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Archivio mensile:agosto 2013

Benedetti quattrini.


I beni “evaporati” a San Giovanni in Fiore. La casa di cura nei locali dell’Abbazia Florense. I soldi delle offerte a San Francesco di Paola giocati in borsa. Quando le vie della religiosità si incrociano con le indagini delle Procure.

IN EDICOLA | Benedetti quattrini

La storia inizia nel 2006, a dicembre. A San Giovanni in Fiore – nella parrocchia che ha nella sua “giurisdizione” anche l’Abbazia Florense – arriva un nuovo parroco, Santo Canonaco. Trova conti svuotati e molte fatture da pagare. Il 7 dicembre di quell’anno scrive una lettera al suo predecessore, Francesco Spadafora. È un elenco di bollette e debiti, ai quali si aggiungono diversi beni di proprietà della Curia: sono “evaporati”. Don Santo “resiste” per otto mesi, poi va via e il suo posto viene preso da don Germano Anastasio. Le liturgie domenicali si sommano a quelle per la ricerca dei beni spariti. Fino a quando i carabinieri non raccolgono la denuncia del nuovo parroco. Parte l’inchiesta della Procura di Cosenza, che cerca di far luce sulla vendita di 50 loculi, ceduti con contratti considerati «assolutamente nulli» dall’accusa. E poi sulla scomparsa di  cornici, confessionali, crocefissi, calici, candelieri. E pure di un inginocchiatoio. C’è anche un capitolo che riguarda la vendita di alcuni terreni a Rocca di Neto: la Curia aveva autorizzato la transazione per 35mila euro; pare che ne siano passati di mano più del doppio.
Don Spadafora patteggia la pena di un anno, ma il procedimento va avanti e sfiora un nome eccellente. È il vescovo di San Marco Argentano-Scalea, Leonardo Bonanno, indagato perché avrebbe rivelato notizie coperte dal segreto proprio a don Francesco.
Dei soldi scomparsi – alcune stime parlano di due milioni di euro – non c’è traccia.
Ma la storia si arricchisce di un nuovo particolare, che non finisce nell’inchiesta ma fa discutere molto tra i monti della Sila. L’ospizio “San Vincenzo de’ Paoli”, che si trova al piano terra e al primo piano dell’abbazia, viene ceduto a titolo gratuito  a una società. Che si chiama proprio “San Vincenzo de’ Paoli srl”. La parrocchia, si legge nell’atto di cessione, era «proprietaria e titolare dell’attività di assistenza agli anziani, svolta da oltre 50 anni». Attività ceduta, il 3 maggio del 2006, alla srl che si era costituita quello stesso giorno. Per un dirigente del Comune, quella srl «esercita l’attività ricettiva di assistenza agli anziani fin dal 1946 ed è l’unica struttura operante sul territorio di San Giovanni in Fiore». Parere necessario per ottenere l’accreditamento. I livelli politici del Comune disconoscono l’atto e reclamano i locali della casa di cura. Ma, a sette di distanza, nulla è cambiato.
È un caso, quello della parrocchia di San Giovanni in Fiore, che si somma ad altri nei quali le procure hanno messo nel mirino la gestione dei denari da parte della Chiesa. A Paola i soldi delle offerte ai frati Minimi sarebbero scomparsi e poi riapparsi su conti privati e in speculazioni di borsa. A San Pietro in Amantea, invece, un parroco avrebbe fatto carte false pur di dare il via all’apertura di un museo dei cimeli tecnologici. Mentre, a pochi chilometri di distanza, a Serra d’Aiello, quel che resta dell’Istituto Papa Giovanni ricorda il caso più doloroso di utilizzo deviato dei fondi (pubblici) destinati a un’attività legata alla Curia di Cosenza: mentre i pazienti della struttura vivevano in condizioni assai poco dignitose, don Alfredo Luberto, responsabile delle finanze dell’Ipg, acquistava per sé dipinti di pregio e attrezzi per tenersi in forma. (0020)

La storia di copertina “Benedetti quattrini”, con i servizi di Roberto De Santo e Pablo Petrasso, è sul numero 115 del Corriere della Calabria, in edicola fino al 5 settembre.

http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/17252_in_edicola__benedetti_quattrini/

 

 
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Pubblicato da su 31 agosto 2013 in Notizie & Politica

 

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Cardarelli, chirurgo opera mentre ha l’infarto.


