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Archivio mensile:luglio 2013

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Tutti a zappare.


 
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Pubblicato da su 22 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Così hanno aggirato il referendum sull’acqua pubblica.


Hanno votato in 26 milioni. Persone che solo due anni fa hanno chiesto che la gestione dell’acqua in Italia rimanga pubblica. Ma, dopo 24 mesi dal referendum, nulla è cambiato. Anzi – come spesso accade in Italia – la volontà popolare è stata calpestata più volte, prima dal governo Berlusconi, poi da Mario Monti. È bastato cambiare una voce in bolletta per aggirare il referendum.

Cambiare nome per non cambiare nulla. Il secondo quesito referendario imponeva la cancellazione in bolletta della voce “Rimunerazione del capitale” (pari al 7% dell’investimento fatto). La sua eliminazione avrebbe consentito una riduzione dei costi in bolletta dell’acqua. Grazie al “Salva Italia”, è bastato rinominare la voce in “Rimborso degli oneri finanziari” perché il secondo quesito referendario perdesse di efficacia.

I comuni traccheggiano. Anche per gli altri quesiti – tutti approvati con uno schiacciante Sì – non si è avuto un grande riscontro. Il primo è rimasto in parte inattuato. Prevedeva la trasformazione delle aziende che gestiscono la distribuzione dell’acqua da private a pubbliche. Ma ciò spetta agli enti territoriali come i comuni provvedere all’attuazione del referendum. Così, ad eccezione di alcuni casi virtuosi (equamente distribuiti tra nord e sud), molti comuni traccheggiano. Di conseguenza, una pioggia di ricorsi sta intasando i vari Tar mentre qualcuno sta già mettendo in atto azioni di “obbedienza” civile.

“Obbedienza civile”. Le associazioni di settore chiedono ai cittadini di autogestirsi le bollette, ad iniziare dalla riduzione per la quota riservata in bolletta alla remunerazione del capitale investito. In pratica, si tratta di “obbedire” alle leggi modificate dal referendum. Sono circa 15 mila le utenze in tutta Italia che applicano questa auto-riduzione. Sono volate diffide ma finora, assicurano i comitati, nessuna azienda ha provato a bloccare l’approvvigionamento idrico domestico “perché sanno che perderebbero qualsiasi ricorso”.

Fonte: dirittodicritica.com

 
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Pubblicato da su 22 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Ecco come funziona il REDDITO DI CITTADINANZA in Svizzera. “Da noi nessuno rimane indietro”


Sono un italiano che vive in Svizzera, da noi il REDDITO DI CITTADINANZA funziona come segue:

Perdo il lavoro, mi iscrivo in disoccupazione. Fare le ricerche di lavoro dimostrandole allo Stato con dei timbri. Mediamente 8 al mese.

Se svolgo correttamente le mie ricerche avrò diritto al 80% di ciò che prendevo prima di perdere il lavoro, per 12 mesi. Se un mese faccio meno ricerche di quanto stabilito dallo Stato, per esempio 6 invece di 8 riceverò una penalità che decide lo stato.

Per 4 mesi ti lasciano tranquillo, ti fai le tue ricerche, poi al 5 mese ti fanno fare dei corsi obbligatori di 16 ore, su come imparare a cercare lavoro o a redigere un Curriculum.

Più che altro per tenerti attivo nella società e non lasciare che ti isoli. Dopo qualche mese a casa può succedere che fai la ruggine e perdi le tua capacità. Questi corsi son svolti da psicologi, che valutano anche il tuo stato interiore. Se hai risentito della perdita del lavoro ecc… E se questo ti provoca dei blocchi a trovarne un altro.

In quelle sedute puoi piangere deprimerti ecc… Ti ascoltano. Se valutano che sei depresso ecc… Ti indirizzano all’ufficio invalidità… E ti seguiranno con dei corsi di reinserimento, aiuti psicologici ecc… Senza toglierti la dignità, ma con professionalità altissima.

DAL 6 MESE TI FANNO FARE LAVORI SOCIALI… TIPO CARITAS ECC… basati sulla tua salute. Se hai problemi di schiena non ti fanno smontare mobili…

SE ENTRO 123 MESI NON AVRÒ  TROVATO UN LAVORO, SUBENTRA L’ASSISTENZA SOCIALE, PER TUTTA LA VITA, FINCHÉ’ AVRÒ UN LAVORO

Dopo un colloquio, l’assistenza sociale stabilirà quanto mi serve per vivere, mi passera ogni mese i soldi per le cose vitali: affitto, cassa malati, cure sanitarie dentistiche vestiti ecc

PAGHERÀ TUTTO TRANNE I LUSSI O LE FERIE.

