità ed opportunità per poter lavorare in Poste Italiane nel 2013.

L’iter per candidarsi è sempre lo stesso, come indicato in altri articoli, e cioè tramite l’invio del curriculum tramite web o direttamente tramite posta tradizionale.

Dalle prima informazioni ricevute, i posti disponibili riguardano i settori della corrispondenza, dallo smistamento alla consegna. I candidati dovranno essere in possesso di alcuni requisiti basilari:

– Non aver mai lavorato nell’azienda

– Età non superiore ai 35 anni

– Maturità con votazione non inferiore a 70/100 o 42/60

– Saper guidare un Liberty Piaggio 125

– Essere disponibiliti a turni di lavoro Lunedi/Sabato dalle 8 alle 14 per 36 ore a settimana

Per candidarsi online: http://www.poste.it/azienda/chisiamo/lavoraconnoi.shtml

In bocca al lupo!

viaNo Europa, No Euro.: CERCHI LAVORO? L’AZIENDA “POSTE ITALIANE” CERCA TE!.

 
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Pubblicato da su 8 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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La sopressata protagonista assoluta della domenica decollaturese.


L’ultima domenica del giugno decollaturese ha visto protagonista assoluta la soppressata di Decollatura. Il salume locale, infatti, è stato al centro di un’intera giornata ad esso dedicata in cui si è tenuto un interessante dibattito che ha visto la partecipazione del presidente dell’Accademia della Soppressata, Ennio Bonacci, unico propugnatore e divulgatore di questo prodotto di eccellenza, in un recente passato; il responsabile del presidio regionale Slow food Calabria, Pier Macrì e il sindaco di Decollatura, Annamaria Cardamone. Durante la chiacchierata tra i presenti, si è tentato di ridare lustro all’insaccato d’eccellenza, da troppo tempo ai margini delle tavole rotonde sui prodotti locali di qualità, tentando di avviare un ragionamento serio sull’avvio di un piano di produzione e in primis di questo si è fatta carico l’amministrazione comunale ndr che attualmente manca e impedisce al prelibato prodotto di spiccare il volo sui mercati di tutto il Paese.Al termine dell’incontro, è partita la gara della soppressata più buona con 24 concorrenti a contendersi il primo premio. Dopo un’attenta e meticolosa scelta da parte dei giudici, è stata dichiarata migliore di tutte e degna dello scettro di soppressata più buona, quella portata da Pasquale Tomaino. La serata si è conclusa con una piacevole e succulenta degustazione dei pezzi pregiati in concorso, accompagnati da un ottimo vino, anch’esso fornito da produttori del territorio.

 
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Pubblicato da su 3 luglio 2013 in Relax & Turismo

 

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Fare la spesa? In Italia costa l’11% in più del resto d’Europa.


In un’indagine della Coldiretti, emerge infatti che nel Belpaese costa l’11% in più rispetto alla media europea, con punte del +26% per latte formaggi e uova. Più cari sono anche carne e pane, rispettivamente +15% e +14%. Si salvano solo i tabacchi e le bevande alcoliche, che costano l’1% e il 2% in eno rispetto alla media Ue.

Il Paese più caro per la spesa alimentare è comunque la Danimarca (+43% rispetto alla media) mentre quello più a buon mercato è la Polonia (-39%). Il globe trotter del carrello per risparmiare in Europa dovrebbe comperare le sigarette in Ungheria (costano il 48% in meno rispetto alla media Ue), gli alcolici in Bulgaria (-33%) dove più conveniente sono anche il pane e gli altri cereali (-43%), mentre la carne si paga il 45% in meno in Polonia dove anche latte, formaggi e uova hanno i prezzi più bassi (-37%). Tutto questo senza considerare però i livelli qualitativi e di sicurezza.