Claudio Vitale, 59 anni, primario nel reparto di Neurochirurgia all’ospedale Cardarelli ha portato a termine l´intervento su un ammalato di tumore al cervello nonostante un attacco cardiaco. Finito l’intervento è stato sottoposto ad “angioplastica” ed è stato ricoverato in Terapia intensiva. Ora stanno bene. Entrambi, medico e paziente
di Giuseppe Del Bello
«Non potevo abbandonare in un momento delicato. E non sono un eroe, ho solo fatto il mio dovere». Si schermisce e glissa sul fatto che ci poteva rimettere la vita, il neurochirurgo che ha continuato ad operare con un infarto addosso.Cardarelli, tarda mattina di lunedì scorso. Sul lettino del complesso di Neurochirurgia c´è un anziano paziente, affetto da “glioblastoma”. È un tumore che ha coinvolto una delicata area del cervello. Gli anestesisti gli infilano l´ago in vena, lentamente parte la soluzione che induce il sonno artificiale. Pronto, “lavato” come si dice in gergo tecnico e con la mascherina sul viso, c´è Claudio Vitale, il 59enne primario “incaricato”. Inizia l´intervento.

Tutto sembra filare liscio, ma Vitale a un certo punto accusa un dolore al petto. È molto forte. Una smorfia, il chirurgo continua. Pensa a un reumatismo, si concentra sul campo operatorio. Ma col passare dei minuti, quel pugno al centro del torace si fa sempre più stretto. Lo specialista intuisce la gravità. Può essere un attacco cardiaco. Lo dice ai collaboratori. Lo invitano a smettere, lui si rifiuta. C´è un´emorragia da dominare e Vitale acconsente solo a farsi fare un prelievo di sangue per avere conferma del sospetto. Dieci minuti e l´infermiere agita il referto: “Infarto posteriore”.

Il medico dovrebbe lasciare, ma da lui ancora un no deciso: «Prima finisco, poi mi ricovero». Sopporta il dolore e conclude l´intervento. Con successo. Nell´antisala è pronta la barella e trenta minuti dopo Vitale è sottoposto ad “angioplastica” per disostruire la coronaria. In serata è in Terapia intensiva. Ora stanno bene. Entrambi, medico e paziente.

http://napoli.repubblica.it/dettaglio/cardarelli-chirurgo-opera-mentre-ha-linfarto/1607055

 
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Pubblicato da su 30 agosto 2013 in Notizie & Politica

 

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DEPUTATI SCROCCONI: la Vezzali assente a 1041 votazioni su 1043.


valentina-vezzali-parlamentare

Valentina Vezzali è davvero una parlamentare da record: è riuscita a bucare finora 1041 votazioni su 1043 effettuate dalla Camera dei Deputati. Non male no? Solo due volte ha partecipato al voto, una ha marcato visita come “assente” e per il resto (1040) figura “in missione”. In missione dove? In pedana, ovviamente. Lì, infatti, è tornata a raccogliere medaglie d’oro con la maglia azzurra cosa di cui, per l’amor del cielo, le siamo tutti grati. Ma che c’azzecca questo con la seggiola (e lo stipendio) da deputata?
A inizio agosto, prima di partecipare ai Mondiali di Budapest, la Vezzali ha rilasciato un’intervista alla Stampa, in cui s’è difesa dicendo, in sostanza, che il parlamentare lo si può fare anche senza andare a Montecitorio. Perfetto: adesso proviamo ad applicarlo ad ogni mestiere, perché no? Si può essere professori senza andare in aula, si può essere operai senza andare in fabbrica, si può essere impiegati senza andare mai in ufficio… Non sarebbe un mondo meraviglioso? Purtroppo, spiace deludervi: non vale per tutti. Vale solo per le campionesse alla Vezzali, cui si perdona ogni cosa. Tanto è vero che i giornali la dipingono come un’eroina, che ha partorito a maggio e a giugno già era tornata a tirare di scherma, e via dunque con i “mamma da record”, “campionessa e madre” e iniezioni di grande entusiasmo.

