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Aceto balsamico, speck e mortadella, se l’igp parla straniero.


Mucche pazze, maiali con la diossina, influenza aviaria, mozzarelle di bufala fatte con latte congelato e proveniente dall’estero, pomodorini coltivati in vere e proprio discariche abusive.Negli anni gli italiani hanno visto scandali di tutti i tipi al telegiornale, e in alcuni casi interrogandosi su cosa portavano sulle proprie tavole.La prima reazione, dettata anche dai consigli degli esperti e delle associazioni di categoria italiane, è stata sempre la stess: comprare solo prodotti certificati.Stranieri e a caro prezzoSpendere di più ma portarsi a casa un formaggio Dop, un salume Igp, e un vino docg, è una risposta comprensibile all’ansia di finire col mangiare qualcosa di poco sano e rischioso per la propria salute.Il comune pensiero è che un prodotto a denominazione protetta dia maggiori garanzie, quantomeno sull’origine geografica dello stessoMa semplicemente non è vero, come spiega l’inchiesta che il settimanale il Salvagente pubblica nel numero in edicola da giovedì 4 aprile, e in vendita in versione sfogliabile e pdf numero 14/2013 nel nostro negozio on line.Lo speck danese…Se state consumando dello speck Igp Altoatesino e alla televisione passa la notizia di uno scandalo riguardante carni suine austriache, non pensiate che vi riguardi. E invece siete in errore: lo speck a indicazione geografica protetta, infatti, viene prodotto con carne proveniente da aziende “prevalentemente germaniche, austriache, italiane, olandesi e danesi”, secondo quanto assicurato dallo stesso consorzio.Com’è possibile? La risposta è semplice. Al contrario di quanto comunemente si potrebbe pensare, un prodotto può essere etichettato come Igp anche se solo una parte del suo processo produttivo viene realizzato nella zona geografica tradizionale. Nel caso dello speck, ad esempio, basta procedere all’affumicamento della carne in Alto Adige, per poterlo fregiare dell’etichetta a “indicazione geografica tipica”.Questione di costiUn altro caso eclatante, riguarda la bresaola Igp della Valtellina, prodotta quasi esclusivamente con carne di zebù, un bovino sudamericano, proveniente da Brasile e Uruguay. Quando nel 2008 si tentò di imporre che le carni usate per la bresaola fossero quantomeno provenienti dal territorio italiano, lo stesso consorzio alzò gli scudi, e il presidente dell’Uniceb, l’unione degli importatori di carne, Renzo Fossato, si rivolse all’allora ministro dell’agricoltura, Paolo De Castro, sostenendo che “senza la carne brasiliana noi non produrremo più la bresaola”, per una questione di costi.Lontano da casaLe etichette a denominazione di origine protetta, sono invece più stringenti, e indicano sempre un’area limite in cui l’intera produzione deve essere svolta. In alcuni casi si tratta di semplice buonsenso. Ad esempio, nel caso della mozzarella di Bufala campana Dop, sarebbe assurdo vietare il marchio alle mozzarelle prodotte nello stesso territorio storico di allevamento del casertano, che però stanno pochi chilometri al di là del confine, trovandosi nel Lazio.Ma in tanti altri casi, l’estensione è poco spiegabile, se non per motivi prettamente commerciali: la stessa mozzarella di bufala campana, tanto per rimanere nel caso citato, può essere prodotta a Foggia, dal lato opposto dell’Appennino, non proprio vicino alle zone originarie. Così come il prosciutto di Parma Dop, può essere interamente confezionato a Roma, al contrario del pecorino romano, fatto nel 90% dei casi in Sardegna o in provincia di Grosseto.Non si vuole mettere in discussione la qualità dei prodotto indicati come tipici di una zona, ma provenienti da tutt’altra parte. Potrebbero essere squisiti tanto quelli tradizionali.Addio trasparenzaIl punto è che per una questione di trasparenza, il consumatore dovrebbe essere consapevole dell’origine reale di un prodotto, spiegano dal settimanale dei consumatori, in caso durante uno dei tanti scandali alimentari, decida che per precauzione non voglia acquistare un prodotto proveniente dalla zona al centro degli accertamenti.

Lorenzo MisuracaFonte : SALVAGENTE.IT

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Pubblicato da su 5 aprile 2013 in Notizie & Politica

 

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