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Archivi categoria: Notizie & Politica

Picchia e narcotizza anziano per rapinarlo, arrestata badante a Crotone


Crotone – E’ stata arrestata dai Carabinieri la trentacinquenne, Angela Alupoae, badante rumena, che ieri mattina, dopo aver narcotizzato e picchiato un anziano ultraottantenne invalido, abitante a Crotone ce on la moglie costretta a letto per gravi patologie degenerative, si era impossessata dei pochi risparmi, circa 200 euro, e di monili d’oro, compresi gli anelli del 50° anniversario di nozze, che la coppia teneva in casa, facendo poi perdere le proprie tracce.

La donna, che è accusata di rapina e lesioni personali pluriaggravate, per la condizione di minorata difesa della coppia di anziani e dell’abuso della relazione domestica, si trova ora  nel carcere femminile di Castrovillari. L’intero bottino è stata recuperato e restituito agli anziani. I Carabinieri da subito si erano messi alla ricerca della badante in tutta la Provincia di Crotone, catturandola in nottata in una casa cantoniera di campagna occupata da altri connazionali.

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Pubblicato da su 14 ottobre 2016 in Notizie & Politica

 

Devastata la famiglia di Cristian Casili nel tremendo incidente di Fasano. Proclamato il lutto cittadino.


fasanoNARDO’ – E ‘ con immenso sconcerto che comunichiamo una di quelle notizie che non vorremmo mai dare: nell’incidente di Fasano hanno perso la vita la figlioletta del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Cristian Casili, di soli tre anni, e entrambi i suoceri. La piccola è deceduta nell’ospedale di Ostuni dove era stata trasportata in condizioni ormai disperate. La moglie di Cristian, Marta Muscatello, è ricoverata in ospedale. Una quinta persona presente in auto, una anziana parente, è anche deceduta. La famiglia tornava da Ostuni. Il sindaco di Nardò, Marcello Risi, ha proclamato il lutto cittadino.

Un gravissimo e sanguinoso incidente stradale sulla Brindisi-Bari. Quattro auto coinvolte a causa dello sconfinamento di un tir.

Un incidente stradale con cinque morti, tra cui una bimba, e diversi feriti si è verificato lungo la statale 379 che collega Brindisi a Bari, all’altezza di Fasano dove un autoarticolato con una cisterna carica d’olio si è ribaltato superando lo spartitraffico e finendo di traverso sulla carreggiata. Tre le macchine coinvolte. Diversi i feriti in condizioni molto gravi. Il conducente dell’autoarticolato è rimasto illeso. Il tratto della superstrada è al momento chiuso.

Oltre all’autocisterna che trasportava circa 270 quintali di olio, il cui conducente è rimasto illeso. Quattro delle vittime, appartenenti ad una famiglia di Tuglie (Lecce),  viaggiavano a bordo di una Opel Zafira. ​Tra le le vittime della Zafira ci sono Vito Muscatello e Rosetta Minerva. La bimba è morta nell’ospedale di Ostuni. La quinta vittima era su una Toyota Aygo, mentre tre persone che viaggiavano su una Opel Corsa sono tutte sopravvissute. Una donna è ricoverata all’ospedale Perrino di Brindisi, in condizioni piuttosto serie.
I vigili del fuoco del distaccamento di Ostuni sono intervenuti con il supporto di un’autogru per sollevare l’autoarticolato. I rilievi vengono eseguiti dalla polizia stradale di Brindisi.

Apprendiamo l’agghiacciante notizia della tragica scomparsa della figlioletta e dei suoceri del consigliere regionale Cristian casili. Tutta la città si stringe, colpita e commossa, attorno a Cristian. Preghiamo per la dolcissima bambina e per le altre vittime dell’incidente. A Nardò è proclamato il lutto cittadino.
Marcello Risi


Mi scoppia il cuore. Il dolore mi assale. Non ci voglio credere. A fianco con gli occhi, le braccia e il cuore al mio fratello Cristian Casili. Ovviamente il comizio di mercoledì è annullato. L’ultima volta in quella piazza parlai al suo fianco, dopo di lui. Ho chiesto al sindaco Marcello Risi l’indizione del lutto cittadino. Ora ho voglia solo di stringermi forte a Lui e alla sua famiglia.
Pippi Mellone


Sono notizie che lasciano sconvolti. Non ci sono parole per commentare simili tragedie. Sono vicino fraternamente a Cristian Casili, per la tragedia che lo ha colpito.
Giovanni Siciliano – Consigliere Regionale

 
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Pubblicato da su 12 dicembre 2015 in Notizie & Politica

 

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Calabria: uccide moglie a coltellate e si suicida.


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Cosenza – Un uomo ha ucciso la moglie a coltellate e si suicidato subito dopo. E’ successo nel tardo pomeriggio in un appartamento ad Arcavacata di Rende, nel cosentino. L’omicidio-suicidio, secondo le prime notizie, si è verificato al termine di una lite. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Le liti tra marito e moglie, secondo quanto si è appreso, negli ultimi tempi sarebbero state frequenti. All’origine vi sarebbe stata l’intenzione della donna di separarsi. Decisione che l’uomo non avrebbe accettato.

Lui carabiniere, si è sparato

Era un appuntato scelto dei carabinieri l’uomo che nel tardo pomeriggio ha ucciso la moglie a coltellate e si è suicidato a Rende. L’uomo, Francesco De Vito, 47 anni, si è sparato con la pistola d’ordinanza. Era nell’Arma da una ventina d’anni e adesso prestava servizio alla Compagnia di Paola. La moglie, Fiorella Maugeri, di 43 anni, di origine siciliana, era casalinga. La coppia aveva una figlia di 17 anni ed un ragazzo di 15. L’omicidio-suicidio è avvenuto nella villetta a due piani della coppia.

Figlia in casa, ha sentito urla

La figlia diciassettenne di Francesco De Vito, l’appuntato dei carabinieri che oggi ha ucciso la moglie, Fiorella Maugeri, a coltellate e si è ucciso sparandosi, era in casa durante le fasi drammatiche dell’ omicidio-suicidio ma non avrebbe assistito alla scena. La ragazza, secondo quanto si è appreso, era in casa quando è cominciata la lite tra i genitori. La madre l’ha fatta salire al piano superiore della villetta in cui la famiglia abita. Poi, sentendo urlare più forte, la ragazza è scesa nuovamente ed ha trovato la madre riversa a terra nel sangue. Mentre stava telefonando al 118 ha sentito il colpo che il padre si è sparato con la pistola d’ordinanza. Il figlio quindicenne della coppia, invece, era fuori casa.

 
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Pubblicato da su 4 maggio 2015 in Notizie & Politica

 

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Il M5S di Lamezia Terme chiede l’avvio della somministrazione del farmaco contro l’Epatite C.


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Il Meetup di Lamezia Terme sostiene i propri parlamentari M5S Paolo Parentela, Dalila Nesci e Federica Dieni che hanno scritto al Governatore della Calabria Mario Oliverio ed al Dirigente regionale del Dipartimento Tutela della salute e Politiche sanitarie Dr. Bruno Zito esortandoli ad assumere tutte le iniziative affinché, con la massima urgenza, anche in Calabria si permetta l’avvio della somministrazione del Sovaldi, farmaco capace di sradicare il virus dell’Epatite C in sole 12 settimane di somministrazione e recentemente inserito dall’Aifa nel prontuario dei farmaci.
«Soltanto Calabria, Sicilia, Molise e Campania – commentano i Cinque Stelle – non hanno attivato il programma di dispensazione del farmaco, né avrebbero ancora individuato i centri utilizzatori del medicinale. Questo rischia di generare tensione tra i pazienti, nonché una odiosa disparità di trattamento, violando i supremi principi costituzionali di tutela della salute e di uguaglianza. Anche perché il farmaco costerebbe, al cittadino che decidesse di acquistarlo di tasca propria, ben 70mila euro».

Il Meetup di Lamezia, Parentela, Nesci e Dieni aggiungono: «La Calabria è la regione d’Italia con il più alto tasso di positività al virus dell’epatite C, per questo motivo c’è bisogno che il governatore Oliverio accolga celermente il nostro invito a far si che anche la nostra regione attivi urgentemente il programma di dispensazione del farmaco e individui i centri utilizzatori del medicinale». I parlamentari M5S hanno provveduto a depositare anche un’interrogazione parlamentare al Ministro Beatrice Lorenzin per chiedere «se non ritenga opportuno assumere tutte le iniziative affinché, con la massima urgenza, si permetta l’avvio della somministrazione del nuovo farmaco antivirale per l’epatite C in tutte le Regioni italiane». «Il ministero – concludono i Cinque Stelle – deve verificare se effettivamente il farmaco in commercio possa essere venduto ad un costo inferiore, così da costare molto meno al sistema sanitario italiano».
«Il ministero – concludono i Cinque Stelle – deve verificare se effettivamente il farmaco in commercio possa essere venduto ad un costo inferiore, così da costare molto meno al sistema sanitario italiano».

Fonte:http://www.lameziainstrada.it/in-citta/politica/il-meetup-di-lamezia-terme-parlamentari-m5s-chiedo-lavvio-della-somministrazione-del-farmaco-contro-lepatite.html

 
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Pubblicato da su 27 febbraio 2015 in Notizie & Politica

 

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REDDITO CITTADINANZA: M5S, CAMUSSO SPIEGHI LA CONTRADDITTORIA AVVERSIONE DELLA CGIL.


“Oggi in Commissione Lavoro nel corso della audizioni sul Jobs Act, la segretaria della CGIL Susanna Camusso ha dichiarato la necessità di introdurre misure di tutela per coloro che vivono sotto la soglia di povertà. Nella stessa Commissione del Senato, è in discussione da dieci giorni la proposta di legge del M5S sul Reddito di Cittadinanza che permetterebbe a 9 milioni di cittadini che vivono sotto la soglia di povertà di raggiungere un reddito di almeno 780 euro netti mensili. Cittadini che verrebbero avviati al tempo stesso ad un percorso di formazione e reinserimento nel mondo del lavoro e al tempo stesso seguirebbero un progetto di impegno settimanale per la collettività” lo dichiara Nunzia Catalfo, capogruppo M5S in Commissione Lavoro.
“Una misura quella del Reddito di Cittadinanza che è necessaria per rendere illegale la povertà e strappare milioni di cittadini dalle grinfie del potere di intermediazione delle mafie e del voto di scambio come ribadito da don Luigi Ciotti e Libera” continua la Catalfo. “La Camusso spieghi per quale motivo il rappresentante della Cgil ascoltato in audizione al Senato la scorsa settimana , in maniera contraddittoria ha avversato la nostra proposta di legge sul reddito di cittadinanza – continua la rappresentante del M5S. “Una assurda contrarietà, dal momento che sul provvedimento esistono tutte le coperture finanziarie, così come certificato dalle Commissione Bilancio di Senato e Camera” prosegue l’esponente del M5S. “Ribadiamo la necessità di un confronto pubblico con la Cgil su Reddito di cittadinanza e Jobs act” conclude la Catalfo.

 
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Pubblicato da su 20 gennaio 2015 in Notizie & Politica

 

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Caro Renzi, purtroppo per te, non siamo tutti scemi.


Caro Renzi, non mi convincerai a dirti grazie per il fatto che ogni mese mi darai soldi che sono già miei. Non te lo dirò perché è come se dovessi dirti grazie dopo che mi fotti la macchina e me la ridai un poco per volta. E senza finestrini, per giunta. Caro Renzi, non mi convincerai a dirti grazie per il fatto che stai togliendo la tutela dell’articolo 18 a “quelli più tutelati” di me, che ho un contratto precario. Non te lo dirò perché l’equiparazione dei diritti si fa al rialzo, non al ribasso. Caro Renzi, non mi convincerai a darti il voto perché sei veloce, preciso e arrivista. Spesso, queste tre caratteristiche sono quelle che fanno di un uomo un robot e noi abbiamo bisogno di uomini al governo, non di macchine. Caro Renzi, non mi convincerai a darti il voto perché “c’è bisogno di larghe intese”. Io, con alcuni personaggi con cui stai facendo patti più o meno segreti, non ho niente da “intendermi”.

Stefano Mazzara

Fonte:http://ilrestodelcaffe.com/2014/10/07/caro-renzi-purtroppo-per-te-non-siamo-tutti-scemi/

 
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Pubblicato da su 20 gennaio 2015 in Notizie & Politica

 

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Lamezia: Immigrati puliscono torrente Piazza e trovano diverse trote.


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Lamezia Terme – Prosegue l’opera di bonifica dei corsi d’acqua da parte dei migranti ospiti della cooperativa Malgrado Tutto di Lamezia che ha stipulato, nei mesi scorsi, una convenzione con il Comune per la pulizia delle aree verdi. Avevamo già segnalato ieri, con un precedente articolo, lo stato di scarsa pulizia dei corsi d’acqua che attraversano la città. Tra i torrenti fotografati e menzionati nel precedente articolo, anche il Piazza nel cui alveo, nei pressi del parco Mastroianni, è proseguita l’opera di pulizia della Malgrado Tutto già iniziata a valle nei pressi del rilevato ferroviario.

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C’è da sottolineare che la pulizia dell’alveo dei torrenti è di competenza provinciale ma la cooperativa ha comunque voluto contribuire all’opera di bonifica in considerazione dell’eccessiva scarsa manutenzione in cui versano tutti i corsi d’acqua del territorio. Una pulizia che si è anche rilevata “fortunata” considerato il fatto che, proprio durante le operazioni di bonifica, alcuni immigrati hanno “pescato” lungo gli argini del torrente Piazza diverse trote dal peso di circa 1 kg ciascuna.

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REAZIONI

Amministrazione comunale plaude al lavoro svolto dalla Malgrado Tutto ed i suoi ospiti

“Vorrei ringraziare pubblicamente a nome di tutta la città la coop. Malgrado Tutto e tutti gli immigrati coinvolti in questi mesi nelle operazioni per la cura e la pulizia del verde pubblico in città”. E’ quanto ha dichiarato il sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza. “Questo è un buon esempio – aggiunge il sindaco – non solo di collaborazione tra diversi soggetti (comune-multiservizi-cooperative-associazioni cittadine) ma anche una buona pratica di integrazione. Quando è stata stipulata la convenzione abbiamo pensato che questa idea sarebbe stata sicuramente un’ottima occasione di integrazione tra gli ospiti della cooperativa e la nostra città ed anche un momento di sensibilizzazione alla cura del verde pubblico, così come abbiamo sempre apprezzato la buona volontà delle diverse associazioni cittadine che ci hanno richiesto l’affidamento di spazi verdi”.

Fonte:http://www.lametino.it/Attualita/lamezia-immigrati-puliscono-torrente-piazza-e-trovano-diverse-trote.html

 
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Pubblicato da su 19 gennaio 2015 in Notizie & Politica

 

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Crac di Renzi senior, creditori a bocca asciutta.


Tiziano Renzi

Genova – I creditori di babbo Renzi possono mettersi l’animo in pace: «Non sarà possibile ottenere l’incasso di ulteriori somme», oltre ai settemila euro incamerati finora. Ma è bello scoprire perché, grazie a due relazioni che Maurizio Civardi, curatore del fallimento di “Chil Post” ovvero la società di distribuzione giornaliappartenuta a Tiziano Renzi padre del premier Matteo, ha trasmesso fra maggio e ottobre al tribunale di Genova, la città dove Chil ha avuto l’ultima sede e dove Renzi senior è indagato per bancarotta fraudolenta.

Il milione e trecentomila reclamato da una trentina di fornitori, spiega il professionista, sarebbe in buona parte recuperabile, poiché sempre Chil vantava crediti corposi. Problema nume ro uno: le aziende che potrebbero dare soldi sono a loro volta fallite. Soprattutto: le ditte debitrici di Chil sono riconducibili a Mariano Massone, a sua volta ex compagno di Tiziano Renzi in spericolate operazioni imprenditoriali. E figlio di Gianfranco, l’ultrasettantenne cui Tiziano cedette Chil ormai ridotta a una bad compan y nel 2010. Le carte di cui Il Secolo XIX può dare conto oggi hanno insomma corroborato negli inquirenti quella che finora era solo una sensazione: la bancarotta della società che per anni è stata nelle mani della famiglia Renzi, sembra far parte d’un disegno molto più «strutturato» nel quale ricorrono fallimenti a catena, gli stessi protagonisti e parecchio denaro sottratto ai creditori.

la ricostruzione completa della vicenda è sul Secolo XIX in edicola

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/10/29/ARfMMGPC-creditori_senior_asciutta.shtml?fb_action_ids=10205198104621769&fb_action_types=og.likes&fb_ref=s%3DshowShareBarUI%3Ap%3Dfacebook-like

 
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Pubblicato da su 17 gennaio 2015 in Notizie & Politica

 

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Riflessioni della Dr.ssa Francesca Volando.