Pensate un pò, dopo aver vinto la medaglia ai Mondiali è tornata a casa, a Senigallia, e si è fatta fotografare in riva al mare col passeggino: emozionante, no? Non si ferma davanti a nulla.. E, in effetti, sarebbe tutto perfetto, meraviglioso se Vezzali, mamma e campionessa, non avesse scelto, nel frattempo, anche di candidarsi nelle fila di Scelta Civica e di farsi eleggere deputata. Un impegno che richiede serietà, presenza, dedizione per rispetto degli italiani che le pagano il lauto stipendio alla fine del mese e si aspetterebbero in cambio qualcosa di più che il 99,71% di assenze ai lavori parlamentari. Ora Valentina, inebriata dalla nuova medaglia e dall’incenso dei giornali, ha già annunciato che continuerà fino alle Olimpiadi di Rio del 2016. Ne siamo felici e le garantiamo fin d’ora pieno sostegno e tifo appassionato. Ma in cambio lei ci deve un cosa: la lettera di dimissioni dal Parlamento. (Mario Giordano)

 
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Pubblicato da su 29 agosto 2013 in Notizie & Politica

 

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La Siria e la terza guerra mondiale – Massimo Fini.


Massimo Fini sulla Siria e l’intervento degli Stati Uniti

“La politica di potenza imperiale che gli Stati Uniti stanno esercitando a tamburo battente da quando non c’è più il contraltare dell’Unione Sovietica, e hanno quindi le mani libere, si maschera dietro questioni morali. La Siria è un Paese che dà fastidio, perché legata all’Iran, che è l’arcinemico, non si capisce poi bene il perché, degli Stati Uniti e di Israele. Tra l’altro non si sa affatto se Assad ha usato armi chimiche, ci sono gli ispettori ONU per questo, o l’ONU non conta nulla? Evidentemente non conta nulla perché quando serve c’è il cappello ONU, se non c’è il cappello ONU si aggredisce lo stesso. Questo è avvenuto in Serbia nel ’99, in Iraq nel 2003 e in Libia recentemente. Tutte azioni e aggressioni senza nessuna copertura ONU. Si dovrebbe per lo meno aspettare la relazione degli ispettori. C’è un precedente che dovrebbe consigliare prudenza, non dico agli Stati Uniti che non ne hanno, ma ai suoi alleati, ed è quello dell’Iraq, dove sostenevano che Saddam Hussein avesse le armi chimiche, di distruzione di massa, e poi non le aveva. Certo, lo sostenevano perché gliele avevano date loro a suo tempo, gli Stati Uniti, in funzione anti sciita e anti curda, però non le aveva più perché le aveva usate ad Halabja, gasando cinquemila curdi.
Chi sta combattendo in Siria?
Da una parte c’è il governo di Assad che, fino a prova contraria, è un governo legittimo, rappresentato all’ONU, e dall’altra parte c’è un coacervo di forze tra le più disparate, è difficile anche per gli analisti più attenti capire chi sono, sono tanti segmenti. Non Al Qaeda, che non esiste, ma ci sono gli jihadisti che sostengono una guerra totale all’Occidente, per esempio. Quindi l’intervento sarebbe controproducente, ma siccome gli americani si sono erti a poliziotti del mondo, che decidono chi ha torto e chi ragione, questo li spinge a intervenire comunque. Tra l’altro questa superiorità morale degli americani… John Kerry ha detto che quello che avviene in Siria è una oscenità morale, beh, l’oscenità morale secondo me è degli Stati Uniti. Chi ha usato veramente le armi di distruzione di massa? Parliamo del ’900 e di adesso: gli Americani a Hiroshima e Nagasaki. C’è da tenere presente che Nagasaki, cosa che non si sa, fu bombardata tre giorni dopo Hiroshima, per cui si sapeva che strage si faceva con la bomba atomica. Questo diritto morale degli americani di intervenire ovunque, non è una storia che nasce oggi, nasce per lo meno dalla Serbia, cioè dal ’99, continua con l’Iraq, con la Libia, senza contare le due aggressioni alla Somalia, una nel 2002 e l’altra attraverso l’Etiopia nel 2008 – 2009.
