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Le tasse pesano per un terzo della bolletta. La domanda di energia crolla ai livelli del ’98.

01 Lug

Un terzo della bolletta dell’elettricità di una famiglia-tipo è rappresentato da tasse e oneri che, in 4 anni sono aumentati del 10%. Il presidente dell’Autorità per l’energia, Guido Bortoni, nella relazione annuale si dice preoccupato per il crescente peso degli oneri di sistema sulla bolletta dell’elettricità che “segna un preoccupante ritorno verso assetti più amministrati”.

Il peso sulla bolletta. “Per una famiglia-tipo – ha sottolineato Bortoni – la bolletta dell’energia elettrica è oggi determinata per circa la metà dall’andamento dei mercati, per un terzo da imposte e oneri generali di sistema e per il rimanente 15% dalle tariffe dei servizi regolati, quali il trasporto e la misura. In quattro anni, lo spazio lasciato al gioco del mercato si è contratto di ben 10 punti percentuali, ed è stato occupato dalle componenti di natura fiscale o parafiscale”. Indispensabile, quindi, una “operazione trasparenza sugli incentivi sia diretti che indiretti per non gravare i consumatori di un carico insostenibile, soprattutto in tempi di crisi. “Più in generale, nell’attuale contesto – ha precisato Bortoni – ciascuno non deve cedere alla facile tentazione di chiedere ulteriori soldi pubblici o sussidi tariffari, anche se mosso dal proprio legittimo interesse”. Per l’Autorità il monte oneri è già enorme, “bisogna essere selettivi, no a provvedimenti a pioggia”. Nel 2015, per esempio, gli incentivi alle rinnovabili arriveranno a 12,5 miliardi di euro; per evitare ulteriori aggravi di spesa è necessaria una positiva integrazione di queste fonti con quelle tradizionali.

Domanda in picchiata. A livello nazionale la domanda di energia è in picchiata ai livelli del 1998 e non c’è segno di ripresa. Non usa mezzi termini sul tema Bortoni: “Il calo dell’attività economica, rivelatosi nella perdita di ben 7 punti di Pil dal 2008 ad oggi, si è riflesso anche nella picchiata della domanda di energia del Paese, che nel 2012 è tornata ai livelli del 1998 e non dà segni di ripresa”. In particolare nel settore del gas, ha evidenziato Bortoni, “si registra un’ulteriore severa restrizione della domanda nazionale: circa il 3,5% in meno nel 2012, dopo il -6,3% dell’anno precedente” e lo sviluppo del cosiddetto shale gas negli Usa ha ampliato la forbice dei prezzi con la Ue e “rappresenta un macigno per la competitività dell’industria europea e conseguentemente italiana”.

Cala lo ‘spread sul gas’. Nel settore del gas, con l’avvio del bilanciamento di merito economico è stato azzerato lo ‘spread’ dei prezzi all’ingrosso con i Paesi Ue; i benefici di questo intervento sono stati trasferiti ai clienti con la riforma messa in atto dall’autorità per l’energia che ha azzerato gli aumenti del gas degli ultimi 2 anni e riportando indietro le lancette delle tariffe. “Per il cliente-tipo domestico in tutela la riduzione attesa del prezzo finale dal 1 aprile al 1 ottobre 2013 è del 7%, incorporando anche la prima riduzione del 4,2% decisa lo scorso aprile, e si applicherà per i consumi del trimestre invernale. Questo ribasso percentuale sull’intero prezzo è stato determinato dall’abbassamento di quasi 20 punti percentuali del prezzo della materia prima gas nello stesso periodo”.

Acqua, puntare sugli hydrobond. Nei servizi idrici, “il nostro paese necessita, ed è la stessa Commissione europea a chiedercelo, ingenti investimenti infrastrutturali, necessari anche per le generazioni future. L’obiettivo di far ripartire gli investimenti è conseguibile con regole certe, con il superamento quindi dell’incertezza che ha caratterizzato il settore negli ultimi vent’anni e con l’individuazione di strumenti finanziari, anche innovativi, che consentano di non dover reperire i fondi necessari esclusivamente nelle tariffe dei consumatori”. Un capitolo della relazione è dedicato proprio al comparto dell’acqua, sottolineando la necessità di considerare strumenti di finanziamento come i fondi rotativi, o gli hydrobond e i project bond, “che possono avere anche un forte connotato etico; essi rappresentano soluzioni per perseguire l’obiettivo di rendere disponibili capitali da investire nel settore, quale volano anche per il rilancio della nostra economia in crisi”.

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Pubblicato da su 1 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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