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Archivio mensile:febbraio 2014

Nigeria, chiuso ristorante: serviva ai clienti carne umana.


Il blitz della polizia è scattato dopo una soffiata che ha permesso di trovare in un frigo due teste avvolte nel cellophane.

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Se rientrate fra quelli che di fronte a un hamburger si chiedono cosa ci sia dentro, non leggete… In Nigeria l’incubo infatti sembra diventato realtà dopo che un ristorante è stato chiuso per il sospetto che i piatti fossero in parte preparati con carne umana. Il blitz della polizia è scattato dopo una soffiata che ha permesso di trovare in un frigo due teste umane avvolte nel cellophane.

La notizia è riportata dal sito nigeriano in lingua inglese “The Osun Defender”.

Il macabro ritrovamento è avvenuto in un hotel di Anambra nel sud est della Nigeria. Il proprietario del resort e altre 10 persone sono state arrestate. (TGCOM)

http://www.lameziainstrada.it/mondo/cronaca/nigeria-chiuso-ristorante-serviva-ai-clienti-carne-umana.html

 
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Pubblicato da su 21 febbraio 2014 in Notizie & Politica

 

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In Calabria è già primavera.


In molti hanno scelto di trascorrere la domenica nelle località costiere. E qualcuno azzarda anche il primo tuffo.

Anticipo di primavera in tutta la Calabria e subito scatta la corsa verso il mare. Le temperature hanno raggiunto anche i venti gradi e c’è chi ha provato a fare il primo bagno della stagione. La terza domenica di febbraio ha consegnato una grande sorpresa a tutti i calabresi i quali hanno raggiunto le principali località turistiche della costa Jonica e tirrenica per godersi il mare ed il sole. Sulle strade statali e sull’autostrada Salerno – Reggio Calabria il traffico è regolare.

 
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Pubblicato da su 16 febbraio 2014 in Relax & Turismo

 

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Lamezia: Violenta anziana donna, arrestato 47enne.


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Lamezia Terme – Un cittadino rumeno, Sorinel Plesescu di 47 anni, è stato arrestato dai carabinieri della Stazione di Gizzeria Lido reo di aver usato violenza e costretto con la forza un’anziana donna di 83 anni ad avere un rapporto sessuale con lui. Le indagini hanno evidenziato come l’uomo si sia in un primo momento approfittato dell’ingenuità della donna introducendosi illecitamente all’interno dell’abitazione della vicina con la scusa di ricevere due euro. I militari soccorsi sul posto insieme alla polizia municipale locale si trovati difronte l’anziana signora, ancora riversata sul letto, in evidente stato di shock. La signora tremante e indifesa, ha confermato sin da subito l’aggressione subita a sfondo sessuale.

La donna aveva cercato con tutte le forze di difendersi dall’attacco dell’uomo, riuscendo a prendere un coltello da cucina, nel tentativo di liberarsi dell’aggressore, il quale era riuscito a disarmarla, facendole cadere il coltello sul pavimento e creandole altre lesioni sul polso e sulla mano destra. La violenza dell’azione è stata interrotta dall’attenzione dei vicini, che accorsi dopo aver sentito le urla della signora, hanno immobilizzato l’uomo. Plesescu è stato arrestato e condotto in carcere come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

 
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Pubblicato da su 9 febbraio 2014 in Notizie & Politica

 

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Le cifre della nuova “tassa sui telefonini”.


Una nuova tassa potrebbe abbattersi sull’hitech. A essere colpiti saranno smartphone, tablet, computer fissi e mobili. Ma anche chiavette Usb, hard-disk esterni, Tv con funzione di registratore e decoder. In pratica tutti i dispositivi elettronici che funzionano da archivi digitali. Uno sgradito balzello (vedi tabella), ancora una volta a carico degli utenti finali. Andrebbe da 5,20 euro per i nuovi smartphone e tablet che acquisteremo in futuro, fino a toccare 40 euro per i decoder con memoria interna da 400 GB. Dunque una cifra che peserà maggiormente sui dispositivi low cost. Una manovra maldestra che potrebbe indebolire i prodotti di fascia bassa. Non solo. Da notare che la tassa, incidendo sul prezzo finale dei prodotti, è gravata della nuova aliquota Iva al 22%. Il termine “burocratese” con cui si definisce è: «Rideterminazione dei compensi per copia privata». Tuttavia al ministro Massimo Bray, responsabile del ministero dei Beni, Attività culturali e Turismo, spetta l’ultima decisione e al momento ha bloccato la tassa in attesa di sentire tutte le parti in causa per poi decidere.