Chi finanzia i ribelli?
Li finanziano l’Arabia Saudita, la Francia, gli stessi Stati Uniti. Siccome utilizzano la loro potenza dietro lo schermo della moralità, il fatto che sia possibile che Assad abbia usato armi chimiche li costringe a intervenire, Obama aveva tracciato una linea rossa, ma chi lo autorizza a tracciare linee rosse in altri paesi? Gli americani hanno sfondato un principio di diritto internazionale che era valso fino a qualche decennio fa, della non ingerenza negli affari interni di uno Stato sovrano. I diritti umani sono il grimaldello con cui in realtà intervengono dove vogliono e quando vogliono, anche perché non hanno più contraltare, la Russia non è più una superpotenza. Siamo costretti a rimpiangere tutto, anche la vecchia e cara Unione Sovietica, perché almeno faceva da muro alla poi potenza di costoro. La cosa curiosa, che in questa diciamo compagnia di gente molto morale, molto democratica, c’è l’Arabia Saudita che è nota per essere un Paese rispettoso dei diritti umani, soprattutto quelli delle donne, quindi già questo dice quale sia la vera situazione?
Gli inglesi hanno responsabilità enormi in Medio Oriente, se tu vai, per esempio, a Teheran senti dire morte agli inglesi, comprendono anche gli americani, ma in particolare gli inglesi, perché? Perché hanno fatto il bello e cattivo tempo per un secolo in quella regione, potenza coloniale come erano. Mi ricordo che il sindaco di Londra, Livingstone, molto amato dai sui cittadini, dopo gli attentati londinesi, di qualche anno fa (attribuiti a Al Qaeda, in realtà erano terroristi locali) disse “Sì, certo, gli attentati terroristi sono inaccettabili, però se gli arabi avessero fatto in Gran Bretagna quello che abbiamo fatto noi per un secolo nel mondo arabo io sarei un terrorista inglese”. Gli inglesi marciano di conserva con gli americani, si può anche capire per i legami, quello che non si capisce è la Francia, con queste sue idee di grandeur che abbiamo visto quanto valessero durante la seconda guerra mondiale, la linea Maginot aggirata in cinque giorni. Adesso che può agire liberamente siano socialisti, come Hollande, o conservatori come Sarkozy fa una politica di potenza.
In Libia è stata soprattutto la spinta francese a combinare il disastro, perché sparito Gheddafi si sono scatenate faide interne di tutti i tipi. Le armi di Gheddafi sono finite ovunque, poi i francesi sono intervenuti in Mali perché gli islamisti stavano conquistando il Mali e questo non gli andava bene perché il dittatore maliano era un loro alleato.
La superiorità tecnologica occidentale permette di tutto. Lo scandalo maggiore (non è argomento di questa conversazione) è l’Afghanistan, dove da 12 anni il segretario di stato americano John Kerry ha detto che dopo questa vicenda di Damasco, di questo quartiere, vedendo il padre che cercava di salvare i figli si è messo a piangere. Perché non piange per le migliaia di bambini e bambine uccisi in Afghanistan per a bombardamento dissennati della Nato, americani in testa, di cui noi peraltro italiani siamo complici!
Possibili sviluppi?