Una situazione che – spiega la Coldiretti – riflette numerosi fattori che vanno dalla situazione economica generale dei Paesi alle abitudini a tavola, ma che dipende anche dalle caratteristiche del sistema agroalimentare delle diverse realtà. L’Italia, sottolinea l’associazione, è costretta ad importare oltre il 25% del proprio fabbisogno alimentare, ma la percentuale sale al 40% per latte e carne, per colpa di un modello di sviluppo industriale sbagliato che ha tagliato del 15% le campagne e fatto perdere negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata.

La ragione del differenziale più elevato per i prezzi dei prodotti alimentari va ricercata in Italia anche – sostiene la Coldiretti – nelle distorsioni presenti nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola, considerato che i prezzi alla produzione agricola per alcuni prodotti come i cereali sono spesso determinati a livello comunitario se non addirittura internazionale.

viaFare la spesa? In Italia costa l’11% in più del resto d’Europa – Associazione Difesa Consumatori.

 
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Pubblicato da su 1 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Tasse: da oggi aumentano anche le marche da bollo.


La notizia è stata pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale, quando tutti erano affaccendati a parlare di Iva e di tasse sulle e-cig. Ma sugli italiani è arrivata una nuova ministangata: tutti i bolli fissi da 1,81 euro aumentano a 2 euro e quelli da 14,7 a 16 euro. Per sempre.

Il “ritocco” è stato inserito nella legge 24 giugno 2013 n. 71, “in favore delle zone terremotate del maggio 2012, per accelerare la ricostruzione in Abruzzo e per la realizzazione degli interventi di Expo 2015″.

20 centesimi in più per ogni documento

A pagarne le spese, saranno naturalmente i contribuenti italiani, sui quali, secondo i commercialisti italiani, la novità è “destinata ad avere un largo impatto”.

L’imposta di bollo di 1,81 euro (oggi 2 euro) si paga infatti in tantissimi atti, dalle fatture alle le note, dai conti a tutti i documenti “recanti addebitamenti o accreditamenti, anche non sottoscritti”, per un valore superiore a 77,47 euro.

Atti di notorietà e pubblicazioni di matrimonio

Tutti gli atti rogati o autenticati da notai, estratti o copie conformi all’originale costeranno non più 14,7 euro a pagina ma 16. Idem tutte le scritture private. Stessa cosa per gli atti di notorietà e le pubblicazioni di matrimonio.

Giulia Nitti

Fonte: ilsalvagente.it

 
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Pubblicato da su 1 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Gli invisibili: sono 15,5 milioni i baby-domestici.


«Ora? Voglio solo essere felice». Per il domani non ha programmi precisi Marìa Luisa. Non che le manchino le idee: solo non è abituata a fare progetti per il futuro. Nemmeno per il presente in realtà. Nei suoi 17 anni di vita, qualcuno – cioè lei, “la señora” – le ha sempre detto che cosa fare. O meglio che cosa non fare. L’elenco dei divieti è lungo. Dai 13 anni, quando ha lasciato il suo minuscolo villaggio natale, incastonato tra le Ande peruviane, ed è arrivata a Cusco per fare da domestica alla “señora”, María Luisa non ha mai potuto restare a letto oltre le 5 del mattino, né sedersi a tavola per consumare i pasti, né ritagliarsi un’ora per giocare in strada, a palla, come le piaceva tanto. Per 16-18 ore doveva pulire, rassettare, cucinare, lavare, stendere, a ciclo continuo, senza mai un giorno di riposo.

Maria Luisa lo racconta quasi senza emozioni. Neppure quando parla dei pestaggi continui per via della sua “cronica” lentezza nei movimenti – dovuta a una displasia all’anca – la voce della ragazzina si incrina. La sua è la stoica rassegnazione di chi è abituato a vivere sulla propria pelle le ingiustizie. Solo alla speranza di frequentare la scuola, María Luisa non ha mai rinunciato. E, infatti, dopo molte insistenze è riuscita a convincere “la señora” a mandarla in classe, almeno qualche volta. Una svolta che ha segnato il suo destino: un’insegnante si è accorta della difficile situazione dell’adolescente e ha denunciato il caso alla polizia. Così, María Luisa ha trovato il centro Yanapanakusun di Terre des Hommes che l’ha fatta operare all’anca e le ha permesso di conseguire il diploma. «Credo di essere felice. Ma non so bene che cosa significhi», conclude.