A leggere l’editoriale di Travaglio sul Fatto Quotidiano di stamattina, m’è venuto in mente cosa sarebbe successo se questo articolo fosse stato letto due sere fa da un vecchio decrepito in tv a reti unificate.
Ne esce un quadro di un paese triste, decadente, dilaniato da corruzione , evasione fiscale, povertà, ingiustizie sociali e una qualità della vita di infimo livello, al punto che quasi 100 mila persone se ne vanno via ogni anno, le menti migliori tra l’altro.
Ci stiamo abituando sempre più al peggio, sempre più ad arrangiarci, perché nessuno provvede ai nostri bisogni, questa è la realtà.
Me ne accorgo quando chiedo alla gente come mai usa un mezzo di trasporto così costoso come la propria auto.
Ne vengono fuori ragioni palesemente valide e senza alternative al salasso, ma cosa ancora più grave nessuno protesta per questo o qualche altro motivo, perché sa che non otterrà una soluzione né definitiva né di alto profilo, al limite una toppa, si come quelle che mettono sulle strade dopo che si fanno i lavori.
La protesta è lontana dal nostro modo di vivere, ed invece dovremmo farlo sentitamente.
Ma siccome l’educazione impartita non èquella di una comunità ma di una singolarità sociale votata al menefreghismo generale , salvo poche eccezioni che non fanno però da traino,il nostro paese resta così, sospeso tra un tira a campà e un carpe diem di latina memoria.
Cambierà qualcosa questo discorso? temo di no, ma mi andava di farlo in una fredda mattina d’inverno lo stesso che attangalia questo paese oramai in via di morte certa, salvo miracoli che nessun uomo piccolo basso , catramato, e prostatico può fare.
Il cambiamento è sempre fermarci e cambiare direzione di vita ragionando sui propri passi.

Fonte:https://www.facebook.com/noninlinea/posts/385005898291007

 
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Pubblicato da su 2 gennaio 2015 in Notizie & Politica

 

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Petizioni Change.org: Qualcosa di speciale.


Ciao Giovanni,
Il giorno in cui hai firmato la tua prima petizione su Change.org sei diventato parte di qualcosa di grande. Ora le persone, dappertutto, stanno cambiando le cose, e tu sei protagonista di tutto questo, perché fai parte di una comunità composta da 3 milioni di persone soltanto in Italia.
Quest’anno tante petizioni hanno vinto creando ‪#‎qualcosadispeciale‬: Gennaro ha ottenuto protezione e tutela come testimone di giustizia; Stefano ha fatto togliere il segreto di Stato sui documenti che riguardano la morte di Ilaria Alpi e il traffico di armi e rifiuti; Annamaria di CIWF Italia ha fatto chiudere il macello degli orrori di Beirut dove gli animali morivano tra atroci sofferenze; Sabri ha contribuito al riconoscimento del record di Elham, nuotatrice iraniana, dando una spinta incredibile al movimento per i diritti delle donne in tutto il mondo; Laura ha impedito alla Fineco bank di pignorarle la casa; Ivan ha difeso la memoria dell’eroe antimafia Peppino Impastato e Giuliana è riuscita a trasformare il dolore per la morte di suo figlio in un gesto di altruismo e solidarietà.
Per queste battaglie vinte, ti vorremmo ringraziare con un video e ricordarti, ancora una volta, che su Change.org chiunque può fare ‪#‎qualcosadi‬… a te va di cominciare ora? Dai, dobbiamo fare del 2015 un anno ancora migliore.
Auguri!
Salvatore, Elisa, Luca, Allegra di Change.org
P.S. per la prima volta vedrai anche i nostri volti

 
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Pubblicato da su 30 dicembre 2014 in Notizie & Politica

 

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Calabria: Due scosse di terremoto ravvicinate con epicentro in Sila.


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Lamezia Terme – Una scossa di terremoto di tipo ondulatorio, durata almeno 30 secondi, è stata avvertita in serata intorno alle 22:44 in Calabria. Entrambe le scosse si sono registrate sull’altopiano della Sila. La prima di 4.4 gradi alle 22:43 mentre la seconda si è verificata tre minuti dopo, alle 22:46, ed è stata di 3.3. La profondità per la prima era di solo 11,1 km mentre la seconda di 10,5 km di profondità.

http://www.lametino.it/Cronaca/calabria-due-scosse-di-terremoto-ravvicinate-con-epicentro-in-sila.html

 
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Pubblicato da su 28 dicembre 2014 in Notizie & Politica

 

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Reddito di Cittadinanza Movimento Cinque Stelle.


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Pubblicato da su 23 dicembre 2014 in Notizie & Politica

 

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Caso Marlane: tutti assolti. Nessun disastro ambientale.


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Si chiude dopo più di 13 anni nel Tribunale di Paola il processo alla cosiddetta fabbrica dei veleni. Una sentenza accolta con dolore dai parenti dei lavoratori morti di cancro

Tutti assolti. Cala il sipario su Marlane, la fabbrica che era stata definita dei veleni. Il dispositivo della sentenza giunge attorno alle 20, dopo circa dieci ore di camera di consiglio. Il presidente Domenico Introcaso lo legge di un fiato senza fermarsi. Nessun disastro ambientale, nessun colpevole. Le parti civili e il comitato di bonifica dei mari e fiumi della Calabria ascoltano impietriti. In aula cala il silenzio. Erano rimasti in pochi perché operai e famiglie fiutando un verdetto sfavorevole avevano già accettato la transazione proposta ottenendo i relativi risarcimenti.
L’accusa in poche parole non ha retto. Del resto era molto difficile stabilire il nesso di causalità tra le morti e i tumori contratti. Le perizie sono inoltre state scardinate punto per punto dai legali degli imputati, basate secondo gli stessi su dati poco o affatto dimostrabili. Eppure il processo e prima ancora l’attività di indagine erano nati grazie a precise denunce degli operai della fabbrica che a seguito di alcune morti sospette hanno deciso di raccontare tutto ai pm.

L’accusa della Procura della Repubblica di Paola è stata incentrata sul fatto che i materiali utilizzati all’interno e le lavorazioni (in particolare nel reparto tintoria) sarebbero state causa di tumori e decessi per decine e decine di operai. Centosette i casi che sono stati contestati. Rilievi anche per un deposito irregolare di scarti di lavorazione all’esterno del fabbricato. Ma il gruppo Marzotto ha sempre respinto ogni accostamento sostenendo la sua estraneità su quello che accadeva nella fabbrica. Così anche come gli altri imputati.
Un processo dai grandi numeri. L’indagine è rimasta tra procura e gip per 13 anni. Si è giunti al rinvio a giudizio dopo sei udienze preliminari. 12 persone, inizialmente 13 (una è poi deceduta) sono arrivati a processo. L’accusa rappresentata dai pm Linda Gambassi e Maria Camodeca aveva chiesto circa 64 anni di carcere per gli imputati. Il giudice Domenico Introcaso (a latere Annamaria Buffado e Pierpaolo Bortone) ha invece stabilito che Pietro Marzotto (già conte di Valdagno e presidente dell’associazione industriali di Vicenza), Silvano Storer (ex amministratore delegato del gruppo), Jean De Jaegher (consigliere dell’associazione europea delle industrie tessili e presidente della Marzotto Usa dal ’95 al ’98),Lorenzo Bosetti (ex-sindaco di Valdagno e consigliere delegato e vicepresidente della Lanerossi), Vincenzo Benincasa, Salvatore Cristallino, Carlo Lomonaco (ex-responsabile tintoria e sindaco di Praia), Giuseppe Ferrari, Lamberto Priori, Ernesto Antonio Favrin(vicepresidente vicario della Confindustria Veneta), Attilio Rausse e Ivo Comegna sono assolti dai reati loro ascritti perché il fatto non sussiste. I pm avevano chiesto solo l’assoluzione per Comegna mentre erano stati duri in particolare con Lomonaco (richiesta di 10 anni) e il conte Marzotto (6 anni). Introcaso ha inoltre stabilito la restituzione di quanto in sequestro agli aventi diritto. La motivazione entro novanta giorni. Per un eventuale processo in Appello bisognerà attendere la decisione delle parti civili (i comuni di Praia e Tortora, Legambiente, Cgil e regione Calabria) e della procura. Il processo è stato incentrato sull’attività aziendale della Marlane, azienda produttrice di filati di Praia a Mare che ha chiuso definitivamente i battenti nel 2007.
L’inchiesta durata dieci anni è stata condotta in prima persona dal procuratore capo Bruno Giordano. Tutto è partito quasi per caso, da alcune riunioni di ambientalisti che alla fine degli anni 90 si tenevano sul Tirreno cosentino. In queste riunioni si discuteva di elettromaghetismo, di erosione costiera e di discariche. Ma a nche di tumori e dell’elevato tasso che si registrava sul territorio. Proprio in uno di questi incontri si presentano Luigi Pacchiano e Alberto Cunto operai della Marlane che raccontarono il dramma di colleghi colpiti dal cancro e morti uno dopo l’altro. Mietuti dalla malattia dopo tante sofferenze. Lo stesso Pacchiano tre mesi fa ha prodotto un cd dove, secondo alcune testimonianze raccolte e registrate, durante il processo si decideva prima “cosa dire e cosa non dire”. (Gazzetta del Sud – F.ma.)

http://www.lameziainstrada.it/dalla-calabria/cronaca/caso-marlane-tutti-assolti-nessun-disastro-ambientale.html

 
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Pubblicato da su 20 dicembre 2014 in Notizie & Politica

 

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Lamezia: Blitz della Guardia di Finanza in uffici Provincia, arrestato ex sindaco Pianopoli per assenteismo


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Lamezia Terme  – Non si conoscono ancora i particolari della vicenda ma, a quanto pare, nella giornata di ieri, diverse pattuglie della Guardia di Finanza del Gruppo lametino coordinate dal comandante Fabio Bianco, hanno effettuato un “blitz” negli uffici del settore politiche agricole della Provincia, nella sede distaccata in via Anile, vicino piazza Mazzini. I finanzieri, secondo quanto trapelato, avrebbero effettuato dei controlli all’interno dell’ufficio della Provincia per verificare se tutti i dipendenti erano presenti sul luogo di lavoro ed, a quanto pare, hanno colto qualcuno in fallo. Infatti, dagli accertamenti delle fiamme gialle, sarebbe emerso che due dipendenti dell’ufficio provinciale, pur risultando presenti, di fatto non erano sul luogo di lavoro. Sono subito scattate ricerche dei due dipendenti che hanno portato a rintracciare uno degli ”assenteisti”, Rodolfo Cuda, ex sindaco di Pianopoli, il quale sarebbe stato sorpreso a lavorare (anche in “nero”) all’interno dell’azienda della figlia mentre il secondo “assenteista” non è stato rintracciato. Al termine dell’udienza di convalida avvenuta in giornata, e durante la quale la difesa ha chiesto il patteggiamento della pena, il giudice ha deciso di convalidare l’arresto con 8 mesi, con pena sospesa, e 200 euro di multa.

 
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Pubblicato da su 17 dicembre 2014 in Notizie & Politica

 

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Lamezia: Donna muore in ospedale a 24 ore dal parto, disposta autopsia.


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Lamezia Terme – Una donna, Angela Mano di 43 anni di Amantea, dopo 24 ore dal parto cesareo per dare alla luce il suo secondogenito, è morta ieri presso l’ospedale di Lamezia. La donna si sarebbe sentita male attorno alle due di ieri pomeriggio. I medici in servizio hanno cercato di rianimare la donna anche tramite massaggio cardiaco ma la paziente, poco dopo le 15 di ieri, è comunque deceduta. Sarà ora l’autopsia, richiesta dal marito al magistrato di turno, a stabilire le reali cause del decesso. Solo allora, con i risultati autoptici, i familiari potrebbero eventualmente presentare una denuncia. Dall’ospedale si parla di un evento eccezionale ma possibile e che si sarebbe trattato o di un “infarto acuto del miocardio” oppure di una “trombo-embolia massiva polmonare”. Le cause che hanno comunque condotto al decesso della donna saranno accertate ora dall’autopsia che sarà eseguita, con ogni probabilità, nella giornata odierna.

http://www.lametino.it/Cronaca/lamezia-donna-muore-in-ospedale-a-24-ore-dal-parto-disposta-autopsia.html

 
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Pubblicato da su 12 dicembre 2014 in Notizie & Politica

 

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ITALIANI alla DERIVA.


satira

 
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Pubblicato da su 8 dicembre 2014 in Notizie & Politica

 

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Manifestazione forze di sicurezza in piazza Montecitorio.


Oggi Polizia, Vigili del Fuoco, Corpo Forestale ed altre forze di sicurezza erano a manifestare in piazza Montecitorio, alla Camera. Gli spetta lo sblocco delle carriere e più sicurezza per garantire quella nostra: dotazioni idonee, benzina nelle volanti. Dignità! Sono uscito dal palazzo e sono andato a ringraziarli rimanendo a parlare con loro per un po’. Stiamo proseguendo insieme con il percorso che abbiamo iniziato mercoledì scorso e sanno che non li prendiamo in giro. Sono arrabbiati ed hanno ragione: sono servitori di uno Stato a cui garantiscono sicurezza ogni giorno. Ma nessuno penso alla loro sicurezza.Che Governo è uno che costringe i nostri uomini in divisa a manifestare in piazza per farsi ascoltare?
 
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Pubblicato da su 7 dicembre 2014 in Notizie & Politica

 

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IL PERSONAGGIO / Di Pietro, l’ora della confessione. “In politica sono stato un disastro”


<<Pensavo solo ai voti. Razzi? Scelto a caso». Il ritorno alla campagna dall’inviato Leo Turrini>>

CINCINNATO Antonio Di Pietro davanti al simbolo del partito lasciato a ottobre. Sopra, con i suoi asini nella tenuta a Montenero di Bisaccia (Newpress, Ansa)

MONTENERO DI BISACCIA (Campobasso), 9 novembre 2014 – «MI SONO sempre reinventato: operaio, poliziotto, magistrato, leader politico, ministro. Però, adesso lo ammetto: a 64 anni, il futuro è un’ipotesi…».

Antonio Di Pietro, do you remember? Due decadi fa, nel 1994, l’Italia intera si fermò per assistere in diretta tv alle sue dimissioni da magistrato. È passata una vita, è passata la gloria.

«Ma io non ho nostalgia di quel periodo, della popolarità estrema – sospira l’ex pm – Mi creda, non vivo di ricordi. E poi manco me ne ero accorto, in verità».

Di cosa?

«Di essere così celebre, tra il 1992 e il 1993. Io pensavo solo alle mie inchieste. E non mi sono mai sentito un mito».

Sul serio?

«Insomma, sa perché ho preso la laurea in giurisprudenza? Perché mi piacevano le ragazze e l’università era il luogo ideale per incontrarne tante».

Ma la laurea è vera o finta?

«Mò gliela faccio vedere. Tesi in diritto costituzionale».

Insomma, non se l’è goduta. La gloria, mica la laurea.

«Manco per idea. Stavo facendo Mani Pulite, le copertine di Sorrisi e Canzoni chi le guardava?».

Adesso non esageriamo.

«Eppure è così. E comunque rimpianti non ne ho».

Le dava fastidio l’adulazione?

«Non è stata una sorpresa scoprire che gli amici veri erano e sono sempre quelli della mia Arcore».

Prego?

«La mia Arcore è Montenero di Bisaccia, dove son tornato a fare il contadino. Solo che qui non trova Olgettine, ma conigli, polli, asini. Ho anche due maiali da duecentocinquanta chili l’uno».

A Report direbbero che…

«Ah, la Gabanelli! Mi sono suicidato con quell’intervista. Farmi passare per un proprietario di chissà quanti immobili! Comunque ho sbagliato io, dovevo pretendere la diretta tv…».

Non ci ha fatto una gran figura, caro Di Pietro.

«E mò ne parliamo al processo, visto che ho fatto causa».

Sempre in tribunale torniamo…

«Pensi che di risarcimenti per le bugie che mi hanno versato addosso in vent’anni ho incassato circa due milioni di euro. Ma vuol sapere una cosa? La soddisfazione economica non compensa le amarezze. Perché qualcuno che ancora crede a certe balle ciclopiche rimane, me ne accorgo dagli sguardi della gente. Come si dice? Calunniate, calunniate, qualcosa resterà. Purtroppo, è vero».

Beh, qualcosa avrà sbagliato anche lei, no?

«Perbacco, in politica sono stato un disastro».

Viva l’autocritica.

«Prima che lei mi citi De Gregorio, Scilipoti e Razzi, confesso io. Da leader, mi sono comportato come un Casini o un D’Alema. Alla fine mi interessavano solo i voti, il quorum da far scattare. Sa come nasce Razzi deputato?».

Temo il peggio.

«Faccio un comizio a Basilea per l’Italia dei Valori, vedo uno dai capelli bianchi in prima fila e dico: lei, come si chiama, perché non si candida? Quello si alza e dice: beh, se me lo chiede… Era Razzi. Invitai la platea a votarlo, prendemmo il deputato nella circoscrizione europea, lui ebbe le preferenze dei presenti e buonanotte».

E ora Di Pietro è fuori dal Parlamento, mentre Razzi e Scilipoti ci stanno.

«Io ho sbagliato e pago, ma mi ha fregato Napolitano».

Prego?

«Avesse sciolto le Camere a fine 2011, invece di inventarsi Monti, oggi Bersani sarebbe premier e magari io ministro».

