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Crac di Renzi senior, creditori a bocca asciutta.


Tiziano Renzi

Genova – I creditori di babbo Renzi possono mettersi l’animo in pace: «Non sarà possibile ottenere l’incasso di ulteriori somme», oltre ai settemila euro incamerati finora. Ma è bello scoprire perché, grazie a due relazioni che Maurizio Civardi, curatore del fallimento di “Chil Post” ovvero la società di distribuzione giornaliappartenuta a Tiziano Renzi padre del premier Matteo, ha trasmesso fra maggio e ottobre al tribunale di Genova, la città dove Chil ha avuto l’ultima sede e dove Renzi senior è indagato per bancarotta fraudolenta.

Il milione e trecentomila reclamato da una trentina di fornitori, spiega il professionista, sarebbe in buona parte recuperabile, poiché sempre Chil vantava crediti corposi. Problema nume ro uno: le aziende che potrebbero dare soldi sono a loro volta fallite. Soprattutto: le ditte debitrici di Chil sono riconducibili a Mariano Massone, a sua volta ex compagno di Tiziano Renzi in spericolate operazioni imprenditoriali. E figlio di Gianfranco, l’ultrasettantenne cui Tiziano cedette Chil ormai ridotta a una bad compan y nel 2010. Le carte di cui Il Secolo XIX può dare conto oggi hanno insomma corroborato negli inquirenti quella che finora era solo una sensazione: la bancarotta della società che per anni è stata nelle mani della famiglia Renzi, sembra far parte d’un disegno molto più «strutturato» nel quale ricorrono fallimenti a catena, gli stessi protagonisti e parecchio denaro sottratto ai creditori.

la ricostruzione completa della vicenda è sul Secolo XIX in edicola

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/10/29/ARfMMGPC-creditori_senior_asciutta.shtml?fb_action_ids=10205198104621769&fb_action_types=og.likes&fb_ref=s%3DshowShareBarUI%3Ap%3Dfacebook-like

 
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Pubblicato da su 17 gennaio 2015 in Notizie & Politica

 

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Jennifer Lopez – Booty (feat. Iggy Azalea)


 
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Pubblicato da su 14 gennaio 2015 in Musica

 

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Riflessioni della Dr.ssa Francesca Volando.


A leggere l’editoriale di Travaglio sul Fatto Quotidiano di stamattina, m’è venuto in mente cosa sarebbe successo se questo articolo fosse stato letto due sere fa da un vecchio decrepito in tv a reti unificate.
Ne esce un quadro di un paese triste, decadente, dilaniato da corruzione , evasione fiscale, povertà, ingiustizie sociali e una qualità della vita di infimo livello, al punto che quasi 100 mila persone se ne vanno via ogni anno, le menti migliori tra l’altro.
Ci stiamo abituando sempre più al peggio, sempre più ad arrangiarci, perché nessuno provvede ai nostri bisogni, questa è la realtà.
Me ne accorgo quando chiedo alla gente come mai usa un mezzo di trasporto così costoso come la propria auto.
Ne vengono fuori ragioni palesemente valide e senza alternative al salasso, ma cosa ancora più grave nessuno protesta per questo o qualche altro motivo, perché sa che non otterrà una soluzione né definitiva né di alto profilo, al limite una toppa, si come quelle che mettono sulle strade dopo che si fanno i lavori.
La protesta è lontana dal nostro modo di vivere, ed invece dovremmo farlo sentitamente.
Ma siccome l’educazione impartita non èquella di una comunità ma di una singolarità sociale votata al menefreghismo generale , salvo poche eccezioni che non fanno però da traino,il nostro paese resta così, sospeso tra un tira a campà e un carpe diem di latina memoria.
Cambierà qualcosa questo discorso? temo di no, ma mi andava di farlo in una fredda mattina d’inverno lo stesso che attangalia questo paese oramai in via di morte certa, salvo miracoli che nessun uomo piccolo basso , catramato, e prostatico può fare.
Il cambiamento è sempre fermarci e cambiare direzione di vita ragionando sui propri passi.