Se intervengono militarmente il rischio è che si scateni la terza guerra mondiale, perché credo che l’Iran, alleato della Siria, non resterà inerte, e anche la Russia non potrà rimanere ferma e comunque si incendia tutta la regione. Tutti questi interventi si sono sempre risolti in altri massacri, prendiamo l’Iraq, l’intervento americano ha causato direttamente o indirettamente tra i 650 mila e 750 mila morti! Il calcolo è stato fatto molto semplicemente da una rivista medica inglese che è andata a vedere i decessi durante l’epoca Saddam e i decessi durante il periodo dell’occupazione americana e quindi la cifra più o meno è questa. Quello che è peggio è che avendo squinternato questo paese si è scatenata una guerra tra sunniti e sciiti che causa centinaia di morti la settimana, di cui nessuno parla, perché intanto chi se ne frega! Ormai gli occupanti americani non ci sono più.
Quindi ogni intervento cosiddetto umanitario si risolve in una strage umanitaria. E’ quello che è successo quando intervennero gli americani e parte degli europei nella guerra Iraq – Iran. Gli iraniani stavano per conquistare Bassora che avrebbe voluto dire la caduta immediata di Saddam Hussen. Si disse che non si poteva permettere alle orde iraniane di entrare a Bassora, perché quelle degli altri sono sempre orde, che cosa ha causato questo intervento? La guerra che sarebbe finita nell’85 con un bilancio di mezzo milione di morti è finita tre anni dopo con un bilancio di un milione e mezzo di morti. Saddam Hussein che sarebbe caduto all’istante con la conquista di Bassora è rimasto in piedi pieno di armi fornite dagli Stati Uniti e dagli occidentali. Che cosa fa una rana con un grattacielo di armi sopra? La rovescia nel primo posto che gli capita, quindi Kuwait e quindi Prima Guerra del Golfo.
La storia dei missili intelligenti è grottesca. La prima volta che comparvero questi bombe chirurgiche, missili intelligenti, fu nella Prima Guerra del Golfo, nel ’90, ebbene questi missili intelligenti e bombe chirurgiche hanno fatto 166 mila morti civili, di 33 mila bambini, che non sono meno bambini dei nostri bambini. E’ un dato che continuo a ripetere, quando posso, è un dato accertato, perché è uscito da una fonte insospettabile, che è il Pentagono. E questi sono i missili intelligenti e gli interventi mirati? Non si può credere agli americani né sulle armi chimiche, perché c’è il precedente Iraq, e non si può credere ai missili mirati perché mirati non sono affatto.
L’intervento è illegittimo da tutti i punti di vista. C’è sempre la storia dei due pesi e due misure. In Egitto un governo eletto democraticamente è stato abbattuto dall’esercito finanziato dagli Stati Uniti da sempre, per cui c’è stato un colpo di Stato, ma lì si sta zitti, perché i Fratelli Musulmani non sono nostri amici, anche se non sono affatto estremisti. Secondo me nelle guerre civili bisognerebbe che fosse il verdetto del campo a decidere, a un certo punto se Assad è effettivamente detestato dalla sua popolazione prima o poi cade, deve essere il campo a decidere, ma qualunque intervento esterno in realtà non fa che aggravare e complicare la situazione. Perché poi gli uni portano le armi a quelli, gli altri a quelli altri e così via e la cosa si prolunga invece di finire in tempi ragionevoli.
Le uniche soluzioni lecite sono quelle diplomatiche, quando si possono fare, se non ci sono le due parti hanno diritto di battersi.Adesso non c’è neanche più il diritto di battersi. Io non so se in Siria abbia più ragione Assad a difendere il suo potere o gli altri a volerlo abbattere, è il campo che deve decidere, perché sennò si creano sempre situazioni totalmente provvisorie. È come la Bosnia, appunto, che può esplodere in ogni momento, perché è stata una soluzione totalmente artificiale, anche se questo è un altro discorso.”