UN BALZELLO QUINTUPLICATO – L’imposta infatti non è nuova. Forse non ce ne siamo accorti, ma la paghiamo già. Soltanto che gli importi per gli smartphone sono di 90 centesimi. E fino a oggi nulla è dovuto per i tablet. Le cifre sono previste dal Decreto del 30 dicembre 2009 che ne stabiliva il periodico aggiornamento, per adeguarle allo sviluppo delle tecnologie digitali. Ma perché dobbiamo pagare? Secondo quanto stabilisce la Siae (Società italiana autori editori): «In cambio della possibilità di effettuare una copia personale di registrazioni, tutelate dal diritto d’autore». Dunque per fare una copia di contenuti audio-video di cui siamo già legittimi proprietari. Per esempio per portare la compilation di Cd e Dvd su un secondo dispositivo personale come un lettore Mp3, smartphone o tablet. Ma anche un programma Tv, un cartone animato e un filmato (anche di YouTube) che riversiamo su un hard disk esterno. Gli incassi Siae servono dunque per compensare i mancati introiti degli autori. E ora si richiede un rinnovo delle cifre per il cosiddetto “equo compenso”. «Fino a oggi gli importi erano ragionevoli – spiega l’avvocato Maurizio Iorio, presidente Andec Confcommercio, l’associazione che raggruppa i maggiori produttori hitech – ma con il nuovo adattamento tariffario in molti casi risultano più che quintuplicati».

200 MILIONI DI EURO PER IL 2014 – La posta in gioco, se le cifre restassero quelle proposte, non è da poco. Facciamo due conti spicci. Le stime di acquisto del comparto hitech in Italia per il 2014 parlano di 16 milioni di nuovi smartphone. A cui aggiungere, nonostante la crisi, almeno 8 milioni di tablet (tra mini e 10 pollici) e circa 10 milioni tra computer (desktop, notebook, ultrabook) e Tv. Queste ultime ormai hanno integrate in maggioranza una porta Usb, dunque sono soggette alla tassa. Fatta la somma e moltiplicata per un importo medio di almeno 5 euro viene una cifra superiore a 160 milioni di euro. Aggiungendo chiavette Usb, hard-disk e decoder si raggiungono facilmente 200 milioni di euro. Guardando la tabella si notano due strane distonie. La prima. Per una memoria o hard-disk integrati in un decoder di qualsiasi tipo satellitare e digitale terrestre, la cifra da pagare risulta 32,20 euro (39,28 euro con Iva). Un prezzo esorbitante che rischia di mettere fuori mercato questi apparecchi. La seconda stranezza riguarda la voce “telefonino”. Ebbene, diminuisce la tassa per i mobile-phone, quelli per intenderci con i tasti e senza funzione di archiviazione. I 90 centesimi di adesso, passerebbero a 50 centesimi. In Rete,sono in tanti a pensare che il nuovo balzello sia voluto dalla Siae per compensare il calo di entrate dovuto alla pirateria online. E si chiedono: «Con quali criteri gli introiti vengono destinati agli autori?» Una domanda lecita a cui vanno date risposte chiare. Non in linguaggio burocratese. Ma questa è un’altra storia.

«NESSUNA TASSA » – Dal ministero, comunque, si precisa che «le ipotetiche tariffe pubblicate in merito agli aumenti di costo sono infondate» e si e assicura che il ministro Bray sta lavorando a una soluzione condivisa». La norma a cui si fa riferimento, spiegano dal Mibact, «è quella relativa all’equo compenso per i produttori di contenuti, regolata attraverso decreto ministeriale, in attuazione di una norma vincolante europea che impone rinnovi triennali. Il precedente decreto del 2009 è già scaduto e il ministro Massimo Bray sta lavorando a una soluzione condivisa, nel rispetto e nella difesa del valore del diritto d’autore, ascoltando tutte le categorie interessate per raggiungere una decisione equilibrata nell’interesse degli autori, dei produttori di smartphone e tablet e, soprattutto, dei cittadini fruitori degli stessi».