Ministro la voleva anche Berlusconi, vent’anni fa.

«Ero pm, fu Scalfaro a mandarmi nello studio di Previti. Silvio mi voleva agli Interni, per completare il capolavoro».

Tradotto?

«Berlusconi sapeva che Mani Pulite prima o poi sarebbe arrivata a lui. Aveva due scelte: San Vittore o le Bermuda. Invece, come in un telequiz di Mike, prese la terza busta, quella di Palazzo Chigi. Con me al governo, avrebbe fatto bingo».

Sinceramente, si è mai pentito di quel rifiuto?

«A volte, quando mi chiedo cosa farò da grande, scherzando mi dico: ah, Tonino, ma se avessi accettato…».

dall’inviato Leo Turrini

Fonte:http://www.quotidiano.net/di-pietro-l-ora-della-confessione-in-politica-sono-stato-un-disastro-1.384360

 
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Pubblicato da su 10 novembre 2014 in Notizie & Politica

 

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LAMEZIA TERME: Incendio doloso ad un’attività commerciale.


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LAMEZIA TERME – Alle 3 di questa mattina si è sviluppato un incendio in Viale Michelangelo. L’incendio ha interessato un negozio e studio fotografico “ROYAL PHOTO” di proprietà di T.L. L’attività è andata completamente distrutta.

Sul posto sono immediatamente intervenuti i Carabinieri delal Compagnia di Lamezia Terme guidati dal capitano Fabio Vincelli e i viili del fuoco di Lamezia Terme con due autobotti necessari per spegnere l’incendio divampato all’interno dei locali.
Sono in corso le indagini anche se si presume che l’incendio sia di origine dolosa. Ma ancora nessuna comunicazione ufficiale.

Sul posto è prontamente giunto Giovanni De Grazia con le telecamere di ST TELEVISION. Domani all’interno del TG News gli approfondimenti.

http://www.lameziainstrada.it/in-citta/cronaca/lamezia-terme-incendio-doloso-ad-unattivita-commerciale.html

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Pubblicato da su 9 novembre 2014 in Notizie & Politica

 

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È ai domiciliari ma esce a prendere un caffè, arrestato.


È successo a Vibo Valentia. Uomo in manette per evasione, violazione di sigilli e della custodia dell’auto che era sottoposta a sequestro.

VIBO VALENTIA Era ai domiciliari, ma nonostante questo è uscito di casa, ha preso la sua auto ed è andato al bar a prendere un caffè. Un gesto che, però, non è sfuggito ai carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia che vedendolo nel locale lo hanno arrestato per evasione, violazione di sigilli e della custodia delle cose sottoposte a sequestro. L’auto, infatti, era sottoposta a sequestro amministrativo. L’uomo è stato poi riportato ai domiciliari in attesa della direttissima.

http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/22016__ai_domiciliari_ma_esce_a_prendere_un_caff_arrestato/

 
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Pubblicato da su 16 marzo 2014 in Notizie & Politica

 

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Nigeria, chiuso ristorante: serviva ai clienti carne umana.


Il blitz della polizia è scattato dopo una soffiata che ha permesso di trovare in un frigo due teste avvolte nel cellophane.

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Se rientrate fra quelli che di fronte a un hamburger si chiedono cosa ci sia dentro, non leggete… In Nigeria l’incubo infatti sembra diventato realtà dopo che un ristorante è stato chiuso per il sospetto che i piatti fossero in parte preparati con carne umana. Il blitz della polizia è scattato dopo una soffiata che ha permesso di trovare in un frigo due teste umane avvolte nel cellophane.

La notizia è riportata dal sito nigeriano in lingua inglese “The Osun Defender”.

Il macabro ritrovamento è avvenuto in un hotel di Anambra nel sud est della Nigeria. Il proprietario del resort e altre 10 persone sono state arrestate. (TGCOM)

http://www.lameziainstrada.it/mondo/cronaca/nigeria-chiuso-ristorante-serviva-ai-clienti-carne-umana.html

 
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Pubblicato da su 21 febbraio 2014 in Notizie & Politica

 

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Lamezia: Violenta anziana donna, arrestato 47enne.


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Lamezia Terme – Un cittadino rumeno, Sorinel Plesescu di 47 anni, è stato arrestato dai carabinieri della Stazione di Gizzeria Lido reo di aver usato violenza e costretto con la forza un’anziana donna di 83 anni ad avere un rapporto sessuale con lui. Le indagini hanno evidenziato come l’uomo si sia in un primo momento approfittato dell’ingenuità della donna introducendosi illecitamente all’interno dell’abitazione della vicina con la scusa di ricevere due euro. I militari soccorsi sul posto insieme alla polizia municipale locale si trovati difronte l’anziana signora, ancora riversata sul letto, in evidente stato di shock. La signora tremante e indifesa, ha confermato sin da subito l’aggressione subita a sfondo sessuale.

La donna aveva cercato con tutte le forze di difendersi dall’attacco dell’uomo, riuscendo a prendere un coltello da cucina, nel tentativo di liberarsi dell’aggressore, il quale era riuscito a disarmarla, facendole cadere il coltello sul pavimento e creandole altre lesioni sul polso e sulla mano destra. La violenza dell’azione è stata interrotta dall’attenzione dei vicini, che accorsi dopo aver sentito le urla della signora, hanno immobilizzato l’uomo. Plesescu è stato arrestato e condotto in carcere come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

 
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Pubblicato da su 9 febbraio 2014 in Notizie & Politica

 

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Le cifre della nuova “tassa sui telefonini”.


Una nuova tassa potrebbe abbattersi sull’hitech. A essere colpiti saranno smartphone, tablet, computer fissi e mobili. Ma anche chiavette Usb, hard-disk esterni, Tv con funzione di registratore e decoder. In pratica tutti i dispositivi elettronici che funzionano da archivi digitali. Uno sgradito balzello (vedi tabella), ancora una volta a carico degli utenti finali. Andrebbe da 5,20 euro per i nuovi smartphone e tablet che acquisteremo in futuro, fino a toccare 40 euro per i decoder con memoria interna da 400 GB. Dunque una cifra che peserà maggiormente sui dispositivi low cost. Una manovra maldestra che potrebbe indebolire i prodotti di fascia bassa. Non solo. Da notare che la tassa, incidendo sul prezzo finale dei prodotti, è gravata della nuova aliquota Iva al 22%. Il termine “burocratese” con cui si definisce è: «Rideterminazione dei compensi per copia privata». Tuttavia al ministro Massimo Bray, responsabile del ministero dei Beni, Attività culturali e Turismo, spetta l’ultima decisione e al momento ha bloccato la tassa in attesa di sentire tutte le parti in causa per poi decidere.

UN BALZELLO QUINTUPLICATO – L’imposta infatti non è nuova. Forse non ce ne siamo accorti, ma la paghiamo già. Soltanto che gli importi per gli smartphone sono di 90 centesimi. E fino a oggi nulla è dovuto per i tablet. Le cifre sono previste dal Decreto del 30 dicembre 2009 che ne stabiliva il periodico aggiornamento, per adeguarle allo sviluppo delle tecnologie digitali. Ma perché dobbiamo pagare? Secondo quanto stabilisce la Siae (Società italiana autori editori): «In cambio della possibilità di effettuare una copia personale di registrazioni, tutelate dal diritto d’autore». Dunque per fare una copia di contenuti audio-video di cui siamo già legittimi proprietari. Per esempio per portare la compilation di Cd e Dvd su un secondo dispositivo personale come un lettore Mp3, smartphone o tablet. Ma anche un programma Tv, un cartone animato e un filmato (anche di YouTube) che riversiamo su un hard disk esterno. Gli incassi Siae servono dunque per compensare i mancati introiti degli autori. E ora si richiede un rinnovo delle cifre per il cosiddetto “equo compenso”. «Fino a oggi gli importi erano ragionevoli – spiega l’avvocato Maurizio Iorio, presidente Andec Confcommercio, l’associazione che raggruppa i maggiori produttori hitech – ma con il nuovo adattamento tariffario in molti casi risultano più che quintuplicati».

200 MILIONI DI EURO PER IL 2014 – La posta in gioco, se le cifre restassero quelle proposte, non è da poco. Facciamo due conti spicci. Le stime di acquisto del comparto hitech in Italia per il 2014 parlano di 16 milioni di nuovi smartphone. A cui aggiungere, nonostante la crisi, almeno 8 milioni di tablet (tra mini e 10 pollici) e circa 10 milioni tra computer (desktop, notebook, ultrabook) e Tv. Queste ultime ormai hanno integrate in maggioranza una porta Usb, dunque sono soggette alla tassa. Fatta la somma e moltiplicata per un importo medio di almeno 5 euro viene una cifra superiore a 160 milioni di euro. Aggiungendo chiavette Usb, hard-disk e decoder si raggiungono facilmente 200 milioni di euro. Guardando la tabella si notano due strane distonie. La prima. Per una memoria o hard-disk integrati in un decoder di qualsiasi tipo satellitare e digitale terrestre, la cifra da pagare risulta 32,20 euro (39,28 euro con Iva). Un prezzo esorbitante che rischia di mettere fuori mercato questi apparecchi. La seconda stranezza riguarda la voce “telefonino”. Ebbene, diminuisce la tassa per i mobile-phone, quelli per intenderci con i tasti e senza funzione di archiviazione. I 90 centesimi di adesso, passerebbero a 50 centesimi. In Rete,sono in tanti a pensare che il nuovo balzello sia voluto dalla Siae per compensare il calo di entrate dovuto alla pirateria online. E si chiedono: «Con quali criteri gli introiti vengono destinati agli autori?» Una domanda lecita a cui vanno date risposte chiare. Non in linguaggio burocratese. Ma questa è un’altra storia.

«NESSUNA TASSA » – Dal ministero, comunque, si precisa che «le ipotetiche tariffe pubblicate in merito agli aumenti di costo sono infondate» e si e assicura che il ministro Bray sta lavorando a una soluzione condivisa». La norma a cui si fa riferimento, spiegano dal Mibact, «è quella relativa all’equo compenso per i produttori di contenuti, regolata attraverso decreto ministeriale, in attuazione di una norma vincolante europea che impone rinnovi triennali. Il precedente decreto del 2009 è già scaduto e il ministro Massimo Bray sta lavorando a una soluzione condivisa, nel rispetto e nella difesa del valore del diritto d’autore, ascoltando tutte le categorie interessate per raggiungere una decisione equilibrata nell’interesse degli autori, dei produttori di smartphone e tablet e, soprattutto, dei cittadini fruitori degli stessi».

Fonte: corriere.it

http://www.associazionedifesaconsumatori.it/news/le-cifre-della-nuova-tassa-sui-telefonini/

 
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Pubblicato da su 5 febbraio 2014 in Notizie & Politica

 

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In Negozio da questa estate si pagherà con il cellulare.


Sarà quest’estate, con tutta probabilità, il momento della verità dei pagamenti mobili, intesi in due sensi: possibilità di fare e ricevere pagamenti elettronici in mobilità tramite cellulare. Lo dicono varie notizie di questi giorni. Da una parte, nell’attuale testo del Milleproroghe (appena passato dal Senato alla Camera) viene fissato al 30 giugno 2014 l’obbligo, per negozianti e professionisti, ad accettare pagamenti via bancomat oltre a 30 euro e quindi a dotarsi di Pos. È un ambito già presidiato da aziende tecnologiche, come Vodafone, Jusp, Payleven, che stanno offrendo un modo economico per adeguarsi: tramite apparecchi che, collegandosi a uno smartphone, lo trasformano in lettore Pos.

In questo stesso periodo, Poste Mobile si sta preparando a lanciare servizi Nfc (pagamenti wireless nei negozi) su ampia scala, grazie a nuove sim che derivano dal suo trasformarsi in operatore mobile virtuale completo (“Full Mvno”), a partire da giugno.
In un modo e nell’altro, insomma, il cellulare diventerà protagonista di un nuovo corso per i pagamenti italiani, soprattutto per quelli di piccolo importo: verso l’abbandono graduale del contante. Passaggio ormai non più rimandabile, com’è emerso anche nel recente convegno romano organizzato dall’associazione CashlessWay. Alla presenza di rappresentanti di Abi, Agenzia delle Entrate, Jusp si è ribadito che la massiccia adozione di carte di debito per pagamenti anche di piccole entità garantirebbe al sistema Paese risparmi annui per 40 miliardi di euro, pari a 3 punti di Pil.

È lo spirito che ha portato all’obbligo del pos. La norma era contenuta nel Crescita 2.0 (il decreto dell’Agenda Digitale) ed è andata incontro a parecchi ritardi nell’attuazione. L’uscita dall’impasse c’è stata a gennaio con la pubblicazione di un decreto attuativo Mise-Mef (previsto dal Crescita 2.0) che contiene le modalità per l’obbligo del pos. Si indica che i pagamenti Pos sono obbligatori per importi superiori a 30 euro e comunque per aziende che fatturano almeno 200 mila euro. Nell’ultimo decreto è specificato che entro giugno un altro decreto dovrebbe indicare le modalità per i pagamenti sotto i 30 euro, anche con l’uso di tecnologie mobili, e per le aziende che fatturano meno di 200 mila euro. Nel frattempo però il Milleproroghe sta spostando al 30 giugno la data in cui scatterà il primo obbligo, che invece- per il decreto Mise-Mef- sarebbe dovuto valere dal 30 marzo.

Le offerte per gli esercenti

Vodafone ha lanciato il dispositivo Mobile Pos, in partnership con Intesa San Paolo e Setefi, appunto prevedendo il futuro obbligo per gli esercenti. È un lettore che si collega a smartphone e tablet via bluetooth. Nei dispositivi mobili c’è tutta l’intelligenza necessaria per l’operazione e quindi il lettore può essere semplice, low cost. Questo espediente abbassa i costi per gli esercenti. L’offerta parte da un costo base di 12 euro mensili, che include un tablet di nuova generazione, 4 GB di traffico internet, il servizio Vodafone Rete Sicura (che protegge la navigazione internet direttamente sulla rete) e il lettore Pos che di per sé non ha canone né costi di attivazione (il cliente paga una percentuale sulle transazioni, in base all’utilizzo effettivo). I normali mobile pos hanno un canone invece di 20-25 euro al mese, più il costo di commissione.

 di Alessandro Longo

fonte: sole24ore.it

http://www.associazionedifesaconsumatori.it/news/negozio-da-questa-estate-si-paghera-con-il-cellulare-ecco-le-offerte-arrivo/

 
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Pubblicato da su 5 febbraio 2014 in Notizie & Politica

 

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Phillip Morris presenta sigarette Marlboro Marijuana.


Philip Morris , il più grande produttore di sigarette al mondo, ha annunciato oggi che si uniranno al carrozzone legalizzazione della marijuana e iniziare a produrre sigarette di marijuana . Commercializzato con il marchio ” Marlboro M” , saranno resi sigarette disponibili per la vendita attraverso punti vendita di marijuana con licenza nello stato del Colorado, e lo stato di Washington, quando diventa commercialmente legale ci entro la fine dell’anno .

Serafin Norcik , Sr. Vice President Phillip Morris ‘ per il Marketing ha detto in un’intervista che l’azienda è stata elevata l’idea del marketing cannabis , ed è stato il monitoraggio del mercato per qualche tempo . Fu solo quando le recenti iniziative legalizzazione – vincenti in Colorado e Washington – che hanno finalmente preso la decisione di fare un salto di fede .

Norcik aggiunto che hanno iniziato contattando gli ex signori della droga in Messico e Paraguay , attualmente il più grande paesi marijuana producono in tutto il mondo , per la possibilità di creare un anello di distribuzione in tutto il Nord e continenti del Sud America , per razionalizzare le linee di alimentazione .

Dal momento che solo i prodotti del tabacco sono attualmente vietati in pubblicità e promozioni negli Stati Uniti , Phillip Morris ha anche stanziato un enorme 15 miliardi dollari budget pubblicitario proprio per promuovere il nuovo ” Marlboro M” e sono ora negoziando con i principali network ed editori , per iniziare la commercializzazione il prodotto ai consumatori all’inizio del 2015 .

Norcik ha anche rivelato che una grande spinta iniziale è previsto intorno a gennaio del prossimo anno , e hanno acquisito la maggior parte del tempo di trasmissione annuncio Superbowl XLIX . Tuttavia, poiché la marijuana sarà legale solo in Colorado e Washington durante il Superbowl 2015 , tutti gli annunci saranno oscurati in tutti gli altri Stati e mostreranno solo un logo statico “M” con il fumo che soffia sullo sfondo , per tutta la durata del annuncio.

Azioni Phillip Morris ha colpito un massimo storico sulla notizia marijuana e girato fino a 998,00 dollari da 83,03 dollari a poche ore dopo l’annuncio andato pubblico .

 
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Pubblicato da su 25 gennaio 2014 in Notizie & Politica

 

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Lamezia: Le misure fiscali adottate dal Comune per il 2013.


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Lamezia Terme – Il Comune di Lamezia in una nota comunica di “aver adottato  diverse misure fiscali: niente addizionale Irpef comunale per i redditi bassi, tassa sui rifiuti più bassa rispetto alle altre città calabresi ed esenzioni su Imu seconda casa”.