Del resto, la gioia è un sentimento inusuale per le oltre 4mila baby domestiche sfruttate nella sola Cusco. Un numero impressionante. Eppure minimo in confronto alla quantità di bambini impiegati come domestici nel mondo. Il rapporto presentato ieri dall’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) – in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile – lascia interdetti. Sono almeno 15,5 milioni i minori in condizioni di servitù: la gran parte è concentrata nel Sud del mondo.

Dall’Asia all’America Latina, i baby domestici sono una costante. E si tratta, per altro, di un calcolo al ribasso. La maggior parte ha meno di 14 anni. I due terzi, inoltre, sono bimbe. Tutti svolgono mansioni da adulti: andare a prendere l’acqua, pulire, badare ad altri piccoli o ad anziani. E tutti sono sfruttati: il salario – sempre che arrivi – è di molto inferiore a quello minimo, le ferie e i riposi sono a discrezione del datore di lavoro. Il cui potere è infinitamente maggiore di quello del piccolo impiegato.

Se per un maggiorenne povero è difficile far valere i propri diritti, per un bambino o, al massimo, adolescente è praticamente impossibile. Oltretutto, spesso, nemmeno conoscono le proprie prerogative: gran parte di loro non sa nemmeno leggere e, difficilmente, il lavoro domestico è compatibile con gli studi. In questo marasma confuso di abusi invisibili, si nascondono i casi di vera e propria schiavitù. Sono almeno 10 milioni i baby schiavi alle dipendenze di famiglie più o meno benestanti. Che considerano la pratica «normale» data l’esistenza, spesso, di “giustificazioni” sociali e culturali.

Da qui la natura ambigua della relazione tra piccolo e titolare: in quest’ultimo i ruoli di “padrone” e “benefattore” si intrecciano fino a confondersi. Non è raro che alcuni datori di lavoro ritengano – qualche volta pure in buona fede – di dare una mano al piccolo servitore. Da qui la scelta dell’Ilo di concentrare l’attenzione su questo fenomeno invisibile e sottostimato.

Perché – anche quando non vengono sottoposti a violenze e maltrattamenti o costretti a svolgere mansioni pericolose – i baby domestici patiscono una sistematica «carenza di attenzione», si legge nel rapporto. «Il bimbo lavora ma non è considerato un lavoratore e, sebbene viva in un contesto familiare, non riceve il trattamento di un membro della famiglia», sottolinea lo studio. La natura “sfuggente” di questa forma di sfruttamento minorile la rende difficile da combattere.

«Solo un’azione congiunta a livello nazionale e internazionale può consentire di eliminarlo – conclude Constance Thomas, direttore del Programma internazionale contro il lavoro minorile dell’Ilo –. Ci vogliono leggi per identificarlo e prevenirlo e per offrire condizioni di impiego decenti agli adolescenti che raggiungano l’età minima per lavorare».

 
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Pubblicato da su 1 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Iva, F35, Ruby: governo in fibrillazione.


Il governo Letta aveva già le sue difficoltà a trovare una sintesi sul tema del fisco. Poi è esplosa la grana F35. Quindi la condanna a sette anni inflitta al leader del Pdl Berlusconi, e le conseguenti voci di elezioni anticipate alimentate dai falchi del centrodestra, hanno aggiunto ulteriore legna sul fuoco dei contrasti in seno alla maggioranza. Anche per questo motivo il premier Enrico Letta ha incontrato in rapida successione il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, quindi lo stesso Berlusconi. Giunto a Palazzo Chigi alle 21 circa con il segretario del Pdl e vicepremier, Angelino Alfano, e l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, zio dell’attuale premier.

L’INCONTRO CON IL SEGRETARIO PD – Terminato il faccia a faccia, Epifani ha abbandonato la sede del Governo dall’uscita posteriore senza rilasciare dichiarazioni. Ora sarà la volta di Berlusconi, ufficialmente per fare il punto sulle misure da varare e in vista del vertice Ue.