 
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Pubblicato da su 29 agosto 2013 in Notizie & Politica

 

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Calabria: Esasperato da attesa tenta dare fuoco pronto soccorso, fermato.


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Reggio Calabria – Un uomo di una sessantina d’anni ha gettato del liquido infiammabile davanti la porta del pronto soccorso di Reggio. Probabilmente l’uomo era esasperato dalla lunga attesa al pronto soccorso e avrebbe tentato di darvi fuoco, cospargendo di benzina, contenuta in una tanica, l’ingresso del pronto soccorso degli Ospedale Riuniti di Reggio Calabria. L’uomo è stato bloccato da un’infermiera e consegnato alla polizia. Gli investigatori stanno adesso cercando di ricostruire con certezza quanto avvenuto.

 
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Pubblicato da su 28 agosto 2013 in Notizie & Politica

 

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Il sondaggio shock RKW: Movimento 5 Stelle al 31,3%.


Il sondaggio RKW di cui non sono ancora note le fonti attendibili, rivela il M5S al 31%.

Il sondaggio shock RKW: Movimento 5 Stelle al 31,3%.

Dal sito online dell’“Infiltrato” e su “Intopic”, Dall’istituto RKW tedesco arriva il sondaggio shock che in Italia viene occultato: il Movimento 5 Stelle vola al 31%.

Nonostante i sondaggi dei vari istituti italiani danno un crollo significativo dei consensi del M5S, dalla Germania emergono risultati totalmente diversi, infatti, dal sondaggio shock dell’istituto RKW, realizzato mediante interviste telefoniche sulle intenzioni di voto relative ai primi 3 partiti in Italia, M5S, Pd e Pdl, il Movimento di Beppe Grillo sarebbe al31,3%, contro il 25,5% di febbraio.

Dai sondaggi esteri, dunque, i pentastellati, avrebbero guadagnato dopo le elezioni politiche 2013, ben 6 punti di percentuale in soli 70 giorni, alla faccia del crollo significativo a causa dei dissidi e contrasti interni dei neo eletti riguardo il taglio degli stipendi.

Infatti, dal sondaggio shock, i dati mostrano il Pd al 18,6% contro il 25,4% di febbraio, con la perdita di 7 punti percentuali, e il Pdl al 25,4%, contro il 21,6%, con una crescita di soli 4 punti percentuali, e il M5S al 31,3%, con una crescita di 6 punti.

Intanto i contrasti interni del M5S sembrano essere stati risolti in queste ore, infatti, Beppe Grillo ha dichiarato dal suo blog: “Siamo al 30%, ci prenderemo tutto il Paese alle prossime elezioni. Ce lo prenderemo in macerie, saremo la Protezione Civile di questo Paese. Però non voglio più vedere quelle facce, questi dilettanti che stanno nei palazzi dei 20 anni”.

Dunque, dai risultati del sondaggio shock europeo, in confronto a quelli di altri istituti italiani, emergono due scenari completamente diversi, come se si trattasse di due Paesi diversi, infatti, i sondaggi ufficiali italiani danno il M5S al terzo posto in caduta libera, mentre il Pdl in una grande rimonta, insomma, dai sondaggi italiani, lo scomodo, Movimento 5 Stelle, unica opposizione in Italia, sarebbe in costante perdita di consensi, e avrebbe subito un forte calo dei consensi, sia dai dati dell’istituto Tecnè, sia per Swg e sia per Emg.

Per scoprire la realtà, e quale scenario sia davvero rappresentativo delle intenzioni di voto degli italiani, si dovranno attendere le prossime elezioni politiche.

continua su: http://www.fanpage.it/il-sondaggio-shock-rkw-movimento-5-stelle-al-31-3/#ixzz2d1CZ5pmv

 

 
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Pubblicato da su 25 agosto 2013 in Notizie & Politica

 

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Sciopero della fame, Monti visita Pannella: “E’ combattivo”


Il presidente del Consiglio è stato nella clinica dove il leader radicale è ricoverato a causa della sua protesta per le condizioni dei detenuti. Il colloquio ha riguardato i temi della legalità, della giustizia e della situazione carceraria.

Mario Monti ha fatto visita a Marco Pannella alla clinica Santa Maria della Mercede per informarsi delle sue condizioni di salute e incoraggiarlo a desistere dallo sciopero della fame e della sete

 
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Pubblicato da su 22 agosto 2013 in Notizie & Politica

 

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Il Resto del Caffè

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