In particolare queste le misure:

Addizionale Irpef

L’addizionale Irpef è stata fissata allo 0,8% con esenzione per i redditi inferiori a 15.000 euro. Nel 2012 i redditi fino a 15.000 euro, che oggi sono esentati, avevano un’imposta pari allo 0,35%. Con la manovra così strutturata, su 39.049 contribuenti in città, 23.018 (corrispondenti al 58,95% dei contribuenti) risulteranno nella fascia di esenzione. L’imposta inoltre non è dovuta se il saldo a debito è inferiore ai 12 euro.

  • 11.073 (pari al 51,72% su un totale di 21.410) saranno i contribuenti con reddito da lavoro dipendente esentati dal pagamento dell’imposta. La cifra corrisponde circa ad uno stipendio mensile di lordo di € 1.250.
  • 7.910 (pari al 64,35% su un totale di 12.292) saranno i contribuenti con reddito da pensione esentati dal pagamento dell’imposta.
  • 966 (pari al 69,70% su un totale di 1.386) saranno i contribuenti con reddito d’impresa esentati.

Tassa sui rifiuti.

Il Comune di Lamezia Terme non ha adottato la Tares, la nuova tassa sui rifiuti e servizi che differenzia il prelievo fiscale, oltre che sulla base dei metri quadrati della superficie coperta dell’immobile, anche da altre variabili: per le famiglie sarebbe stata proporzionalmente legata ai componenti il nucleo familiare. Più la famiglia è numerosa, più sarebbe stata alta la tassa; per le imprese sarebbe stata legata alla tipologia di attività, con peso nella distribuzione del gettito molto maggiore rispetto alla Tarsu. Ad esempio: per un Ristorante o Pizzeria di 300 mq la Tares sarebbe costata al ristoratore 7.497,90 euro. Quindi circa il triplo dell’anno 2012! Di contro la Tarsu applicata dal comune rimane pari a 2.040 euro. un’attività di Ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio, etc. con 100 mq di superficie avrebbe pagato di Tares 2.760,30 euro contro i 680 euro di Tarsu applicata dal nostro comune. Cioè avrebbe dovuto pagare circa il quadruplo rispetto a quanto dovuto per il 2013! Paradossalmente altre tipologie di attività avrebbero invece beneficiato dell’applicazione della Tares. Ad esempio: Banche ed istituti di credito per 500 mq avrebbero pagato di Tares 1.002,00 euro contro i 2.235 euro che pagano oggi di Tarsu. Il mantenimento della Tarsu in vigore fa sì che si mantengano anche tutte le esenzioni e le agevolazioni previste dal nostro comune per diverse tipologie di soggetti: si applica la tariffa ridotta del 50% nei seguenti casi nel caso di unità immobiliari occupate da una sola persona con reddito di pensione minima; nel caso di unità immobiliari che siano tenute a disposizione per uso stagionale o altro uso discontinuo; nel caso di unità immobiliari ubicate in zone non servite dal servizio di raccolta (con cassonetti oltre 500 metri); i nuclei familiari iscritti all’Aire. Si applica la tariffa ridotta del 30% nei seguenti casi: qualora nel nucleo familiare sia presente un soggetto disabile. Si applica l’esenzione totale: se l’immobile è posseduto da pensionati, in cui il reddito complessivo dell’intero nucleo familiare non sia superiore al doppio del minimo della pensione Inps; alle giovani coppie per i primi 6 anni dal matrimonio con reddito Isee inferiore a € 10.000; agli invalidi di guerra; agli invalidi sul lavoro.

L’Imu sugli immobili sulle seconde case è pari all’1,60 %.

Il comune ha previsto che nel caso in cui la seconda casa (e relative pertinenze), sia concessa in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado (figli o genitori) che la utilizzano come abitazione principale, limitatamente alla seconda rata dell’imposta municipale propria, la stessa è equiparata all’abitazione principale.

http://www.lametino.it/Ultime/lamezia-le-misure-fiscali-adottate-dal-comune-per-il-2013.html

 
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Pubblicato da su 13 gennaio 2014 in Notizie & Politica

 

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Lamezia: Movimento 5 Stelle ricorre a Tar per aumento illegittimo Imu.


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Lamezia Terme – Blitz del MeetUp Movimento 5 Stelle in consiglio comunale mentre si torna a discutere di Bilancio. Quelli del MeetUp lametino hanno distribuito dei volantini in cui l’ultimo aumento dell’aliquota Imu, stabilito dal consiglio in precedente seduta, sarebbe in realtà illegittimo ed annunciano ricorso al Tar per annullare il provvedimento. Di seguito quanto scritto nel volantino del M5S.

“Il bilancio previsionale 2013, all’ordine del giorno del consiglio comunale convocato per oggi pomeriggio, a prescindere da tutte le considerazioni di natura politica già evidenziate, non può e non deve essere approvato perché contiene almeno una voce, di rilevante entità, in base ad una delibera consiliare illegittima. Ci riferiamo alla delibera n. 49 del 2 dicembre 2013 con la quale il nostro consiglio comunale ha determinato l’aumento dell’aliquota Imu per l’anno 2013, fino al 6 x 1000 per le abitazioni principali e fino al 10,6 x 1000 per gli altri immobili con la conseguenza che i lametini saranno costretti a pagare una somma molto maggiore per assolvere al loro obbligo di versare l’Imu entro la data di scadenza prevista del 16 dicembre 2013. Tale maggior somma, pari a svariati milioni di euro, è stata inserita nel Bilancio previsionale portato oggi in aula dal Sindaco per l’approvazione. Leggendo le carte, tuttavia, noi del Meetup del Movimento Cinque Stelle di Lamezia Terme, abbiamo scoperto che la delibera è stata adottata oltre il termine previsto dalla legge che è espressamente stabilito nella data del 30 novembre 2013 – ai sensi dell’art. 8, comma 1, del D.L. n.102 del 31/08/2013, convertito in L. 124 del 28 ottobre 2013 n. 124 – come del resto, e paradossalmente, viene evidenziato nella medesima delibera comunale. Ne deriva che la Giunta non avrebbe potuto e dovuto inserire tra le voci di bilancio, quella corrispondente al gettito fiscale previsto per l’anno 2013, per effetto dell’aumento dell’Imu, ma, ai sensi dell’art. 1, comma 169, della L. n. 296/2006, l’aliquota da applicare adesso doveva essere uguale a quella del 2012. Per tali motivi noi del Meetup, a tutela di tutti i cittadini di Lamezia Terme, abbiamo deciso di proporre ricorso al Tar di Catanzaro per chiedere l’annullamento della delibera illegittima e per ripristinare la legalità nell’azione amministrativa di cui questa Amministrazione è stata falsa promotrice.

http://www.lametino.it/Ultime/lamezia-movimento-5-stelle-ricorre-a-tar-per-aumento-illegittimo-imu.html

 
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Pubblicato da su 15 dicembre 2013 in Notizie & Politica

 

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Calabria: Soldi tasse usati per fare acquisti su internet, truffa da 30 milioni.


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Cosenza – Soldi delle tasse pagate dai cittadini, invece di essere girati ai comuni, venivano utilizzati per fare shopping su internet o giustificati con spese per false consulenze. A scoprire la truffa, i militari del Nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza di Reggio Calabria, che ha quantificato in oltre 30 milioni l’importo sottratto ai 50 comuni calabresi cui spettava il denaro versato dai cittadini.

I circa 30 milioni di tributi versati dai contribuenti, secondo quanto hanno ricostruito i finanzieri, sono finiti nelle tasche dei responsabili della So.ge.fi.l. Riscossione Spa, una società cosentina operante nel settore della riscossione per conto di enti pubblici territoriali. L’inchiesta, partita nei mesi scorsi, aveva già portato a luglio scorso all’arresto dei 4 responsabili della società, accusati di associazione a delinquere e peculato. Ora i finanzieri hanno quantificato il danno causato ai Comuni e segnalato alla Procura regionale della Corte dei Conti di Catanzaro 21 persone. Si tratta di uomini “legati”, secondo l’accusa, alla So.ge.fi.l. Nel corso delle indagini, coordinate dalla Procura di Cosenza, i finanzieri hanno scoperto che i soldi dei cittadini, versati per l’Imu o per la Tares, venivano in realtà utilizzati per fare shopping su internet, per il pagamento di fantomatiche consulenze, o per elargire compensi agli amministratori della società di riscossione. Tra i comuni truffati, circa 50 che, nel periodo 2005-2012, hanno affidato il servizio di accertamento e riscossione alla società, quelli maggiormente danneggiati sono risultati Nicotera (Vv), al quale sono stati sottratti quasi 8,5 milioni, Cariati (Cs) che ha subito un danno di 4,3 milioni, Nocera Terinese (Cz) di 2,2 milioni, Parghelia (Vv) di 1,8 milioni, Amantea (Cs) e Falconara Albanese (Cs) per circa 1,5 milioni. L’indagine non è ancora conclusa. La Guardia di finanza vuole infatti accertare le eventuali responsabilità patrimoniali dei pubblici amministratori che con il loro comportamento hanno consentito alla società di provocare il danno alle casse pubbliche.

http://www.lametino.it/Cronaca/calabria-soldi-tasse-usati-per-fare-acquisti-su-internet-truffa-da-30-milioni.html

 
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Pubblicato da su 13 dicembre 2013 in Notizie & Politica

 

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10 RIMEDI NATURALI PER DEPURARSI DAI METALLI PESANTI.


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Imetalli pesanti possono causare allergie, intolleranze e intossicazioni.

Possono avere effetti cancerogeni e interferire con i nostri geni. Pensiamo, ad esempio, all’ampia diffusione dell’allergia al nichel, uno dei metalli pesanti più diffusi, tra i quali troviamo, tra gli altri, anche arsenico, cadmio, piombo, mercurio, cromo, alluminio e cobalto.

I metalli pesanti entrano a contatto con il nostro organismo soprattutto attraverso i cibi che ingeriamo e l‘aria inquinata che respiriamo.

Ecco alcuni consigli per iniziare a depurarsi dai metalli pesanti e per ridurre l’esposizione alle tossine.

1) Zeolite

La Zeolite è un minerale di origine vulcanica. E’ considerata un vero e proprio spazzino dell’organismo. La sua struttura microporosa permette l’assorbimento dei metalli pesanti e delle sostanze dannose che circolano nel nostro corpo. Viene spesso utilizzata negli apparecchi ionizzatori e alcalinizzatori per purificare l’acqua di casa. Per una vera e propria disintossicazione dai metalli pesanti, si consiglia di assumere 1 cucchiaino di zeolite in polvere 30 minuti prima dei pasti principali.

2) Clorella

L’alga clorella è una microalga unicellulare che vive nelle acqua dolci. La sua assunzione come rimedio naturale favorisce l’eliminazione dei metalli pesanti e l’espulsione delle scorie da parte dell’organismo. E’ in grado di ridurre le reazioni allergiche e gli stati infiammatori dovuti all’accumulo di metalli pesanti nel nostro corpo. Può essere acquistata in erboristeria sotto forma di integratore naturale alimentare in capsule.

3) Coriandolo

Il coriandolo, conosciuto anche come prezzemolo orientale o cinese, svolge un’interessante azione chelante nei confronti dei metalli pesanti. E’ particolarmente utile per la rimozione del mercurio che può essere presente negli spazi tra le cellule e nel nucleo cellulare. L’accumulo di mercurio può causare danni al Dna. E’ efficace anche contro cadmio, piombo e alluminio presenti nelle ossa o nel sistema nervoso. Si consiglia di assumere il coriandolo accompagnato dalla clorella, in modo che le tossine non vengano riassorbite.

4) Curcuma

La curcuma è una spezia di origine orientale molto preziosa e ricca di proprietà benefiche. Tra di esse troviamo la capacità di purificare l’organismo dalle tossine, dai metalli pesanti e dagli agenti inquinanti. Purifica il sangue, facilitala digestione e la depurazione dell’organismo. Le proprietà della curcuma, come comprovato da recenti ricerche scientifiche, vengono attivate in abbinamento al pepe nero. Non dimenticate, dunque, di aggiungere ai vostri piatti un pizzico di entrambe le spezie. Per l’impiego della curcuma a scopo curativo, come integratore, è bene rivolgersi ad un erborista. Per potenziare gli effetti benefici della curcuma, si consiglia, infine, di abbinarla allo zenzero.

5) Aglio

L’aglio non è un semplice alimento, ma un vero e proprio medicinale naturale. E’ conosciuto e utilizzato fin dall’antichità come rimedio naturale per purificare il sangue e migliorare la circolazione. E’ in grado di respingere le tossine dal corpo per via del suo contenuto di zolfo. L’abbondante presenza di selenio bioattivo nell’aglio lo rende efficace per proteggerci dalla tossicità del mercurio. Lo zolfo, invece, contribuisce ad ossidare metalli pesanti come cadmio e piombo, rendendoli solubili in acqua.

6) Acqua e limone

Per ottenere acqua pura, libera dai metalli pesanti e alcalina, è possibile rivolgersi ad alcuni strumenti adatti a renderla alcalina e a depurarla dalle sostanze indesiderate. Bere acqua e limone la mattina presto permette di compiere una profonda pulizia del nostro organismo, favorendo l’eliminazione delle tossine e dei metalli pesanti. Questo rimedio naturale rafforza il sistema immunitario e regola il metabolismo.

7) Frutta e verdura bio

La frutta e la verdura coltivate industrialmente e con l’utilizzo di pesticidi e di fertilizzanti chimici possono rappresentare una delle fonti di metalli pesanti provenienti dalla nostra alimentazione. Scegliere frutta e verdura biologica, o comunque coltivata in modo naturale, permette di limitare la nostra esposizione ai metalli pesanti contenuti nei fitofarmaci. Il consumo stesso di frutta e verdura, ricca d’acqua, favorisce l’espulsione da parte dell’organismo dei metalli pesanti. I maggiori vantaggi, soprattutto dal punto di vista dell’eliminazione delle tossine da parte dell’intestino, si otterrebbero consumando frutta e verdura cruda e biologica.

8) Bentonite

La bentonite è una particolare forma di argilla conosciuta da secoli per le numerose proprietà curative. Viene impiegata da secoli sia come integratore alimentare che per il trattamento delle malattie. E’ ritenuta utile per assorbire virus e tossine. E’ considerata un vero e proprio chelante naturale, efficace per rimuovere i metalli pesanti accumulati nell’organismo. La bentonite, che contiene ioni negativi, sarebbe in grado di attirare le tossine, cariche positivamente. Per una cura disintossicante e chelante a base di bentonite, è bene rivolgersi ad un esperto.

9) Psyllium

Lo psillio, conosciuto anche come Plantago ovata o Plantago psyllium, è uno dei rimedi naturali più noti contro la stitichezza. L’accumulo di tossine e di metalli pesanti può essere dovuto ad un cattivo funzionamento dell’intestino. Per favorire la rimozione e l’espulsione delle sostanze indesiderate, è possibile assumere lo psillio sotto forma di integratore naturale o di decotto. Per una cura a base di psillio, personalizzata in base alla propria condizione di salute, è bene rivolgersi ad un erborista.

10) Omega-3

L’assunzione di integratori e di alimenti ricchi di omega-3 è considerata utile per aiutare il nostro organismo a depurarsi dai metalli pesanti. E’ però necessario porre particolare attenzione alle fonti da cui gli omega-3 provengono. Le tipologie di pesce più ricche di omega-3 possono presentare un elevato contenuto di metalli pesanti. Pensiamo, ad esempio, al salmone. E’ però possibile reperire in commercio integratori a base di acidi grassi essenziali di origine vegetale. Le sostanze necessarie al nostro organismo per la formazione degli omega-3 sono inoltre presenti nei semi di lino, nelle noci e nell’olio di lino.

FONTE: Marta Albè (Greenme)

 
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Pubblicato da su 13 dicembre 2013 in Notizie & Politica

 

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Calabria: Medicina, nuovo laser Navilas per cura retinopatia al Policlinico Germaneto.


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Catanzaro – E’ attivo nella Clinica Oculistica del Campus dell’Università Magna Graecia di Catanzaro l’innovativo Laser “Navilas” (Navigated Laser) che rappresenta un sistema d’avanguardia per il trattamento delle patologie retiniche. ”Il Laser ‘Navilas’ è, al momento – riporta una nota dell’ateneo – l’unico nel Meridione d’Italia grazie all’attivazione nel Policlinico Universitario di Catanzaro, e costituisce l’ultima frontiera nella terapia laser retinica. Attraverso, infatti, questa vera e propria ‘navigazione retinica laser assistita’ si ottimizza il trattamento laser, migliorando qualitativamente il benessere e comfort del paziente”.

“Le opzioni terapeutiche – afferma Giovanni Scorcia, direttore della Clinica oculistica – riguardano tutte le patologie retiniche, comprendendo tra queste la retinopatia diabetica, le occlusioni venose e le patologie vascolari retino coroideali che sono tra le principali cause di cecità nel mondo industrializzato”.