Fonte:https://www.facebook.com/noninlinea/posts/385005898291007

 
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Pubblicato da su 2 gennaio 2015 in Notizie & Politica

 

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Petizioni Change.org: Qualcosa di speciale.


Ciao Giovanni,
Il giorno in cui hai firmato la tua prima petizione su Change.org sei diventato parte di qualcosa di grande. Ora le persone, dappertutto, stanno cambiando le cose, e tu sei protagonista di tutto questo, perché fai parte di una comunità composta da 3 milioni di persone soltanto in Italia.
Quest’anno tante petizioni hanno vinto creando ‪#‎qualcosadispeciale‬: Gennaro ha ottenuto protezione e tutela come testimone di giustizia; Stefano ha fatto togliere il segreto di Stato sui documenti che riguardano la morte di Ilaria Alpi e il traffico di armi e rifiuti; Annamaria di CIWF Italia ha fatto chiudere il macello degli orrori di Beirut dove gli animali morivano tra atroci sofferenze; Sabri ha contribuito al riconoscimento del record di Elham, nuotatrice iraniana, dando una spinta incredibile al movimento per i diritti delle donne in tutto il mondo; Laura ha impedito alla Fineco bank di pignorarle la casa; Ivan ha difeso la memoria dell’eroe antimafia Peppino Impastato e Giuliana è riuscita a trasformare il dolore per la morte di suo figlio in un gesto di altruismo e solidarietà.
Per queste battaglie vinte, ti vorremmo ringraziare con un video e ricordarti, ancora una volta, che su Change.org chiunque può fare ‪#‎qualcosadi‬… a te va di cominciare ora? Dai, dobbiamo fare del 2015 un anno ancora migliore.
Auguri!
Salvatore, Elisa, Luca, Allegra di Change.org
P.S. per la prima volta vedrai anche i nostri volti

 
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Pubblicato da su 30 dicembre 2014 in Notizie & Politica

 

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Calabria: Due scosse di terremoto ravvicinate con epicentro in Sila.


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Lamezia Terme – Una scossa di terremoto di tipo ondulatorio, durata almeno 30 secondi, è stata avvertita in serata intorno alle 22:44 in Calabria. Entrambe le scosse si sono registrate sull’altopiano della Sila. La prima di 4.4 gradi alle 22:43 mentre la seconda si è verificata tre minuti dopo, alle 22:46, ed è stata di 3.3. La profondità per la prima era di solo 11,1 km mentre la seconda di 10,5 km di profondità.

http://www.lametino.it/Cronaca/calabria-due-scosse-di-terremoto-ravvicinate-con-epicentro-in-sila.html

 
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Pubblicato da su 28 dicembre 2014 in Notizie & Politica

 

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Reddito di Cittadinanza Movimento Cinque Stelle.


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Pubblicato da su 23 dicembre 2014 in Notizie & Politica

 

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Caso Marlane: tutti assolti. Nessun disastro ambientale.


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Si chiude dopo più di 13 anni nel Tribunale di Paola il processo alla cosiddetta fabbrica dei veleni. Una sentenza accolta con dolore dai parenti dei lavoratori morti di cancro

Tutti assolti. Cala il sipario su Marlane, la fabbrica che era stata definita dei veleni. Il dispositivo della sentenza giunge attorno alle 20, dopo circa dieci ore di camera di consiglio. Il presidente Domenico Introcaso lo legge di un fiato senza fermarsi. Nessun disastro ambientale, nessun colpevole. Le parti civili e il comitato di bonifica dei mari e fiumi della Calabria ascoltano impietriti. In aula cala il silenzio. Erano rimasti in pochi perché operai e famiglie fiutando un verdetto sfavorevole avevano già accettato la transazione proposta ottenendo i relativi risarcimenti.
L’accusa in poche parole non ha retto. Del resto era molto difficile stabilire il nesso di causalità tra le morti e i tumori contratti. Le perizie sono inoltre state scardinate punto per punto dai legali degli imputati, basate secondo gli stessi su dati poco o affatto dimostrabili. Eppure il processo e prima ancora l’attività di indagine erano nati grazie a precise denunce degli operai della fabbrica che a seguito di alcune morti sospette hanno deciso di raccontare tutto ai pm.

