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Debito da 10mila euro e la casa va all’asta Si dà fuoco, le fiamme raggiungono moglie e figlia.


La tragedia a Vittoria, in provincia di Ragusa. Al momento dello sfratto il debitore si è cosparso di benzina e si è trasformato in torcia umana. Ustionati anche due poliziotti.

Gli infermieri trasportano uno degli ustionati dopo che un uomo si è dato fuoco per evitare lo sfratto (Ansa)

Gli infermieri trasportano uno degli ustionati dopo che un uomo si è dato fuoco per evitare lo sfratto (Ansa)

Ragusa, 14 maggio 2013 – Un uomo disperato perché la sua casa era stata messa all’asta si è dato fuoco e nell’incendio che ne è seguito sono rimaste ustionate anche la moglie, la figlia e due agenti di polizia. E’ accaduto a Vittoria, in provincia di Ragusa, mentre era in corso una trattativa tra gli avvocati alla presenza dell’ufficiale giudiziario.

L’autore del gesto è Giovanni Guarascio, muratore disoccupato di 64 anni, che ora lotta tra la vita e la morte all’ospedale ‘Cannizzaro’ di Catania dove è stato trasferito in elicottero epr le gravi ustioni di secondo e terzo grado sul 60% del corpo. Nello stesso nosocomio si trova anche uno dei poliziotti: l’agente ha ferite meno gravi (ustioni di primo e secondo grado su braccia e torace). Le condizioni degli altri tre non sembrano destare preoccupazione: la figlia della coppia è stata già dimessa.

PER POCHI SOLDI – Il gesto atroce è l’epilogo di una mattinata di tensione, iniziata quando l’ufficiale giudiziario si era presentato per eseguire lo sfratto dopo e immettere in possesso il nuovo proprietario dell’immobile, che lo aveva acquistato all’asta per 26.000 euro. La casa era stata messa all’asta per un debito di 10.000 euro con una banca.

IL SINDACO – “Il gesto drammatico del disoccupato di Vittoria che pur di non perdere la casa si dà fuocoè la spia del malessere sociale che vive la povera gente di fronte alla grave crisi economica di questi mesi”, commenta il sindaco Giuseppe Nicosia. “E’ arrivato il momento di fermare – aggiunge primo cittadino di Vittoria – tutte le procedure di recupero dei crediti e avviare una moratoria che possa consentire alla gente di mantenere la propria casa. Le famiglie non ce la fanno più ad andare avanti. E’ un problema civile che va affrontato con urgenza con un provvedimento legislativo. Di fronte ad una tragedia così immane bisogna agire e la soluzione è quella di una moratoria che possa bloccare per il momento la deflagrazione della povera gente”.

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Pubblicato da su 15 maggio 2013 in Notizie & Politica

 

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