“‘Navilas’ è costituito da tre sistemi integrati fra loro – riporta ancora la nota – che consentono di acquisire in maniera digitale le immagini retiniche, sia fluorangiografiche che a colori o ad infrarosso; pianificare in maniera computerizzata il trattamento laser sulle immagini registrate o importate da altri strumenti; effettuare la terapia laser panretinica o focale con altissima precisione”. “Si tratta pertanto – prosegue Scorcia – di un ulteriore passo in avanti compiuto dalla Clinica Oculistica del Policlinico Universitario di Catanzaro, già all’avanguardia nella diagnostica strumentale e nella terapia chirurgica retinica e corneale. Tutto questo testimonia una realtà d’eccellenza nel panorama oftalmologico nazionale e un punto di riferimento ormai riconosciuto per il trattamento delle patologie retiniche. In questo modo l’auspicio è di contribuire concretamente alla riduzione dell’emigrazione sanitaria che in Calabria rappresenta oggi un capitolo di spesa importante nel bilancio sanitario regionale”.

http://www.lametino.it/Ultimora/calabria-medicina-nuovo-laser-navilas-per-cura-retinopatia-al-policlinico-germaneto.html

 
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Pubblicato da su 15 novembre 2013 in Notizie & Politica

 

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Senato: approvato il ddl che devasta la Costituzione.


Via libera ieri al ddl costituzionale che istituisce il ” Comitato parlamentare per le riforme costituzionali” e modifica l’art. 138 della Carta. Contrari M5S e Sel. L’ultima parola spetta alla Camera.

Il voto è arrivato nonostante le proteste di molti cittadini e costituzionalisti che il 12 ottobre sono scesi in piazza a Roma contro la riforma della Costituzione ideata dalle larghe intese. Il ddl costituzionale 813-b, una volta approvato anche alla Camera per la seconda volta, affiderà a un comitato di 42 parlamentari (20 senatori e 20 deputati, più i presidenti delle commissioni Affari costituzionali) il compito di riscrivere i titoli I, II, III e V della seconda parte della Costituzione, riguardanti Parlamento, presidente della Repubblica, governo, regioni, province e comuni. Di fatto, metà del testo costituzionale. Per bruciare i tempi, il disegno di legge stravolge di fatto anche l’articolo 138 della Carta, dimezzando da tre mesi a 45 giorni l’intervallo tra le due letture con cui le Camere approveranno la futura legge di riforma.

 
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Pubblicato da su 27 ottobre 2013 in Notizie & Politica

 

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Il decreto del governo sarebbe una ferita alla democrazia.


p2 adp Il decreto del governo sarebbe una ferita alla democrazia

Il Paese continua a sprofondare e loro continuano a litigare su tutto. Stiamo sull’orlo del baratro? I nostri politici se ne fregano e proseguono nel bisticciare sulla decadenza del condannato Berlusconi. Questo governo delle larghe intese e l’anomala maggioranza che lo appoggia, infatti, non sono riusciti ad approvare un solo provvedimento per migliorare la situazione economica dell’Italia. La legge di stabilità si è rivelata un salasso per le fasce medio basse della popolazione e ha lasciato intatti i privilegi dei ricchi e della Casta. Non sono riusciti neanche ad iniziare la discussione sull’abrogazione del Porcellum, la prima riforma che doveva fare questo Parlamento.  Le litigiose Camere ora rischiano di essere umiliate con una decisione presa per decreto dal governo, nel frettoloso tentativo di anticipare la sentenza della Consulta che si pronuncerà sulla costituzionalità di questa legge elettorale il 3 dicembre. Tutti sanno che legiferare in materia di legge elettorale è stretta prerogativa del Parlamento. Ma l’esecutivo, con la scusa che si tratta di una decisione urgente, potrebbe scavalcarlo. Sarebbe l’ennesima ferita alla democrazia e alla nostra repubblica parlamentare che, con la riforma costituzionale che sta andando avanti in Parlamento, alcuni spregiudicati vorrebbero trasformare in presidenziale, copiando il modello piduista di Licio Gelli. – See more at: http://www.antoniodipietro.it/2013/10/il-decreto-del-governo-sarebbe-una-ferita-alla-democrazia#sthash.5eZ3l0AH.dpuf

 
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Pubblicato da su 26 ottobre 2013 in Notizie & Politica

 

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LAMEZIA TERME: mostra di funghi nel weekend.


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Oggi e domani alle 9 nel Chiostro del complesso monumentale San Domenico mostra di funghi organizzata dall’associazione micologica e naturalistica “Lametino” e patrocinata dal Comune. Sono previste visite guidate per i ragazzi delle scuole e gli appassionati.
Alla realizzazione dell’evento concorrono 30 soci e tanti volontari il cui obiettivo principale è quello di realizzare un’esposizione con le diversi tipologie di funghi. Un percorso ideale per parlare di rispetto della natura, partendo dall’educazione alla raccolta al consumo dei miceti in piena sicurezza. Visitando la mostra si potranno osservare le caratteristiche di centinaia di specie che variano a seconda delle condizioni climatiche e che provengono prevalentemente dalla Sila Piccola.
«L’iniziativa, ha detto il micologo Gennaro Di Cello, rappresenta anche un importante momento d’informazione riguardo la raccolta e il consumo di funghi con un’attenzione pure alla prevenzione e alla consapevolezza del rischio di avvelenamento. Il tentativo non è solo quello di dare maggiori notizie all’amatore, ma piuttosto quello di promuovere il piacere di raccogliere miceti in maniera consapevole e sicura».
La rassegna fornirà anche dei dati circa le moltissime specie presenti in Calabria, che sono inclusi nel “Progetto speciale funghi” per la mappatura regionale. Un piano al quale i promotori dell’evento stanno collaborando da diversi mesi con i micologi Di Cello, Ernesto Marra e Vincenzo Curcio.

L’associazione è nata nel 2002 ad opera di appassionati e studiosi che ancora oggi in gran parte la rappresentano. Da allora il gruppo è cresciuto e si è evoluto: i soci sono diventati alcune centinaia. Il gruppo, nell’ambito della prevenzione degli avvelenamenti da funghi, della cultura micologica ed ecologica, organizza annualmente diverse attività: corsi, escursioni, gite aperte non solo ai soci ma a chiunque intende acquisire nuove informazioni e conoscenze in campo ambientale e micologico. S’iscrivono all’associazione persone interessate ai funghi, ma anche più in generale alla natura, all’ambiente e alla salute.

http://www.lameziainstrada.it/in-citta/manifestazioni/lamezia-terme-mostra-di-funghi-nel-weekend.html

 
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Pubblicato da su 26 ottobre 2013 in Notizie & Politica

 

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Addio a Giuliano Gemma, morto l’eroe del “western all’italiana” (foto)


ROMA – Giuliano Gemma è morto la sera del 1° ottobre, a 75 anni, in seguito a un grave incidente stradale avvenuto a Cerveteri, vicino Roma.  Un eroe del western all’italiana, ma anche l’interprete di tanto cinema d’autore, da Luchino Visconti a Valerio Zurlini.

Nato a Roma il 2 settembre 1938, ma emiliano di adozione, Gemma arriva al cinema giovanissimo, ma quasi per caso e grazie alla passione sportiva. Ha appena 20 anni quando strappa la prima apparizione su un set (‘Venezia, la luna e tu’ di Dino Risi) e appena due di più quando il giovane Duccio Tessari lo scopre sul set di Messalina.

Morto l'attore Giuliano Gemma

Tessari se ne ricorderà nel 1962, al momento di debuttare con il mitologico ‘Arrivano i titani’ e gli affiderà il ruolo del forzuto Crios. Scelta azzeccata, sia perché il ragazzo ha alle spalle una buona carriera d’atleta con predilezione per il pugilato, sia perché la passione del cinema lo ha portato a girare i set di Cinecittà come comparsa e stuntman, lavori grazie ai quali è stato anche al fianco di Charlton Heston in Ben Hur e di John Barrymore ne ‘I cosacchi’.

Che Gemma non passi inosservato sulla scena del cinema italiano lo conferma anche la scelta di Luchino Visconti che, nello stesso 1962, lo vuole a fianco di Alain Delon e dell’imberbe Mario Girotti (poi Terence Hill) per dar vita al gruppo garibaldino del Gattopardo. A Gemma tocca il ruolo del generale rivoluzionario, il ‘diavolo rosso’ che Delon/Tancredi esibisce a Palazzo Salina come compagno di galanterie e colpi di mano, rinnegati appena indosserà l’uniforme sabauda.

Decorato con gli alamari garibaldini o svestito con i muscoli lucidi in bella vista, Gemma fa sempre bella figura, ma si impiglierebbe in ruoli stereotipati se non avesse la fortuna che già era arrisa al suo mito, Burt Lancaster, incontrato sul set di Visconti. Entrambi costruiscono la prima parte della carriera sulla fisicità (l’italiano si conferma campione del box office europeo di allora, due avventure di Angelica); entrambi diventano divi grazie al western.

Gemma troverà il suo John Ford ancora in Tessari che, nel 1965, gli affida il ruolo da protagonista nello spaghetti western Una pistola per Ringo. Un successo: l’unico personaggio che rivaleggi in popolarità con il pistolero senza nome inventato da Sergio Leone per Clint Eastwood.

Come Montgomery Wood, Giuliano Gemma cavalca una decina di volte nel western all’italiana e ogni film è un successo, tanto da diventare popolarissimo anche all’estero, dall’America al Giappone. L’avventura, il coraggio, l’esibizione della possanza fisica, lo accompagnano da sempre: il servizio militare lo ha fatto nei Vigili del fuoco di Roma, guadagnandosi onori e fama.

Alla fine degli anni ’60 il suo nome è una garanzia al botteghino, ma proprio allora Gemma scopre un secondo aspetto della sua personalità artistica proiettandosi ai confini del cinema d’autore (da Corbari di Valentino Orsini, 1971 a Delitto d’amore di Luigi Comencini, 1973 a Circuito chiuso di Giuliano Montaldo, 1978).

Prova la commedia (Anche gli angeli mangiano fagioli, 1972), cerca la guida dei grandi maestri (Il deserto dei tartari di Valerio Zurlini, 1976), sceglie modelli epici (Il prefetto di ferro di Pasquale Squitieri, 1977) e autoironici (Speriamo che sia femmina di Mario Monicelli, 1986). E quando c’e’ bisogno di lucidare il blasone, rimonta a cavallo e offre il suo volto al leggendario Tex Willer di Monelli in Tex e il signore degli abissi, ancora una volta con il fido Duccio Tessari nel 1985.

Un film che diventa oggetto di culto (lo è ancora) e rilancia una popolarità che l’attore sfrutta per farsi largo nella fiction televisiva, intuendone tra i primi le potenzialità popolari. Una ‘seconda’ carriera proseguita fino ad oggi: basti pensare alla recente serie de ‘Il capitano’.

Divo di quasi 100 film, l’indimenticabile ufficiale del Deserto dei tartari (il suo capolavoro, per il quale ha partecipato all’omaggio a Zurlini all’ultimo festival di Cannes, con la presentazione della copia digitalizzata del film), l’uomo che ha lavorato a fianco di star internazionali quali Kirk Douglas, Rita Hayworth, Henry Fonda, John Huston, Klaus Kinsky, Fernando Rey, Francisco Rabal, Lee Van Cleef, Florinda Bolkan, Liv Ullman, Van Johnson, Ely Wallach, Jack Palance, Max von Sydow, Philippe Noiret, CatherineDeneuve, Ursula Andress, Senta Berger, Claudia Cardinale, aveva scoperto di recente la passione per la scultura, arte che ha coltivato insieme allo sport (scalate, sci, paracadutismo) e alla recitazione.

(Foto Ansa)

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Addio a Giuliano Gemma, morto l'eroe del "western all'italiana" 4

Addio a Giuliano Gemma, morto l'eroe del "western all'italiana"

http://www.blitzquotidiano.it/foto-notizie/addio-a-giuliano-gemma-morto-leroe-del-western-allitaliana-1680983/

 
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Pubblicato da su 2 ottobre 2013 in Notizie & Politica

 

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Tenta il suicidio perché non lavora, salvato dalla polizia.


Tenta il suicidio perché non lavora, salvato dalla polizia

VIBO VALENTIA Gli agenti della polizia di Stato di Vibo Valentia hanno sventato il suicidio di un uomo di 56 anni, originario di Catania e residente a Mileto, nel vibonese. L’uomo, depresso a causa della perdita del lavoro, si era incamminato lungo la linea ferroviaria aspettando l’arrivo di un treno. I poliziotti sono riusciti a bloccare il convoglio impedendo all’uomo di togliersi la vita. Il cinquantaseienne, ricoverato in ospedale, ha poi raccontato il motivo del gesto.

 
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Pubblicato da su 1 ottobre 2013 in Notizie & Politica

 

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«Niente scontrini». E Grillo lo sostiene.


Un commerciante di Montalto Uffugo, Roberto Corsi, protesta da mesi contro lo Stato a causa delle sue difficoltà economiche.

MONTALTO UFFUGO Il commerciante di Montalto Uffugo, Roberto Corsi, continua a far parlare di sé. Da qualche mese ha deciso di consegnare carta d’identità, licenza di vendita e non emettere più scontrini per denunciare lo Stato che, dice, lo ha abbandonato. A portarlo come testimonianza «dell’oppressione fiscale subita da commercianti e artigiani», è stato il blog di Beppe Grillo con un post subito ripreso da Giulia Sarti, deputata del Movimento 5 Stelle. «Dovremmo diventare tutti Roberto Corsi», si legge sul sito.
La storia del commerciante è stata riportata da il giornale online lamiapartitaiva.it «Sono 43 giorni», racconta l’uomo, «che ho deciso di buttare fuori lo Stato dal mio negozio. Ho portato il registratore di cassa fuori dal negozio e non emetto più scontrini. Offro ai miei clienti uno sconto del 21%. Ogni volta che vado dal commercialista è una roulette russa. Sei congruo, non sei congruo. Spia gialla, spia verde, spia rossa. La dovete accettare signor sindaco. Preferisco essere clandestino in Italia perché almeno posso guadagnare 36 euro al giorno, quanto prendono i clandestini. Sono stanco – conclude – Sto lottando per i miei figli. Mi sono rimaste solo le mutande».
Le ragione della sua protesta, ha raccontato ai giornalisti il commerciante Roberto Corsi, sono nate da una situazione di esasperazione e difficoltà economica. «Dovevo decidere se lasciarmi andare, come purtroppo fanno tanti imprenditori in questo tragico momento, o difendermi. Ho scelto la seconda strada. Ho il sacrosanto dovere di prendermi cura di mia moglie e dei due miei figli. So benissimo che chi non paga le tasse è un evasore, ma mi trovo in uno stato di necessità. Sono qui, nel mio negozio, non mi nascondo. Ho preferito mettere un piatto caldo sulla tavola della mia famiglia piuttosto che andare a ingrassare con i miei soldi le pance dei nostri politici. Soffro, impotente, per tutto quello che vedo e per i nostri giovani senza futuro».

http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/17742_niente_scontrini_e_grillo_lo_sostiene/

 
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Pubblicato da su 23 settembre 2013 in Notizie & Politica

 

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Corruzione: perquisite diverse sedi di Equitalia.


Cinque indagati, tra cui il direttore di Equitalia Nord Francesco Pasquino. Prendevano mazzette in cambio di dilazioni. L’ira dei Consumatori.

Irruzione della Guardia di Finanza negli uffici di Equitalia di mezza Italia. Sono indagate 5 persone, tra cui il direttore regionale per la Liguria di Equitalia Nord Francesco Pasquino (la società riscuote in Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige). L’ipotesi di reato a carico di Pasquino è corruzione, si sospetta che abbia concesso dei favori su alcune cartelle esattoriali e si parla di numerosi episodi.

Da Venezia a Caserta

Il caso è però molto esteso, e coinvolge più persone: oltre agli uffici di alcuni funzionari e diverse sedi dell’Inps le Fiamme Gialle hanno fatto irruzione in 29 sedi di Equitalia a Genova, Roma, Tivoli Venezia, Caserta, Napoli e altre città. Sono in corso anche perquisizioni in abitazioni e uffici di imprenditori e si parla di tre acquisizioni documentali negli uffici di Equitalia, dell’Inps e presso i domicili degli indagati. L’indagine è coordinata dalla Procura di Roma.

Mazzette, rateizzazioni e dati falsi

Secondo l’accusa i funzionari degli uffici esattoriali, previo il pagamento di mazzette, garantivano vantaggi, come rateizzazioni, a imprenditori e professionisti, anche in assenza di requisiti. Gli investigatori, inoltre, ritengono che le cinque persone indagate avrebbero anche interferito nelle procedure di versamento dei contributi previdenziali (di qui le perquisizioni all’Inps) alterando così sia la correttezza dei dati relativi ai pagamenti, sia la loro visibilità, con l’obiettivo di ottenere la rinuncia, da parte dell’ente di riscossione, ad adottare procedure di esecuzione immobiliare.