L’INTERVENTO IN SENATO – Intervenendo al Senato, Letta ha sottolineato la gravità del momento che sta attraversando l’Italia: «Solo dall’anno prossimo – ha detto – potremo avere flessibilità nei conti pubblici: quest’anno ci attende ancora il gran premio della montagna». I temi caldi del confronto in corso tra Pd e Pdl sono innanzitutto l’aumento dell’Iva e la commessa degli F35. Sul primo punto, il premier ha ribadito di essere favorevole allo stop: «Per quel che mi riguarda il parere è favorevole», replicando così alla mozione presentata dal senatore della Lega Roberto Calderoli che «impegna il Governo a verificare in sede europea la compatibilità di un intervento d’urgenza per la sospensione dell’aumento dell’Iva da adottarsi prime del primo luglio 2013». Per quanto riguarda l’acquisto dei nuovi cacciabombardieri, la posizione del F35 è invece più attendista, mentre il Pdl preme per il rispetto degli accordi. Durante l’intervento del premier, i ministri del Pdl non erano presenti.

IVA E LAVORO – Iva e Lavoro saranno al centro del consiglio dei ministri convocato per mercoledì mattina. I due temi saranno trattati in un unico decreto legge con «misure urgenti per il rilancio dell’occupazione e in materia di Iva». Tra gli altri provvedimenti sul tavolo, un altro decreto legge, con «disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena».

 
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Pubblicato da su 1 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Le tasse pesano per un terzo della bolletta. La domanda di energia crolla ai livelli del ’98.


Un terzo della bolletta dell’elettricità di una famiglia-tipo è rappresentato da tasse e oneri che, in 4 anni sono aumentati del 10%. Il presidente dell’Autorità per l’energia, Guido Bortoni, nella relazione annuale si dice preoccupato per il crescente peso degli oneri di sistema sulla bolletta dell’elettricità che “segna un preoccupante ritorno verso assetti più amministrati”.

Il peso sulla bolletta. “Per una famiglia-tipo – ha sottolineato Bortoni – la bolletta dell’energia elettrica è oggi determinata per circa la metà dall’andamento dei mercati, per un terzo da imposte e oneri generali di sistema e per il rimanente 15% dalle tariffe dei servizi regolati, quali il trasporto e la misura. In quattro anni, lo spazio lasciato al gioco del mercato si è contratto di ben 10 punti percentuali, ed è stato occupato dalle componenti di natura fiscale o parafiscale”. Indispensabile, quindi, una “operazione trasparenza sugli incentivi sia diretti che indiretti per non gravare i consumatori di un carico insostenibile, soprattutto in tempi di crisi. “Più in generale, nell’attuale contesto – ha precisato Bortoni – ciascuno non deve cedere alla facile tentazione di chiedere ulteriori soldi pubblici o sussidi tariffari, anche se mosso dal proprio legittimo interesse”. Per l’Autorità il monte oneri è già enorme, “bisogna essere selettivi, no a provvedimenti a pioggia”. Nel 2015, per esempio, gli incentivi alle rinnovabili arriveranno a 12,5 miliardi di euro; per evitare ulteriori aggravi di spesa è necessaria una positiva integrazione di queste fonti con quelle tradizionali.

Domanda in picchiata. A livello nazionale la domanda di energia è in picchiata ai livelli del 1998 e non c’è segno di ripresa. Non usa mezzi termini sul tema Bortoni: “Il calo dell’attività economica, rivelatosi nella perdita di ben 7 punti di Pil dal 2008 ad oggi, si è riflesso anche nella picchiata della domanda di energia del Paese, che nel 2012 è tornata ai livelli del 1998 e non dà segni di ripresa”. In particolare nel settore del gas, ha evidenziato Bortoni, “si registra un’ulteriore severa restrizione della domanda nazionale: circa il 3,5% in meno nel 2012, dopo il -6,3% dell’anno precedente” e lo sviluppo del cosiddetto shale gas negli Usa ha ampliato la forbice dei prezzi con la Ue e “rappresenta un macigno per la competitività dell’industria europea e conseguentemente italiana”.