E quando un giorno lavorerò restituirò i soldi. Nel limite delle mie possibilità.
Se farò un lavoro dove prendo 4000 franchi al mese ne ridò 100 al mese. se 10000 ne ridò 500 al mese.

Da noi nessuno rimane indietro.

Marco Casarza

Fonte:http://www.italiaincrisi.it/2013/04/08/ecco-come-funziona-il-reddito-di-cittadinanza-in-svizzera-da-noi-nessuno-nessuno-rimane-indietro/

 
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Pubblicato da su 21 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Gela, imprenditore fallisce per non aver pagato 37 mila euro allo Stato che gli deve 1 milione.


La storia di Emilio Missuto, un imprenditore edile di Gela, che ha dichiarato il fallimento della sua azienda per non aver pagato 37 mila euro di tasse a quello stesso Stato che gli deve un milione di euro per fatture mai liquidate, è una delle tante storie che in questo Paese si ripetono quasi giornalmente e che danno la sensazione di vivere su una barca alla deriva.

L’impresa edile di Emilio Missuto ha realizzato dei lavori pubblici che ha regolarmente fatturato all’Amministrazione Pubblica per ricevere il pagamento di quanto dovuto, ma lo Stato non ha mai liquidato queste fatture riducendo così sul lastrico l’imprenditore. A nulla è servito neppure lo sciopero della fame portato avanti dall’imprenditore, per oltre 90 giorni, e sospeso solo ieri a causa delle cattive condizioni di salute dello stesso.

È tanta la rabbia che prova Emilio Missuto, 39 anni, verso lo Stato che lo ha costretto a chiudere la sua azienda mandando a casa 50 dipendenti, sicuramente sul lastrico anche loro, adesso. Il Tribunale di Gelaha dichiarato il fallimento della sua azienda perché non è stato capace di pagare contributi e tasse per 37 mila euro quando lo Stato gli deve un milione di euro per lavori pubblici eseguiti e fatturati ma mai pagati.

Questa è una di quelle storie che dovrebbero far riflettere la nostra classe politica, quella classe politica che negli ultimi anni ha abbassato il livello dell’agire politico, scendendo ad un livello infimo. Una classe politica sempre più protesa verso la realizzazione di interessi privati personali o di lobby nazionali ed internazionali. Una classe politica che sta generando nel Paese un profondo malessere sociale fatto di contrasti e di tantaconfusione.

Il quadro è purtroppo agghiacciante: c’è un debito pubblico di oltre 2 mila miliardi di euro che continua a crescere, una disoccupazione giovanile allarmante, anch’essa in continua crescita, una pubblica amministrazione incapace di fornire servizi adeguati, una giustizia lentissima che ha però dei costi altissimi, e poi ci sono i fornitori, come Emilio Missuto, abbandonati dalla pubblica amministrazione che non paga le fatture e poi consegna gli stessi a Equitalia per l’estrema unzione.

 
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Pubblicato da su 21 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Essi non possono indossare l’uniforme più, ma sono ancora Soldati.


 
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Pubblicato da su 21 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Un soldato del 7 ° Marines degli Stati Uniti porta un cucciolo salvato in tasca a SO di Da Nang- Vietnam 1968.


 
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Pubblicato da su 21 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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Maroni: «No al pediatra per i bimbi irregolari» Lombardia, mozione respinta. Senza medico i figli di clandestini.


Roberto Maroni.

Ci sono bambini e bambini. Quelli figli di immigrati irregolari, per esempio, non hanno diritto al pediatra. La pensano così il Consiglio regionale e il governatore lombardo Roberto Maroni.
A spiegare il suo appoggio al no alla mozione presentata al Pirellone, che prevedeva di poter assegnare il medico specialista di base anche ai bambini stranieri con genitori senza documenti in regola, è stato lo stesso presidente della Regione.
«APPLICHIAMO LA LEGGE». Alle critiche di diverse associazioni di pediatri per la bocciatura del documento, Maroni ha risposto: «Rispetto le idee di tutti ma ci sono delle leggi che noi applichiamo. C’è stato un pronunciamento del Consiglio regionale, che è la sede della democrazia, non pretendo che le nostre decisioni accontentino tutti, però io devo dare esecuzione alle deliberazioni del Consiglio regionale che peraltro condivido».

Fonte: http://www.lettera43.it/politica/maroni-no-al-pediatra-per-i-bimbi-irregolari_43675102841.htm

 
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Pubblicato da su 21 luglio 2013 in Notizie & Politica

 

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