Equitalia: “Stiamo collaborando”

Immediato è arrivato il comunicato s tampa di Equitalia, dove si legge che la società “sta già collaborando con gli inquirenti affinché venga fatta piena luce sui fatti oggetto di indagine e sulle eventuali responsabilità”.”A tal fine”, prosegue la nota, “rimarrà a disposizione per fornire tutti i documenti e le informazioni necessari e procederà a porre in essere le opportune iniziative a tutela della funzione pubblica dell’agente della riscossione e della propria immagine”.

Ma l’amarezza e la rabbia dei contribuenti, in queste ore, è irrefrenabile. Anche le associazioni di consumatori sono sul piede di guerra, e hanno diramato comunicati di fuoco, chiedendo subito di fare chiarezza “Le indagini devono andare a fondo a quello che per noi oggi è un vero paradosso”, dicono le associazioni dei consumatori. “La macchina che per tanto tempo ha affamato le famiglie con le sue cartelle pazze e i suoi salassi viene indagata addirittura per corruzione nella riscossione dei tributi. L’alterazione della correttezza dei dati nei versamenti e la concessione di rateizzazioni in cambio di denaro è un reato grave e discriminatorio, soprattutto alla luce di tutti i problemi causati da questo grande e disorganizzato apparato”.

Giulia Nitti
Spunti tratti da: il salvagente.it

 
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Pubblicato da su 20 settembre 2013 in Notizie & Politica

 

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Tlc, l’Europa cambia le regole: Roaming gratuito, tariffe più semplici.


DA LUGLIO 2014 ricevere chiamate in Europa costerà quanto in Italia. E da luglio 2016 non ci saranno più sovrapprezzi di “roaming”” nemmeno per le chiamate in uscita. È una delle grandi novità che porta con sé il pacchetto di norme adottato oggi dalla Commissione europea. Ma ce ne sono molte altre, perché la nuova normativa è una rivoluzione del settore delle comunicazioni elettroniche (telefonia, internet). Lo scopo è inaugurare un mercato unico per questi servizi, in Europa, e così “portare l’Europa fuori dalla crisi, creare posti di lavoro”, riassume Neelie Kroes, il commissario Ue che ha firmato il pacchetto.
L’idea di fondo è ridurre le differenze di regole che ancora permangono tra i diversi Paesi europei in fatto di telecomunicazioni. Differenze che secondo la Commissione stanno stritolando questo mercato, indebolendo gli operatori – soprattutto nei confronti delle controparti extraeuropee – e con loro tutta l’economia del continente. Il taglio del roaming potrebbe sembrare in contraddizione con l’obiettivo di aiutare il mercato delle telco, visto che ne verranno perdite per gli operatori (pari a sei miliardi di euro, si lamentano i big come Vodafone, Orange e Telefonica). Ma Kroes crede che eliminare le “frontiere” tariffarie tra Paesi sia uno stimolo per l’economia (per la circolazione di merci e persone) e quindi indirettamente per tutti i soggetti che operano in Europa. Per di più, il pacchetto dà il diritto agli utenti di fare il cosiddetto “decoupling”: da luglio 2014 poter usare la propria normale sim con i servizi di un altro operatore, all’estero, e così ottenere tariffe di roaming migliori.

Un mercato unico per le telecomunicazioni europee. Altre cose avranno un impatto diretto sul mercato: come la nascita di una licenza unica europea con cui gli operatori potranno offrire servizi su tutti i 28 Paesi dell’unione. Oppure la facoltà della Commissione di armonizzare le regole di settore a livello Europeo, riducendo le attuali divergenze tra i vari Paesi. Stabilire regole comuni e uniformi è una rivoluzione sistemica, per la normativa di settore. Aumentare il potere della Commissione comporta, tra l’altro, limitare lo spazio d’intervento delle Authority Tlc nazionali (Agcom, in Italia). Il sesto (e ultimo) capitolo della proposta Kroes è molto chiaro, a riguardo. Si legge che la Commissione potrà chiedere alle Authority di ritirare alcuni “rimedi regolatori” (nuovi obblighi imposti agli operatori), qualora questi fossero divergenti rispetto alle regole in vigore in altri Paesi.

Dichiarazioni. “Ulteriori progressi sostanziali verso un mercato unico europeo delle telecomunicazioni – ha dichiarato il presidente della commissione europea, Jose Manuel Barroso – sono fondamentali per gli interessi strategici dell’Europa e il suo progresso economico. Per il settore delle telecomunicazioni in sè e per i cittadini che sono frustrati perché non hanno un pieno ed equo accesso ai servizi internet e di telefonia mobile”. “La legislazione proposta oggi – ha aggiunto il vicepresidente, nonché commissario responsabile per l’agenda digitale Neelie Kroes – è una grande notizia per il futuro della telefonia mobile e di internet in Europa. La commissione europea dice no ai premi nel roaming, sì alla neutralità della rete, sì agli investimenti, sì a nuovi posti di lavoro”.

Insomma, l’obiettivo di fare regole comuni in Europa si impone sul libero arbitrio delle Authority nazionali. Questa novità può essere importante soprattutto nei Paesi dove il mercato è molto diverso dal resto d’Europa e che quindi in passato hanno spesso avuto regole nazionali divergenti: come l’Italia, appunto. Sul nostro mercato pesa in particolare la norma che mira ad armonizzare le regole del mercato all’ingrosso (cioè quelle che permettono agli operatori alternativi di usare la rete dell’ex monopolista; Telecom Italia, da noi). Nello specifico, la norma garantisce anche agli ex monopolisti prezzi stabili per l’accesso dei concorrenti alla rete in rame. Tema bollente, in Italia. Agcom ha tagliato a luglio i prezzi e la Commissione le ha chiesto di rivedere questa scelta entro i prossimi due mesi. Con la nuova normativa, gli spazi di manovra Agcom saranno ancora più limitati. Ricordiamo che i costi all’ingrosso in capo agli operatori si riflettono direttamente su quelli che gli utenti pagano per telefono e Adsl.

Nuovi diritti per gli utenti. La normativa guarda anche agli utenti e obbliga gli operatori a una maggiore trasparenza sulla qualità del servizio internet offerto agli utenti, su eventuali limitazioni. Sono aspetti già garantiti in Italia nelle norme Agcom. Da noi però avrà impatto la norma secondo cui nessun contratto può durare più di 24 mesi (quelli di telefonia mobile arrivano a 30) e che comunque l’operatore deve sempre fornire, per tutte le offerte, un’opzione con scadenza a dodici mesi. Un’altra cosa che ancora in Italia non è garantita: avremo diritto a mantenere la nostra mail per due anni quando cambiamo operatore. Potremo avere un servizio di inoltro sulla mail fornita dal nuovo operatore.

Le polemiche sulla libertà di internet. Ci sono anche norme che consentono agli operatori di fare accordi con fornitori di contenuti o servizi (come Google o editori) per offrire agli utenti servizi a qualità garantita. Una sorta di corsia preferenziale su internet che, secondo molti, è una violazione della neutralità della rete, cioè degli equilibri della rete come l’abbiamo conosciuta finora. Kroes si è sempre difesa dicendo che invece il testo tutela la neutralità della rete perché obbliga gli operatori a fornire una qualità minima sui servizi della normale internet. Secondo Kroes, insomma, la nascita dei servizi a qualità garantita non mina quelli di internet. Ma su questo punto c’è stata molta polemica, anche in seno alla Commissione europea, tanto che il testo ha vacillato fino all’ultimo. E’ stato adottato oggi solo per l’impegno, da paciere, del presidente della Commissione José Barroso. Gli interessi economici in gioco, per l’Europa, sono infatti altissimi. “Dobbiamo adottare una proposta che ci permetta di arrivare a un mercato unico delle telecomunicazioni – aveva detto Barroso – e i cittadini sanno che l’Europa ha ridotto notevolmente il costo del roaming. La nostra proposta confermerà questa possibilità, che offrirà nuove opportunità anche per le imprese”.

I prossimi passi. Le polemiche comunque potrebbero avere ancora un peso sul destino delle nuove norme. Adesso infatti il testo dovrà andare in Parlamento e in Consiglio europeo, prima di diventare legge in tutti i Paesi dell’Unione. Soprattutto in Parlamento UE i politici sostenitori storici della neutralità della rete (come i socialisti) faranno probabilmente battaglia contro il testo della Commissione.

 

 
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Pubblicato da su 12 settembre 2013 in Notizie & Politica

 

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Lamezia: Esplosione in azienda area industriale, due morti.


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Lamezia Terme – Un’esplosione si è verificata all’interno della zona industriale ex Sir. Sembra si tratti di un’ azienda che produce biodiesel. Dalle prime indiscrezioni che trapelano sembra che l’incendio abbia interessato una caldaia. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco assieme alle forze dell’ordine e personale del 118. Aggiornamenti e foto nei prossimi minuti.

Aggiornamento

L’esplosione è avvenuta all’interno dello stabilimento di San Pietro Lametino della Ilsap Biopro, un’azienda che produce oli raffinati, biomasse, glicerina e biodiesel. Secondo le prime notizie fornite dalle forze dell’ordine due operai sono morti ed un terzo è rimasto ferito. Sul posto sono intervenuti, oltre alle forze dell’ordine, i vigili del fuoco, che stanno accertando la natura di vapori che si sono liberati nell’aria.

E’ molto grave l’operaio rimasto ferito nell’esplosione della cisterna nell’azienda Ilsap di San Pietro che è stato trasportato a Catania dall’elisoccorso. L’uomo ha ustioni su tutto il corpo e le sue condizioni sono disperate. Nel momento dell’esplosione, secondo le prime notizie raccolte dagli investigatori, nel silos erano in corso lavori di manutenzione. Una gru con un cestello per fare salire gli operai è ancora vicino alla struttura. Nel frattempo sul posto è giunto anche il sostituito procuratore Luigi Maffia. Ancora sono sconosciute le dinamiche dell’incidente, ma le forze dell’ordine e i vigili del fuoco stanno effettuando ulteriori rilievi. La zona è interdetta alla maggior parte delle persone presenti sul posto che attendono al di fuori dell’azienda. I due operai morti sono originari di latina mentre l’operaio ferito di Firenze. Secondo quanto riferiscono alcuni testimoni sembra che una delle due vittime sia stata scaraventata a diversi metri di distanza mentre l’altra vittima è rimasta nel cestello sul quale si trovava nel momento in cui è stata investita dall’onda d’urto. Proprio per questo il recupero di questa seconda vittima è risultata sin da subito molto difficoltosa. Sembrerebbe che due operai siano rimasti intossicati. 

I due operai morti sono Daniele Gasbarrone di Latina e Alessandro Panella di Velletri, entrambi di 32 anni. L’operaio ferito, invece, è Enrico Amati, di 37 anni, della Val di Chiana, in Toscana. La sede legale della Ilsap Bipro, l’azienda in cui è avvenuto l’incidente, è a Latina, mentre quella operativa è a Lamezia Terme. Le due vittime, secondo quanto si è appreso, lavoravano come saldatori e non è escluso fossero impegnati nella manutenzione della cisterna. Una donna che ha assistito all’incidente ha detto di avere sentito uno scoppio e di avere visto una fiammata e qualcosa che volava in aria. Sono stati investiti da una fiammata improvvisa, mentre stavano facendo lavori di saldatura, i due operai morti e quello rimasto ferito in maniera molto grave nell’esplosione. Uno dei cadaveri, completamente carbonizzato, si trova nel cestello di una gru posizionata a fianco del silos e sulla quale lavoravano gli operai. Gli investigatori non escludono che si possa essere formata una nuvola di gas derivante dalla lavorazione degli oli.

REAZIONI

Presidente Napolitano: “Sono particolarmente colpito”

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, particolarmente colpito dalla notizia del tragico incidente sul lavoro verificatosi nell’area industriale di Lamezia Terme in cui hanno perso la vita due operai, ha espresso ai familiari delle vittime sentimenti di commosso cordoglio e di partecipe vicinanza. Lo rende noto un comunicato del Quirinale nel quale si sottolinea che ”il Capo dello Stato continua a seguire le condizioni di salute dell’altro operaio rimasto ferito”.

Vescovo di Lamezia monsignor Cantafora

“Abbiamo appreso con sgomento e profonda tristezza la notizia del grave incidente nell’area industriale di Lamezia Terme. Queste sono ore di dolore e angoscia che nessuno vorrebbe vivere. In questo momento, penso alle mogli e ai figli che a casa, sono venuti a conoscenza di questa tragedia, sono loro particolarmente vicino. Raccomandiamo al Signore le vittime e i loro familiari, mentre unanime si fa l’appello per la sicurezza di chi lavora. Mentre si attende di comprendere le dinamiche di questo incidente, invito tutta la comunità diocesana a stringersi nella preghiera e ad essere solidale con quanti vivono queste ore di dolore”.

Sindaco di Lamezia Speranza

“Apprendo in questo momento della gravissima tragedia avvenuta in un’azienda dell’area industriale di Lamezia, due lavoratori morti e uno gravemente ferito. Esprimo lo sgomento e il profondo cordoglio dell’Amministrazione e della città. Siamo vicini alle famiglie delle vittime e dei feriti. La polizia municipale ed i responsabili di altri settori del comune sono già sul posto a portare soccorso. Mi sto recando personalmente sul luogo della tragedia a rendermi conto della situazione”.

Partito della Rifondazione Comunista

“In Calabria la salute e la sicurezza dei cittadini è messa a dura prova non solo dalla gravità delle condizioni socio economiche in cui versa la regione ma anche dalla mancata applicazione di leggi e dalla mancanza di servizi efficienti. Al dramma della disoccupazione infatti si aggiunge quello dell’assoluta mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro evidenziata dalla frequenza di infortuni spesso gravi e mortali come quello accaduto oggi nell’azienda Ilsap Biopro presso l’area industriale di Lamezia Terme dove hanno perso la vita due giovani lavoratori mentre un terzo è stato trasportato, in gravi condizioni all’ospedale di Catania. Queste tragedie, come altri incidenti sul lavoro potrebbero essere opportunamente evitati se solo gli strumenti di prevenzione venissero adeguatamente utilizzati e le norme di sicurezza fossero rispettate. Oggi oltre alle doverose indagini che individuino i colpevoli di quest’ennesimo omicidio sono necessarie azioni della magistratura sul tema della sicurezza sul lavoro e su quella ambientale in tutta l’area industriale affinché più nessuno debba essere ucciso sul lavoro”.

Galati (Pdl): “Dolore e angoscia”

“Dolore e angoscia sono i sentimenti che ci accompagnano in questo momento a seguito del grave incidente avvenuto presso un’azienda dell’area industriale di Lamezia Terme in cui hanno perso la vita due lavoratori, mentre un altro è rimasto gravemente ferito”. Lo afferma, in una dichiarazione, il deputato del Pdl Giuseppe Galati. ”Sono momenti di profonda tristezza – aggiunge – per la città e per i familiari delle vittime e dei feriti coinvolti, ai quali non posso che esprimere la mia vicinanza per quanto accaduto”.

Scopelliti: “Incidente sconcertante”

“A nome mio e di tutta la Giunta regionale della Calabria esprimo sincero cordoglio alle famiglie delle vittime della tragedia avvenuta nel silos di uno stabilimento industriale di Lamezia Terme”. Lo dichiara, attraverso una nota dell’ufficio stampa della Giunta, il Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti. “Si tratta – aggiunge – di un incidente gravissimo e sconcertante che addolora tutta la comunità calabrese. Voglio ribadire la nostra totale solidarietà e vicinanza alle persone che in queste ore stanno vivendo un triste dramma”

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http://www.lametino.it/Ultimora/lamezia-esplosione-in-azienda-area-industriale.html

 
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Pubblicato da su 12 settembre 2013 in Notizie & Politica

 

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”Ticket dei celiaci anche nei supermercati”: 25.000 firme.


Un kg di farina senza glutine costa 7 euro, contro quella tradizionale a 0,72. I frollini arrivano addirittura a 17,31 euro, rispetto ad una media di 4,19 euro. E sono solo due dei tantissimi esempi che si potrebbero fare.
Lo scarto tra i prezzi dei prodotti convenzionali e quelli dedicati ai celiaci è enorme, come ha denunciato Il Salvagente qualche mese fa. E come non bastasse, c’è anche una grande differenza tra i prodotti acquistati in farmacia e quelli nella grande distribuzione.


In un supermercato, per capirci, un chilo di rosette senza glutine costa circa 10,20 euro, contro i 13,69 di una farmacia. Distorsione simile per la pasta: 8,32 euro in farmacia e 4,86 al supermercato.

La petizione: già 25.000 firme

Eppure, paradossalmente, il “buono” mensile di circa 100 euro mensili erogati dallo Stato può essere speso solo in farmacia. Ecco allora che da Change.org, la più grande piattaforma on line di campagne sociali, arriva una petizione per consentire l’uso del ticket anche nella grande distribuzione. Che in pochissimo tempo ha raggiunto le 25.000 firme.

Lanciata da una mamma

A lanciare la petizione Marina Pellizzari, mamma di un bambino celiaco.
La petizione, indirizzata al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, sottolinea che i prezzi dei prodotti per celiaci sono molto alti, ma nei supermercati sono comunque più convenienti.
“Chiediamo quindi che venga consentito l’uso del ticket per celiaci erogato dallo Stato non solo nelle farmacie ma anche nei supermercati”: è l’appello. Che sottolinea: “Se non hai nessun conoscente celiaco, firma per solidarietà nei confronti di chi lo è…una persona ogni cento è celiaca”!