L’accusa della Procura della Repubblica di Paola è stata incentrata sul fatto che i materiali utilizzati all’interno e le lavorazioni (in particolare nel reparto tintoria) sarebbero state causa di tumori e decessi per decine e decine di operai. Centosette i casi che sono stati contestati. Rilievi anche per un deposito irregolare di scarti di lavorazione all’esterno del fabbricato. Ma il gruppo Marzotto ha sempre respinto ogni accostamento sostenendo la sua estraneità su quello che accadeva nella fabbrica. Così anche come gli altri imputati.
Un processo dai grandi numeri. L’indagine è rimasta tra procura e gip per 13 anni. Si è giunti al rinvio a giudizio dopo sei udienze preliminari. 12 persone, inizialmente 13 (una è poi deceduta) sono arrivati a processo. L’accusa rappresentata dai pm Linda Gambassi e Maria Camodeca aveva chiesto circa 64 anni di carcere per gli imputati. Il giudice Domenico Introcaso (a latere Annamaria Buffado e Pierpaolo Bortone) ha invece stabilito che Pietro Marzotto (già conte di Valdagno e presidente dell’associazione industriali di Vicenza), Silvano Storer (ex amministratore delegato del gruppo), Jean De Jaegher (consigliere dell’associazione europea delle industrie tessili e presidente della Marzotto Usa dal ’95 al ’98),Lorenzo Bosetti (ex-sindaco di Valdagno e consigliere delegato e vicepresidente della Lanerossi), Vincenzo Benincasa, Salvatore Cristallino, Carlo Lomonaco (ex-responsabile tintoria e sindaco di Praia), Giuseppe Ferrari, Lamberto Priori, Ernesto Antonio Favrin(vicepresidente vicario della Confindustria Veneta), Attilio Rausse e Ivo Comegna sono assolti dai reati loro ascritti perché il fatto non sussiste. I pm avevano chiesto solo l’assoluzione per Comegna mentre erano stati duri in particolare con Lomonaco (richiesta di 10 anni) e il conte Marzotto (6 anni). Introcaso ha inoltre stabilito la restituzione di quanto in sequestro agli aventi diritto. La motivazione entro novanta giorni. Per un eventuale processo in Appello bisognerà attendere la decisione delle parti civili (i comuni di Praia e Tortora, Legambiente, Cgil e regione Calabria) e della procura. Il processo è stato incentrato sull’attività aziendale della Marlane, azienda produttrice di filati di Praia a Mare che ha chiuso definitivamente i battenti nel 2007.
L’inchiesta durata dieci anni è stata condotta in prima persona dal procuratore capo Bruno Giordano. Tutto è partito quasi per caso, da alcune riunioni di ambientalisti che alla fine degli anni 90 si tenevano sul Tirreno cosentino. In queste riunioni si discuteva di elettromaghetismo, di erosione costiera e di discariche. Ma a nche di tumori e dell’elevato tasso che si registrava sul territorio. Proprio in uno di questi incontri si presentano Luigi Pacchiano e Alberto Cunto operai della Marlane che raccontarono il dramma di colleghi colpiti dal cancro e morti uno dopo l’altro. Mietuti dalla malattia dopo tante sofferenze. Lo stesso Pacchiano tre mesi fa ha prodotto un cd dove, secondo alcune testimonianze raccolte e registrate, durante il processo si decideva prima “cosa dire e cosa non dire”. (Gazzetta del Sud – F.ma.)

http://www.lameziainstrada.it/dalla-calabria/cronaca/caso-marlane-tutti-assolti-nessun-disastro-ambientale.html

 
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Pubblicato da su 20 dicembre 2014 in Notizie & Politica

 

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