Fonte: corriere.it

http://www.associazionedifesaconsumatori.it/news/le-cifre-della-nuova-tassa-sui-telefonini/

 
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Pubblicato da su 5 febbraio 2014 in Notizie & Politica

 

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In Negozio da questa estate si pagherà con il cellulare.


Sarà quest’estate, con tutta probabilità, il momento della verità dei pagamenti mobili, intesi in due sensi: possibilità di fare e ricevere pagamenti elettronici in mobilità tramite cellulare. Lo dicono varie notizie di questi giorni. Da una parte, nell’attuale testo del Milleproroghe (appena passato dal Senato alla Camera) viene fissato al 30 giugno 2014 l’obbligo, per negozianti e professionisti, ad accettare pagamenti via bancomat oltre a 30 euro e quindi a dotarsi di Pos. È un ambito già presidiato da aziende tecnologiche, come Vodafone, Jusp, Payleven, che stanno offrendo un modo economico per adeguarsi: tramite apparecchi che, collegandosi a uno smartphone, lo trasformano in lettore Pos.

In questo stesso periodo, Poste Mobile si sta preparando a lanciare servizi Nfc (pagamenti wireless nei negozi) su ampia scala, grazie a nuove sim che derivano dal suo trasformarsi in operatore mobile virtuale completo (“Full Mvno”), a partire da giugno.
In un modo e nell’altro, insomma, il cellulare diventerà protagonista di un nuovo corso per i pagamenti italiani, soprattutto per quelli di piccolo importo: verso l’abbandono graduale del contante. Passaggio ormai non più rimandabile, com’è emerso anche nel recente convegno romano organizzato dall’associazione CashlessWay. Alla presenza di rappresentanti di Abi, Agenzia delle Entrate, Jusp si è ribadito che la massiccia adozione di carte di debito per pagamenti anche di piccole entità garantirebbe al sistema Paese risparmi annui per 40 miliardi di euro, pari a 3 punti di Pil.

È lo spirito che ha portato all’obbligo del pos. La norma era contenuta nel Crescita 2.0 (il decreto dell’Agenda Digitale) ed è andata incontro a parecchi ritardi nell’attuazione. L’uscita dall’impasse c’è stata a gennaio con la pubblicazione di un decreto attuativo Mise-Mef (previsto dal Crescita 2.0) che contiene le modalità per l’obbligo del pos. Si indica che i pagamenti Pos sono obbligatori per importi superiori a 30 euro e comunque per aziende che fatturano almeno 200 mila euro. Nell’ultimo decreto è specificato che entro giugno un altro decreto dovrebbe indicare le modalità per i pagamenti sotto i 30 euro, anche con l’uso di tecnologie mobili, e per le aziende che fatturano meno di 200 mila euro. Nel frattempo però il Milleproroghe sta spostando al 30 giugno la data in cui scatterà il primo obbligo, che invece- per il decreto Mise-Mef- sarebbe dovuto valere dal 30 marzo.

Le offerte per gli esercenti

Vodafone ha lanciato il dispositivo Mobile Pos, in partnership con Intesa San Paolo e Setefi, appunto prevedendo il futuro obbligo per gli esercenti. È un lettore che si collega a smartphone e tablet via bluetooth. Nei dispositivi mobili c’è tutta l’intelligenza necessaria per l’operazione e quindi il lettore può essere semplice, low cost. Questo espediente abbassa i costi per gli esercenti. L’offerta parte da un costo base di 12 euro mensili, che include un tablet di nuova generazione, 4 GB di traffico internet, il servizio Vodafone Rete Sicura (che protegge la navigazione internet direttamente sulla rete) e il lettore Pos che di per sé non ha canone né costi di attivazione (il cliente paga una percentuale sulle transazioni, in base all’utilizzo effettivo). I normali mobile pos hanno un canone invece di 20-25 euro al mese, più il costo di commissione.

 di Alessandro Longo

fonte: sole24ore.it

http://www.associazionedifesaconsumatori.it/news/negozio-da-questa-estate-si-paghera-con-il-cellulare-ecco-le-offerte-arrivo/

 
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Pubblicato da su 5 febbraio 2014 in Notizie & Politica

 

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