 Fonte: il salvagente.it

 
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Pubblicato da su 2 settembre 2013 in Notizie & Politica

 

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Quando le tasse cambiano solo nome in 15 anni imposte locali salite del 114%.


L’hanno chiamato pomposamente federalismo fiscale, abbiamo scoperto che si traduceva prosaicamente in: più tasse per tutti. È il frutto avvelenato del fisco creativo della seconda Repubblica che – certo – insieme alla ubriacatura a corrente alternata per le devoluzioni ha dovuto fare i conti con il debito monstre prodotto dalla prima Repubblica dei partiti. Siamo arrivati così a una pressione fiscale che sfiora il 45 per cento. Tasse, tasse e sempre tasse. Con una babele di acronimi orribili (Ici, Irap, Irpef, Tarsu, Tia, Imu, Ires), altri improponibili e dal futuro già segnato (Taser che è anche una pistola, usata dai poliziotti americani, per sparare scariche elettriche) fino ad approdare ai confortevoli ma assai nebulosi anglicismi: Service tax. E cioè?

Quando le tasse cambiano solo nome. In 15 anni imposte locali salite del 114%

 Dal 1996 al 2011, in quindici anni, le entrate tributarie dei governi locali (Regioni, Province e Comuni), bilanci dello Stato alla mano analizzati dal centro studi della Cgia di Mestre, sono letteralmente esplose: + 114,4 per cento, pari in termini assoluti a una crescita di circa 102 miliardi di euro. Sono usciti dalle tasche degli italiani per andare (più o meno) nelle casse dei governi locali ai quali lo Stato centrale ha via via attribuito più competenze ma anche tagliato più trasferimenti. I Comuni, mediamente, sono con l’acqua alla gola. Quelli praticamente falliti come Taranto, Catania e la stessa Roma sono stati salvati. Dallo Stato centrale, però. Con le tasse di tutti, senza che nessuno abbia mai pagato pegno.

Si è cominciato con l’Ici, agli albori della seconda Repubblica, era il 1992. L’imposta comunale sugli immobili. Che però è stata prima abolita (Silvio Berlusconi ci vinse la sua penultima campagna elettorale) proprio quando arrivava (si fa per dire) il federalismo fiscale, per essere sostituita dall’Imu che però non piace più e diventerà Service tax, di cui faranno parte la Tari, che prenderà il posto della Tarsu o della Tia (le imposte sui rifiuti), e la Tasi, ossia la “misteriosa” (copyright di Massimo Bordignon sul sito lavoce. info) imposta sui servizi indivisibili. I criteri per il prelievo della Service tax saranno fissati dai singoli Comuni con alcuni paletti stabiliti dal governo centrale. Alla fine una girandola di sigle che – chissà perché – fa venire in mente la celebre frase del Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. Appunto.

Una tassa nuova con le vecchie dentro sembra un buon metodo. Già sperimentato. Con l’Irap (l’imposta regionale sulle attività produttive), ad esempio, la tassa più odiata dagli imprenditori italiani. Che nel 1998, assorbì i contributi sanitari, la tassa sulla salute, l’Ilor e l’Iciap. Sull’Irap e sull’Irpef poi – lo sappiamo a spese nostre – le Regioni possono intervenire con la loro “addizionale” che vuol dire far pagare di più soprattutto per colpa dei buchi nella sanità. Meccanismo che non va confuso con quello della “compartecipazione” (i vari livelli di governo si distribuiscono l’entrata) che vale anche, per esempio, per le accise sulla benzina. Sempre tasse sono. Con più esattori, però. E sempre gli stessi contribuenti.

Tasse e tariffe. Perché altrimenti come si fa a finanziare i servizi locali, dai trasporti alla raccolta dei rifiuti, dalla fornitura della luce a quella dell’acqua? A questo servono le tariffe. E per colpa della crisi, delle politiche di austerity imposte dalla Commissione di Bruxelles e dalla Bce di Mario Draghi, e il conseguente drastico taglio dei trasferimenti dal centro alla periferia, le tariffe locali si sono impennate. In un anno – dati dell’Uniocamere – sono aumentate del 4,9 per cento, ben oltre il tasso di inflazione che, nell’arco dell’ultimo anno, si è attestato intorno al 3 per cento. Ed è nei trasporti che l’incremento del costo del servizio è stato tra i più marcati: in media +5,3 per cento con un picco del 9,3 per cento nei collegamenti extra urbani. Solo di poco inferiore l’aumento delle tariffe per la fornitura dell’acqua: + 6,7 per cento. E + 4,7 per cento quello per i rifiuti.

Che cosa resta del liberale principio “no taxation without representation”? L’illusione che quando si va alle urne (nazionali e locali) qualcuno prima o poi mantenga la promessa di abbassarle le tasse senza sostenere di non poterlo fare per colpa del buco lasciato in eredità dal suo predecessore. E senza cambiare solo il nome alle vecchie tasse.

di ROBERTO MANIA

 
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Pubblicato da su 2 settembre 2013 in Notizie & Politica

 

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Benedetti quattrini.


I beni “evaporati” a San Giovanni in Fiore. La casa di cura nei locali dell’Abbazia Florense. I soldi delle offerte a San Francesco di Paola giocati in borsa. Quando le vie della religiosità si incrociano con le indagini delle Procure.

IN EDICOLA | Benedetti quattrini

La storia inizia nel 2006, a dicembre. A San Giovanni in Fiore – nella parrocchia che ha nella sua “giurisdizione” anche l’Abbazia Florense – arriva un nuovo parroco, Santo Canonaco. Trova conti svuotati e molte fatture da pagare. Il 7 dicembre di quell’anno scrive una lettera al suo predecessore, Francesco Spadafora. È un elenco di bollette e debiti, ai quali si aggiungono diversi beni di proprietà della Curia: sono “evaporati”. Don Santo “resiste” per otto mesi, poi va via e il suo posto viene preso da don Germano Anastasio. Le liturgie domenicali si sommano a quelle per la ricerca dei beni spariti. Fino a quando i carabinieri non raccolgono la denuncia del nuovo parroco. Parte l’inchiesta della Procura di Cosenza, che cerca di far luce sulla vendita di 50 loculi, ceduti con contratti considerati «assolutamente nulli» dall’accusa. E poi sulla scomparsa di  cornici, confessionali, crocefissi, calici, candelieri. E pure di un inginocchiatoio. C’è anche un capitolo che riguarda la vendita di alcuni terreni a Rocca di Neto: la Curia aveva autorizzato la transazione per 35mila euro; pare che ne siano passati di mano più del doppio.
Don Spadafora patteggia la pena di un anno, ma il procedimento va avanti e sfiora un nome eccellente. È il vescovo di San Marco Argentano-Scalea, Leonardo Bonanno, indagato perché avrebbe rivelato notizie coperte dal segreto proprio a don Francesco.
Dei soldi scomparsi – alcune stime parlano di due milioni di euro – non c’è traccia.
Ma la storia si arricchisce di un nuovo particolare, che non finisce nell’inchiesta ma fa discutere molto tra i monti della Sila. L’ospizio “San Vincenzo de’ Paoli”, che si trova al piano terra e al primo piano dell’abbazia, viene ceduto a titolo gratuito  a una società. Che si chiama proprio “San Vincenzo de’ Paoli srl”. La parrocchia, si legge nell’atto di cessione, era «proprietaria e titolare dell’attività di assistenza agli anziani, svolta da oltre 50 anni». Attività ceduta, il 3 maggio del 2006, alla srl che si era costituita quello stesso giorno. Per un dirigente del Comune, quella srl «esercita l’attività ricettiva di assistenza agli anziani fin dal 1946 ed è l’unica struttura operante sul territorio di San Giovanni in Fiore». Parere necessario per ottenere l’accreditamento. I livelli politici del Comune disconoscono l’atto e reclamano i locali della casa di cura. Ma, a sette di distanza, nulla è cambiato.
È un caso, quello della parrocchia di San Giovanni in Fiore, che si somma ad altri nei quali le procure hanno messo nel mirino la gestione dei denari da parte della Chiesa. A Paola i soldi delle offerte ai frati Minimi sarebbero scomparsi e poi riapparsi su conti privati e in speculazioni di borsa. A San Pietro in Amantea, invece, un parroco avrebbe fatto carte false pur di dare il via all’apertura di un museo dei cimeli tecnologici. Mentre, a pochi chilometri di distanza, a Serra d’Aiello, quel che resta dell’Istituto Papa Giovanni ricorda il caso più doloroso di utilizzo deviato dei fondi (pubblici) destinati a un’attività legata alla Curia di Cosenza: mentre i pazienti della struttura vivevano in condizioni assai poco dignitose, don Alfredo Luberto, responsabile delle finanze dell’Ipg, acquistava per sé dipinti di pregio e attrezzi per tenersi in forma. (0020)

La storia di copertina “Benedetti quattrini”, con i servizi di Roberto De Santo e Pablo Petrasso, è sul numero 115 del Corriere della Calabria, in edicola fino al 5 settembre.

http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/17252_in_edicola__benedetti_quattrini/

 

 
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Pubblicato da su 31 agosto 2013 in Notizie & Politica

 

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Cardarelli, chirurgo opera mentre ha l’infarto.


Claudio Vitale, 59 anni, primario nel reparto di Neurochirurgia all’ospedale Cardarelli ha portato a termine l´intervento su un ammalato di tumore al cervello nonostante un attacco cardiaco. Finito l’intervento è stato sottoposto ad “angioplastica” ed è stato ricoverato in Terapia intensiva. Ora stanno bene. Entrambi, medico e paziente
di Giuseppe Del Bello
«Non potevo abbandonare in un momento delicato. E non sono un eroe, ho solo fatto il mio dovere». Si schermisce e glissa sul fatto che ci poteva rimettere la vita, il neurochirurgo che ha continuato ad operare con un infarto addosso.Cardarelli, tarda mattina di lunedì scorso. Sul lettino del complesso di Neurochirurgia c´è un anziano paziente, affetto da “glioblastoma”. È un tumore che ha coinvolto una delicata area del cervello. Gli anestesisti gli infilano l´ago in vena, lentamente parte la soluzione che induce il sonno artificiale. Pronto, “lavato” come si dice in gergo tecnico e con la mascherina sul viso, c´è Claudio Vitale, il 59enne primario “incaricato”. Inizia l´intervento.

Tutto sembra filare liscio, ma Vitale a un certo punto accusa un dolore al petto. È molto forte. Una smorfia, il chirurgo continua. Pensa a un reumatismo, si concentra sul campo operatorio. Ma col passare dei minuti, quel pugno al centro del torace si fa sempre più stretto. Lo specialista intuisce la gravità. Può essere un attacco cardiaco. Lo dice ai collaboratori. Lo invitano a smettere, lui si rifiuta. C´è un´emorragia da dominare e Vitale acconsente solo a farsi fare un prelievo di sangue per avere conferma del sospetto. Dieci minuti e l´infermiere agita il referto: “Infarto posteriore”.

Il medico dovrebbe lasciare, ma da lui ancora un no deciso: «Prima finisco, poi mi ricovero». Sopporta il dolore e conclude l´intervento. Con successo. Nell´antisala è pronta la barella e trenta minuti dopo Vitale è sottoposto ad “angioplastica” per disostruire la coronaria. In serata è in Terapia intensiva. Ora stanno bene. Entrambi, medico e paziente.

http://napoli.repubblica.it/dettaglio/cardarelli-chirurgo-opera-mentre-ha-linfarto/1607055

 
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Pubblicato da su 30 agosto 2013 in Notizie & Politica

 

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DEPUTATI SCROCCONI: la Vezzali assente a 1041 votazioni su 1043.


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Valentina Vezzali è davvero una parlamentare da record: è riuscita a bucare finora 1041 votazioni su 1043 effettuate dalla Camera dei Deputati. Non male no? Solo due volte ha partecipato al voto, una ha marcato visita come “assente” e per il resto (1040) figura “in missione”. In missione dove? In pedana, ovviamente. Lì, infatti, è tornata a raccogliere medaglie d’oro con la maglia azzurra cosa di cui, per l’amor del cielo, le siamo tutti grati. Ma che c’azzecca questo con la seggiola (e lo stipendio) da deputata?
A inizio agosto, prima di partecipare ai Mondiali di Budapest, la Vezzali ha rilasciato un’intervista alla Stampa, in cui s’è difesa dicendo, in sostanza, che il parlamentare lo si può fare anche senza andare a Montecitorio. Perfetto: adesso proviamo ad applicarlo ad ogni mestiere, perché no? Si può essere professori senza andare in aula, si può essere operai senza andare in fabbrica, si può essere impiegati senza andare mai in ufficio… Non sarebbe un mondo meraviglioso? Purtroppo, spiace deludervi: non vale per tutti. Vale solo per le campionesse alla Vezzali, cui si perdona ogni cosa. Tanto è vero che i giornali la dipingono come un’eroina, che ha partorito a maggio e a giugno già era tornata a tirare di scherma, e via dunque con i “mamma da record”, “campionessa e madre” e iniezioni di grande entusiasmo.

Pensate un pò, dopo aver vinto la medaglia ai Mondiali è tornata a casa, a Senigallia, e si è fatta fotografare in riva al mare col passeggino: emozionante, no? Non si ferma davanti a nulla.. E, in effetti, sarebbe tutto perfetto, meraviglioso se Vezzali, mamma e campionessa, non avesse scelto, nel frattempo, anche di candidarsi nelle fila di Scelta Civica e di farsi eleggere deputata. Un impegno che richiede serietà, presenza, dedizione per rispetto degli italiani che le pagano il lauto stipendio alla fine del mese e si aspetterebbero in cambio qualcosa di più che il 99,71% di assenze ai lavori parlamentari. Ora Valentina, inebriata dalla nuova medaglia e dall’incenso dei giornali, ha già annunciato che continuerà fino alle Olimpiadi di Rio del 2016. Ne siamo felici e le garantiamo fin d’ora pieno sostegno e tifo appassionato. Ma in cambio lei ci deve un cosa: la lettera di dimissioni dal Parlamento. (Mario Giordano)

 
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Pubblicato da su 29 agosto 2013 in Notizie & Politica

 

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La Siria e la terza guerra mondiale – Massimo Fini.