Cala lo ‘spread sul gas’. Nel settore del gas, con l’avvio del bilanciamento di merito economico è stato azzerato lo ‘spread’ dei prezzi all’ingrosso con i Paesi Ue; i benefici di questo intervento sono stati trasferiti ai clienti con la riforma messa in atto dall’autorità per l’energia che ha azzerato gli aumenti del gas degli ultimi 2 anni e riportando indietro le lancette delle tariffe. “Per il cliente-tipo domestico in tutela la riduzione attesa del prezzo finale dal 1 aprile al 1 ottobre 2013 è del 7%, incorporando anche la prima riduzione del 4,2% decisa lo scorso aprile, e si applicherà per i consumi del trimestre invernale. Questo ribasso percentuale sull’intero prezzo è stato determinato dall’abbassamento di quasi 20 punti percentuali del prezzo della materia prima gas nello stesso periodo”.

Acqua, puntare sugli hydrobond. Nei servizi idrici, “il nostro paese necessita, ed è la stessa Commissione europea a chiedercelo, ingenti investimenti infrastrutturali, necessari anche per le generazioni future. L’obiettivo di far ripartire gli investimenti è conseguibile con regole certe, con il superamento quindi dell’incertezza che ha caratterizzato il settore negli ultimi vent’anni e con l’individuazione di strumenti finanziari, anche innovativi, che consentano di non dover reperire i fondi necessari esclusivamente nelle tariffe dei consumatori”. Un capitolo della relazione è dedicato proprio al comparto dell’acqua, sottolineando la necessità di considerare strumenti di finanziamento come i fondi rotativi, o gli hydrobond e i project bond, “che possono avere anche un forte connotato etico; essi rappresentano soluzioni per perseguire l’obiettivo di rendere disponibili capitali da investire nel settore, quale volano anche per il rilancio della nostra economia in crisi”.

 
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Pubblicato da su 1 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Sanità- medici in sciopero per quattro ore il 22 luglio.


Lunedì 22 luglio sciopero della sanità pubblica. Per quattro ore, dalle 8 alle 12, gli oltre 115 mila medici e veterinari dipendenti insieme ai 20 mila dirigenti sanitari, amministrativi, tecnici e professionali del Servizio sanitario nazionale incroceranno le braccia.I motivi della protesta sono stati elencati dalla associazioni sindacali di categoria in una nota: “Per la difesa di un sistema sanitario pubblico e nazionale; per la stabilizzazione dei precari e l’occupazione dei giovani; per la riforma della formazione medica pre e post laurea; per una legge specifica sulla responsabilità professionale; per il diritto a contratti e convenzioni ed il ripristino delle prerogative sindacali; per un sistema di emergenza efficace, dignitoso, sicuro; per la definizione di livelli essenziali organizzativi; per una progressione di carriera sottratta alla politica e ai tagli lineari”.Lo sciopero nazionale sarà anticipato da una serie di iniziative sindacali a partire da lunedì 8 luglio che prevedono “il blocco degli straordinari; l’astensione da tutte le attività non comprese nei compiti di istituto; l’avvio di contenziosi legali; la richiesta di pagamento e/o recupero delle ore effettuate in turni di guardia eccedenti il debito orario contrattuale; la richiesta di godimento delle ferie arretrate”, come si legge nella nota.Inoltre sono previste per il 15 luglio assemblee in tutti gli ospedali e luoghi di lavoro. “Nei prossimi giorni – annuncia l’Intersindacale – daremo vita ad una campagna di comunicazione rivolta ai cittadini ed alle più alte cariche dello Stato per far conoscere le nostre preoccupazioni e chiedere l’appoggio di tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Servizio sanitario nazionale che si salva solo insieme a coloro che, pur tra enormi difficoltà, riescono ancora a garantire l’esigibilità di un diritto costituzionale”.

 

 
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Pubblicato da su 1 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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