Massimo Fini sulla Siria e l’intervento degli Stati Uniti

“La politica di potenza imperiale che gli Stati Uniti stanno esercitando a tamburo battente da quando non c’è più il contraltare dell’Unione Sovietica, e hanno quindi le mani libere, si maschera dietro questioni morali. La Siria è un Paese che dà fastidio, perché legata all’Iran, che è l’arcinemico, non si capisce poi bene il perché, degli Stati Uniti e di Israele. Tra l’altro non si sa affatto se Assad ha usato armi chimiche, ci sono gli ispettori ONU per questo, o l’ONU non conta nulla? Evidentemente non conta nulla perché quando serve c’è il cappello ONU, se non c’è il cappello ONU si aggredisce lo stesso. Questo è avvenuto in Serbia nel ’99, in Iraq nel 2003 e in Libia recentemente. Tutte azioni e aggressioni senza nessuna copertura ONU. Si dovrebbe per lo meno aspettare la relazione degli ispettori. C’è un precedente che dovrebbe consigliare prudenza, non dico agli Stati Uniti che non ne hanno, ma ai suoi alleati, ed è quello dell’Iraq, dove sostenevano che Saddam Hussein avesse le armi chimiche, di distruzione di massa, e poi non le aveva. Certo, lo sostenevano perché gliele avevano date loro a suo tempo, gli Stati Uniti, in funzione anti sciita e anti curda, però non le aveva più perché le aveva usate ad Halabja, gasando cinquemila curdi.
Chi sta combattendo in Siria?
Da una parte c’è il governo di Assad che, fino a prova contraria, è un governo legittimo, rappresentato all’ONU, e dall’altra parte c’è un coacervo di forze tra le più disparate, è difficile anche per gli analisti più attenti capire chi sono, sono tanti segmenti. Non Al Qaeda, che non esiste, ma ci sono gli jihadisti che sostengono una guerra totale all’Occidente, per esempio. Quindi l’intervento sarebbe controproducente, ma siccome gli americani si sono erti a poliziotti del mondo, che decidono chi ha torto e chi ragione, questo li spinge a intervenire comunque. Tra l’altro questa superiorità morale degli americani… John Kerry ha detto che quello che avviene in Siria è una oscenità morale, beh, l’oscenità morale secondo me è degli Stati Uniti. Chi ha usato veramente le armi di distruzione di massa? Parliamo del ’900 e di adesso: gli Americani a Hiroshima e Nagasaki. C’è da tenere presente che Nagasaki, cosa che non si sa, fu bombardata tre giorni dopo Hiroshima, per cui si sapeva che strage si faceva con la bomba atomica. Questo diritto morale degli americani di intervenire ovunque, non è una storia che nasce oggi, nasce per lo meno dalla Serbia, cioè dal ’99, continua con l’Iraq, con la Libia, senza contare le due aggressioni alla Somalia, una nel 2002 e l’altra attraverso l’Etiopia nel 2008 – 2009.
Chi finanzia i ribelli?
Li finanziano l’Arabia Saudita, la Francia, gli stessi Stati Uniti. Siccome utilizzano la loro potenza dietro lo schermo della moralità, il fatto che sia possibile che Assad abbia usato armi chimiche li costringe a intervenire, Obama aveva tracciato una linea rossa, ma chi lo autorizza a tracciare linee rosse in altri paesi? Gli americani hanno sfondato un principio di diritto internazionale che era valso fino a qualche decennio fa, della non ingerenza negli affari interni di uno Stato sovrano. I diritti umani sono il grimaldello con cui in realtà intervengono dove vogliono e quando vogliono, anche perché non hanno più contraltare, la Russia non è più una superpotenza. Siamo costretti a rimpiangere tutto, anche la vecchia e cara Unione Sovietica, perché almeno faceva da muro alla poi potenza di costoro. La cosa curiosa, che in questa diciamo compagnia di gente molto morale, molto democratica, c’è l’Arabia Saudita che è nota per essere un Paese rispettoso dei diritti umani, soprattutto quelli delle donne, quindi già questo dice quale sia la vera situazione?
Gli inglesi hanno responsabilità enormi in Medio Oriente, se tu vai, per esempio, a Teheran senti dire morte agli inglesi, comprendono anche gli americani, ma in particolare gli inglesi, perché? Perché hanno fatto il bello e cattivo tempo per un secolo in quella regione, potenza coloniale come erano. Mi ricordo che il sindaco di Londra, Livingstone, molto amato dai sui cittadini, dopo gli attentati londinesi, di qualche anno fa (attribuiti a Al Qaeda, in realtà erano terroristi locali) disse “Sì, certo, gli attentati terroristi sono inaccettabili, però se gli arabi avessero fatto in Gran Bretagna quello che abbiamo fatto noi per un secolo nel mondo arabo io sarei un terrorista inglese”. Gli inglesi marciano di conserva con gli americani, si può anche capire per i legami, quello che non si capisce è la Francia, con queste sue idee di grandeur che abbiamo visto quanto valessero durante la seconda guerra mondiale, la linea Maginot aggirata in cinque giorni. Adesso che può agire liberamente siano socialisti, come Hollande, o conservatori come Sarkozy fa una politica di potenza.
In Libia è stata soprattutto la spinta francese a combinare il disastro, perché sparito Gheddafi si sono scatenate faide interne di tutti i tipi. Le armi di Gheddafi sono finite ovunque, poi i francesi sono intervenuti in Mali perché gli islamisti stavano conquistando il Mali e questo non gli andava bene perché il dittatore maliano era un loro alleato.
La superiorità tecnologica occidentale permette di tutto. Lo scandalo maggiore (non è argomento di questa conversazione) è l’Afghanistan, dove da 12 anni il segretario di stato americano John Kerry ha detto che dopo questa vicenda di Damasco, di questo quartiere, vedendo il padre che cercava di salvare i figli si è messo a piangere. Perché non piange per le migliaia di bambini e bambine uccisi in Afghanistan per a bombardamento dissennati della Nato, americani in testa, di cui noi peraltro italiani siamo complici!
Possibili sviluppi?
Se intervengono militarmente il rischio è che si scateni la terza guerra mondiale, perché credo che l’Iran, alleato della Siria, non resterà inerte, e anche la Russia non potrà rimanere ferma e comunque si incendia tutta la regione. Tutti questi interventi si sono sempre risolti in altri massacri, prendiamo l’Iraq, l’intervento americano ha causato direttamente o indirettamente tra i 650 mila e 750 mila morti! Il calcolo è stato fatto molto semplicemente da una rivista medica inglese che è andata a vedere i decessi durante l’epoca Saddam e i decessi durante il periodo dell’occupazione americana e quindi la cifra più o meno è questa. Quello che è peggio è che avendo squinternato questo paese si è scatenata una guerra tra sunniti e sciiti che causa centinaia di morti la settimana, di cui nessuno parla, perché intanto chi se ne frega! Ormai gli occupanti americani non ci sono più.
Quindi ogni intervento cosiddetto umanitario si risolve in una strage umanitaria. E’ quello che è successo quando intervennero gli americani e parte degli europei nella guerra Iraq – Iran. Gli iraniani stavano per conquistare Bassora che avrebbe voluto dire la caduta immediata di Saddam Hussen. Si disse che non si poteva permettere alle orde iraniane di entrare a Bassora, perché quelle degli altri sono sempre orde, che cosa ha causato questo intervento? La guerra che sarebbe finita nell’85 con un bilancio di mezzo milione di morti è finita tre anni dopo con un bilancio di un milione e mezzo di morti. Saddam Hussein che sarebbe caduto all’istante con la conquista di Bassora è rimasto in piedi pieno di armi fornite dagli Stati Uniti e dagli occidentali. Che cosa fa una rana con un grattacielo di armi sopra? La rovescia nel primo posto che gli capita, quindi Kuwait e quindi Prima Guerra del Golfo.
La storia dei missili intelligenti è grottesca. La prima volta che comparvero questi bombe chirurgiche, missili intelligenti, fu nella Prima Guerra del Golfo, nel ’90, ebbene questi missili intelligenti e bombe chirurgiche hanno fatto 166 mila morti civili, di 33 mila bambini, che non sono meno bambini dei nostri bambini. E’ un dato che continuo a ripetere, quando posso, è un dato accertato, perché è uscito da una fonte insospettabile, che è il Pentagono. E questi sono i missili intelligenti e gli interventi mirati? Non si può credere agli americani né sulle armi chimiche, perché c’è il precedente Iraq, e non si può credere ai missili mirati perché mirati non sono affatto.
L’intervento è illegittimo da tutti i punti di vista. C’è sempre la storia dei due pesi e due misure. In Egitto un governo eletto democraticamente è stato abbattuto dall’esercito finanziato dagli Stati Uniti da sempre, per cui c’è stato un colpo di Stato, ma lì si sta zitti, perché i Fratelli Musulmani non sono nostri amici, anche se non sono affatto estremisti. Secondo me nelle guerre civili bisognerebbe che fosse il verdetto del campo a decidere, a un certo punto se Assad è effettivamente detestato dalla sua popolazione prima o poi cade, deve essere il campo a decidere, ma qualunque intervento esterno in realtà non fa che aggravare e complicare la situazione. Perché poi gli uni portano le armi a quelli, gli altri a quelli altri e così via e la cosa si prolunga invece di finire in tempi ragionevoli.
Le uniche soluzioni lecite sono quelle diplomatiche, quando si possono fare, se non ci sono le due parti hanno diritto di battersi.Adesso non c’è neanche più il diritto di battersi. Io non so se in Siria abbia più ragione Assad a difendere il suo potere o gli altri a volerlo abbattere, è il campo che deve decidere, perché sennò si creano sempre situazioni totalmente provvisorie. È come la Bosnia, appunto, che può esplodere in ogni momento, perché è stata una soluzione totalmente artificiale, anche se questo è un altro discorso.”

 
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Pubblicato da su 29 agosto 2013 in Notizie & Politica

 

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Calabria: Esasperato da attesa tenta dare fuoco pronto soccorso, fermato.


Ospedali-riuniti-Reggio2.jpg

Reggio Calabria – Un uomo di una sessantina d’anni ha gettato del liquido infiammabile davanti la porta del pronto soccorso di Reggio. Probabilmente l’uomo era esasperato dalla lunga attesa al pronto soccorso e avrebbe tentato di darvi fuoco, cospargendo di benzina, contenuta in una tanica, l’ingresso del pronto soccorso degli Ospedale Riuniti di Reggio Calabria. L’uomo è stato bloccato da un’infermiera e consegnato alla polizia. Gli investigatori stanno adesso cercando di ricostruire con certezza quanto avvenuto.

 
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Pubblicato da su 28 agosto 2013 in Notizie & Politica

 

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Il sondaggio shock RKW: Movimento 5 Stelle al 31,3%.


Il sondaggio RKW di cui non sono ancora note le fonti attendibili, rivela il M5S al 31%.

Il sondaggio shock RKW: Movimento 5 Stelle al 31,3%.

Dal sito online dell’“Infiltrato” e su “Intopic”, Dall’istituto RKW tedesco arriva il sondaggio shock che in Italia viene occultato: il Movimento 5 Stelle vola al 31%.

Nonostante i sondaggi dei vari istituti italiani danno un crollo significativo dei consensi del M5S, dalla Germania emergono risultati totalmente diversi, infatti, dal sondaggio shock dell’istituto RKW, realizzato mediante interviste telefoniche sulle intenzioni di voto relative ai primi 3 partiti in Italia, M5S, Pd e Pdl, il Movimento di Beppe Grillo sarebbe al31,3%, contro il 25,5% di febbraio.

Dai sondaggi esteri, dunque, i pentastellati, avrebbero guadagnato dopo le elezioni politiche 2013, ben 6 punti di percentuale in soli 70 giorni, alla faccia del crollo significativo a causa dei dissidi e contrasti interni dei neo eletti riguardo il taglio degli stipendi.

Infatti, dal sondaggio shock, i dati mostrano il Pd al 18,6% contro il 25,4% di febbraio, con la perdita di 7 punti percentuali, e il Pdl al 25,4%, contro il 21,6%, con una crescita di soli 4 punti percentuali, e il M5S al 31,3%, con una crescita di 6 punti.

Intanto i contrasti interni del M5S sembrano essere stati risolti in queste ore, infatti, Beppe Grillo ha dichiarato dal suo blog: “Siamo al 30%, ci prenderemo tutto il Paese alle prossime elezioni. Ce lo prenderemo in macerie, saremo la Protezione Civile di questo Paese. Però non voglio più vedere quelle facce, questi dilettanti che stanno nei palazzi dei 20 anni”.

Dunque, dai risultati del sondaggio shock europeo, in confronto a quelli di altri istituti italiani, emergono due scenari completamente diversi, come se si trattasse di due Paesi diversi, infatti, i sondaggi ufficiali italiani danno il M5S al terzo posto in caduta libera, mentre il Pdl in una grande rimonta, insomma, dai sondaggi italiani, lo scomodo, Movimento 5 Stelle, unica opposizione in Italia, sarebbe in costante perdita di consensi, e avrebbe subito un forte calo dei consensi, sia dai dati dell’istituto Tecnè, sia per Swg e sia per Emg.

Per scoprire la realtà, e quale scenario sia davvero rappresentativo delle intenzioni di voto degli italiani, si dovranno attendere le prossime elezioni politiche.

continua su: http://www.fanpage.it/il-sondaggio-shock-rkw-movimento-5-stelle-al-31-3/#ixzz2d1CZ5pmv

 

 
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Pubblicato da su 25 agosto 2013 in Notizie & Politica

 

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Sciopero della fame, Monti visita Pannella: “E’ combattivo”


Il presidente del Consiglio è stato nella clinica dove il leader radicale è ricoverato a causa della sua protesta per le condizioni dei detenuti. Il colloquio ha riguardato i temi della legalità, della giustizia e della situazione carceraria.

Mario Monti ha fatto visita a Marco Pannella alla clinica Santa Maria della Mercede per informarsi delle sue condizioni di salute e incoraggiarlo a desistere dallo sciopero della fame e della sete

 
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Pubblicato da su 22 agosto 2013 in Notizie & Politica

 

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RAGAZZA CIECA MALTRATTATA SUL TRAGHETTO PER BRINDISI. “BUTTIAMO A MARE TE E IL CANE”


BRINDISI – «Buttiamo a mare te e il tuo cane»: è quanto avrebbero detto alcuni membri dello staff della nave traghetto che collega Valona a Brindisi a una ragazza non vedente di 24 anni, studentessa che vive in Italia da 10 anni, che stava effettuando il viaggio verso la Puglia, per vacanza, con il suo cane guida, un golden retriever che si chiama Vera.

Kedrit Shalari, questo il nome della giovane, ha presentato denuncia ai carabinieri una volta arrivata in Italia: è andata alla stazione di Racale (Lecce) dove ha ricostruito tutto l’accaduto. Una volta salita sul traghetto ‘Voyager European’, della compagnia European Ferries, il 16 agosto scorso, dopo aver trascorso un mese a Tirana dalla sua famiglia, Kedrit che viaggia autonomamente proprio grazie all’apporto del cane da accompagnamento, sarebbe stata raggiunta da due persone dello staff che le hanno vietato l’accesso all’interno della imbarcazione: «il cane non può entrare», le hanno detto.

«Gli stessi operatori – spiega la ragazza nella denuncia – si rifiutavano di leggere la documentazione del cane che attesta la possibilità di accesso a ogni luogo ed esercizio pubblico dei cani guida, anche laddove l’accesso ai cani è vietato l’ingresso». «Lo staff – si legge nella denuncia – ha minacciato di espellermi dal traghetto se non mi fossi spostata da tale area, buttandomi a mare insieme al mio cane guida. Mi intimavano poi di viaggiare sul ponte, all’aperto, per un viaggio di durata di 5 ore e mezzo. Il ponte di un traghetto è adibito a zona fumatori, e non al trasporto viaggiatori».

Secondo quanto riferisce la ragazza, nonostante la richiesta, non le sarebbe stato concesso di parlare con il capitano perchè «dormiva e non poteva». La vicenda è stata resa nota da un blog animalista, animebastarde.it, sul quale è intervenuto per stigmatizzare l’accaduto, Giuseppe Terranova, vicepresidente nazionale della Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e presidente del Centro Regionale Helen Keller di Messina, dove Vera è stata addestrata, oltre a Loredana Pronio, presidente dell’associazione animalista Feder Fida.

LA REPLICA «Ho chiesto spiegazioni al comandante della nave Valentis Panagis che mi ha inviato una mail in cui precisa che è per ragioni di sicurezza che a persone che hanno bisogno di assistenza sia assegnato un posto, e in questo caso si è trattato di una sistemazione nel corridoio 6, dove ci sono i salottini, perchè in caso di emergenza sia localizzabile e gli si possa fornire subito soccorso».

È quanto spiega all’ANSA Maurizio Prudentino, l’agente marittimo della compagnia European Ferries, proprietaria della nave Voyager European operante sulla tratta Valona Brindisi sulla quale Kedrit Shalari, la studentessa di 24 anni non vedente, sarebbe stata maltrattata dallo staff che, secondo quanto denunciato ai carabinieri dalla ragazza, le avrebbe intimato di non recarsi con il suo cane guida, Vera, nella zona riservata ai passeggeri e nella sala ristorante. La ragazza, che era in viaggio per Brindisi il 16 agosto scorso, sarebbe stata anche minacciata da una persona dell’equipaggio che le avrebbe detto di attenersi alle disposizioni altrimenti l’avrebbe «buttata in mare con il cane». «Molto probabilmente – aggiunge Prudentino – se le cose sono andate così come descritte, così c’è stato un fraintendimento. Sicuramente si poteva usare una sensibilità diversa. Ad ogni modo il comandante adesso è in mare, arriverà in serata a Brindisi e ci parlerò personalmente. Sono sicuro che avvierà una procedura interna, ascoltando tutti i membri dell’equipaggio, per comprendere esattamente cosa è accaduto. Quanto alle minacce, che sono inammissibili, ognuno risponde delle proprie eventuali condotte. Non sono comportamenti che fanno parte della cultura civile».

Fonte:http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/ragazza_cieca_maltrattata_traghetto_cane/notizie/317545.shtml

 
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Pubblicato da su 21 agosto 2013 in Notizie & Politica

 

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Lamezia Terme. Al secondo anno nello staff della nazionale per diversamente abili, il maestro Giuseppe Costanzo del Circolo Scherma Lametino conquista il massimo score: il titolo di campione del mondo.


costanzo-maestro-scherma.Lamezia Terme – Al secondo anno nello staff della nazionale per diversamente abili, il maestro Giuseppe Costanzo del Circolo Scherma Lametino conquista il massimo score: il titolo di campione del mondo di sciabola maschile categoria “A” ai mondiali di Budapest con Alessio Sarri. Inoltre, la truppa azzurra ottiene il podio basso nel fioretto maschile categoria “C” con William Russo (nella foto con il maestro Costanzo). Due straordinari score, che pongono ancora una volta in luce le qualità del valente tecnico calabro. E’ molto probabile che la città della Piana, possa essere la prossima location per due atleti della nazionale italiana in carrozzina. Rammentiamo che anni or sono il Circolo Scherma Lametino ha organizzato con successo una storica esibizione con due olimpionici diversamente abili e in quella occasione il Palasparti, rispetto al trend, si è mostrato veramente gremito. Comunque, Lamezia potrebbe ospitare anche in un futuro prossimo un importante centro per gli atleti disabili. Il club di via Adige, la nuova stagione agonistica è ormai alle porte, continua a brillare di luce propria nel vasto universo sportivo, donando lustro pure all’intera regione con l’impegno vincente nella scherma in carrozzina.

 
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Pubblicato da su 21 agosto 2013 in Notizie & Politica

 

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